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domenica 7 ottobre 2018

Tempi difficili - Charles Dickens


Titolo originale: Hard Times - For These Times (1854)

Pubblicato nel 1854, "Tempi difficili" fu fin da subito uno dei libri più discussi del grande romanziere inglese, anche per la decisa vena anti-utilitarista che ispira la trama. Duramente criticato da autori "conservatori" come Maculay, fu però valorizzato da autori più sensibili alla questione sociale, come John Ruskin e in seguito George Orwell, che ne esaltò "la generosa rabbia". Ispirato dalle osservazioni fatte dall'autore sulle condizioni di vita operaie e gli scioperi scoppiati nella cittadina di Preston, nei pressi di Manchester (in quegli anni già al centro del resoconto di Engels sulla condizione della classe operaia), il libro è ambientato in una città di fantasia, Coketown (la città del coke, del carbone). Al centro della vicenda il credo di Thomas Gradgrind, un industriale fiducioso "solamente nelle statistiche" e che educa di conseguenza i suoi due figli, Louisa e Tom, dei quali reprime con metodo ogni lato fantasioso e idealistico. La figlia, difatti, viene data in sposa a un altro avido capitalista della cittadina, Josiah Bounderby, un tipo avaro e impostore, di ben trent'anni più anziano della ragazza. Lei accetta, fino all'amaro epilogo, quando, ritornata dal padre, questi si renderà conto della follia del suo sistema educativo. (www.lafeltrinelli.it)

Dickens pubblicò Tempi difficili a puntate. Il suo intento principale fu quello di sostenere la campagna in favore della riforma delle condizioni di lavoro per "dare il più duro colpo di cui sono capace" in nome di quelli che lavorano in condizioni così orribili.
Il libro è ambientato nella cittadina fittizia di Coketown, e già il nome rende l'idea del clima che può aleggiare sulla città.
Il racconto è strutturato in tre parti, legate al versetto "ciascuno di noi raccoglie quello che ha seminato" (Galati, 6:7), ovvero: quello che viene fatto nel presente ha degli effetti diretti su quello che succederà nel futuro. Il libro primo è intitolato "La semina", il secondo "La mietitura" e il terzo "Il raccolto".
Il romanzo parte un po' lento, perchè Thomas Gradgrind, fondatore del sistema scolastico di Coketown, spiega le sue teorie dei fatti, sostenendo la validità solo di ciò che è provato (scientificamente, matematicamente, ecc.) e condannando come sciocchezze tutto ciò che sono i sentimenti e l'immaginazione. Dello stesso parere è il suo amico Bounderby, un ricco industriale, banchiere e commerciante dal carattere presuntuoso, sempre intento a ricordare che è un uomo che viene dai bassifondi che si è fatto da solo (cosa che verrà contraddetta dalla madre alla fine del libro, umiliandolo pubblicamente).
Gradgrind ha due figli; Louisa, rigida come la sua educazione, verrà costretta a sposare proprio Bounderby; Tom rapinerà una banca, deludendo enormemente il padre e portandolo a ripensare le sue teorie educative.
Troviamo poi Sissy, figlia di un uomo del circo che la abbandona pensando che senza di lui crescerà meglio; Gradgrind le proporrà di aiutarla, costringendola però ad abbandonare il circo e tutte le fantasie che esso porta. E' l'unico dei personaggi che non finisce male...
Un altro personaggio che mi aveva colpito era l'operaio Stephen Blackpool, buono, onesto, lavoratore, sposato con una donna che è scappata ma non può divorziare per stare insieme alla donna che ama.
La parte di denuncia del lavoro operaio e del comportamento dei sindacati è molto interessante e decisamente feroce, come anche quella di presa in giro del sistema scolastico utilitaristico. In effetti, un po' tutta la vicenda è abbastanza feroce nei confronti dei personaggi. Praticamente nessuno (a parte Sissy) fa una bella fine, indipendentemente che siano stati onesti o meno. Mi è piaciuto che almeno Gradgrind alla fine del libro si rende conto di quanto assurde fossero le sue teorie, anche se deve perdere due figli prima di arrivarci.
Ammetto che il libro l'ho letto lo scorso anno e non ho proprio freschi i dettagli, ma volevo scriverne qualcosa prima di incominciare un altro romanzo di Dickens, non volendo poi fare confusione tra le due recensioni. Il libro è triste, crudele, ma mi era piaciuto molto. La vicenda si segue bene anche se i personaggi coinvolti sono molti, tuttavia sono ben caratterizzati. Lettura molto interessante.
Mio voto: 8 / 10

martedì 31 ottobre 2017

Anestesia fatale - Tess Gerritsen


Titolo originale: Under the knife (2005)

Per l'avvocato David Ransom è solo l'ennesimo caso di negligenza, un'anestesista che ha sbagliato nel somministrare un farmaco letale. Per Kate Chesne, invece, quel caso potrebbe essere la fine della carriera, un sospetto e un'accusa infamante a cui non si rassegna. Per questo irrompe nell'ufficio - e nella vita privata - di David, determinata a convincerlo della propria innocenza. Il brutale assassinio di un'infermiera insinua il dubbio in Ransom: e se Kate avesse ragione, se ci fosse realmente un disegno oscuro, una mente diabolica dietro il susseguirsi di morti apparentemente casuali? (www.libreriauniversitaria.it)

Mi serviva un libro che avesse un "item of cutlery" nel suo titolo e ho trovato questo libro di Tess Gerritsen, autrice di cui avevo solo sentito parlare finora, e ho pure scoperto che da alcuni suoi libri è stata tratta la serie "Rizzoli & Isles" (ma questo libro non c'entra con quella serie...).
Ho letto diversi commenti su internet in cui viene detto che si capisce che la scrittrice è alle sue prime armi. Sicuramente alcune cose sembrano un po' inverosimili, prima di tutto il fatto che l'accusata vada a trovare l'avvocato della controparte per convincerlo della sua innocenza. Però forse l'intenzione di questo libro non era puntare sulla parte "thriller" bensì su quella "rosa". Sì perchè il libro è chiaramente un romanzo sentimentale con una trama gialla di sottofondo.
La vicenda si segue piuttosto bene. Kate mostra una grossa umanità in sala operatoria, non si riesce a credere che sia una spietata assassina. David è un avvocato gelido e tutto d'un pezzo che però si scioglie abbastanza in fretta appena vede Kate.
Cosa è successo in sala operatoria è chiaro da subito. Il colpevole si capisce abbastanza presto, invece il collegamento con la O'Brien, morta cinque anni prima, si scopre verso la fine. Un po' strano anche che un perfetto sconosciuto possa aggirarsi in ospedale indisturbato. L'autrice prova in un paio di occasioni a depistare il lettore ma secondo me non ci riesce (o, almeno, io sono rimasta della mia idea sul colpevole).
La lettura è scorrevole, ci sono alcuni "colpi di scena" che un po' ti aspetti, e la vicenda si segue bene.
Non sarà un capolavoro del thriller ma è una gradevole lettura.
Diciamo che, se vi aspettate un thriller pieno di pathos questo libro vi deluderà; se lo leggete più con l'interesse verso la storia d'amore sarà una lettura piacevole.
Mio voto: 7 / 10.

domenica 8 ottobre 2017

La donna nel buio - Alexandra Oliva


Titolo originale: The last one - 2016

Tutto quello che voleva era un'ultima avventura. Sono dodici concorrenti. Dodici tra uomini e donne che per motivi diversissimi hanno deciso di partecipare a Nel buio, il reality show più difficile che sia mai stato immaginato. Ambientato nei boschi del New England, il reality impegnerà gli sfidanti in una prova di sopravvivenza nella natura più selvaggia e contro i mille ostacoli inventati dall'ennesimo grande fratello. In più, il gioco non ha una fine: l'unico modo per lasciarlo è pronunciare la frase latina "Ad tenebras dedo".
Impegnati nella gara, i dodici non avranno modo di accorgersi che nel frattempo, nel giro di pochissimi giorni, una violenta epidemia uccide migliaia di persone. E alla fine, di tutti ne resterà soltanto una. Una giovane donna che i produttori del reality hanno soprannominato Zoo, perché lavorava in una riserva naturale, e che ha deciso di entrare nel programma per vivere un'ultima grande avventura prima di mettere su famiglia.
Completamente calata nello show, Zoo scambierà la desolazione del mondo per una nuova fase del gioco, e farà di tutto per non arrendersi di fronte a prove sempre più pericolose. Solo l'incontro con un ragazzino sopravvissuto le farà prendere coscienza della realtà. E Zoo capirà quanto importante sia, ora più che mai, non darsi per vinta. In bilico tra realtà e reality, La donna nel buio è un thriller che aggiunge tensione a tensione, mentre la splendida protagonista, pagina dopo pagina, si spinge oltre i propri limiti fisici e psicologici. Per tornare a casa. (http://www.sperling.it)

Fin dalle prime pagine, ho avuto la sensazione che l'atmosfera evocata assomigliasse molto ad "Hunger games". Tuttavia, se ne discosta abbastanza in fretta.
La narrazione alterna un capitolo dedicato allo show con un capitolo in cui parla solo di Zoo; ogni tanto compaiono alcuni commenti da una presunta community dedicata al programma.
Credevo che si trattasse di un thriller, ma la sensazione è che si avvicini molto all'horror in diverse pagine e per questo ho pensato che il libro stesse bene nella categoria "not really for you" della "full house reading challenge". I capitoli in cui si svolgono le sfide dei concorrenti sono un po' noiose; i concorrenti sono dodici, ognuno chiamato con un soprannome, e poi vengono abbinati a seconda delle sfide e poi ricombinati in altro modo, insomma mi sono persa un po'. Le sfide, boh, non è che siano particolarmente esaltanti. Le scene di scuoiamento degli scoiattoli o dei cervi mi hanno veramente stomacato, anche perchè sono descritte in raccapriccianti dettagli.
Diciamo che ad un certo punto ho continuato perchè volevo capire dove andava a parare, ma ho evitato di leggerlo prima di dormire o non avrei dormito affatto.
La parte dopo l'incontro con Brennan è abbastanza piatta; camminano e camminano, attraversano villaggi, forzano serrature di case... va beh, ad un certo punto fanno l'incontro con due fratelli poco amichevoli, ma l'unica situazione un po' adrenalinica è quella. Oltretutto, questa epidemia è una cosa che cade un po' dal cielo, non se danno molte spiegazioni, per cui non è che se ne venga coinvolti più di tanto. Su altre descrizioni, invece, a volte l'autrice diventa quasi troppo prolissa.
I pensieri di Zoo suppongo volessero essere un momento di riflessione sulla maternità, sul mettere su famiglia, ma sarà colpa dell'ambientazione generale non è che mi abbiano creato una sensazione di profondità particolare.
A mio parere, il salto continuo tra le puntate del reality e le vicende di Zoo da sola, non sono assimilabili a dei flashback ma generano un continuo stacco e creano abbastanza confusione.  
Una cosa positiva è che si legge abbastanza velocemente. Non è un libro brutto, ma non mi convince particolarmente.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

domenica 1 ottobre 2017

Keeper of the castle - Juliet Blackwell


Titolo originale: Keeper of the castle - 2014
Serie: "Haunted home renovation mysteries" n. 5

Mel è preoccupata di trovare abbastanza opere storiche da ristrutturare per pagare le bollette. Ma mentre la Turner Construction ha bisogno di un progetto, il fidanzato di Mel, Graham, ha per le mani la gestione della ricostruzione di un antico monastero che il ricco Ellis Elrich si è fatto spedire direttamente dalla Scozia (smontato, da riassemblare). 
Sennonchè, si diffondono voci che quelle pietre siano maledette e gli operai non vogliono lavorare oltre il calar del sole. Graham chiede allora a Mel di verificare se davvero nella costruzione abitano dei fantasmi. E infatti il fantasma di un cavaliere scozzese sembra davvero vigilare sul sito. E non solo, sembra che ci sia un secondo fantasma, di una donna vestita di rosso, che ha il potere di rattristare chiunque si avvicini a lei. 
Ma un giorno, nel sito, viene trovato il cadavere di Larry McCall, un ispettore delle costruzioni. E qualche giorno dopo, Graham rimarrà vittima di un'aggressione che lo porta a passare diversi giorni in coma in ospedale.
Mel, non convinta del colpevole che ha arrestato la polizia, decide di capire cosa sia successo e, contemporaneamente, di aiutare i due fantasmi a trovare riposo.

Mi serviva un libro sui fantasmi per la "Monthly motif" di settembre e ho trovato questo, che purtroppo è il quinto della serie che Juliet Blackwell ha scritto con protagonista questa ragazza che ha la capacità di parlare coi fantasmi che trova nei suoi cantieri edili. E l'ho letto in lingua originale perchè in italiano non esiste.
Ci ho messo praticamente un mese a leggerlo, con uno stacco di circa una settimana per riuscire a leggere il libro del gruppo di lettura. Devo dire che la scrittura è abbastanza scorrevole. Ho trovato diverse parole non conosciute, ma ho proceduto abbastanza bene comunque con la lettura. Ammetto invece di aver fatto un po' fatica con lo svolgimento, soprattutto perchè ci sono diversi personaggi "principali" e su alcuni dettagli mi sono un po' persa. Soprattutto mi sono un po' persa sul racconto delle mattonelle e delle ossa (sì, ho capito il discorso in generale, ma non esattamente come aiuta Mel ad arrivare alla soluzione del caso). Comunque è stata una lettura interessante, con anche diverse espressioni colloquiali che mi sono segnata per ampliare il mio vocabolario.
Non ho capito il perchè del titolo; cioè, il titolo di questo libro, è il titolo di un libro che Mel si trova in camera, ma cosa c'entri col resto della storia ecco non mi è chiaro.
Intrigante l'idea, un po' contorto lo svolgimento. Nel complesso, comunque, una lettura piacevole.
Mio voto: 7 / 10

domenica 3 settembre 2017

Il silenzio della pioggia d'estate - Dinah Jefferies


Titolo originale: Before the rains (2017)

1930, Rajputana, India.
Dopo la morte del marito, Eliza, una giovane fotoreporter, si sente persa. A tenerle compagnia c’è soltanto la sua macchina fotografica. La solitudine viene un giorno interrotta da una chiamata e da un incarico inaspettato: il Governo britannico decide infatti di inviarla in un ricchissimo stato indiano per fotografare la famiglia reale. È l’occasione della sua vita e deve sfruttarla a ogni costo. Ma, al suo arrivo, una sorpresa l’attende: giunta al palazzo, conosce il fratello del principe, Jay, un ragazzo giovane, affascinante e dai modi gentili. Uniti dal desiderio di migliorare le condizioni della popolazione locale, che vive in estrema povertà, Jay ed Eliza scopriranno di avere più cose in comune di quanto potessero mai immaginare. Eppure la società indiana, molto tradizionalista, e le loro famiglie la pensano diversamente. E questo li costringerà a una scelta: fare ciò che tutti si aspettano da loro oppure seguire ciò che dice il cuore… (www.newtoncompton.com)

Ho sentito nominare diversi libri della Jefferies e, per caso, ho cominciato a leggerla proprio dall'ultimo appena uscito. Mi intrigava molto la storia. 
In realtà, mi ha un po' spiazzato l'inizio, perchè mi aspettavo che partisse con la morte del marito e invece parte con un flashback di vent'anni prima, dove chi viene ucciso è il padre di Eliza. Sì perchè Eliza aveva già vissuto in India, finchè la morte del padre (una bomba durante una processione) fa tornare lei e la madre in Inghilterra. Una madre con cui c'è un rapporto complesso e tormentato fino all'ultimo.
L'India, quindi, per Eliza è un ritorno al passato, e contemporaneamente, la storia di un destino che si rincorre (gli episodi per cui dico questo ve li lascio scoprire nella lettura). Alcune delle situazioni che dovrebbero essere dei colpi di scena, in realtà sono abbastanza ovvie, così come è abbastanza scontato il finale (anche se non avevo capito il modo in cui sarebbe successo). 
Mi piace che la storia tra Eliza e Jayant non sia un colpo di fulmine, ma maturi giorno dopo giorno con la loro conoscenza reciproca, e con la loro collaborazione nel voler migliorare le condizioni di vita del popolo. 
Nel corso della narrazione, emergono alcune cose molto interessanti sull'India dell'epoca. Ad esempio, la condizione delle vedove, dove è vista come una vergogna il fatto che la donna sopravviva al proprio marito. Le tradizioni barbare del suicidio femminile, in teoria vietato dalle leggi inglesi, che tuttavia si perpetrano di nascosto. Raccapricciante anche il fatto che le bambine orfane vengano sepolte vive nel deserto dentro ad un vaso d'argilla.
La scrittura è abbastanza scorrevole. In molti punti la scrittrice riesce veramente a farci immergere nei colori e nei profumi dell'India. Alcune descrizioni paesaggistiche, invece, diventano quasi troppo prolisse, così come ho trovato un po' troppo "scolastiche" alcune delle descrizioni del mondo della fotografia. Sicuramente c'è stata una grande opera di documentazione.
Nel complesso, è una lettura piacevole. Sono quattrocento pagine ma si leggono volentieri, un po' anche per vedere come si chiuderanno tutte le vicende che vengono aperte. Quello che invece non mi ha convinto fino in fondo è proprio la scrittura; paradossalmente, ha saputo emozionarmi quando parlava delle feste o delle tradizioni, mentre non mi ha travolto la storia d'amore. E' una storia affettuosa sì, tenera, fai il tifo per loro, ma non mi ha travolto come pensavo (o può essere che non fossi predisposta io nel leggere una storia d'amore in quel momento).
Ultima cosa: non capisco perchè abbiano tradotto il titolo in questo modo; aveva molto più senso mantenerlo fedele all'originale, "Prima delle piogge", perchè si collegava a tutto l'episodio dei monsoni dal quale sembra quasi che ci sia un nuovo inizio. Il silenzio non ci sta proprio a dire niente.
Mio voto: 7 / 10

martedì 29 agosto 2017

Il libro dell'estate - Tove Jansson


Titolo originale: sommarboken - 1989

L'estate, l'ultima isola abitata prima del mare aperto nell'arcipelago finlandese, un paesaggio selvaggio e incontaminato, la casa lontana dalla civiltà, una nonna e una nipotina e, silenzioso nume tutelare, il padre. Una vita quotidiana che segue i ritmi svagati delle vacanze e quelli capricciosi del tempo: qualche visita occasionale, tempeste, avventure, divieti trasgrediti, furtive spedizioni a isole altrui, navigazioni notturne. Su uno sfondo che dell'idillio non ha il sentimentalismo, ma ne ha certamente il fascino, un libro dall'apparenza semplice che riesce a parlare senza enfasi, ma anche senza ingenuità, senza eufemismi ma con tocco ironico e leggero, della complessità del vivere, delle luci e delle ombre dell'animo umano, della crudele imparzialità della natura. «Senza un'infanzia felice non avrei mai incominciato a scrivere», dice Tove Jansson. Ed è proprio quella felicità che emana dai suoi scritti: l'espressione di quel raro equilibrio fra sicurezza e rischio, sfida e ritorno, ribellione e rifugio, paura del nuovo e desiderio di provare, timore e sete di conoscere, bisogno di solitudine e necessità di affetti. È la felicità di camminare su un filo teso, sapendo che vi è comunque una rete di protezione, del sentire con intensità, del prendere la vita sul serio, ma accettandola così com'è. Da qui l'affinità e l'intesa fra Sofia, la bambina che inizia ad affrontare la vita, e la nonna, che l'ha vissuta a fondo, l'ha amata con la saggezza di non pretendere di capirla e sa che fra poco dovrà lasciarla. Il loro dialogo, che spazia su ogni cosa che sta fra il crescere e il morire, è come una musica che resta a lungo nell'orecchio, come una sonatina. (www.iperborea.com)

Un libro che mi ha lasciato sentimenti un po' contrastanti. Intanto, non è un racconto lineare, è una serie di episodi frammentati, credo anche ambientati in più anni (visto che la bambina cresce..).
E' sicuramente bella l'ambientazione così selvaggia. Mi lasciano perplessa un po' i personaggi.
La nonna è piena di sfaccettature anche ironiche. E' quella che non si regge molto sulle gambe ma che scassina la casa del nuovo vicino per vedere cosa c'è dentro. E' quella che cerca di diffondere un po' della sua saggezza di vita alla bambina, ma non ha un reale "metodo" per parlare con lei, probabilmente non ne ha la forza e nemmeno la voglia, perchè sente già di essere più vicina alla morte.
La bambina è sicuramente una bambina a cui manca la presenza di (almeno) un genitore. E' capricciosa, è sbandata, cerca di continuo la nonna pretendendo che abbia l'agilità di un giovane e che solo a tratti si rende conto dei suoi problemi. Non mi ispira tenerezza, a volte mi dà proprio fastidio il suo comportamento. Sono sicura che se fosse lasciata meno sola si comporterebbe in modo diverso.
E poi c'è il padre, che, in realtà, che ci sia o non ci sia fa poca differenza, perchè è sempre chiuso nel suo studio e sono rare le volte in cui esce.
Ecco, sicuramente una grossa componente, palpabile, nel libro è l'assenza. L'assenza della madre in primis. L'assenza del padre, la (quasi) assenza di relazioni sociali. Il tempo non ha alcuna importanza, sembra essere sospeso. E' la natura che la fa da padrona nello scandire le ore e i giorni.
Ho letto recensioni entusiastiche di questo libro, ma devo ammettere di aver fatto molta fatica a finirlo perchè alcuni pezzi sono abbastanza noiosi. Boh. Lettura interessante ma niente di che. Sinceramente non ci trovo nè la felicità di cui parlano nella presentazione, nè questa grande affinità fra Sofia e la nonna.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

p.s. Tove Jansson (che all'inizio credevo fosse un uomo...) ha scritto anche libri per adulti, ma in realtà è un'affermata scrittrice ed illustratrice per bambini. E' lei che ha creato i "Mumin", quella specie di ippopotami bianchi che sono popolarissimi in Finlandia.

Tre cowboy per Natale - Jan Springer


Titolo originale: Cowboys for Christmas - 2014
Serie "Cowboys online". Libro 1

Jennifer Jane (JJ) Watson ha trascorso gli ultimi dieci anni in un carcere di massima sicurezza. L’ultima cosa che si aspetta è di uscire in anticipo con in mano un lavoro e finire in un ranch sperduto nelle foreste canadesi a servire il pranzo di Natale a tre dei cowboy più sexy che abbia mai visto! Rafe, Brady e Dan pensavano di assumere due ex-detenuti per aiutarli a mandare avanti il ranch e il bestiame, invece scoprono di aver assunto una donna bella e attraente. Nella natura innevata dell’Ontario del nord, la compagnia femminile è cosa rara. Ed è qualcosa che i tre cowboy amano condividere... Sono dominatori, belli come il peccato e riempiono la mente di JJ con le fantasie sessuali più bollenti che abbia mai avuto. D’un tratto, comincia a desiderare i tre cowboy come il regalo di Natale perfetto per lei, sperando in qualcosa che forse non potrà mai avere… un “per sempre felici e contenti.”

Cercavo un romanzo "western" e ho trovato questo, che forse è western solo per il fatto che ha come protagonisti tre cowboy, e che è sicuramente più erotico. 
Jennifer sta per uscire dal carcere, dopo dieci anni trascorsi dentro ingiustamente. Destinazione, Ontario, in un ranch sperduto tra i boschi. La ragazza non potrebbe essere più contenta di così, immaginando di poter scappare via molto facilmente. Senonchè, quando vede i suoi datori di lavoro, 3 cowboy ovviamente figoni, JJ non ha più così fretta di andarsene, anzi, comincia a sentirsi a casa con loro (e comincia a fare anche pensieri hot su ognuno dei tre..). 
I tre, in realtà, avevano chiesto di avere due uomini che li aiutassero con il ranch e i lavori pesanti e non si aspettavano una ragazza giovane e bella. Ma, alla fine, anche loro convengono che averla in casa non è così negativo (e anche loro cominciano ad eccitarsi notevolmente). 
Ad un certo punto però, l'eccitazione comincia a diventare un po' troppa, e i ragazzi decidono di fare un dono a Jennifer; se la ragazza lo terrà e si comporterà come da loro richiesto, presto ci sarà da divertirsi... Inutile dire che JJ accetta, e a turno i tre cowboys si recano da lei, di notte, per sperimentare singolarmente i piaceri di avere una donna con loro. 
Infine arriva il giorno di Natale, tra addobbi e luci varie, JJ riceve dal tribunale il totale condono della pena, ora è una donna libera a tutti gli effetti. I tre uomini sono in pensiero, perchè JJ potrebbe andarsene da un momento all'altro. Ma per il momento c'è un Natale da festeggiare... (vista anche tutta la preparazione fatta...) 
Beh il libro è carino. La storia è interessante. Jennifer è un personaggio simpatico, finito in carcere per aver fatto fuori un patrigno violento. I tre cowboy, Brady, Dan e Rafe, sono ovviamente dei figoni da urlo. La cosa che mi ha fatto sorridere è che (oltre ad essere tutti ben dotati), la sua "istruzione" va comunque in scala di grandezza... fortuna che sono solo tre o la cosa poteva diventare un problema...
La componente erotica è ovviamente una grossa parte di questo breve racconto, a volte un po' volgare (ma evidentemente questo è tipico del genere).
Si legge bene.
Questo libro è il primo della serie "Cowboys online" (che conta 4 libri per ora), può anche darsi che legga i prossimi per vedere come va a finire la vicenda.
Mio voto: 7 / 10

domenica 6 agosto 2017

Artico - James Rollins



Titolo originale: Ice hunt - 2003

Durante una missione di esplorazione scientifica, il sottomarino americano Polar Sentinel, scopre un'isola di ghiaccio nell'Artico, al cui interno si trova la base Grendel russa. Dentro di essa vengono rinvenuti molti cadaveri ed un sommergibile russo della seconda guerra mondiale. Inoltre, al livello 4 (la base è disposta su 5 livelli) c'è qualcosa di ancora più mostruoso che i responsabili della spedizione decidono di tenere nascosto in attesa di nuovi ordini. 
Nel frattempo, il governo russo, dopo aver saputo del ritrovamento, decide di inviare un sottomarino, il Drakon, guidato dall'ammiraglio Petkov, il cui obiettivo è quello di recuperare le informazioni scientifiche della ricerca e insabbiare il resto, eliminando qualsiasi testimonianza del loro passaggio. Ma l'ammiraglio ha anche un obiettivo personale: scovare il cadavere del padre, lo scienziato russo a capo delle operazioni di ricerca della base Grendel, distruggendo poi l'intera calotta artica, attraverso l'attivazione di un ordigno ad onde armoniche in grado di dare il via ad una nuova Era Glaciale. 
Nella storia vengono coinvolti anche alcuni civili, tra cui Matthew Pike, funzionario dell'Alaska Fish and Game, e Jennifer Aratuk, la sua ex moglie e sceriffo per le tribù inuit. Grazie al loro aiuto Craig, giornalista del Seattle Times, incaricato di raccogliere informazioni sulla storia, riesce a fuggire dai militari russi che vogliono impedirgli di raggiungere la base. 
Intanto gli uomini nella base devono fare i conti con i grendel, una specie di animali preistorici, simili alle balene piuttosto voraci e poco amichevoli. 
A complicare il tutto, arrivano poi alla base anche gli uomini della Delta Force.

Ho appena finito di leggere questo libro, dopo averlo cercato con ansia perchè la trama mi aveva intrigato un bel po'. Ammetto che il ritmo della narrazione è piuttosto incalzante, pieno di colpi di scena. Un po' troppo pieno di granate, armi, inseguimenti e cose un po' alla "rambo" insomma.
Ho fatto un po' fatica all'inizio a capire come si sarebbero incrociati i personaggi: infatti, ci viene presentato l'equipaggio del Polar Sentinel, poi Matthew che prepara delle esche per gli orsi e infine l'ammiraglio Petkov. Ho anche fatto un po' fatica coi luoghi, perchè c'è la base Grendel e c'è la base Omega, e diversi personaggi vanno prima da una parte poi dall'altra. E poi ci sono diversi rimpalli di colpe tra russi e americani, dove non esiste una gran differenza tra buoni e cattivi.
I grendel mi hanno messo ansia. Purtroppo, la scena del loro primo attacco l'ho letta prima di andare a dormire e mi ha un po' impressionato (ma io sono un po' impressionabile..).
La prima impressione che ho avuto è che da questo libro potrebbero trarne un film molto spettacolare, tra combattimenti ed esperimenti sulla criogenetica.
Interessante, ma non mi ha fatto impazzire. Forse non è propriamente il mio genere. I personaggi non sono approfonditi più di tanto. Anche la ricerca scientifica per la quale è stata creata la base pare avere un ruolo secondario rispetto agli inseguimenti per tutto l'artico (anche con alcune scene un po' inverosimili.. diciamolo).
Mio voto: 7 / 10

domenica 30 luglio 2017

Parrucchiere per signora - I. Grekova


Titolo originale: Damskij master - 1962 

Irina Nikolaevna Grekova è lo pseudonimo di Jelena Sergeevna Wentsel, studiosaa di matematica e cibernetica molto nota in Unione Sovietica, che ha pubblicato diversi racconti e romanzi in cui le attività quotidiane sono il punto principale. 

In “Parrucchiere per signora” troviamo Maria Vladimirovna Kovaleva, direttrice dell’istituto dei computer, con due figli strafottenti che la prendono sempre in giro, ma coi quali non riesce a rimanere arrabbiata. Una sera Maria decide di andare dal parrucchiere perché da tre anni tiene i capelli lunghi ed è stanca di come si presentano. 
Al salone c’è molta fila, finchè sbuca fuori l’apprendista non ancora diplomato di cui nessuna altra donna si fida e Maria si lancia dandogli un’opportunità. Il ragazzo si chiama Vitalik (che lei poi chiamerà Vitalij perché odia i nomi che finiscono in “ik”) e si rivela essere molto bravo nel suo lavoro. 
Le visite di Maria dal parrucchiere diventano settimanali, e i due fanno anche amicizia. Vitalij non ha mai letto “guerra e pace” (con grande stupore di Maria) ma vuole andare all’università per studiare materialismo dialettico. 
Maria ha una segretaria carina ma abbastanza frivola e inutile nel suo lavoro, la quale però un giorno le chiede dove va dal parrucchiere e per un certo periodo di tempo tra la ragazza (Galja) e Vitalij c’è una specie di feeling. Ma Vitalij non sta cercando moglie, il suo è un interesse puramente di studio sui capelli della ragazza. 
Un giorno Maria trova Vitalij che piange perché il “sistema” dei parrucchieri ce l’ha con lui. Vitalij, infatti, tiene al suo lavoro, al proporre cose nuove, ci mette tempo per fare le teste delle signore, mentre il sistema vuole che lui segua le direttive, non si lanci in proprie iniziative, in modo da sistemare le donne in fretta e fare soldi (o, meglio, farli fare al sistema). Maria prova ad intercedere per lui presso il responsabile del settore parrucchieri, uomo corrotto, che infatti non la ascolta. 
Poco dopo, Vitalij decide di cambiare vita. Entra in fabbrica come apprendista meccanico, con l’idea di dare gli esami liceali per poi andare all’università. Maria non sa se questo sia un bene o un male, ma pensa che forse potrebbe essere qualcosa di buono. 

Libro molto corto ma interessante per i concetti che lascia trasparire sul sistema sovietico. Per esempio (e ammetto di averlo letto nell’introduzione) il grande squilibrio numerico tra donne e uomini in Unione Sovietica, per cui le donne sembrano quasi accettare una situazione di solitudine o di essere l’altra (Galja ha una storia con un uomo sposato che l’ha usata come “sostituta” mentre la moglie era incinta). 
Un altro punto interessante è nel finale, quando Vitalij viene criticato dal “sistema dei parrucchieri” perché prende iniziative personali nel taglio di capelli e perché ha un libricino in cui ha segnato i numeri di alcune clienti (mentre non può avere un giro di sue clienti). Il tutto, in realtà, nato dall’invidia che provano altri parrucchieri che hanno meno clienti e notorietà di lui. 
Maria è un personaggio interessante, pronta ad aiutare disinteressatamente le persone che ha intorno. Si entra subito in simpatia con lei. E’ diretta nel parlare ma è anche delicata e pronta ad ascoltare. 
Vitalij è un ragazzo egocentrico, che affronta la vita calcolando cosa gli conviene maggiormente, ma anche lui è interessante per l’amore che mette nel suo lavoro. 
Il libro, in sintesi, tratta uno scorcio di vita e pur essendo breve è interessante. Mio voto: 7 / 10

giovedì 27 luglio 2017

Il trono di spade. Libro primo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco - George R. R. Martin


Titolo originale: A game of thrones. Book one of a song of ice and fire - 1996

In Italia questo libro era stato suddiviso in due volumi: "il trono di spade" e "il grande inverno". In questa edizione, i due libri sono racchiusi in un volume unico, così come concepito dall'autore.
Difficile fare una trama sintetica di questo romanzo, suddiviso in capitoli, ognuno dei quali ci narra le vicende di uno dei personaggi (che sono veramente tanti).
Il libro è ambientato in un mondo fantastico, un po' medievale, dove le stagioni hanno durata variabile e Sette Regni si contendono il trono di spade.

L'antefatto, a cui spesso viene fatto riferimento, è questo: quindici anni prima dell'inizio del romanzo, i Sette Regni furono scossi da una guerra civile, nota come la "Guerra dell'Usurpatore". Il principe Rhaegar Targaryen (figlio di re Aerys che sedeva sul trono di spade) rapisce Lyanna Stark, suscitando le ire della sua famiglia e del suo promesso sposo Robert Baratheon. Eddard Stark (fratello di Lyanna) con Robert Baratheon e Jon Arryn dichiarano guerra ai Targaryen. L'apice della guerra civile è la Battaglia del Tridente, in cui il principe Rhaegar viene ucciso da Robert (ma muore anche Lyanna). I Lannister, dapprima schierati con i Targaryen, li tradiscono e si uniscono a Robert Baratheon; Jaime Lannister della Guardia reale uccide a tradimento re Aerys, guadagnandosi l'appellativo di "Sterminatore di Re". Nominato re dei Sette Regni, Robert sposa Cersei Lannister per consolidare l'alleanza con la sua famiglia. I figli di Aerys, Viserys e Daenerys vengono portati in salvo attraverso il Mare Stretto.

Eddard Stark (detto "Ned") è Lord di Grande Inverno e del Nord. I suoi figli trovano una metalupa morta con sei cuccioli e ne adottano uno ciascuno. In seguito alla morte di Jon Arryn, Primo Cavaliere del re, Robert Baratheon e la corte reale si recano a Grande Inverno per convincere Ned ad accettare l'incarico; inizialmente riluttante, Ned acconsente solo perchè vuole scoprire cosa esattamente è successo ad Arryn (poichè Lysa Tully, vedova di Jon Arryn e sorella della moglie Catelyn, sospetta che il marito sia stato avvelenato dai Lannister). Nel frattempo, Bran, uno dei figli di Ned, è casualmente testimone di un incontro incestuoso tra la regina Cersei Lannister e suo fratello gemello Jaime e, scoperto, viene buttato giù da una torre proprio da Jaime per proteggere il loro segreto. Il ragazzo sopravvive alla caduta, ma entra in coma. 
Jon Snow, il figlio bastardo di Ned, parte per unirsi ai Guardiani della notte, una confraternita di soldati incaricata di difendere la Barriera, la grande muraglia di ghiaccio che da secoli protegge i Sette Regni dalle invasioni dei bruti dell'estremo nord. Durante l'addestramento, Jon stringe amicizia con il grasso e goffo Samwell Tarly e viene nominato attendente personale del Lord Comandante Mormont. Quando i corpi di due ranger ritrovati morti oltre la Barriera riprendono vita e attaccano il comandante Mormont, è Jon che lo salva dando loro fuoco. Al fine di scoprire di più sui piani del sedicente Re-oltre-la-Barriera (Mance Rayder) e di indagare su una possibile ricomparsa degli Estranei, una razza di creature soprannaturali credute estinte, Mormont decide di organizzare una vasta spedizione oltre la Barriera. 
Ned parte per Approdo del Re, insieme alle due figlie Sansa e Arya. Durante il viaggio verso sud, una lite tra Arya e il principe Joffrey, crea tensione tra gli Stark e i Lannister; Arya si vede così costretta a liberare il suo meta-lupo Nymeria per salvarla dalle ritorsioni dei Lannister, mentre Lady, il cucciolo di Sansa, è giustiziata al suo posto. Al suo arrivo nella capitale, Ned scopre che il consiglio reale è un covo di intrighi. 
Intanto a Grande Inverno un sicario tenta di uccidere Bran, ancora in coma, che viene salvato dall'intervento del suo meta-lupo; Catelyn decide allora di recarsi ad Approdo del Re per avvisare Ned. Bran si risveglia poco dopo dal coma ma non può più usare le gambe e non ricorda nulla dell'incidente. 
Quando Catelyn arriva ad Approdo del Re, il suo amico d'infanzia e maestro del conio Petyr Baelish, detto "Ditocorto", le rivela che il pugnale usato nel tentato assassinio di Bran appartiene a Tyrion Lannister, il fratello nano di Cersei e Jaime, detto "il Folletto". Durante il viaggio per ritornare al nord, Catelyn e la sua scorta si imbattono proprio in Tyrion e se lo portano dietro come prigioniero al Nido dell'Aquila dove si è rintanata Lysa Tully. Quest'ultima lo condanna a morte, ma Tyrion, che si proclama innocente, rivendica il diritto ad un processo per combattimento e il suo campione, il mercenario Bronn, vince, restituendogli la libertà. 
In rappresaglia per il rapimento di Tyrion, Jaime Lannister tende un'imboscata a Ned, in seguito alla quale il Lord del Nord viene ferito ad una gamba. Nel frattempo però Ned, durante le sue indagini, scopre che i tre figli di Robert sono in realtà il frutto di un incesto tra Cersei e Jaime. Ned offre a Cersei la possibilità di lasciare la capitale prima che Robert venga informato, ma di lì a poco il re viene ferito mortalmente durante una battuta di caccia al cinghiale. Proclamato reggente nelle ultime volontà di Robert, Ned ricorre all'aiuto di Ditocorto per assicurarsi la lealtà della Guardia Cittadina nell'opporsi alla rivendicazione al trono di Joffrey, ma Baelish lo tradisce, e i Lannister arrestano Ned e Sansa (promessa in sposa a Joffrey). 
In cambio della promessa dell'incolumità sua e di Sansa, Ned accetta di confessare pubblicamente il suo tradimento, ma Joffrey ordina comunque che venga decapitato. 
Arya riesce a fuggire, vivendo di espedienti nei quartieri pulciosi fuori dal castello, finchè non viene portata via da Yoren, un guardiano della notte, che la riconosce e le impedisce di guardare nel momento in cui decapitano suo padre.
Robb Stark, primogenito di Ned, saputo che i Lannister hanno imprigionato e ucciso il padre, raduna tutti i vassalli fedeli agli Stark per marciare verso sud e scontrarsi con i Lannister. Ottenuto l'aiuto della Casa Frey grazie a un accordo matrimoniale, Robb, sacrificando parte del suo esercito in un finto attacco contro Lord Tywin, riesce a penetrare nel territorio nemico con il grosso dei suoi uomini, distruggendo l'armata di Jaime, e prendendo lui come prigioniero. I vassalli del Nord acclamano Robb "Re del Nord". 
Nel frattempo, nella città libera di Pentos, il principe Viserys Targaryen con l'aiuto del Magistro Illyrio Mopatis concede la sorella tredicenne Daenerys in matrimonio a Khal Drogo, il condottiero di una vasta tribù di Dothraki, guerrieri a cavallo che Viserys vorrebbe sfruttare per riconquistare i Sette Regni. Tra i doni nuziali ricevuti dalla ragazza ci sono tre uova pietrificate di drago, mentre Jorah Mormont, un cavaliere in esilio, si mette al suo servizio. Inizialmente spaventata dal suo sposo e dalla sua gente, Daenerys finisce poco a poco per abbracciare il ruolo di regina dei Dothraki. Viserys impaziente di ricevere la sua ricompensa, minaccia Daenerys davanti alla tribù, finendo per essere ucciso da Drogo. Nel saccheggiare un villaggio, Drogo viene ferito e Daenerys accetta di ricorrere alle arti magiche della guaritrice Mirri Maz Duur, la quale in realtà vuole solo vendicarsi per la distruzione del suo villaggio; in seguito al rito, infatti, il figlio nascituro di Daenerys muore, mentre Drogo, pur vivendo, si ritrova in uno stato vegetativo. Con il loro capo incapace di regnare, la maggior parte dei Dothraki abbandona la tribù per seguire un nuovo leader e Daenerys, impietosita, soffoca il marito con un cuscino. Durante il funerale di Drogo ordina che la guaritrice sia legata alla pira funeraria, posiziona le uova di drago insieme alla salma e si getta anch'essa tra le fiamme, riemergendone indenne e con tre cuccioli di drago appena nati. Di fronte a tale prodigio, quel che rimane della tribù di Drogo giura eterna fedeltà a Daenerys.

Beh, la trama non poteva essere sintetizzata più di tanto (sono più di 800 pagine..). Ho trovato il romanzo scorrevole, con un linguaggio semplice. Sicuramente, avendone anche visto delle parti nella serie tv (che gli è molto fedele), la lettura è stata facilitata. Ci sono alcune pagine che diventano un po' noiose, per esempio i racconti delle battaglie; anche perchè, con duemila personaggi, è difficile ricordarsi chi colpisce chi. La narrazione è suddivisa in capitoli, in ognuno dei quali si parla di uno dei personaggi. In genere questo non mi ha dato fastidio nè disturbato nella lettura, a parte quando si parlava di Daenerys, forse perchè bene o male gli altri sono tutti più collegati tra loro, mentre lei è più "un'esterna". Ci sono alcune scene piuttosto crude e ammetto che mi è dispiaciuto molto che abbiano ucciso così presto Eddard Stark.
Credo che leggerò anche i libri successivi, forse intervallandoli con qualcos'altro, perchè l'argomento è bello corposo. Sono sicuramente curiosa di vedere chi regna sul trono di spade, alla fine.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

mercoledì 5 luglio 2017

Gli animali fantastici: dove trovarli - J. K. Rowling


Titolo originale: Fantastic beasts and where to find them (2001)

Il libro viene presentato come uno dei testi fondamentali che gli studenti di Hogwarts devono studiare. Esso è stato scritto da Newt Scamander, famoso "magizoologo" (cioè studioso di magizoologia, che sarebbe appunto lo studio delle creature magiche). 
In questo libro, molto breve, viene fatto un rapido accenno alle conoscenze "babbane" riguardo agli animali fantastici e poi comincia un vero e proprio compendio degli animali, con le loro caratteristiche fisiche, dove vivono, il grado di pericolosità, ecc.
Non so cosa mi aspettavo, in effetti. Il film è molto carino, ma ha veramente poco a che fare col libro, nel senso che il libro è praticamente solo un elenco di questi animali. C'è da dare merito alla Rowling per la fantasia con cui ha creato questi animali (alcuni sono invece creature mitologiche già note), ma il libro è veramente un manuale e quindi poco avvincente in questa forma. Sicuramente è utile tenerselo accanto mentre si legge Harry Potter, in modo che quando salta fuori un animale magico si può andare a vedere le sue caratteristiche, ma non è fondamentale. Alla lunga diventa un po' noioso.
Mio voto: 6 e mezzo / 10.

venerdì 30 giugno 2017

Mangia, prega, ama - Elizabeth Gilbert


Titolo originale: Eat, Pray, Love: One Woman's Search for Everything Across Italy, India and Indonesia (2006)

Liz è bella, bionda, solare; ha una grande casa a New York, un matrimonio perfetto, un lavoro invidiabile. Eppure, in una notte autunnale, si ritrova in lacrime sul pavimento del bagno, con l'unico desiderio di essere mille miglia lontana da lì. Quella notte, Liz capisce di non volere niente di tutto quello che ha, e fa qualcosa di cui non si sarebbe creduta capace: si mette a pregare. Come reagireste se Dio (o qualcosa che gli assomiglia) venisse a toccarvi il cuore e la mente, non per invitarvi alla pazienza e alla rassegnazione, ma per dirvi che avete ragione, quella vita non fa per voi? Probabilmente fareste come Liz: tornereste a letto, a pensarci su. A raccogliere le forze, perché il bello deve ancora venire. Un amarissimo divorzio, una tempestosa storia d'amore destinata a finir male e, in fondo, uno spiraglio di luce: un anno di viaggio alla scoperta di sé. In questo irresistibile diario-confessione, Elizabeth Gilbert ci racconta le tappe della sua personalissima ricerca della felicità: l'Italia, dove impara l'arte del piacere, ingrassa di 12 chili e trova amici di inestimabile valore; l'India, dove raggiunge la grazia meditando in compagnia di un idraulico neozelandese dal dubbio talento poetico; e l'Indonesia, dove uno sdentato sciamano di età indefinibile le insegna a guarire dalla tristezza e dalla solitudine, a sorridere e a innamorarsi di nuovo. "Mangia prega ama" è la storia di un'anima irrequieta, con cui è impossibile non identificarsi. (http://www.lafeltrinelli.it/)

Il libro è l'autobiografia della scrittrice. Purtroppo l'ho letto dopo aver visto il film, di cui ammetto di non ricordare molto, ma il viso di Julia Roberts mi era sempre davanti mentre voltavo le pagine.
Mi è piaciuto ma non mi ha fatto impazzire. La parte sull'Italia è un po' piena di stereotipi; possibile che l'unica fonte di piacere in Italia sia il cibo? nessuna visita a nessun monumento per esempio? La parte sull'India, a mio parere, diventa un po' pesante. Non per il discorso della preghiera, ma per il fatto che non solo ci spiega il tipo di preghiera che fa nell'ashram, ma parla anche di tutti gli altri tipi di meditazione che esistono. Interessante, ma alla lunga un po' stancante. L'ultima parte, quella della "rinascita" (diciamo così), è bella. Mi pare un po' bizzarro il finale... pare ci sia un seguito, un libro in cui parla di cosa è successo dopo, ma non so se lo leggerò, non è in cima alle mie priorità.
Nel complesso, a parte alcuni momenti un po' noiosi, la lettura mi è piaciuta. E' in prima persona, ovviamente, è scorrevole. Mi piace il percorso di questa donna che ha il coraggio di distruggere la sua vita per cercare quello che davvero vuole.  
Mio voto: 7 e mezzo / 10. 

martedì 30 maggio 2017

Il rifugio - William Paul Young



Titolo originale: the shack - 2007

Un uomo alla deriva, alle prese con la tragedia più grande, la perdita di una figlia strappata all'affetto della famiglia dalla follia omicida di un maniaco, è chiamato a fare i conti con un passato che non lo abbandona, e con quel dolore che ha silenziosamente scavato un solco tra lui e Dio. Un incontro del tutto inaspettato gli da l'occasione di cambiare per sempre la sua vita, e di riacquistare, dopo quattro anni di buio, la capacità di amare. (www.lafeltrinelli.it)

William Paul Young ha scritto questo libro per pochi intimi, per spiegare il suo rapporto con Dio. Sono stati due amici che lo hanno convinto a pubblicarlo (autostampato) ed è diventato un best-seller del New York Times. Ho poi scoperto che da questo libro è anche stato tratto un film, uscito ad aprile (2017) in America.
L'autore si immedesima nel protagonista, sostenendo che lui gli ha raccontato la storia ma che non è in grado di metterla su carta.
Il libro, quindi, parla di Mackenzie Allen Phillips, chiamato Mack, sposato con una infermiera di nome Nan e padre di 5 figli. Un giorno Mack decide di portare i suoi tre figli più piccoli in campeggio per il fine settimana del Labor Day. Un giorno, mentre Mack va a salvare due dei bambini che si sono ribaltati con la canoa, la piccola Missy viene rapita da un maniaco (il killer delle coccinelle, perchè è solito lasciare una coccinella nel punto in cui rapisce le sue vittime). Partono subito le ricerche, durante le quali la polizia rinviene presso un vecchio rifugio il vestitino rosso di Missy strappato e macchiato di sangue. Comincia per Mack un periodo di grande dolore e tristezza. Un giorno però nella cassetta delle lettere trova un foglietto su cui c'è scritto: "Mackenzie, è passato un po’ di tempo. Mi sei mancato. Sarò al rifugio il prossimo fine settimana, se hai voglia di incontrarmi. Pa". Pa è il soprannome con cui Nan chiama Dio. All'inizio Mack pensa che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto, ma chi conosce così bene la sua famiglia da conoscere questo nomignolo? Decide allora di recarsi al rifugio, dove Mack incontra 3 strani personaggi: Pa (cioè Dio) nelle sembianze di una grossa donna afroamerica che cucina sempre; Gesù, mediorientale e vestito da operaio; e poi una donna asiatica di nome Sarayu (lo Spirito Santo). Saranno le tre "persone" con cui Mack si confronterà e arriverà al nocciolo del suo dolore e del rapporto che ha interrotto con Dio, arrivando ad un cambiamento personale notevole.
Non vi racconto altro perchè è giusto che leggiate il libro per vedere come si svolge e come va avanti.

Sono un po' in difficoltà nel commentare questo libro. L'idea era molto accattivante: pensare che Dio ti mandi un biglietto per incontrarlo.. E poi trovarti davanti la Santa Trinità in queste forme "strane" (c'è un motivo per cui Dio si presenta come donna, lo spiega durante la narrazione). Dicevo, l'idea è molto intrigante, è il motivo che mi ha spinto a leggerlo. Ma la lettura non è stata facile. A tratti ho proprio avuto degli attacchi di noia, forse non ero predisposta per leggere un libro così pieno di concetti e spiegazioni, boh. Poi è veramente pieno di descrizioni, soprattutto di paesaggi, troppo dettagliato ma allo stesso tempo troppo "costruito" (non saprei come spiegarlo, aggettivi cercati apposta per fare sensazione che non riescono nel loro scopo). La vicenda di Missy sembra più una scusa per far incontrare Dio e Mack; si, è vero, troverà soluzione anche questa vicenda, ma tutto è incentrato nei dialoghi di Mack coi tre personaggi a momenti alterni. Dialoghi anche abbastanza piatti, pesanti e annoianti. Peccato perchè gli argomenti sono tematiche base del cristianesimo: il perdono, il libero arbitrio, la presenza di Dio... Tra l'altro, con alcune grosse critiche alle leggi delle religioni organizzate.
Sono convinta che, chi si trova in una certa predisposizione per questa lettura, lo troverà un libro fantastico. Io faccio fatica a considerarlo tale. Non mi è dispiaciuto ma insomma niente di eccezionale.
Mio voto: 7 / 10.

domenica 21 maggio 2017

La luce sugli oceani - M.L. Stedman


Titolo originale: The light between oceans - 2012

Isabel ama la luce del faro tra gli oceani, che rischiara le notti. E adora le mattine radiose, con l'alba che spunta prima lì che altrove, quasi quel faro fosse il centro del mondo. Per questo ogni giorno scende verso la scogliera e si concede un momento per perdersi con lo sguardo tra il blu, nel punto in cui i due oceani, quello australe e quello indiano, si stendono come un tappeto senza confini. Lì, sull’isola remota e aspra abitata solo da lei e suo marito Tom, il guardiano del faro, Isabel non ha mai avuto paura. Si è abituata ai lunghi silenzi e al rumore assordante del mare. Ma questa mattina un grido sottile come un volo di gabbiani rompe d’improvviso la quiete dell’alba. Quel grido, destinato a cambiare per sempre la loro vita, è il tenue vagito di una bambina, ritrovata a bordo di una barca naufragata sugli scogli, insieme al cadavere di uno sconosciuto. Per Isabel la bambina senza nome è il regalo più grande che l’oceano le abbia mai fatto. È la figlia che ha sempre voluto. E sarà sua. Nessuno lo verrà a sapere, basterà solo infrangere una piccola regola. Basterà che Tom non segnali il naufragio alle autorità, così nessuno verrà mai a cercarla. Decidono di chiamarla Lucy. Ben presto quella creatura vivace e sempre bisognosa d’attenzione diventa la luce della loro vita. Ma ogni luce crea delle ombre. E quell'ombra nasconde un segreto pesante come un macigno, più indomabile di qualunque corrente e tempesta Tom abbia mai dovuto illuminare con la luce del suo faro. Perché sulla terraferma, tra la civiltà, c’è una donna che spera ancora. Una donna infelice, ma determinata. Questa è una storia che esplora ciò che è giusto e ciò che è sbagliato e come spesso sembrino la stessa cosa. Questo è il romanzo di una madre e di un padre e della loro figlia segreta. Questo è il punto in cui amore e colpa si incontrano, e non vi lasceranno più. (www.libreriauniversitaria.it)

Libro di esordio di M. L. Stedman, ambientato in un isolotto dell'Australia, legato alla terraferma solo dalle provviste che vengono consegnate ad intervalli costanti. E' qui che decide di andare a vivere, come guardiano del faro, Tom, ex combattente che soffre del fatto di aver visto morire i suoi compagni. Nella solitudine di Janus Rock, Tom trova la sua dimensione ideale. Finchè non conosce Isabel, che decide di volere proprio lui e decide di seguirlo al faro. Una coppia innamorata, che non chiede altro se non di avere dei figli. Ma, tra aborti e perdite, i figli non sopravvivono e Isabel vede in questa bambina arrivata dall'oceano, una risposta alle sue preghiere. 
Questo libro parla di maternità negata e di maternità rubata. Dove Isabel vede un miracolo, Tom si rende conto che potrebbe esserci una donna che cerca la bambina. E anche quando scoprono che esiste davvero questa donna, Isabel convince Tom che debba prevalere il bene di Lucy, ormai convinta che siano loro i suoi genitori. Tom, un uomo devastato dalla guerra, dalle morti dei figli, non riesce ad imporsi alla moglie che da quando è arrivata Lucy è finalmente rinata e sorridente. Una situazione però che lo logora nel cuore e nella coscienza.
E' una storia che è un pugno nello stomaco costante perchè ti crea il dubbio su cosa è giusto e cosa è sbagliato. E' forte la tentazione di schierarsi, ma alla fine è davvero impossibile "scegliere" da che parte stare. 
E' un libro che affronta una tematica importante con toni delicati, senza che l'autrice si schieri nemmeno lei, limitandosi solo ad esporre i fatti.
Le ultime pagine le ho lette tutte piangendo. 
Devo ammettere che mi piace molto il personaggio di Tom, capace di sacrificarsi per salvare la moglie, perchè "non è stato capace di prendersi cura di lei". Tom sa bene che hanno fatto una cosa sbagliata e non si dà pace, arrivando a chiedere alla vera madre di Lucy che preghi per lui. Mi è piaciuto, anche se per placare la disperazione della moglie, non ha fatto quello che sapeva andava fatto, arrivando a frantumare tutto dopo quattro anni. Se non si fosse lasciato convincere da Isabel e avesse denunciato subito l'arrivo della bambina, avrebbe causato molte meno sofferenze (ma non ci sarebbe stato il libro, in effetti..)
Mi sono piaciuti molto anche i personaggi di Gwen e suo padre (che trova il modo di far ambientare Lucy). 
Bellissimo libro, con una scrittura scorrevole, anche se parte un po' lento. Anzi, parte dal ritrovamento della bambina, per poi tornare indietro di anni, prima che Tom e Isabel si conoscessero. E quindi, successivamente, riscrive la stessa scena del ritrovamento. Alla fine poi salta proprio vent'anni (non che li volessi leggere eh, però lasciamo Tom in prigione in attesa di processo e lo troviamo vent'anni dopo...).
E' un libro però che non consiglierei a chiunque.
Mio voto: 8 / 10

sabato 22 aprile 2017

Afa - Eduard von Keyserling



Titolo originale: Schwule Tage - 1906


Attenzione: contiene spoiler sulla trama

Come punizione per essere stato bocciato all'esame di maturità, il diciottenne Bill è costretto a rinunciare al mare per andare nella tenuta di Fernow col padre. Il rapporto col padre è sempre stato molto distante e quindi questa prospettiva gli sembra una cosa terribile.
Poco lontano da loro sorge Warnow, la tenuta della zia, dove abita con le due figlie, Gerda (di cui è innamorato Bill) ed Ellita. Il padre appare incredibilmente di umore allegro in loro presenza.
"E' così piacevole lasciarsi irretire da ciò che ci rende un po' felici" (dice il padre a Bill).
Dopo uno scambio di battute tra il padre e la cugina Ellita, Bill comincia ad interessarsi al padre e ad osservarlo con più attenzione, e anche il padre si dimostra tutto sommato interessato alla conversazione.
Qualche sera dopo, lui e il padre sono attesi alla cena di fidanzamento di Ellita col cugino Went. Poichè il padre tarda, Bill lo va a chiamare nel suo studio e lo trova che sta piangendo.
"Mi prese la paura, una paura come quella che proviamo nei sogni, quando l'impossibile sta di fronte a noi"
Gerda si chiede come mai Ellita non sia felice, visto che Went è così innamorato di lei e la porterà via dalla campagna. "Qualcosa di triste si aggira ancora tra di noi. E non so che cosa sia".
Bill viene rifiutato da Gerda e si rifugia nel giardino, insofferente nei confronti di Went e della sua capacità di far innamorare di sè tutte le donne. D'un tratto, vicino ad una finestra, vede due figure parlare animatamente; si tratta di Ellita e suo padre. Bill comincia a chiedersi se tra i due ci sia qualcosa.
Bill va poi a caccia con Went e si rende conto che anche lui non è particolarmente allegro.
Seguono giorni tristi, in cui il caldo la fa da padrone. Un pomeriggio che Bill si arrampica sopra ad un altro, scopre Ellita e suo padre che discutono. Ellita è molto arrabbiata perchè lui l'ha costretta a sposarsi, quando lei avrebbe voluto rimanere da sola e struggersi pensando a lui.
Alcuni giorni dopo è ora di salutare i parenti di Warnow, che partono.

"Allora ti senti anche tu un po' triste?" (dice il padre a Bill)
Quell' "anche" mi riempì di stupore.
"Eh si, sono proprio speciali in questo le donne, lasciano dietro sè un tale..hm..un tale senso di vuoto"

La sera Bill non riesce a dormire e va nel giardino. Rientrando trova il padre rannicchiato vicino ad un albero. Una delle serve prova a scuoterlo e cade una piccola siringa; è morto.
L'uomo viene composto nella bara nel salone. Bill non riesce a piangere e se ne stupisce, ma al tempo stesso è stupito dal fatto che il morto abbia un aspetto così calmo e solenne. Gli sembra di sentire le parole che il padre gli aveva detto qualche sera prima, "bisogna sapere quando la casa è finita" e allora Bill capisce che suo padre l'aveva voluto. E in Bill esplode un inno alla vita:
"Tutto quanto in me aveva sete di vita si ribellava a quella misteriosa quiete. Era come se con quel suo muto sorriso il defunto volesse mettere me, e la vita, dalla parte del torto. Lui l'aveva voluto, ma io... io no, non lo volevo. Non avevo bisogno di morire e rifiutavo la morte con tutte le mie forze. Soffrire, essere infelice - questo sì. Ma non giacere così, freddo e muto!"
Bill prova pena per l'uomo che non può più godere delle meraviglie della natura, e finalmente piange.

Racconto brevissimo, scritto tutto di seguito; quando cambia argomento va semplicemente a capo, non lascia nemmeno una riga di spazio.
Bill è un ragazzo triste, annoiato, insofferente per non essere a divertirsi, insofferente che tutti gli chiedano come va lo studio. Molta anche la sofferenza per amore perchè "tutte quelle cose belle e segrete" sembrano riservate solo agli altri. Tuttavia, Bill mi è anche sembrato un personaggio abbastanza sgradevole, che uccide un capriolo cucciolo e lancia sassi alle anatre, puramente per divertirsi. Questo fatto, sicuramente, mi procura poca "pena" per la sua sofferenza. 
Tanta sofferenza è anche quella espressa dal padre, innamorato e ricambiato di Ellita, che però la spinge a sposarsi per mettere fine alla loro "storia" (non è chiaro quanto siano intimi o meno..). Ma alla fine, anche lui non riesce a stare senza di lei, e preferisce suicidarsi.
Molto interessante "l'iniziazione" alla vita nel finale, e la forza con cui Bill reagisce alla morte volendo assolutamente vivere.
Mio voto: 7 / 10

martedì 18 aprile 2017

Middlesex - Jeffrey Eugenides



Titolo originale: Middlesex (2002)


Attenzione: contiene spoiler sulla trama.

Il romanzo inizia a Bitinio, un piccolo villaggio greco situato in Turchia, dove i fratelli Stephanides (Eleutherios detto "Lefty" e Desdemona) s'innamorano. Quando la Turchia invade e mette al rogo il paesino, i due fratelli riescono ad emigrare negli Stati Uniti, dove, dal momento che nessuno li conosce, si fingono degli sconosciuti che si innamorano e sposano sulla nave. Giunti negli Stati Uniti, vanno a vivere a Detroit con la cugina Sourmelina e suo marito Jimmy Zizmo (che vive di traffici loschi). Lefty e Desdemona hanno un figlio, Milton, il quale sposerà la figlia di Sourmelina e Jimmy, Tessie. A loro volta, Tessie e Milton, avranno due figli. "Chapter Eleven" e Calliope che crescerà come una ragazza. Finchè a quattordici anni Callie si innamora della sua migliore amica (che lei chiama "l'Oggetto") e ha le sue prime esperienze sessuali con entrambi i sessi. Callie e la sua amica vengono scoperte dal fratello di lei (che è anche quello con cui ha fatto sesso) e mentre lui e lei si rincorrono per i campi, Callie finisce a sbattere contro un trattore. Al pronto soccorso i medici si accorgono che Callie ha dei genitali "non normali" per una ragazza, e finisce nello studio del dottor Peter Luce, a New York, celebre studioso della materia, il quale, dopo un esame di Callie, stabilisce che il suo sesso dominante sia comunque quello femminile e suggerisce ai genitori di procedere con un intervento per la riassegnazione del sesso, mantenendo quindi l'aspetto femminile con cui Calliope è stata allevata. Ma Calliope legge di nascosto la sua cartella medica e decide di seguire la propria natura genetica di maschio, facendosi chiamare Cal, e così fugge da New York, attraversando il paese in autostop fino a San Francisco, dove dopo alcune esperienze poco felici, diventa l'attrazione di un locale erotico dove si esibisce come Ermafrodito. 
Nel frattempo Milton, a Detroit, riceve continue telefonate di un uomo che dice di sapere dove si trovi Callie e per rivelarlo chiede 25 mila dollari. Milton si reca all'appuntamento con l'uomo misterioso e scopre che si tratta di suo cognato, Padre Mike (che da giovane era innamorato di Desdemona poi ha sposato la sorella di Milton, Zoe). L'uomo cerca di scappare in Canada e durante l'inseguimento automobilistico ad altissima velocità, Milton viene sbalzato nel fiume e muore. 
Nel frattempo il locale in cui lavora Cal viene perquisito dalla polizia, ed essendo lei minorenne viene rispedita a casa, giusto in tempo per i funerali. In realtà, Cal/Callie non parteciperà ai funerali perchè non è ancora pronta per dare troppe spiegazioni, ma rimane a prendersi cura della nonna Desdemona, la quale le confessa che lei e Lefty erano fratelli, e che per tutta la vita ha avuto paura che questa consanguineità portasse a qualche conseguenza (in effetti, Desdemona, leggendo il cucchiaio, aveva stabilito che non sarebbe nata una bambina, bensì un secondo maschio).

Leggendo la trama, credevo che questo libro fosse principalmente la storia di Callie; in realtà, credo che sia principalmente una saga familiare. 
L'io narrante della storia è Calliope. C'è una prima parte in cui racconta la storia della sua famiglia, dall'innamoramento di Lefty e Desdemona, la loro fuga, le atroci paure di Desdemona sulla possibilità che la loro consanguineità abbia spiacevoli conseguenze sui loro figli. E poi si passa alla storia di Milton, che si innamora, ricambiato, della cugina Tessie che invece doveva andare in sposa al futuro prete Mike, che per tutta la vita cova questo risentimento.
Diverse volte Callie ci dà degli anticipi su come andranno alcune cose, interrompendo un po' la narrazione.
Di questa parte sono interessanti la storia e le tradizioni del popolo greco (per esempio, Desdemona è una "indovina" del sesso dei nascituri).
Ad un certo punto, poi, comincia la storia vera e propria di Callie, del fatto che è una ragazza a cui non arrivano mai le mestruazioni e non cresce il seno, del terrore che ha nello spogliarsi davanti alle altre ragazze, delle prime attrazioni sessuali nei confronti della sua amica, fino al momento in cui il dottor Luce suggerisce di farla diventare una femmina a tutti gli effetti (asportandole quello che lei chiama "crocco") e lei decide di voler rimanere un uomo, scappando.
Solo per curiosità, "Middlesex" è il nome della casa in cui abitano Milton e famiglia.
Il libro è abbastanza scorrevole, anche se alcuni punti sono troppo descrittivi e diventano un po' noiosi. Diciamo che se ci metteva un centinaio di pagine di meno non ci perdeva niente, anzi. Non ho gradito molto gli anticipi sui fatti futuri che racconta Callie, e poi la parte sugli studi del dottor Luce (perchè proprio non mi interessa una cosa così accademica). Ma nel complesso il libro non è male. Non riesco ad essere entusiasta, ma sono contenta di averlo letto. Sono indecisa se dargli un otto (più per l'originalità del tema) o un sette e mezzo.. credo sceglierò il secondo, perchè le parti noiose lo appesantiscono un po' tanto...
Questo libro ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2003.
Mio voto: 7 e mezzo / 10