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domenica 1 ottobre 2017

Keeper of the castle - Juliet Blackwell


Titolo originale: Keeper of the castle - 2014
Serie: "Haunted home renovation mysteries" n. 5

Mel è preoccupata di trovare abbastanza opere storiche da ristrutturare per pagare le bollette. Ma mentre la Turner Construction ha bisogno di un progetto, il fidanzato di Mel, Graham, ha per le mani la gestione della ricostruzione di un antico monastero che il ricco Ellis Elrich si è fatto spedire direttamente dalla Scozia (smontato, da riassemblare). 
Sennonchè, si diffondono voci che quelle pietre siano maledette e gli operai non vogliono lavorare oltre il calar del sole. Graham chiede allora a Mel di verificare se davvero nella costruzione abitano dei fantasmi. E infatti il fantasma di un cavaliere scozzese sembra davvero vigilare sul sito. E non solo, sembra che ci sia un secondo fantasma, di una donna vestita di rosso, che ha il potere di rattristare chiunque si avvicini a lei. 
Ma un giorno, nel sito, viene trovato il cadavere di Larry McCall, un ispettore delle costruzioni. E qualche giorno dopo, Graham rimarrà vittima di un'aggressione che lo porta a passare diversi giorni in coma in ospedale.
Mel, non convinta del colpevole che ha arrestato la polizia, decide di capire cosa sia successo e, contemporaneamente, di aiutare i due fantasmi a trovare riposo.

Mi serviva un libro sui fantasmi per la "Monthly motif" di settembre e ho trovato questo, che purtroppo è il quinto della serie che Juliet Blackwell ha scritto con protagonista questa ragazza che ha la capacità di parlare coi fantasmi che trova nei suoi cantieri edili. E l'ho letto in lingua originale perchè in italiano non esiste.
Ci ho messo praticamente un mese a leggerlo, con uno stacco di circa una settimana per riuscire a leggere il libro del gruppo di lettura. Devo dire che la scrittura è abbastanza scorrevole. Ho trovato diverse parole non conosciute, ma ho proceduto abbastanza bene comunque con la lettura. Ammetto invece di aver fatto un po' fatica con lo svolgimento, soprattutto perchè ci sono diversi personaggi "principali" e su alcuni dettagli mi sono un po' persa. Soprattutto mi sono un po' persa sul racconto delle mattonelle e delle ossa (sì, ho capito il discorso in generale, ma non esattamente come aiuta Mel ad arrivare alla soluzione del caso). Comunque è stata una lettura interessante, con anche diverse espressioni colloquiali che mi sono segnata per ampliare il mio vocabolario.
Non ho capito il perchè del titolo; cioè, il titolo di questo libro, è il titolo di un libro che Mel si trova in camera, ma cosa c'entri col resto della storia ecco non mi è chiaro.
Intrigante l'idea, un po' contorto lo svolgimento. Nel complesso, comunque, una lettura piacevole.
Mio voto: 7 / 10

giovedì 22 dicembre 2016

Calendar girl. Aprile maggio giugno - Audrey Carlan


Titolo originale: Calendar girl - volume two (2016)

Dopo tre mesi molto diversi da come se li era immaginati, Mia è pronta a ripartire. A proseguire il suo viaggio lungo un anno iniziato per salvare la vita di suo padre. L'aspetta un aprile a Boston in compagnia di Mason "Mace" Murphy, campione di baseball. Tutto ciò che Mia detesta in un uomo impacchettato in un regalo da sogno: talentuoso, fisico atletico, lineamenti scolpiti ma... completamente pieno di sé. Un maggio alle Hawaii a fare la modella di punta per una campagna di costumi da bagno. Un mese di gioie, risate e piacere in compagnia di Tai, il peccaminoso samoano con un intricato tatuaggio tribale disegnato lungo l'intero lato sinistro del suo corpo muscoloso. E un giugno a Washington a fianco di un ricco filantropo. Trenta giorni nell'universo della politica. Un mondo di intrighi, potere, denaro e uomini senza scrupoli. E poi c'è sempre Wes, l'uomo che forse potrebbe impegnarla per sempre. Quello che si è conquistato un pezzo del suo cuore. Anche se insieme hanno deciso di lasciare per quest'anno i sentimenti sullo sfondo mentre ciascuno vive la sua vita. Perché quello che conta è il viaggio... (http://www.librimondadori.it/)

(Attenzione: possibili spoilers)
Secondo trimestre di vita da escort per Mia, in cui tutte le esperienze fatte nei primi tre mesi riaffiorano.
In aprile Mia viene ingaggiata da un campione di baseball, Mason Mace Murphy. Egocentrico, presuntuoso, arrogante, ha tutto ciò che Mia odia in un uomo (a parte il fisico da urlo). Il suo compito è aiutarlo a ripulire la sua immagine dagli eccessi che stanno allontanando gli sponsor. Ma Mia capisce che Mason ha bisogno di essere condotto "sulla buona strada" anche sentimentalmente, e di lasciare che apra il suo cuore, ricambiato, a Rachel. E così Mia rischia di rimanere a bocca asciutta con gli ormoni in fermento anche questo mese, senonchè, dovendosi spostare per un evento nella città del francesino di febbraio, Mia decide di chiamarlo e trascorrere con lui delle bollenti ore.
In maggio Mia viene ingaggiata da un fotografo e da sua moglie per fare delle foto in costume da bagno. A lei è affiancato Tai, un samoano che ha metà corpo completamente tatuata e che le farà passare momenti piuttosto bollenti (perchè il samoano è "grande" ovunque.. e ci siamo capiti no?). Ma il samoano, grazie alla madre "veggente" sa già che Mia non è la donna della sua vita; questa infatti la conoscerà di lì a poco e proprio grazie a Mia. Ma per Tai la famiglia è importante, e anche Mia ora ne fa parte.
In giugno troviamo Mia al fianco di un anziano filantropo, Warren Shipley, che ha bisogno di una giovane pollastra al suo fianco per riuscire a concludere alcuni accordi commerciali. Un mondo in cui conta solo l'apparenza. Anche qui Mia si troverà a svolgere un ruolo da cupido, capendo subito che Warren ha da anni una relazione clandestina con la governante e lo aiuterà a uscire dal buio rendendo pubblica la loro storia. Questo però non piacerà al figlio senatore di Warren, uomo arrogante e pieno di sè che, rabbioso e sotto gli effetti dell'alcool, durante un evento in cui è presente tutto il jet set americano, proverà a violentare Mia, che verrà fortunatamente salvata dai pugni di Mason. Un'avventura che poteva concludersi male per Mia, e invece si è trovata salvata da due degli uomini che la considerano come una di famiglia (Mason e Tai)

Devo dire che questo secondo romanzo mi è probabilmente piaciuto di più. Forse anche per il fatto che mi piace l'altruismo di Mia, questo suo far venire fuori le storie d'amore appena capisce che ci sono. Mia non solo piace agli uomini, ma piace anche alle loro donne perchè lei vuole solo recitare il suo ruolo, non vuole per forza portarseli a letto. Poi forse mi piacciono anche di più i personaggi; Tai soprattutto, col fascino tribale e la sua tenerezza nel far capire a Mia che ora è parte della famiglia e che quando ha bisogno la raggiungerà per darle una mano (cosa che ha fatto in giugno).
Diciamo che Mia ha avuto anche molta fortuna nel trovarsi Mason al posto giusto nel momento giusto... d'altronde mi sono anche chiesta come fanno questi uomini, che poi frequentano tutti gli stessi ambienti, a non incrociarsi più spesso? Vi dirò, pensavo che in giugno comparisse anche Wes, invece non c'era. Però Wes mi ha un po' deluso.. tanto innamorato di Mia e poi si porta a letto la prima attricetta del suo nuovo film. Oh, per carità, "gli uomini hanno dei bisogni"(cit.), ma mi ha deluso. Non pensavo tornasse in ballo anche il francese, devo ammettere che, a pelle, non mi sta particolarmente simpatico.
Comunque, questi tre mesi portano a Mia anche tanti momenti di riflessione, oltre a cambiarle diversi aspetti della vita. Ora la sorellina di cui si è sempre occupata ha trovato un fidanzato e pensano di sposarsi nel giro di qualche anno. Per Mia è difficile capire che sua sorella è sufficientemente adulta da poter prendere il volo, amando, e magari sì anche di rischiare di cadere a terra e soffrire.
Mi è piaciuto il fatto che ognuno degli uomini che ha conosciuto ha lasciato un segno nella sua vita; mi piace il tatuaggio che decide di farsi.
Bel libro, stile scorrevole, si legge volentieri.
Mio voto: 7 e mezzo / 10 (ma sono quasi indecisa se arrivare ad 8...)

mercoledì 7 dicembre 2016

Calendar girl. Gennaio febbraio marzo - Audrey Carlan


Titolo originale: Calendar girl. Volume one. - 2016

Mi hanno chiesto di recitare il ruolo della fidanzata per 12 mesi. 12 uomini inarrivabili, 12 città sorprendenti, 12 ambienti esclusivi, 12 guardaroba diversi. È l'unico modo che ho per guadagnare un milione di dollari e salvare la vita di mio padre. Un anno così forse è il sogno che ogni donna vorrebbe vivere. Ma tu lo faresti?
Avevo bisogno di soldi, tanti soldi. In ballo c'era la vita di mio padre. Io però non avevo un centesimo, per arrivare a fine mese facevo la cameriera. Non avevo un amore e, diciamolo, all'amore, quello con la a maiuscola, non ci credevo neanche più tanto. Le mie storie fino ad allora erano state solo fonti di guai e delusioni.
Mi hanno offerto un lavoro. Recitare il ruolo della fidanzata di uomini di successo. In pratica per un mese dovevo fingere di essere la loro compagna davanti agli occhi di tutti e in cambio ognuno di loro sarebbe stato disposto a pagarmi centomila dollari. 12 mesi, 12 città, 12 uomini ricchi, famosi, inarrivabili, 12 ambienti esclusivi, 12 guardaroba diversi. Più di un milione di dollari.
Il sesso, chiariamoci, non faceva parte degli accordi. Quello dipendeva e dipende sempre solo da me.
L'amore neanche quello faceva parte del piano. Ma intanto quello non dipende da nessuno...
Gennaio, Los Angeles, uno sceneggiatore con un corpo sexy quanto la sua mente.
Febbraio, Seattle, un artista francese in cerca della sua musa.
Marzo, Chicago, un ex pugile imprenditore dal cuore spaventato.
Tutti uomini da sogno. Che poi sono persone. Intriganti, fragili, che hanno paure, segreti e verità nascoste. Loro hanno scelto me. Per un mese sono entrati nella mia vita. Tutti mi hanno lasciato qualcosa. E uno mi sta chiedendo di cambiare le regole del gioco... ma l'amore, tutti lo sanno, di regole non ne ha. Ho intrapreso questo viaggio perché era l'unico modo per salvare la vita di mio padre. Mi sono fidata, ho buttato il cuore oltre l'ostacolo. Ed è iniziata la favola. Il viaggio ha salvato la mia, di vita. (www. amazon.it)

(Attenzione: possibili spoilers)
Mia Saunders ha 24 anni e ha solo un anno di tempo per porre rimedio ai debiti di gioco di suo padre, che ora giace in un letto d'ospedale, malmenato dagli scagnozzi del suo spregevole ex fidanzato. E così Mia chiede aiuto alla zia, che gestisce una agenzia di escort di lusso, intraprendendo anche lei questa carriera. Per 12 mesi dovrà fingersi la fidanzata di qualche facoltoso personaggio disposto a pagarla 100mila dollari per un solo mese in sua compagnia (e una maggiorazione del 20% caso mai finissero a letto).
In America questo libro è uscito a puntate mensili, da noi è stato raccolto in trimestri.
Gennaio. Il primo ragazzo di cui deve fingersi la fidanzata è Weston Charles Channing III, un fighissimo sceneggiatore teatrale che di hobby fa il surfista. Il principale compito di Mia è tenere lontane le altre donne durante gli avvenimenti mondani in modo che lui possa concentrarsi sulle trattative di lavoro. Ma tra Mia e Wes nasce subito qualcosa che va oltre il sesso, al punto che lui sarebbe anche disposto a pagare l'intero debito per liberarla subito. Però Mia non accetta, volendo, in qualche modo, farcela da sola, e dicendo che se sarà destino si ritroveranno alla fine di questo anno.
In febbraio, troviamo Mia che diventa la musa di un eccentrico pittore francese, Alec Dubois, il quale vuole che lei giri sempre nuda per casa. Anche col francese Mia finirà a letto, ma in qualche modo lui riuscirà anche a farle maturare una specie di consapevolezza nelle proprie capacità.
In marzo Mia si trova a fingere di essere la fidanzata di un ex pugile, Tony Fasano, ora imprenditore di una catena famosissima di ristoranti, che non trova il coraggio di rivelare alla famiglia di essere gay. Un mese in cui Mia rischia di rimanere a bocca asciutta, se non comparisse Wes a darle un po' di "sollievo"...

La narrazione è scorrevole, si legge bene. Mi aspettavo una valanga di termini volgari e invece, tutto sommato, non sono neanche così tanti. I dialoghi peggiori compaiono nelle telefonate tra Mia e la sua amica del cuore, in cui si divertono a darsi nomignoli volgari discutibili. Certo la storia è di tipo erotico, anche se i momenti veramente "hot" lasciano anche spazio a descrizioni, dialoghi, riflessioni più o meno approfondite.
Mia è un personaggio un po' contradditorio. Parte dicendo che non vuole diventare una prostituta, ma poi si sfila le mutande davanti a Wes dopo mezzora che lo conosce. Chiuso il mese con Wes, non ci mette molto a finire a letto col francese, sbarazzandosi anche in fretta del "senso di colpa". E poi si arrapa immediatamente anche appena vede l'ex pugile di marzo.
Ho sperato che la storia con Wes fosse una specie di filo conduttore per il resto dei mesi, e mi è parso di capire che sarà così (visto anche il fatto che ricompare a marzo all'improvviso).
Gli uomini che chiedono le prestazioni di Mia, oltre ad essere ricchissimi, sono sempre terribilmente belli, sexy, ecc. ecc. Chissà se nei restanti mesi gliene capita uno un po' meno perfetto e un po' più bruttino? Coi fighi le cose sono troppo facili eh eh...
Un giudizio complessivo di questa lettura? Beh, partiamo dal fatto che ho letto questo libro perchè mi serviva il nome di un mese per una sfida, e poi volevo anche qualcosa di un po' leggero e rilassante. La storia dei dodici mesi con dodici uomini diversi è abbastanza intrigante. Anche se ammetto che di questi tre mesi probabilmente ho preferito di più l'ultimo in cui in realtà Mia non fa sesso col suo cliente, ma lo aiuta a trovare il coraggio per far uscire, finalmente, alla luce la sua vera storia d'amore gay. Comunque, nel suo genere, è un romanzo piacevole.
Mio voto: 7 / 10

mercoledì 16 novembre 2016

Miss Julia scende in pista - Ann B. Ross


Titolo originale: Miss Julia takes over (2001)

Sembrava che i guai fossero finiti per Miss Julia, e invece la ritroviamo alle prese con una situazione imprevista e difficile: Hazel Marie, uscita per una serata romantica, è scomparsa. Dopo uno sfortunato tentativo di coinvolgere la polizia, Miss Julia decide di fare di testa propria e assume un (fascinoso) investigatore privato. Finirà invischiata in una serie di avventure spassose e imprevedibili che la porteranno a contatto con un mondo a lei sconosciuto, quel- lo delle corse automobilistiche. Come se non bastasse, Miss Julia deve anche fare i conti con fratello Vern, che proprio durante la sparizione di Hazel Marie torna alla carica per ottenere l’affidamento del piccolo Lloyd (e del suo patrimonio)… (http://www.astoriaedizioni.it/)

Secondo episodio della serie di Miss Julia, l'arzilla vedova che ospita a casa sua l'amante del marito defunto e il loro pargoletto, a cui si è decisamente affezionata.
Devo dire che questo libro mi è piaciuto molto meno del primo. La lettura è sempre scorrevole sì, alcune parti sono anche divertenti,  ma la storia è un po' intricata, tra la sparizione di Hazel Marie e il mondo delle corse Nascar che si intrecciano tra loro. 
Oltretutto, nel primo libro avevo adorato lo spirito di Miss Julia, la sua brillantezza, ma qui è decisamente troppo bigotta, troppo dedita al giudizio sul comportamento altrui e soprattutto assolutamente menefreghista nei confronti della legge; inoltre ho trovato insopportabile il modo in cui si intromette nelle ricerche e pretende che l'investigatore faccia quello che vuole lei. Poi, ovviamente la protagonista è lei, ma insomma se fossi stata nel signor Pickens l'avrei fatta fuori.  
Una lettura leggera, anche divertente, ma mi ha deluso un bel po'.
Mio voto: 6 / 10

giovedì 3 novembre 2016

La sarta di Dachau - Mary Chamberlain


Titolo originale: The dressmaker of Dachau - 2015 

Londra, 1939. Ada Vaughan non ha ancora compiuto diciotto anni quando capisce che basta un sogno per disegnare il proprio destino. E il suo è quello di diventare una sarta famosa, aprire una casa di moda, realizzare abiti per le donne più eleganti della sua città. Ha da poco cominciato a lavorare presso una sartoria in Dover Street, e la vita sembra sorriderle. Un viaggio imprevisto a Parigi le fa toccare con mano i confini del suo sogno: stoffe preziose, tagli raffinati, ricami dorati. Ma la guerra allunga la sua ombra senza pietà. Ada è intrappolata in Francia, senza la possibilità di ritornare a casa. Senza soldi, senza un rifugio, Ada non ha colpe, se non quella di trovarsi nel posto sbagliato. Ma i soldati nazisti non si fermano davanti a niente. Viene deportata nel campo di concentramento di Dachau. Lì, dove il freddo si insinua senza scampo fino in fondo alle ossa, circondata da occhi vuoti per la fame e la disperazione, Ada si aggrappa all'unica cosa che le rimane, il suo sogno. L'unica cosa che la tiene in vita. La sua abilità con ago e filo le permette di lavorare per la moglie del comandante del campo. Gli abiti prodotti da Ada nei lunghi anni di prigionia sono sempre più ricercati, nonostante le ristrettezze belliche. La sua fama travalica le mura di Dachau e arriva fino alle più alte gerarchie naziste. Le viene commissionato un abito che dovrà essere il più bello della sua carriera. Un vestito da sera nero, con una rosa rossa. Ma Ada non sa che quello che le sue mani stanno creando non è un abito qualsiasi. Sarà l'abito da sposa di Eva Braun, l'amante del Führer… La sarta di Dachau è un caso editoriale mondiale. Venduto in 26 paesi, ha conquistato il cuore dei librai e dei lettori inglesi. Una storia di orrore e di speranza, di vite spezzate e della capacità di sopravvivere grazie ai propri sogni. La storia di una donna che non si arrende e che continua a lottare anche quando tutto sembra perso. (http://www.garzantilibri.it/)

A volte leggiamo la trama di un libro e ci aspettiamo un certo svolgimento.. poi, nel corso della lettura, ci rendiamo conto che le cose sono abbastanza diverse da quello che pensavamo. Innanzitutto, il titolo è fuorviante. In realtà Ada vede solo il cartello del paese Dachau, perchè nel campo di concentramento non ci entra affatto. Lei viene portata a fare la sarta nella casa del comandante del campo, sa solo che esiste questo "campo" in cui la padrona di casa minaccia più volte di mandarcela. Non dico che abbia sofferto di meno, perchè comunque viveva in una cantina agli ordini di una donna malvagia, ma nel campo non ci passa. 
Dachau è solo una tappa nella vita di questa donna, che subisce soprusi e che cerca di sopravvivere come può, col sogno della sartoria e di ritrovare il figlioletto "abbandonato" appena nato. Emblematico il fatto che l'unica donna da cui riceve un trattamento gentile è proprio Eva Braun, l'unica donna nazista che le farà i complimenti per la sua bravura.
La prima cosa che ho pensato chiudendo il libro, è che Ada è il prototipo della donna che si innamora degli uomini sbagliati (e dei danni che fa questo amore!). All'inizio sicuramente per ingenuità, vista la giovane età; ma dopo la guerra, pur con l'esperienza di non volerci ricadere, riesce a infilarsi in una situazione allucinante che la porterà poi al tragico epilogo. Sì, perchè in un romanzo così ci aspetteremmo un lieto fine, una sorta di riscatto, e invece qui non c'è. Siamo in una società completamente maschilista, in cui le donne non ricevono alcuna giustizia. Anzi, qualcuno le dice che la sua guerra è stata facile perchè l'ha passata a cucire! Le condizioni in cui era trattata erano, insomma, irrilevanti!
Ada è una ragazza con un carattere forte, disposta a tutto pur di inseguire il suo sogno. Tuttavia, è anche molto ingenua e la fiducia cieca che concede ai suoi uomini la porteranno solo alla deriva. Il libro è la storia della sua vita, prima, durante e dopo la guerra, di come ha cercato in ogni modo di sopravvivere, con scelte dettate dalla disperazione della situazione. 
La lettura è molto scorrevole, non è suddivisa in capitoli ma in tre parti. La storia è, nel complesso, molto triste. Nella parte finale c'è anche una rivelazione che mi ha sconvolto perchè non ci avevo pensato e non me l'aspettavo. 
Nel complesso è un bel libro, però ammetto che il titolo mi ha un po' depistato. Forse se non mi fossi aspettata niente dalla trama, me lo sarei goduta maggiormente.
Mio voto: 7 e mezzo / 10.

mercoledì 19 ottobre 2016

The legend of Sleepy Harlow - Kylie Logan


Titolo originale: The legend of Sleepy Harlow - 2014

ENG In honor of Halloween, the League of Literary Ladies is reading the spooky classic, The Legend of Sleepy Hollow, with its infamous headless horseman. But South Bass Island has its own headless legend—a Prohibition bootlegger named Charlie "Sleepy" Harlow. Decapitated by rival rum runners, Sleepy appears once a year in spectral form to search for his noggin. This October, the Elkhart Ghost Getters (EGG) have returned to the island, claiming they have film footage of Sleepy’s ghost and determined to get more. They’re staying at Bea Cartwright’s B&B, but it’s Kate Wilder who isn’t happy to see them after they trashed her winery last year. When the EGG leader turns up dead, Kate becomes the prime suspect, and the other League members need to scramble to crack the case. Secret passages, hidden treasure, island hauntings . . . the League has plenty of tricks and treats ahead! (http://www.kylielogan.com/) 


Terzo romanzo della "League of Literary Ladies" (perchè le amiche protagoniste dei romanzi si ritrovano a leggere e discutere dei libri). Letto in lingua originale (non credo nemmeno sia tradotto in italiano...). Diciamo che ho trovato molti termini che non conoscevo, e non li ho controllati tutti col vocabolario o non mi passava più. Ma la storia era chiara comunque. Una scrittura scorrevole, piena anche di ironia. Ci ho messo molto a leggerlo ma più che altro perchè ho avuto molto da fare per il gruppo fotografico e quindi di tempo utile ne avevo poco. La lettura in realtà era molto piacevole.

Bea è la titolare del B&B di South Bass Island. Una delle sue amiche, Marianne, le ha chiesto di dare un'ultima lettura al libro che ha intenzione di mandare ad un editore, libro che parla della leggenda di Sleepy Harlow, un presunto contrabbandiere di liquori che è stato decapitato, e il cui fantasma senza testa continua ad aggirarsi sull'isola. Ma Bea si distrae cinque minuti e il gatto di Chandra, Jerry Garcia, fa la pipì sul manoscritto, rovinandolo. Bea decide allora di cercare di riscrivere il manoscritto, visitando i luoghi in cui ha vissuto Harlow pensando che in questo modo può capire di cosa stesse parlando Marianne.
Nel frattempo, al B&B, arriva un gruppo di cercatori di fantasmi, capitanati dalla presuntuosa Noreen. Questi hanno intenzione di tornare negli stessi luoghi in cui l'anno precedente proprio Noreen ha registrato l'apparizione del fantasma.
Un giorno, però, Noreen viene trovata morta e le accuse cadono su Kate, amica di Bea, che con Noreen ha avuto una furente discussione. Ma Bea non ha dubbi sull'innocenza della sua amica, e (anche su richiesta del poliziotto) si mette a cercare indizi. In realtà, tutti i membri dell'EGG hanno motivi per odiare Noreen, ma sarà nella notte di Halloween, al grande party che è stato organizzato, che Bea riuscirà a svelare chi è l'assassino.
Ecco, ovviamente non vi dico chi sia l'assassino, ma del modo in cui Bea ci arriva probabilmente ho perso qualcosa...
Mi sono piaciuti i personaggi della storia, credo che appena riesco proverò a leggere anche i precedenti libri.
Mio voto: 7 e mezzo / 10


League of Literary Ladies Mysteries (ad ottobre 2016): 
1 - Mayhem at the Orient Express
2 - Tale of Two Biddies
3 - The Legend of Sleepy Harlow
4 - And Then There Were Nuns  

martedì 4 ottobre 2016

Gli occhi neri di Susan - Julia Heaberlin



Titolo originale: Black-eyed Susans (2015)

Tessa Cartwright, sedici anni, viene ritrovata in un campo del Texas, sepolta da un mucchio di ossa, priva di memoria. La ragazza è sopravvissuta per miracolo a uno spietato serial killer che ha ucciso tutte le altre sue giovani vittime per poi lasciarle in una fossa comune su cui crescono delle margherite gialle. Grazie alla testimonianza di Tessa, però, il presunto colpevole finisce nel braccio della morte. A quasi vent’anni di distanza da quella terrificante esperienza, Tessa è diventata un’artista e una mamma single. Una fredda mattina di febbraio nota nel suo giardino, proprio davanti alla finestra della camera da letto, una margherita gialla, che sembra piantata di recente. Sconvolta da ciò che evoca quel fiore, Tessa si chiede come sia possibile che il suo torturatore, ancora in carcere in attesa di essere giustiziato, possa averle lasciato un indizio così esplicito. E se avesse fatto condannare un innocente? L’unico modo per scoprirlo è scavare nei suoi dolorosi ricordi e arrivare finalmente a mettere a fuoco le uniche immagini, nascoste per tanti anni nelle pieghe della memoria, che potranno riportare a galla la verità… (http://www.newtoncompton.com/)

Ho ricevuto questo libro grazie al club dei lettori della casa editrice Newton Compton, che ringrazio tantissimo. Il libro in realtà l'ho ricevuto diversi mesi fa, ma solo ora sono riuscita a leggerlo.
La copertina è molto accattivante, e tale era anche la trama. Il libro però mi ha un po' deluso, diciamo che aveva gli elementi per essere spettacolare e invece non raggiunge un giudizio simile.
La scrittura è fluente, si legge bene, a parte questo continuo rimpallo tra la Tessa del 1995 (una ragazzina che ha subito un trauma a che è in cura da uno psichiatra per vedere di ricordare cosa è successo) e la Tessa del presente (una madre single perseguitata dalle margherite gialle e col dubbio di aver messo in galera un innocente). Ormai i libri hanno questa "moda" del continuo flashback e ritorno al presente... credo che in questo caso però, i continui rimpalli creino un po' confusione, perchè entrambe le donne (che poi è la stessa persona in due momenti diversi) sono troppo preda della confusione, per cui creano un sacco di domande e danno poche risposte. 
La narrazione procede abbastanza lenta, passando dalla ragazza del passato che non ricorda e non vuole farsi aiutare, alla donna del presente che non vuole ricordare e che comunque non ci riesce ed è preda di sensi di colpa. Carina l'idea che le altre ragazze, le "Susan", le parlino come fantasmi.
Il libro, pur essendo classificato come thriller, in realtà di pathos ne ha poco. Dovrebbe essere probabilmente del genere "psicologico", ma anche qui secondo me non riesce ad ottenere l'effetto voluto. Per tutto il libro si parla del trauma accaduto a Tessa, ma cosa sia veramente successo rimane un po' nebuloso. Lo stesso finale è poco convincente, non tanto per le persone coinvolte, bensì per il fatto che comunque non vengono spiegate le motivazioni (l'assassino avrà pur avuto un motivo per farlo? non si sa nemmeno come si è avvicinato a Tessa per rapirla, per esempio...).
Nel complesso, poteva essere un grande libro invece gli manca un po' di verve. Poteva comunque avere un finale col botto e invece pare un po' buttato lì. Gradevole.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

giovedì 22 settembre 2016

Il magico potere del riordino - Marie Kondo



ENG: The life-changing magic of tidying up - 2014

Un'infinità di oggetti di ogni tipo (abbigliamento, libri, documenti, foto, apparecchi elettrici, ricordi...) ci sommergono all'interno di abitazioni e uffici sempre più piccoli. Col risultato che non troviamo mai quello che davvero ci serve. Nel libro Miya Kondo ha messo a punto un metodo che garantisce l'ordine e l'organizzazione degli spazi vitali (locali, armadi, cassetti...). E anche la serenità, perché nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce anche incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in sé stessi, libera la mente, solleva dall'attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, induce a fare meno acquisti inutili. Rimanere nel caos significa invece voler allontanare il momento dell'introspezione e della conoscenza. (www.lafeltrinelli.it)

Questo libro ha subito attirato la mia attenzione perchè io sono un caso di disordine senza speranza.. sigh.. La mia speranza era che mi potesse dare qualche buona indicazione per vedere di migliorare la mia casa e, di riflesso, anche la mia vita.
Il libro si legge scorrevolmente, poi è anche corto. Trovo diventi un po' ripetitivo a circa due terzi, cioè quando, dopo aver parlato delle cose da buttare e dell'ordine in cui farlo, prosegue con alcune considerazioni più generali, che in effetti ribattono sui concetti già ampiamente espressi.
Sicuramente, Marie Kondo vive in un'altra cultura, molto diversa dalla nostra, una cultura "della gratitudine" anche nei confronti degli oggetti che ci stanno intorno. Io non credo mi sentirei molto a mio agio ad inginocchiarmi in mezzo al corridoio per ringraziare la mia casa del fatto che mi dia un riparo, ma questo non vuol dire che io non sia infinitamente grata per averne una. E nemmeno sarei in grado, ogni volta che torno a casa, di svuotare completamente la borsa per riempirla quando mi serve di nuovo; sicuramente dimenticherei qualcosa di fondamentale.
La lettura, comunque, da alcune indicazioni interessanti su come sfruttare lo spazio o sul fatto che dovremmo vivere circondati solo da quegli oggetti che ci danno emozioni; inutile conservare cose in fondo ai cassetti se poi non ci ricordiamo nemmeno che esistono.
Una cosa che mi ha lasciato perplessa, è che la Kondo suggerisce di buttare anche i libri già letti. Ecco, non credo ne sarei in grado. Sto cercando di smaltire la mia libreria, inscatolando i libri letti o che ho in ebook, per metterli in cantina. L'idea di buttarli in effetti mi fa orrore.
Ad un certo punto ho avuto l'impressione che il riordino, per la Kondo, sia un po' troppo un'ossessione (finire in ospedale per eccesso di riordino??). Ma qualcuno dei suoi consigli voglio provare a metterlo in pratica. Il succo del libro è: buttare ciò che non serve (ciò che non dà più emozione) e trovare un posto per ciò che rimane. E per fare questo va seguito un ordine ben preciso: vestiti, libri, carte, fotografie e ricordi (perchè sono quelli più difficili da gestire). Il tutto è fattibile in un tempo di sei mesi.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

venerdì 9 settembre 2016

Una proposta perfetta - Katie Fforde



Titolo originale: A perfect proposal - 2010

Sophie Apperly è considerata una specie di Cenerentola dalla sua famiglia che non perde occasione per approfittare del suo buon cuore e della sua disponibilità. Ma stavolta quegli ingrati dovranno cavarsela da soli perché lei ha deciso di accettare l'invito della sua amica Milly di raggiungerla a New York. Sophie viene subito conquistata dalle luci scintillanti della metropoli, ma soprattutto da Matilda, un'anziana e ricca signora che la prende sotto la sua ala protettrice. L'amicizia, però, è osteggiata da Luke, l'arrogante nipote di Matilda, che teme che la ragazza voglia abusare della generosità della nonna. E i suoi sospetti si aggravano quando lei accetta l'incarico di andare in Cornovaglia a scovare la vecchia casa in cui Matilda aveva abitato in gioventù. Così Luke ritiene suo dovere seguire Sophie in Inghilterra per tenerla d'occhio. Ma è solo per questo? (www.lafeltrinelli.it)

Katie Fforde è sempre una lettura estiva molto piacevole. Non a caso l'ho scelta tra i libri sotto l'ombrellone per sognare un po'.
Mi piace molto l'ambientazione della Fforde, la campagna inglese che già da sola è magnifica. In questo romanzo, però, ha ambientato una parte in America, parte che mi pare più debole e forzata. Poi, tutti i riferimenti a "Sex and the city" hanno reso anche Sophie un po' ridicola.
Suppongo che se fossi stato in Luke e avessi visto mia nonna passare la sera a parlare con una sconosciuta, addirittura invitandola poi a casa per il ringraziamento.. beh qualche titubanza l'avrei avuta anche io.
Il racconto parte abbastanza lento, poi prende decisamente più brio nella seconda parte, in Cornovaglia.
Mi sono piaciuti molto i personaggi dello zio Eric e di Matilda. La protagonista un po' cenerentola è divertente, però ho avuto la sensazione che fosse un po' troppo "altalenante" di comportamento.. a volte decisamente frivola (effettivamente è una ventenne) e a volte più matura, secondo me la Fforde doveva alzare un po' l'età anagrafica di Sophie. Luke, boh, non mi ha entusiasmato particolarmente; è ricco, ha un gran fisico, è antipatico ma solo finchè non lo si conosce meglio... mi ha lasciato perplessa che quando la sua socia gli dice che Sophie è fidanzata, lui non fa una piega, non chiede nemmeno una spiegazione.. mah.
Il pregio dei romanzi della Fforde è che finiscono sempre bene e quindi si chiude l'ultima pagina sospirando per aver sognato un po'. Però questo non è tra i suoi migliori.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

p.s. lo scoprite solo nelle ultime pagine il perchè della "proposta perfetta" (titolo azzeccato)

venerdì 29 luglio 2016

Miss Julia dice la sua - Ann B. Ross



Titolo originale: Miss Julia speaks her mind - 1999

Miss Julia è una sessantenne da poco rimasta vedova. Donna del Sud, educata a non avere opinioni diverse da quelle del marito, o quanto­meno a non esprimerle, ha passato quarant’anni di vita matrimoniale con Wesley Lloyd Springer, banchiere, noioso, precisino, integerrimo. È morto d’infarto, Wesley Lloyd, e Miss Julia l’ha trovato stecchito nella sua lussuosa auto sul vialetto di casa. Certamente è stato uno shock. Un altro shock è stato scoprire di essere diventata ricchissima: abituata alla parsimonia del marito, non aveva davvero idea di quanti soldi avesse Wesley Lloyd. Ma sembra che si stia riprendendo piuttosto bene dalla sorpresa. È dunque con animo sereno che una calda mattina va ad aprire la porta di casa: una donna ha suonato il campanello, di certo vuole venderle qualcosa. Ma la donna – “tacchi troppo alti, un abito troppo corto e capelli troppo gialli” – vuole solo lasciarle un ragazzino, il figlio del marito! Inizia così questo spassosissimo romanzo, il primo di una serie dedicata a Miss Julia. Donna apparentemente tutta d’un pezzo, Miss Julia affascina per la sua capacità di cambiare opinione, d’interrogarsi, di cercare, dopo anni di passività, di prendere in mano la propria vita. Se vuoi che una cosa sia fatta bene, devi farla tu, questo è il suo motto. E nella serie di imprevisti e incidenti, in cui precipita la sua vita dalla comparsa del figlio e dell’amante del marito, questo motto diventa la sua guida. (www.astoriaedizioni.it) 

Libro delizioso. Nonostante tocchi argomenti anche delicati, li affronta con una ironia che la parte "seria" passa in secondo piano. Miss Julia, vedova e finalmente libera di fare quello che vuole, soprattutto di non dover essere sottomessa al noioso marito Wesley Lloyd, si ritrova in situazioni pericolose e quasi divertenti. La chiesa locale non le dà tregua perchè vuole i soldi che il marito ha "verbalmente promesso" al pastore. E nel contempo si ritrova a dover gestire il figlio illegittimo del marito, concepito con una donna abbastanza frivola ma che tutto sommato le chiede solo il tempo di seguire un corso che la porterà ad un lavoro.
Il libro è scorrevolissimo. Alcune situazioni sono veramente spassose e roccambolesche (fra tutte mi viene in mente la ninfomania ahahah). Il finale invece è un pelo contorto.
I personaggi sono ben caratterizzati. Miss Julia in primis, l'ho trovata un personaggio carinissimo, sbadata e ingenua; una persona che per tutta la vita è stata sottomessa agli uomini della sua vita e che, rimasta vedova, finalmente si rende conto di essere una persona, con un cervello, e decide di usarlo, anche a costo di sembrare pazza agli occhi di chi l'ha conosciuta prima. Anche la aiutante-governante di colore, Lilian, è una bella macchietta, coi suoi consigli non richiesti ma dispensati con schiettezza. Lo stesso Sam, esecutore testamentario di Wesley Lloyd, e amico di Julia, è un personaggio molto gradevole. E poi l'agente Bates suo pensionante, Bixie l'avvocatessa, il piccolo Lloyd e la madre... è un bel gruppo.
E' abbastanza chiara la critica che l'autrice a nei confronti della comunità, che sa tutto di tutti ma non dice nulla, e anche della chiesa, interessata solo ad espandersi coi soldi dei contribuenti facoltosi (il pastore cerca addirittura di far dichiarare incapace di intendere e di volere Julia per poter amministrare i suoi soldi a favore della chiesa).
Questo libro è il primo della serie di Miss Julia, e sicuramente, appena li trovo, voglio leggere anche i successivi.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

mercoledì 13 luglio 2016

L'acustica perfetta - Daria Bignardi




Titolo originale: L'acustica perfetta (2014)

Arno e Sara si incontrano da ragazzini e istintivamente si amano. Un pomeriggio d'estate lei lo lascia, dicendogli che le «piacciono gli amori infelici». Si ritrovano molti anni dopo, decidono di sposarsi: sono allegri, innamorati, sembrano felici. Arno ama la sua vita così com'è: suona il violoncello alla Scala, ha avuto tre figli dalla donna della sua vita, non si fa domande. È convinto di dare a Sara tutto se stesso e non si spiega le malinconie e le bugie che affiorano poco a poco. Ma il disagio della moglie col tempo aumenta, finché una mattina Arno non sarà costretto da un evento inconcepibile a chiedersi chi è davvero la donna che ama da sempre. Con titubanza, inizia a seguire una pista di ferite giovanili e passioni soffocate e, con crescente sgomento, ritrova il bandolo di storie insospettabili. Costruito secondo la vertiginosa spirale di una fuga, L'acustica perfetta ha la delicatezza di un romanzo di formazione – la formazione di un uomo adulto, di un amore – e la rapinosa potenza di un romanzo d'indagine, di un viaggio nel profondo, dentro i silenzi e i segreti delle nostre vite. (da http://www.librimondadori.it)

Libro letto per il gruppo di lettura. Partiamo dalle cose positive: è un libro di facile lettura, molto scorrevole. Scivola via perchè siamo spinti a capire dove portano le ricerche di Arno. Però credo che la trama in diversi punti sia abbastanza inverosimile. 
La storia è raccontata in prima persona proprio da Arno, il quale, abbandonato su due piedi da Sara, tre giorni prima di Natale, è costretto a prendere in mano la sua famiglia e far sì che tutto vada avanti. Nel frattempo, comincia una ricerca forsennata di Sara, andando a cercare le persone che nel passato hanno condiviso qualcosa di lei, scoprendo segreti di cui lei non gli ha mai parlato.
Ho trovato il personaggio di Sara abbastanza fastidioso. Arno avrà anche avuto tutti sti difetti che lei gli "rinfaccia", ma è anche vero che è molto comodo buttargli addosso tutte le colpe senza aver mai parlato, senza aver mai mostrato il proprio disagio. Mi sembra un po' troppo facile. Lei voleva essere capita e aiutata, ma in verità non ha fatto nulla per chiedere aiuto.
Dicevo che alcune cose sono abbastanza inverosimili secondo me. Per esempio, l'atteggiamento dei figli; la mamma sparisce di casa e loro sono totalmente tranquilli? Mah. Ti viene quasi il dubbio che loro abbiano un qualche contatto segreto con la madre.. ma davvero sono così bravi che non gli scappa mai nessun riferimento? Mah.
Poi va beh, il finale, in cui lui arriva addirittura a ringraziare Sara perchè con la sua fuga gli ha fatto capire qual è davvero il grande amore della sua vita e anzi, Arno spera che lei sia felice con il loro amico… Terzo mah.
Probabilmente, la scorrevolezza della lettura fa un po' perdere il senso di profondità che probabilmente l'autrice voleva trasmettere.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

mercoledì 6 luglio 2016

Nella tela del tempo - Barbara Nalin


Titolo originale: Nella tela del tempo - 2014

“Malta, Isola di Comino, Fabrizio Dalle Tele e sua moglie Velata discutono animatamente in seguito all’arrivo di un gruppo di persone il cui destino è profondamente connesso alla storia della loro famiglia e in particolare al rapporto che da decenni li unisce. Los Angeles, redazione della rivista Magic in Action, Melita Dalle Tele, giovane e talentuosa fotografa, riceve dalla direttrice del giornale l’incarico di recarsi a Malta per raccogliere le prove fotografiche di un mistero custodito nel Ta’ Kola, il mulino di proprietà della famiglia. Non è facile per lei tornare nel luogo che ha lasciato poco più che adolescente, animata dalla passione per la macchina fotografica e dalla volontà di fuggire da un passato problematico e doloroso. Inizia così un viaggio alla scoperta di segreti sepolti nel tempo, legati alle vicende dei Cavalieri di Malta. In un’isola la cui storia ha segnato la cultura occidentale si svolgono le avventure della famiglia Dalle Tele, tra amori che sfidano i secoli e intrighi che lasciano il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.”

Sapete quando trovate un libro con una trama accattivante e non vedete l'ora di leggerlo? Ecco, questo è ciò che ho provato quando ho trovato questo ebook, qualche mese fa. Sarà anche complice il fatto che ho sempre avuto un particolare feeling con l'isola di Malta, uno di quei posti che un giorno vorrei visitare, che mi hanno sempre ispirato a pelle. Ma torniamo al libro. Tante erano le aspettative e molta è invece la delusione.
Partiamo dall'inizio: la trama, l'ho già detto, era accattivante, oltre ad essere un argomento ancora non inflazionato. Il viaggio nel tempo, i Cavalieri dell'Ordine di Malta, un mulino a vento che è una porta per viaggiare nel tempo, le Tele dei Cavalieri che sono scomparse... gli ingredienti c'erano tutti per un romanzo strepitoso.
La scrittura però, da subito, non mi ha convinto; in alcuni punti è quasi troppo "pomposa", con espressioni che la appesantiscono un po'. Si legge abbastanza bene, ma non è particolarmente "trascinante".
I personaggi sono veramente tanti, ognuno col suo doppione nel passato/presente, ci vuole un po' a capire chi è chi, e chi è imparentato con chi.
Ci sono una marea di intrecci amorosi, alcuni al limite dell'incesto (nipote-nonno?). La cosa poi che mi ha fatto un po' sorridere è che tutti sti cavalieri arrivati dal passato non ci mettono molto ad innamorarsi follemente delle ragazze del presente e a trombarsele come non avevano mai fatto prima (eh sì, passatemi il termine poco elegante). E il discorso vale anche per le ragazze, tutte che ardono dalla passione per personaggi mai visti prima e che si concedono con un trasporto mai provato prima. Mah. Guardate, non ne faccio un discorso moralistico, ma è proprio l'insieme che mi ha dato un po' la sensazione che tutte ste scene di sesso bollente non siano poi proprio indispensabili. Più che altro perchè molte poi sono quasi descritte con gli stessi termini, cambiando solo i protagonisti...
Nel romanzo, ha grande spazio la storia di una famiglia composta praticamente da sole donne, con rimpianti e rancori spesso l'una nei confronti dell'altra (soprattutto nei rapporti madre-figlia).
Alcuni passaggi del libro non sono proprio chiari. Alla fine, in pratica sono le visioni di Melita che ci raccontano tutta la storia, mentre quando parlano i cavalieri la storia è decisamente più confusa.
Non parliamo del finale, decisamente sbrigativo e con grossi buchi neri.
All'ultima pagina, ho scoperto che c'è un seguito, peraltro credo che non sia ancora scritto... in realtà mi chiedo cos'altro ci sia da dire, è un libro che potrebbe avere una sua fine così e basta.
Credo che da questo romanzo verrebbe fuori una bella miniserie; ma come romanzo in sè non mi convince totalmente purtroppo.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

venerdì 20 maggio 2016

Finchè le stelle saranno in cielo - Kristin Harmel


Titolo originale: The sweetness of forgetting - 2012

Da sempre Rose, nell'attimo che precede la sera, alza lo sguardo a cercare la prima stella del crepuscolo. È quella stella, anche ora che la sua memoria sta svanendo, a permetterle di ricordare chi è e da dove viene. La riporta alle sue vere radici, ai suoi diciassette anni, in una pasticceria sulla rive della Senna. Il suo è un passato che nessuno conosce, nemmeno la sua amatissima nipote Hope. Ma adesso, prima che sia troppo tardi, è venuto il tempo di dar voce al suo ultimo desiderio: ritrovare la sua vera famiglia, a Parigi. E, dopo settanta lunghi anni, di mantenere una promessa.
Rose affida questo compito alla giovane Hope, che non ha nulla in mano se non un elenco di nomi e una ricetta: quella dei dolci dal sapore unico e inconfondibile che da anni prepara nella pasticceria che ha ereditato da Rose a Cape Cod.
Ma prima di affidarle la sua memoria e la sua promessa, Rose lascia a Hope qualcosa di inatteso confessandole le proprie origini: non è cattolica, come credeva la nipote, ma ebrea. Ed è sopravvissuta all'Olocausto. Hope è sconvolta ma determinata: conosceva l'Olocausto solo attraverso i libri, e mai avrebbe pensato che sua nonna fosse una delle vittime scampate all'eccidio. Per questo, per dare un senso anche al proprio passato, Hope parte per Parigi. Perché è nei vicoli tra Place des Vosges, la sinagoga e la moschea che è nata la promessa di Rose, una promessa che avrà vita finché le stelle saranno in cielo.
Sarà proprio lo sguardo curioso e appassionato della giovane Hope a svelarne il segreto fatto d'amore, di vite spezzate e soprattutto – come indica anche il suo stesso nome – di speranza. E a rivelare anche al lettore un segreto ancora più misterioso, una luce inattesa negli anni bui dell'Olocausto, un evento tanto storicamente accertato quanto poco conosciuto, che tuttavia ha salvato dall'orrore le vite di molte persone. (http://www.garzantilibri.it)


Bello. Intenso. Commovente. Non avevo mai sentito parlare dell'aiuto inter-religioso durante l'Olocausto. Musulmani e Cattolici che accolgono bambini ebrei per salvarli dalla morte. La difesa della vita che va oltre le differenze religiose.

«Sì, sono ebrea», dichiara. «ma sono anche cattolica.» 
Dopo una breve pausa aggiunge: «E anche musulmana». 
«Mamie, cosa vuoi dire?» domando, tentando di impedire alla mia voce di tremare. «Non sei musulmana.» 
«Non è la stessa cosa? È l’umanità a creare le differenze. 
Ma questo non significa che non sia sempre lo stesso Dio.» 

Volevo leggere qualcosa che avesse a che fare con l'Olocausto, infatti il libro l'ho letto a cavallo della Giornata della Memoria, non a caso. E volevo qualcosa che fosse un romanzo, non un saggio o una biografia.
Il libro si legge molto bene, è scorrevole al punto che finito un capitolo viene voglia di cominciare il successivo. L'argomento è spinoso ma trattato con molta delicatezza. Diciamo che l'Olocausto è un po' il contorno della vicenda. Il centro del libro è sicuramente l'amore, in molte forme. L'amore di una madre per la figlia, di un fratello per una sorella, di un uomo per una donna. E poi, ovviamente, l'amore universale, quello che ha salvato Mamie dal ghetto.
Al personaggio di Hope mi sono subito affezionata. Ai suoi problemi sentimentali, alla sua pasticceria che sfornava leccornie tramandate da generazioni (e di cui vengono indicate anche alcune ricette). Anche gli altri personaggi che le ruotano intorno sono piacevoli: Annie, Gavin, Alain, Jacob.
Il romanzo forse parte un po' lento, prende decisamente vita dal momento in cui Mamie consegna a Hope la lista dei sette nomi.
Non voglio svelarvi troppo della storia, ma preparate tanti fazzoletti per le ultime pagine.
Mio voto: 9 / 10