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mercoledì 24 aprile 2019

Blacklands - Belinda Bauer


Titolo originale: Blacklands (2009)

Steven Lamb ha dodici anni e scavare buche nell'Exmoor ha dato uno scopo alla sua vita. Spera di trovare un corpo. Sono passati quasi vent'anni da quando lo zio Billy, allora undicenne, è scomparso, e anche se tutti sono convinti sia tra le vittime di Arnold Avery, serial killer ora in carcere, la nonna di Steven lo sta ancora aspettando. Intanto, la famiglia intorno a lei va in pezzi, incapace di superare una perdita così crudele. Per chiudere finalmente i conti con il passato, Steven decide di scrivere ad Avery una lettera anonima, e di chiedergli di rivelare il luogo in cui ha sepolto il fratello di sua madre. Ma appena Avety capisce di avere di fronte un bambino, in lui ritorna prepotente l'istinto omicida. Tra le brughiere avvolte dalla nebbia del sud dell'Inghilterra, comincia un gioco molto pericoloso tra un ragazzino disperato e un serial killer annoiato... (www.anobii.com)

Libro d'esordio per questa scrittrice, a mio parere, molto riuscito. Un gioco pericoloso tra un bambino che cerca l'affetto che non ha in famiglia ed un lucidissimo criminale pedofilo annoiato dalla prigione. Una narrazione che mantiene il pathos fino alla fine, attraversando le emozioni del ragazzino che chiede solo di trovare il corpo dello zio in modo che la nonna e la mamma possano mettere l'anima in pace. Il tutto, ambientato nella cupa e soffocante brughiera, sotto il cui suolo potrebbe nascondersi un corpo che non si riesce a trovare.
Una storia originale, dolorosa, ma piena di speranza. Una scrittura scorrevole. Unico neo, a mio parere, un finale un po' precipitoso, dove non è proprio chiaro chi fa cosa.
Piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

sabato 27 gennaio 2018

Il piccolo albergo della felicità - Lucy Dillon


Titolo originale: One Small Act of Kindness - 2015

Il piccolo albergo ricoperto di edera domina il giardino. Il futuro di Libby riparte da lì. Trasferirsi a Longhampton per gestire la nuova attività non è stato facile, e i lavori di ristrutturazione sono sempre più complicati. E poi c'è un ospite di cui è impossibile liberarsi. Un ospite con due orecchie pelose e un muso sempre in cerca di carezze: è Bob, il cane della suocera. Libby non ha tempo per occuparsi di lui e vorrebbe non averlo sempre tra i piedi. Ma presto scopre che Bob ha una dote speciale: attraverso la pet therapy, aiuta le persone a ritrovare il sorriso. Da allora Libby non può più fare a meno di quegli occhi capaci di leggere nel profondo della sua anima. E all'improvviso tutto appare più semplice. Un giorno, davanti all'albergo, un'auto investe una donna che rimane ferita e perde la memoria. Libby decide di ospitarla, sperando che la vicinanza di Bob possa aiutarla come ha fatto con lei. E la magia si compie. Tra quelle stanze calde e rassicuranti, piano piano i ricordi riaffiorano. L'amicizia con quel cucciolo buffo e invadente dà alla sconosciuta una nuova speranza e il coraggio di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Ma quando arriva un uomo che si presenta come il fidanzato della giovane, Bob non si fida di lui. Libby non ha dubbi: il fiuto del suo caro amico non sbaglia mai. Insieme devono mettere in guardia la nuova amica. Perché il passato può nascondere delle ombre. Superarle può essere difficile, ma a volte il destino regala una seconda possibilità.(www.ibs.it)

Attenzione: contiene spoiler.

Mi piacciono i libri di Lucy Dillon, anche se la trama e il finale sono un po' scontati, nel senso che capisci proprio come finirà già a pagina cinque... Ma ogni tanto ho voglia di una lettura leggera, che mi faccia solo un po' sognare.
Libby e Alice, due donne a cui mi sono affezionata subito. Libby per la sua determinazione a voler far funzionare l'albergo; Alice perchè deve essere terribile veder scomparire il tuo passato e doverti fidare di quello che ti dicono gli altri. Soprattutto quando quello che ti viene detto contrasta un bel po' con quello che sono i tuoi sentimenti.
Alice pare essere fidanzata con Gethin, che però quando è sparita non l'ha cercata per settimane, dicendo che era fuori città. Nemmeno una telefonata? Questo doveva essere un enorme campanello d'allarme sull'inaffidabilità del personaggio... Ma poi c'è Luke, lo scapestrato della famiglia, che in realtà si rivela essere molto più solido e concreto del fratello considerato perfettino. Luke riconosce immediatamente Alice, ma non le rivela nulla perchè vuole che sia lei a ricordare tutto. Molto generoso, se non fosse che praticamente la lascia andare tra le braccia di uno poco raccomandabile.
Un grande assente, sempre presente è lo suocero di Libby, la cui moglie riesce a mantenere gli occhi foderati di prosciutto per buona parte del libro (ammetto che la suocera l'ho sopportata poco).
Diciamo che la storia è carina. Mi ha messo un po' di tristezza l'allontanamento di Jason da Libby, però, visto che la Dillon scrive romanzi d'amore, ho immaginato che in qualche modo sarebbero poi tornati insieme. Non vedevo l'ora, invece, che Gethin venisse smascherato, perchè è un personaggio abbastanza viscido fin da subito. Quando poi prende a calci il cane, gli avrei riservato lo stesso trattamento. A proposito, ho trovato su internet che in molti hanno chiesto alla Dillon che fine avesse fatto la cagnolina, perchè la vediamo andare via tra le braccia del veterinario e non se ne sa più niente; lei ha risposto che ovviamente la cagnolina sta bene! Probabilmente lo aveva dato per scontato, ma così scontato, in effetti, non lo era. Oltretutto, non capisco perchè nella versione originale il cane di Alice si chiama Fido (anche se femmina) mentre nella versione italiana le viene cambiato nome (forse perchè da noi "Fido" è maschile?).. mah.
Altra curiosità del romanzo: il rifugio in cima alla collina è quello gestito da Rachel e dal veterinario dell'altro libro della Dillon "il rifugio dei cuori solitari" eh eh..
Diciamo che, in generale, la trama è abbastanza leggera. Diventa un po' barbosa la parte della ristrutturazione ma si legge comunque in modo scorrevole. La storia dei due fratelli  che in realtà hanno due padri diversi, mah, mi pare messa lì più per fare "il colpo di scena" che non per dare un'effettiva utilità alla storia.
Carino, leggero, scorrevole. Piacevole lettura.
Mi piace molto l'idea dell'albero della gentilezza che c'è all'ospedale dove Bob fa il pet-terapista!
Mio voto: 7 / 10

domenica 3 settembre 2017

Il silenzio della pioggia d'estate - Dinah Jefferies


Titolo originale: Before the rains (2017)

1930, Rajputana, India.
Dopo la morte del marito, Eliza, una giovane fotoreporter, si sente persa. A tenerle compagnia c’è soltanto la sua macchina fotografica. La solitudine viene un giorno interrotta da una chiamata e da un incarico inaspettato: il Governo britannico decide infatti di inviarla in un ricchissimo stato indiano per fotografare la famiglia reale. È l’occasione della sua vita e deve sfruttarla a ogni costo. Ma, al suo arrivo, una sorpresa l’attende: giunta al palazzo, conosce il fratello del principe, Jay, un ragazzo giovane, affascinante e dai modi gentili. Uniti dal desiderio di migliorare le condizioni della popolazione locale, che vive in estrema povertà, Jay ed Eliza scopriranno di avere più cose in comune di quanto potessero mai immaginare. Eppure la società indiana, molto tradizionalista, e le loro famiglie la pensano diversamente. E questo li costringerà a una scelta: fare ciò che tutti si aspettano da loro oppure seguire ciò che dice il cuore… (www.newtoncompton.com)

Ho sentito nominare diversi libri della Jefferies e, per caso, ho cominciato a leggerla proprio dall'ultimo appena uscito. Mi intrigava molto la storia. 
In realtà, mi ha un po' spiazzato l'inizio, perchè mi aspettavo che partisse con la morte del marito e invece parte con un flashback di vent'anni prima, dove chi viene ucciso è il padre di Eliza. Sì perchè Eliza aveva già vissuto in India, finchè la morte del padre (una bomba durante una processione) fa tornare lei e la madre in Inghilterra. Una madre con cui c'è un rapporto complesso e tormentato fino all'ultimo.
L'India, quindi, per Eliza è un ritorno al passato, e contemporaneamente, la storia di un destino che si rincorre (gli episodi per cui dico questo ve li lascio scoprire nella lettura). Alcune delle situazioni che dovrebbero essere dei colpi di scena, in realtà sono abbastanza ovvie, così come è abbastanza scontato il finale (anche se non avevo capito il modo in cui sarebbe successo). 
Mi piace che la storia tra Eliza e Jayant non sia un colpo di fulmine, ma maturi giorno dopo giorno con la loro conoscenza reciproca, e con la loro collaborazione nel voler migliorare le condizioni di vita del popolo. 
Nel corso della narrazione, emergono alcune cose molto interessanti sull'India dell'epoca. Ad esempio, la condizione delle vedove, dove è vista come una vergogna il fatto che la donna sopravviva al proprio marito. Le tradizioni barbare del suicidio femminile, in teoria vietato dalle leggi inglesi, che tuttavia si perpetrano di nascosto. Raccapricciante anche il fatto che le bambine orfane vengano sepolte vive nel deserto dentro ad un vaso d'argilla.
La scrittura è abbastanza scorrevole. In molti punti la scrittrice riesce veramente a farci immergere nei colori e nei profumi dell'India. Alcune descrizioni paesaggistiche, invece, diventano quasi troppo prolisse, così come ho trovato un po' troppo "scolastiche" alcune delle descrizioni del mondo della fotografia. Sicuramente c'è stata una grande opera di documentazione.
Nel complesso, è una lettura piacevole. Sono quattrocento pagine ma si leggono volentieri, un po' anche per vedere come si chiuderanno tutte le vicende che vengono aperte. Quello che invece non mi ha convinto fino in fondo è proprio la scrittura; paradossalmente, ha saputo emozionarmi quando parlava delle feste o delle tradizioni, mentre non mi ha travolto la storia d'amore. E' una storia affettuosa sì, tenera, fai il tifo per loro, ma non mi ha travolto come pensavo (o può essere che non fossi predisposta io nel leggere una storia d'amore in quel momento).
Ultima cosa: non capisco perchè abbiano tradotto il titolo in questo modo; aveva molto più senso mantenerlo fedele all'originale, "Prima delle piogge", perchè si collegava a tutto l'episodio dei monsoni dal quale sembra quasi che ci sia un nuovo inizio. Il silenzio non ci sta proprio a dire niente.
Mio voto: 7 / 10

martedì 29 agosto 2017

Il libro dell'estate - Tove Jansson


Titolo originale: sommarboken - 1989

L'estate, l'ultima isola abitata prima del mare aperto nell'arcipelago finlandese, un paesaggio selvaggio e incontaminato, la casa lontana dalla civiltà, una nonna e una nipotina e, silenzioso nume tutelare, il padre. Una vita quotidiana che segue i ritmi svagati delle vacanze e quelli capricciosi del tempo: qualche visita occasionale, tempeste, avventure, divieti trasgrediti, furtive spedizioni a isole altrui, navigazioni notturne. Su uno sfondo che dell'idillio non ha il sentimentalismo, ma ne ha certamente il fascino, un libro dall'apparenza semplice che riesce a parlare senza enfasi, ma anche senza ingenuità, senza eufemismi ma con tocco ironico e leggero, della complessità del vivere, delle luci e delle ombre dell'animo umano, della crudele imparzialità della natura. «Senza un'infanzia felice non avrei mai incominciato a scrivere», dice Tove Jansson. Ed è proprio quella felicità che emana dai suoi scritti: l'espressione di quel raro equilibrio fra sicurezza e rischio, sfida e ritorno, ribellione e rifugio, paura del nuovo e desiderio di provare, timore e sete di conoscere, bisogno di solitudine e necessità di affetti. È la felicità di camminare su un filo teso, sapendo che vi è comunque una rete di protezione, del sentire con intensità, del prendere la vita sul serio, ma accettandola così com'è. Da qui l'affinità e l'intesa fra Sofia, la bambina che inizia ad affrontare la vita, e la nonna, che l'ha vissuta a fondo, l'ha amata con la saggezza di non pretendere di capirla e sa che fra poco dovrà lasciarla. Il loro dialogo, che spazia su ogni cosa che sta fra il crescere e il morire, è come una musica che resta a lungo nell'orecchio, come una sonatina. (www.iperborea.com)

Un libro che mi ha lasciato sentimenti un po' contrastanti. Intanto, non è un racconto lineare, è una serie di episodi frammentati, credo anche ambientati in più anni (visto che la bambina cresce..).
E' sicuramente bella l'ambientazione così selvaggia. Mi lasciano perplessa un po' i personaggi.
La nonna è piena di sfaccettature anche ironiche. E' quella che non si regge molto sulle gambe ma che scassina la casa del nuovo vicino per vedere cosa c'è dentro. E' quella che cerca di diffondere un po' della sua saggezza di vita alla bambina, ma non ha un reale "metodo" per parlare con lei, probabilmente non ne ha la forza e nemmeno la voglia, perchè sente già di essere più vicina alla morte.
La bambina è sicuramente una bambina a cui manca la presenza di (almeno) un genitore. E' capricciosa, è sbandata, cerca di continuo la nonna pretendendo che abbia l'agilità di un giovane e che solo a tratti si rende conto dei suoi problemi. Non mi ispira tenerezza, a volte mi dà proprio fastidio il suo comportamento. Sono sicura che se fosse lasciata meno sola si comporterebbe in modo diverso.
E poi c'è il padre, che, in realtà, che ci sia o non ci sia fa poca differenza, perchè è sempre chiuso nel suo studio e sono rare le volte in cui esce.
Ecco, sicuramente una grossa componente, palpabile, nel libro è l'assenza. L'assenza della madre in primis. L'assenza del padre, la (quasi) assenza di relazioni sociali. Il tempo non ha alcuna importanza, sembra essere sospeso. E' la natura che la fa da padrona nello scandire le ore e i giorni.
Ho letto recensioni entusiastiche di questo libro, ma devo ammettere di aver fatto molta fatica a finirlo perchè alcuni pezzi sono abbastanza noiosi. Boh. Lettura interessante ma niente di che. Sinceramente non ci trovo nè la felicità di cui parlano nella presentazione, nè questa grande affinità fra Sofia e la nonna.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

p.s. Tove Jansson (che all'inizio credevo fosse un uomo...) ha scritto anche libri per adulti, ma in realtà è un'affermata scrittrice ed illustratrice per bambini. E' lei che ha creato i "Mumin", quella specie di ippopotami bianchi che sono popolarissimi in Finlandia.

venerdì 25 agosto 2017

In corpore sano - Danila Comastri Montanari


Titolo originale: In corpore sano - 1991

Roma, Anno 43 d. C.. Publio Aurelio Stazio, è a cena con Pomponia e Servilio, quando viene interrotto dalla visita di Shula, serva (col vizio di bere) di Mordechai, un commerciante israelita di Trastevere, che lo prega di recarsi immediatamente a casa del suo padrone con un medico. Publio Aurelio si precipita sul posto e trova l'amico intento a soccorrere la figlia Dinah riversa in una pozza di sangue. Purtroppo, ogni aiuto risulta vano: la ragazza, in agonia, muore pronunciando poche parole sconnesse in greco (lingua che non conosce nemmeno). Gli accertamenti clinici sul cadavere stabiliscono che il dissanguamento è stato provocato da un procurato aborto; Eleazar, fidanzato della giovane, è scioccato e nega risolutamente di essere il padre del bambino (visto che è un uomo all'antica), anzi, accusa Dinah di essersi venduta a un goy, un romano. Mordechai, ben sapendo che per le leggi dell'Impero non è stato commesso alcun reato, chiede a Publio Aurelio, in nome della loro antica amicizia, di trovare il vero responsabile e di riferirgliene il nome. 
Parte così la ricerca nei segreti della Roma ebraica del I secolo d.C., che condurranno Publio Aurelio nel lupanare (bordello) di Oppia e negli studi medici della città, dove farà anche la conoscenza di una affascinante dottoressa, Mnesarete, dedita a curare principalmente i bisognosi.

Sui libri gialli non si può mai svelare troppo. Sto cercando di leggere in ordine i romanzi di questa serie, infatti questa è la seconda indagine di Publio Aurelio Stazio.
L'ambientazione è interessante, e si capisce che la Comastri Montanari è una professoressa, perchè ti tira fuori il "parolone" romano e poi ti spiega cosa significa. In effetti, in questo modo ha anche un suo grado educativo. 
Non sapevo che nell'antica Roma, l'aborto fosse una cosa quasi normale, al punto da utilizzarlo senza molti problemi. Interessante anche l'inimicizia tra romani ed ebrei, al punto che l'amore tra una ragazza ebrea e un romano non è neanche minimamente immaginabile (soprattutto da parte degli ebrei).
Alcune situazioni sono molto ironiche. Il senatore è un personaggio interessante, in questa storia viene letteralmente catturato dall'intelligenza di Mnesarete, e questo arriva addirittura a scatenare la gelosia del suo servo Castore, che si allea col contabile di casa Paride per far allontanare la donna.
Castore poi dà sfoggio di arguzia in modo molto efficace in diverse parti del libro.
Non sarà un capolavoro del giallo ma è una gradevole lettura.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

mercoledì 9 agosto 2017

Sogno di una notte di mezza estate - William Shakespeare


Titolo originale: a midsummer night's dream - circa 1596

Alla corte di Atene stanno per celebrarsi le nozze fra il Duca d'Atene, Teseo, e la Regina delle Amazzoni, Ippolita. 
Davanti al Duca compaiono il nobile Egeo, sua figlia Ermia, e i giovani Demetrio e Lisandro: Ermia e Lisandro si amano, ma Egeo ha promesso in sposa sua figlia a Demetrio, e, per la legge di Atene, Ermia deve accettare la decisione di suo padre oppure prendere il velo monacale. Il Duca concede ad Ermia tempo fino al suo matrimonio con Ippolita per decidere. 
Rimasti soli, Lisandro ed Ermia decidono incontrarsi durante la notte nel bosco e di fuggire da Atene per sposarsi là dove le leggi della città non possono raggiungerli. 
Ermia confessa all'amica Elena (infelicemente innamorata di Demetrio che è invaghito di Ermia) i suoi progetti di fuga. Elena allora (direi per masochismo...) decide di informarne Demetrio, sapendo che quest'ultimo inseguirà Ermia nel bosco e lei rincorrerà lui. 
Nel bosco, si incontrano il Re delle Fate, Oberon, e la Regina delle Fate, Titania, con i rispettivi seguiti. Fra i due vi sono dei dissaporti, perché Titania ha preso per sé come paggio un principino indiano che Oberon vorrebbe al proprio servizio. Poiché Titania rifiuta di cedergli il paggio, Oberon decide di vendicarsi: manda il folletto Puck a procurargli un filtro d'amore, con il quale Oberon bagnerà gli occhi di Titania addormentata: al suo risveglio, la Regina si innamorerà del primo essere vivente che vedrà. Oberon inoltre incarica Puck di stregare Demetrio con lo stesso filtro, affinché s'innamori di Elena. Ma Puck, per errore, versa il filtro sugli occhi di Lisandro, che quindi si innamora lui di Elena. 
Nel bosco di Atene c'è anche un terzo gruppo di personaggi: una compagnia teatrale improvvisata, composta da artigiani ateniesi che provano un dramma da rappresentare a Corte la sera delle nozze. Per prendersi gioco di loro, Puck tramuta la testa di uno degli artigiani, Bottom, in una testa d'asino: ed è proprio di Bottom che, svegliandosi, Titania s'innamora. 
Oberon e Puck assistono agli equivoci e alle baruffe generati dai loro incantesimi sugli amanti ateniesi, dopodiché il re delle fate fa addormentare tutti e quattro i giovani, facendo innamorare Demetrio di Elena e lasciando che Lisandro torni ad amare Ermia. Tutti e quattro torneranno ad Atene credendo di aver solo sognato. 
Dopo aver ottenuto da Titania il suo paggio, Oberon libera anche lei e Bottom dai loro rispettivi incantesimi. 
L'ultimo atto della commedia mostra gli artigiani ateniesi rappresentare comicamente e goffamente la loro scena a Corte, dopo la celebrazione delle triplici nozze fra Teseo e Ippolita, Elena e Demetrio, Lisandro ed Ermia.

Avevo visto questa commedia secoli fa a teatro con la scuola (cioè circa vent'anni fa...). In realtà ricordo solo di averci capito poco.
La storia è carina, tutta basata sugli equivoci creati principalmente dal folletto Puck che si diverte a vedere gli uomini inseguirsi per amore, come in un gioco anche un po' crudele.
Ho trovato un po' noiosa la parte degli artigiani che provano la loro recita e anche la rappresentazione che fanno durante la festa (anche se sono un bel po' divertenti i commenti di Teseo e Demetrio).
Sicuramente la scrittura "da copione" non è facile da leggere. Recitata rende sicuramente di più.
Mio voto: 7 / 10

domenica 6 agosto 2017

Artico - James Rollins



Titolo originale: Ice hunt - 2003

Durante una missione di esplorazione scientifica, il sottomarino americano Polar Sentinel, scopre un'isola di ghiaccio nell'Artico, al cui interno si trova la base Grendel russa. Dentro di essa vengono rinvenuti molti cadaveri ed un sommergibile russo della seconda guerra mondiale. Inoltre, al livello 4 (la base è disposta su 5 livelli) c'è qualcosa di ancora più mostruoso che i responsabili della spedizione decidono di tenere nascosto in attesa di nuovi ordini. 
Nel frattempo, il governo russo, dopo aver saputo del ritrovamento, decide di inviare un sottomarino, il Drakon, guidato dall'ammiraglio Petkov, il cui obiettivo è quello di recuperare le informazioni scientifiche della ricerca e insabbiare il resto, eliminando qualsiasi testimonianza del loro passaggio. Ma l'ammiraglio ha anche un obiettivo personale: scovare il cadavere del padre, lo scienziato russo a capo delle operazioni di ricerca della base Grendel, distruggendo poi l'intera calotta artica, attraverso l'attivazione di un ordigno ad onde armoniche in grado di dare il via ad una nuova Era Glaciale. 
Nella storia vengono coinvolti anche alcuni civili, tra cui Matthew Pike, funzionario dell'Alaska Fish and Game, e Jennifer Aratuk, la sua ex moglie e sceriffo per le tribù inuit. Grazie al loro aiuto Craig, giornalista del Seattle Times, incaricato di raccogliere informazioni sulla storia, riesce a fuggire dai militari russi che vogliono impedirgli di raggiungere la base. 
Intanto gli uomini nella base devono fare i conti con i grendel, una specie di animali preistorici, simili alle balene piuttosto voraci e poco amichevoli. 
A complicare il tutto, arrivano poi alla base anche gli uomini della Delta Force.

Ho appena finito di leggere questo libro, dopo averlo cercato con ansia perchè la trama mi aveva intrigato un bel po'. Ammetto che il ritmo della narrazione è piuttosto incalzante, pieno di colpi di scena. Un po' troppo pieno di granate, armi, inseguimenti e cose un po' alla "rambo" insomma.
Ho fatto un po' fatica all'inizio a capire come si sarebbero incrociati i personaggi: infatti, ci viene presentato l'equipaggio del Polar Sentinel, poi Matthew che prepara delle esche per gli orsi e infine l'ammiraglio Petkov. Ho anche fatto un po' fatica coi luoghi, perchè c'è la base Grendel e c'è la base Omega, e diversi personaggi vanno prima da una parte poi dall'altra. E poi ci sono diversi rimpalli di colpe tra russi e americani, dove non esiste una gran differenza tra buoni e cattivi.
I grendel mi hanno messo ansia. Purtroppo, la scena del loro primo attacco l'ho letta prima di andare a dormire e mi ha un po' impressionato (ma io sono un po' impressionabile..).
La prima impressione che ho avuto è che da questo libro potrebbero trarne un film molto spettacolare, tra combattimenti ed esperimenti sulla criogenetica.
Interessante, ma non mi ha fatto impazzire. Forse non è propriamente il mio genere. I personaggi non sono approfonditi più di tanto. Anche la ricerca scientifica per la quale è stata creata la base pare avere un ruolo secondario rispetto agli inseguimenti per tutto l'artico (anche con alcune scene un po' inverosimili.. diciamolo).
Mio voto: 7 / 10

giovedì 27 luglio 2017

Il trono di spade. Libro primo delle Cronache del ghiaccio e del fuoco - George R. R. Martin


Titolo originale: A game of thrones. Book one of a song of ice and fire - 1996

In Italia questo libro era stato suddiviso in due volumi: "il trono di spade" e "il grande inverno". In questa edizione, i due libri sono racchiusi in un volume unico, così come concepito dall'autore.
Difficile fare una trama sintetica di questo romanzo, suddiviso in capitoli, ognuno dei quali ci narra le vicende di uno dei personaggi (che sono veramente tanti).
Il libro è ambientato in un mondo fantastico, un po' medievale, dove le stagioni hanno durata variabile e Sette Regni si contendono il trono di spade.

L'antefatto, a cui spesso viene fatto riferimento, è questo: quindici anni prima dell'inizio del romanzo, i Sette Regni furono scossi da una guerra civile, nota come la "Guerra dell'Usurpatore". Il principe Rhaegar Targaryen (figlio di re Aerys che sedeva sul trono di spade) rapisce Lyanna Stark, suscitando le ire della sua famiglia e del suo promesso sposo Robert Baratheon. Eddard Stark (fratello di Lyanna) con Robert Baratheon e Jon Arryn dichiarano guerra ai Targaryen. L'apice della guerra civile è la Battaglia del Tridente, in cui il principe Rhaegar viene ucciso da Robert (ma muore anche Lyanna). I Lannister, dapprima schierati con i Targaryen, li tradiscono e si uniscono a Robert Baratheon; Jaime Lannister della Guardia reale uccide a tradimento re Aerys, guadagnandosi l'appellativo di "Sterminatore di Re". Nominato re dei Sette Regni, Robert sposa Cersei Lannister per consolidare l'alleanza con la sua famiglia. I figli di Aerys, Viserys e Daenerys vengono portati in salvo attraverso il Mare Stretto.

Eddard Stark (detto "Ned") è Lord di Grande Inverno e del Nord. I suoi figli trovano una metalupa morta con sei cuccioli e ne adottano uno ciascuno. In seguito alla morte di Jon Arryn, Primo Cavaliere del re, Robert Baratheon e la corte reale si recano a Grande Inverno per convincere Ned ad accettare l'incarico; inizialmente riluttante, Ned acconsente solo perchè vuole scoprire cosa esattamente è successo ad Arryn (poichè Lysa Tully, vedova di Jon Arryn e sorella della moglie Catelyn, sospetta che il marito sia stato avvelenato dai Lannister). Nel frattempo, Bran, uno dei figli di Ned, è casualmente testimone di un incontro incestuoso tra la regina Cersei Lannister e suo fratello gemello Jaime e, scoperto, viene buttato giù da una torre proprio da Jaime per proteggere il loro segreto. Il ragazzo sopravvive alla caduta, ma entra in coma. 
Jon Snow, il figlio bastardo di Ned, parte per unirsi ai Guardiani della notte, una confraternita di soldati incaricata di difendere la Barriera, la grande muraglia di ghiaccio che da secoli protegge i Sette Regni dalle invasioni dei bruti dell'estremo nord. Durante l'addestramento, Jon stringe amicizia con il grasso e goffo Samwell Tarly e viene nominato attendente personale del Lord Comandante Mormont. Quando i corpi di due ranger ritrovati morti oltre la Barriera riprendono vita e attaccano il comandante Mormont, è Jon che lo salva dando loro fuoco. Al fine di scoprire di più sui piani del sedicente Re-oltre-la-Barriera (Mance Rayder) e di indagare su una possibile ricomparsa degli Estranei, una razza di creature soprannaturali credute estinte, Mormont decide di organizzare una vasta spedizione oltre la Barriera. 
Ned parte per Approdo del Re, insieme alle due figlie Sansa e Arya. Durante il viaggio verso sud, una lite tra Arya e il principe Joffrey, crea tensione tra gli Stark e i Lannister; Arya si vede così costretta a liberare il suo meta-lupo Nymeria per salvarla dalle ritorsioni dei Lannister, mentre Lady, il cucciolo di Sansa, è giustiziata al suo posto. Al suo arrivo nella capitale, Ned scopre che il consiglio reale è un covo di intrighi. 
Intanto a Grande Inverno un sicario tenta di uccidere Bran, ancora in coma, che viene salvato dall'intervento del suo meta-lupo; Catelyn decide allora di recarsi ad Approdo del Re per avvisare Ned. Bran si risveglia poco dopo dal coma ma non può più usare le gambe e non ricorda nulla dell'incidente. 
Quando Catelyn arriva ad Approdo del Re, il suo amico d'infanzia e maestro del conio Petyr Baelish, detto "Ditocorto", le rivela che il pugnale usato nel tentato assassinio di Bran appartiene a Tyrion Lannister, il fratello nano di Cersei e Jaime, detto "il Folletto". Durante il viaggio per ritornare al nord, Catelyn e la sua scorta si imbattono proprio in Tyrion e se lo portano dietro come prigioniero al Nido dell'Aquila dove si è rintanata Lysa Tully. Quest'ultima lo condanna a morte, ma Tyrion, che si proclama innocente, rivendica il diritto ad un processo per combattimento e il suo campione, il mercenario Bronn, vince, restituendogli la libertà. 
In rappresaglia per il rapimento di Tyrion, Jaime Lannister tende un'imboscata a Ned, in seguito alla quale il Lord del Nord viene ferito ad una gamba. Nel frattempo però Ned, durante le sue indagini, scopre che i tre figli di Robert sono in realtà il frutto di un incesto tra Cersei e Jaime. Ned offre a Cersei la possibilità di lasciare la capitale prima che Robert venga informato, ma di lì a poco il re viene ferito mortalmente durante una battuta di caccia al cinghiale. Proclamato reggente nelle ultime volontà di Robert, Ned ricorre all'aiuto di Ditocorto per assicurarsi la lealtà della Guardia Cittadina nell'opporsi alla rivendicazione al trono di Joffrey, ma Baelish lo tradisce, e i Lannister arrestano Ned e Sansa (promessa in sposa a Joffrey). 
In cambio della promessa dell'incolumità sua e di Sansa, Ned accetta di confessare pubblicamente il suo tradimento, ma Joffrey ordina comunque che venga decapitato. 
Arya riesce a fuggire, vivendo di espedienti nei quartieri pulciosi fuori dal castello, finchè non viene portata via da Yoren, un guardiano della notte, che la riconosce e le impedisce di guardare nel momento in cui decapitano suo padre.
Robb Stark, primogenito di Ned, saputo che i Lannister hanno imprigionato e ucciso il padre, raduna tutti i vassalli fedeli agli Stark per marciare verso sud e scontrarsi con i Lannister. Ottenuto l'aiuto della Casa Frey grazie a un accordo matrimoniale, Robb, sacrificando parte del suo esercito in un finto attacco contro Lord Tywin, riesce a penetrare nel territorio nemico con il grosso dei suoi uomini, distruggendo l'armata di Jaime, e prendendo lui come prigioniero. I vassalli del Nord acclamano Robb "Re del Nord". 
Nel frattempo, nella città libera di Pentos, il principe Viserys Targaryen con l'aiuto del Magistro Illyrio Mopatis concede la sorella tredicenne Daenerys in matrimonio a Khal Drogo, il condottiero di una vasta tribù di Dothraki, guerrieri a cavallo che Viserys vorrebbe sfruttare per riconquistare i Sette Regni. Tra i doni nuziali ricevuti dalla ragazza ci sono tre uova pietrificate di drago, mentre Jorah Mormont, un cavaliere in esilio, si mette al suo servizio. Inizialmente spaventata dal suo sposo e dalla sua gente, Daenerys finisce poco a poco per abbracciare il ruolo di regina dei Dothraki. Viserys impaziente di ricevere la sua ricompensa, minaccia Daenerys davanti alla tribù, finendo per essere ucciso da Drogo. Nel saccheggiare un villaggio, Drogo viene ferito e Daenerys accetta di ricorrere alle arti magiche della guaritrice Mirri Maz Duur, la quale in realtà vuole solo vendicarsi per la distruzione del suo villaggio; in seguito al rito, infatti, il figlio nascituro di Daenerys muore, mentre Drogo, pur vivendo, si ritrova in uno stato vegetativo. Con il loro capo incapace di regnare, la maggior parte dei Dothraki abbandona la tribù per seguire un nuovo leader e Daenerys, impietosita, soffoca il marito con un cuscino. Durante il funerale di Drogo ordina che la guaritrice sia legata alla pira funeraria, posiziona le uova di drago insieme alla salma e si getta anch'essa tra le fiamme, riemergendone indenne e con tre cuccioli di drago appena nati. Di fronte a tale prodigio, quel che rimane della tribù di Drogo giura eterna fedeltà a Daenerys.

Beh, la trama non poteva essere sintetizzata più di tanto (sono più di 800 pagine..). Ho trovato il romanzo scorrevole, con un linguaggio semplice. Sicuramente, avendone anche visto delle parti nella serie tv (che gli è molto fedele), la lettura è stata facilitata. Ci sono alcune pagine che diventano un po' noiose, per esempio i racconti delle battaglie; anche perchè, con duemila personaggi, è difficile ricordarsi chi colpisce chi. La narrazione è suddivisa in capitoli, in ognuno dei quali si parla di uno dei personaggi. In genere questo non mi ha dato fastidio nè disturbato nella lettura, a parte quando si parlava di Daenerys, forse perchè bene o male gli altri sono tutti più collegati tra loro, mentre lei è più "un'esterna". Ci sono alcune scene piuttosto crude e ammetto che mi è dispiaciuto molto che abbiano ucciso così presto Eddard Stark.
Credo che leggerò anche i libri successivi, forse intervallandoli con qualcos'altro, perchè l'argomento è bello corposo. Sono sicuramente curiosa di vedere chi regna sul trono di spade, alla fine.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

mercoledì 26 luglio 2017

Poirot e la strage degli innocenti - Agatha Christie


Titolo originale: Hallowe'en party - 1969

A Woodleigh Common fervono i preparativi per organizzare la festa di Halloween. Joyce, tredicenne dalla lingua lunga, probabilmente per impressionare Ariadne Oliver, famosa giallista, si vanta di aver visto commettere un omicidio anni prima. Nessuno le dà ascolto, perchè Joyce ha fama di essere una ragazza bugiarda. Ma la sera della festa viene trovata morta, uccisa da qualcuno che le ha tenuto la testa sott'acqua nella catinella delle mele. Possibile allora che la ragazza avesse detto la verità e che qualcuno abbia voluto farle chiudere la bocca per sempre?
Ariadne chiama immediatamente il suo amico Poirot ad interessarsi del caso, il quale comincia a scavare nel passato, tra gli omicidi irrisolti degli ultimi anni, arrivando a dipanare la matassa.

Per stare un po' in tema con la vicenda, posso dire che questo giallo fa acqua da tante parti. Non è sicuramente uno dei migliori di Agatha Christie. Intanto la vicenda è un po' ingarbugliata. Poirot, per puro intuito, riesce a collegare tra loro alcuni casi mai risolti con anche questa vicenda. Ma possibile che la polizia locale con un paio di domande non potesse chiuderli a suo tempo (visto la banalità delle soluzioni)? La vicenda non è molto lineare. Anche la soluzione mi pare cada un po' dal cielo, non si riescono a seguire i ragionamenti di Poirot. La Christie cerca in ogni modo di "depistarci" parlandoci di malattie mentali e di pazzi che si infilano a casa altrui, ma capisci che sono argomentazioni non convincenti. Peccato perchè l'idea di partenza era originale, ma secondo me mal sviluppata.
Mio voto: 6 e mezzo / 10.

mercoledì 5 luglio 2017

Gli animali fantastici: dove trovarli - J. K. Rowling


Titolo originale: Fantastic beasts and where to find them (2001)

Il libro viene presentato come uno dei testi fondamentali che gli studenti di Hogwarts devono studiare. Esso è stato scritto da Newt Scamander, famoso "magizoologo" (cioè studioso di magizoologia, che sarebbe appunto lo studio delle creature magiche). 
In questo libro, molto breve, viene fatto un rapido accenno alle conoscenze "babbane" riguardo agli animali fantastici e poi comincia un vero e proprio compendio degli animali, con le loro caratteristiche fisiche, dove vivono, il grado di pericolosità, ecc.
Non so cosa mi aspettavo, in effetti. Il film è molto carino, ma ha veramente poco a che fare col libro, nel senso che il libro è praticamente solo un elenco di questi animali. C'è da dare merito alla Rowling per la fantasia con cui ha creato questi animali (alcuni sono invece creature mitologiche già note), ma il libro è veramente un manuale e quindi poco avvincente in questa forma. Sicuramente è utile tenerselo accanto mentre si legge Harry Potter, in modo che quando salta fuori un animale magico si può andare a vedere le sue caratteristiche, ma non è fondamentale. Alla lunga diventa un po' noioso.
Mio voto: 6 e mezzo / 10.

martedì 30 maggio 2017

Il rifugio - William Paul Young



Titolo originale: the shack - 2007

Un uomo alla deriva, alle prese con la tragedia più grande, la perdita di una figlia strappata all'affetto della famiglia dalla follia omicida di un maniaco, è chiamato a fare i conti con un passato che non lo abbandona, e con quel dolore che ha silenziosamente scavato un solco tra lui e Dio. Un incontro del tutto inaspettato gli da l'occasione di cambiare per sempre la sua vita, e di riacquistare, dopo quattro anni di buio, la capacità di amare. (www.lafeltrinelli.it)

William Paul Young ha scritto questo libro per pochi intimi, per spiegare il suo rapporto con Dio. Sono stati due amici che lo hanno convinto a pubblicarlo (autostampato) ed è diventato un best-seller del New York Times. Ho poi scoperto che da questo libro è anche stato tratto un film, uscito ad aprile (2017) in America.
L'autore si immedesima nel protagonista, sostenendo che lui gli ha raccontato la storia ma che non è in grado di metterla su carta.
Il libro, quindi, parla di Mackenzie Allen Phillips, chiamato Mack, sposato con una infermiera di nome Nan e padre di 5 figli. Un giorno Mack decide di portare i suoi tre figli più piccoli in campeggio per il fine settimana del Labor Day. Un giorno, mentre Mack va a salvare due dei bambini che si sono ribaltati con la canoa, la piccola Missy viene rapita da un maniaco (il killer delle coccinelle, perchè è solito lasciare una coccinella nel punto in cui rapisce le sue vittime). Partono subito le ricerche, durante le quali la polizia rinviene presso un vecchio rifugio il vestitino rosso di Missy strappato e macchiato di sangue. Comincia per Mack un periodo di grande dolore e tristezza. Un giorno però nella cassetta delle lettere trova un foglietto su cui c'è scritto: "Mackenzie, è passato un po’ di tempo. Mi sei mancato. Sarò al rifugio il prossimo fine settimana, se hai voglia di incontrarmi. Pa". Pa è il soprannome con cui Nan chiama Dio. All'inizio Mack pensa che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto, ma chi conosce così bene la sua famiglia da conoscere questo nomignolo? Decide allora di recarsi al rifugio, dove Mack incontra 3 strani personaggi: Pa (cioè Dio) nelle sembianze di una grossa donna afroamerica che cucina sempre; Gesù, mediorientale e vestito da operaio; e poi una donna asiatica di nome Sarayu (lo Spirito Santo). Saranno le tre "persone" con cui Mack si confronterà e arriverà al nocciolo del suo dolore e del rapporto che ha interrotto con Dio, arrivando ad un cambiamento personale notevole.
Non vi racconto altro perchè è giusto che leggiate il libro per vedere come si svolge e come va avanti.

Sono un po' in difficoltà nel commentare questo libro. L'idea era molto accattivante: pensare che Dio ti mandi un biglietto per incontrarlo.. E poi trovarti davanti la Santa Trinità in queste forme "strane" (c'è un motivo per cui Dio si presenta come donna, lo spiega durante la narrazione). Dicevo, l'idea è molto intrigante, è il motivo che mi ha spinto a leggerlo. Ma la lettura non è stata facile. A tratti ho proprio avuto degli attacchi di noia, forse non ero predisposta per leggere un libro così pieno di concetti e spiegazioni, boh. Poi è veramente pieno di descrizioni, soprattutto di paesaggi, troppo dettagliato ma allo stesso tempo troppo "costruito" (non saprei come spiegarlo, aggettivi cercati apposta per fare sensazione che non riescono nel loro scopo). La vicenda di Missy sembra più una scusa per far incontrare Dio e Mack; si, è vero, troverà soluzione anche questa vicenda, ma tutto è incentrato nei dialoghi di Mack coi tre personaggi a momenti alterni. Dialoghi anche abbastanza piatti, pesanti e annoianti. Peccato perchè gli argomenti sono tematiche base del cristianesimo: il perdono, il libero arbitrio, la presenza di Dio... Tra l'altro, con alcune grosse critiche alle leggi delle religioni organizzate.
Sono convinta che, chi si trova in una certa predisposizione per questa lettura, lo troverà un libro fantastico. Io faccio fatica a considerarlo tale. Non mi è dispiaciuto ma insomma niente di eccezionale.
Mio voto: 7 / 10.

martedì 18 aprile 2017

Middlesex - Jeffrey Eugenides



Titolo originale: Middlesex (2002)


Attenzione: contiene spoiler sulla trama.

Il romanzo inizia a Bitinio, un piccolo villaggio greco situato in Turchia, dove i fratelli Stephanides (Eleutherios detto "Lefty" e Desdemona) s'innamorano. Quando la Turchia invade e mette al rogo il paesino, i due fratelli riescono ad emigrare negli Stati Uniti, dove, dal momento che nessuno li conosce, si fingono degli sconosciuti che si innamorano e sposano sulla nave. Giunti negli Stati Uniti, vanno a vivere a Detroit con la cugina Sourmelina e suo marito Jimmy Zizmo (che vive di traffici loschi). Lefty e Desdemona hanno un figlio, Milton, il quale sposerà la figlia di Sourmelina e Jimmy, Tessie. A loro volta, Tessie e Milton, avranno due figli. "Chapter Eleven" e Calliope che crescerà come una ragazza. Finchè a quattordici anni Callie si innamora della sua migliore amica (che lei chiama "l'Oggetto") e ha le sue prime esperienze sessuali con entrambi i sessi. Callie e la sua amica vengono scoperte dal fratello di lei (che è anche quello con cui ha fatto sesso) e mentre lui e lei si rincorrono per i campi, Callie finisce a sbattere contro un trattore. Al pronto soccorso i medici si accorgono che Callie ha dei genitali "non normali" per una ragazza, e finisce nello studio del dottor Peter Luce, a New York, celebre studioso della materia, il quale, dopo un esame di Callie, stabilisce che il suo sesso dominante sia comunque quello femminile e suggerisce ai genitori di procedere con un intervento per la riassegnazione del sesso, mantenendo quindi l'aspetto femminile con cui Calliope è stata allevata. Ma Calliope legge di nascosto la sua cartella medica e decide di seguire la propria natura genetica di maschio, facendosi chiamare Cal, e così fugge da New York, attraversando il paese in autostop fino a San Francisco, dove dopo alcune esperienze poco felici, diventa l'attrazione di un locale erotico dove si esibisce come Ermafrodito. 
Nel frattempo Milton, a Detroit, riceve continue telefonate di un uomo che dice di sapere dove si trovi Callie e per rivelarlo chiede 25 mila dollari. Milton si reca all'appuntamento con l'uomo misterioso e scopre che si tratta di suo cognato, Padre Mike (che da giovane era innamorato di Desdemona poi ha sposato la sorella di Milton, Zoe). L'uomo cerca di scappare in Canada e durante l'inseguimento automobilistico ad altissima velocità, Milton viene sbalzato nel fiume e muore. 
Nel frattempo il locale in cui lavora Cal viene perquisito dalla polizia, ed essendo lei minorenne viene rispedita a casa, giusto in tempo per i funerali. In realtà, Cal/Callie non parteciperà ai funerali perchè non è ancora pronta per dare troppe spiegazioni, ma rimane a prendersi cura della nonna Desdemona, la quale le confessa che lei e Lefty erano fratelli, e che per tutta la vita ha avuto paura che questa consanguineità portasse a qualche conseguenza (in effetti, Desdemona, leggendo il cucchiaio, aveva stabilito che non sarebbe nata una bambina, bensì un secondo maschio).

Leggendo la trama, credevo che questo libro fosse principalmente la storia di Callie; in realtà, credo che sia principalmente una saga familiare. 
L'io narrante della storia è Calliope. C'è una prima parte in cui racconta la storia della sua famiglia, dall'innamoramento di Lefty e Desdemona, la loro fuga, le atroci paure di Desdemona sulla possibilità che la loro consanguineità abbia spiacevoli conseguenze sui loro figli. E poi si passa alla storia di Milton, che si innamora, ricambiato, della cugina Tessie che invece doveva andare in sposa al futuro prete Mike, che per tutta la vita cova questo risentimento.
Diverse volte Callie ci dà degli anticipi su come andranno alcune cose, interrompendo un po' la narrazione.
Di questa parte sono interessanti la storia e le tradizioni del popolo greco (per esempio, Desdemona è una "indovina" del sesso dei nascituri).
Ad un certo punto, poi, comincia la storia vera e propria di Callie, del fatto che è una ragazza a cui non arrivano mai le mestruazioni e non cresce il seno, del terrore che ha nello spogliarsi davanti alle altre ragazze, delle prime attrazioni sessuali nei confronti della sua amica, fino al momento in cui il dottor Luce suggerisce di farla diventare una femmina a tutti gli effetti (asportandole quello che lei chiama "crocco") e lei decide di voler rimanere un uomo, scappando.
Solo per curiosità, "Middlesex" è il nome della casa in cui abitano Milton e famiglia.
Il libro è abbastanza scorrevole, anche se alcuni punti sono troppo descrittivi e diventano un po' noiosi. Diciamo che se ci metteva un centinaio di pagine di meno non ci perdeva niente, anzi. Non ho gradito molto gli anticipi sui fatti futuri che racconta Callie, e poi la parte sugli studi del dottor Luce (perchè proprio non mi interessa una cosa così accademica). Ma nel complesso il libro non è male. Non riesco ad essere entusiasta, ma sono contenta di averlo letto. Sono indecisa se dargli un otto (più per l'originalità del tema) o un sette e mezzo.. credo sceglierò il secondo, perchè le parti noiose lo appesantiscono un po' tanto...
Questo libro ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa nel 2003.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 2 aprile 2017

The Time-Travelling Cat and the Tudor Treasure


Titolo originale: The time-travelling cat and the Tudor treasure - 2007
Precedentemente pubblicato come: A test for the time travelling cat - 1997

Il padre di Topher comincia a frequentare una ricercatrice chiamata Molly. Quando decidono di sposarsi, decidono anche di trasferirsi a Cambridge, dove lei lavora. Qui Topher comincia una nuova scuola, dove fa amicizia con alcuni animalisti e antivivisezionisti che lo convincono anche a diventare vegetariano e gli instillano il dubbio che Molly faccia ricerche sugli animali.
Ka sparisce per una settimana, e quando torna è terrorizzata e ferita. Topher spera non succeda di nuovo, ma invece, ovviamente, Ka ri-sparisce e sul computer lascia un indizio: R* iche mou*nt. Topher capisce che è finita nell'epoca dei Tudor ed è molto preoccupato per lei perchè in quel periodo i gatti venivano torturati poichè creduti strumenti del demonio. Topher viene trasportato dal corvo nel mondo dei Tudor, dove è il figlio del Doctor Dee, l'astronomo di corte ai servizi della Regina Elizabeth, la quale è interessata a scoprire i segreti della pietra filosofale e dell'elisir dell'eterna giovinezza. Comincia quindi la ricerca di Topher, tra intrighi di corte e inseguimenti.

Attenzione: contiene alcuni spoiler sulla trama!
Secondo libro della serie del gatto viaggiatore nel tempo. Letto in inglese, infatti ci ho messo veramente tanto. Questo libro è decisamente più complesso del precedente. C'è tutta la storia della Regina Elisabetta, della pietra filosofale, e di tutta una serie di personaggi che le ruotano intorno. 
C'è anche una grossa componente della narrazione che non so come definire (politica, forse?). All'inizio c'è tutto il discorso animalista, con gli amici di Topher che sono contrari alla sperimentazione animale e che per salvare gli animali arrivano a mettere una bomba sotto la macchina di Molly (salvo poi rimanere gravemente ferito proprio chi ha messo la bomba), mettendo quindi a rischio lei e il padre di Topher. E in questa parte Topher si pone diverse importanti domande sull'argomento. Poi, nella parte finale, c'è una questione sul valore di Francis Drake, sul quale gli inglesi hanno una certa opinione mentre Topher lo ha conosciuto e ne ha tutt'altra. Ammetto di non essere stata a scervellarmi molto su questo discorso, mi interessava di più la conclusione della vicenda di Ka, che lascia un po' col fiato sospeso per tutto il libro.
Nel complesso è una lettura piacevole, utile per impratichire un po' l'inglese anche colloquiale. 
Mio voto: 7 e mezzo / 10

venerdì 3 marzo 2017

Agatha Raisin e la quiche letale - M. C. Beaton



Titolo originale: Agatha Raisin and the quiche of death - 1992

Agatha Raisin, cinquantenne dal carattere difficile, decide di cambiare vita: chiude la società di PR, che le ha permesso di guadagnare un bel po’ di soldi, lascia Londra e si trasferisce nei Cotswolds, un’area di pittoresca bellezza nel cuore dell’Inghilterra. Carsely, il piccolo e perfetto villaggio dei suoi sogni, è sublime: gli abitanti sono stravaganti e gentili, il cottage comprato da Agatha è scomodo al punto giusto, abbondano i vestiti a fiori, tipo Laura Ashley, e la cordialità è un po’ di facciata. A Londra non si era accorta di non avere amici, ma giunta a Carsely si ritrova sola e isolata. Donna attiva e prepotente, Agatha non si accontenta di inserirsi nella nuova comunità ma vuole diventare anche popolare. Come fare? Partecipare a una gara culinaria. E se non si è in grado di cucinare? Andare a Londra e comprare un’ottima quiche. E se il giudice della gara muore mangiando la quiche? Ingiustamente accusata di aver provocato una morte e giustamente additata per aver imbrogliato, Agatha investiga... (www.astoriaedizioni.it)

Primo libro della serie dedicata a questa improvvisata investigatrice, Agatha Raisin, creata da Marion Chesney sotto lo pseudonimo di M. C. Beaton.
Ero curiosa di leggere questo libro perchè in generale mi piacciono le signore che si mettono ad indagare, tipo Jessica Fletcher insomma. Agatha Raisin però non ha il carattere di Jessica Fletcher. Agatha Raisin è scorbutica, abituata a comandare e a vincerla sempre. Dopo aver sognato per anni un cottage nei Cotswolds finalmente realizza il suo sogno e scopre che in realtà le manca la città, le manca il lavoro, le mancano degli amici. Ma nei Cotswolds, oltre a tutti i guai che le procura la quiche incriminata, comincia finalmente a fare amicizie. In particolare col poliziotto mezzo cinese Bill Wong, che la tiene particolarmente d'occhio e la salva da una fine atroce... Perchè, nonostante Bill le intimi di non giocare all'investigatrice, lei ovviamente fa di testa sua e scopre davvero chi ha ucciso Reg Cummings-Browne, il giudice donnaiolo, ma rischiando (stupidamente) di lasciarci le penne...
Ammetto che ho trovato un po' spocchioso il personaggio di Agatha, almeno all'inizio, dopo si è rivelata anche divertente, ironica, anche generosa quando fa pubblicità al suo ex collaboratore Roy.
Non è un capolavoro del giallo, ma si legge abbastanza bene, la storia fila. Credo che sicuramente leggerò altri libri della serie.
Mio voto: 7 / 10

martedì 28 febbraio 2017

The chemist. La specialista - Stephenie Meyer



Titolo originale: The chemist - 2016

Lei lavorava per il governo degli Stati Uniti, per un’agenzia così segreta che non ha neanche un nome. È un’esperta nel suo campo, ma adesso sa qualcosa che non dovrebbe sapere, e i suoi ex capi la vogliono morta. Subito. Non può restare a lungo nello stesso posto, né mantenere la medesima identità per troppo tempo, e l’unica persona di cui si fidava è stata uccisa. Quando le viene offerta la possibilità di mettersi in salvo, in cambio di un ultimo lavoro, lei accetta, ma nel momento in cui si prepara ad affrontare la sfida più dura, si innamora di un uomo. E sarà una passione che può soltanto diminuire le sue possibilità di sopravvivenza. Mentre tutto si complica, la Specialista sarà costretta a mettere in pratica il suo «talento» come mai prima. In un mondo in cui i rapporti di fiducia mutano di continuo, dovrà muoversi con ingegno e astuzia per proteggere se stessa e l’uomo che ama. Stephenie Meyer ha creato un’eroina affascinante e feroce e dato vita a un romanzo potente che trascina il lettore in un vortice ad alto tasso adrenalinico: crimini, fughe, torture, giochi e doppi giochi di spionaggio, in bilico tra passioni e ragioni assolute. (www.rizzoli.eu)

Ho letto tutta la saga di twilight ed ero curiosa di vedere come era questo romanzo di altro genere. Nel complesso non mi è dispiaciuto, ma ha diversi punti un po' deboli.
La protagonista è una donna costretta continuamente a scappare e nascondersi, che ha creato un sistema di sicurezza in casa propria per riuscire a dormire qualche ora nella vasca da bagno con la maschera antigas indossata. E' una donna che conosce benissimo la chimica e che la sfrutta in ogni modo. E' una donna che controlla ogni passo che fa. Finchè conosce un insegnante gentile (e abbastanza stupido..) che è stato scambiato per un pericolosissimo terrorista e che invece riesce a farle abbassare le barriere che si era creata, ritrovandosi però immischiato in una situazione ingarbugliata in cui lo ha gettato il fratello gemello scomparso anni prima.
Ne viene fuori un interessante mix di personaggi ben caratterizzati: Alex (che oggi si chiama così, ma ha cambiato tanti nomi e sempre nomi che possano essere sia maschili che femminili), l'ingenuo Daniel e il suo gemello Kevin (ex agente della cia, super organizzato anche lui). E' interessante anche il personaggio della prostituta. E ovviamente, la serie di cani che fanno da co-protagonisti. Molto divertenti alcuni dei battibecchi tra Alex e Kevin.
La storia è interessante, anche se in alcuni punti mi sono un po' persa. Alcuni paragrafi sono anche troppo specialistici e non mi hanno appassionato più di tanto. Si vedeva che aveva fatto un'opera di ricerca, ma i concetti non li ha espressi in modo troppo chiaro.
Il ritmo adrenalinico è abbastanza altalenante. Ci sono punti in effetti ricchi di azione (alcuni un po' confusi), ma altri decisamente lenti. Probabilmente, se avesse tagliato alcune delle cinquecento e oltre pagine, non ci avrebbe perso molto.
Mi aspettavo un mega finale, carico di azione e pathos, invece mi sono trovata a dirmi "ah quindi è andata così?"
Nel complesso è un bel libro, si fa leggere volentieri. Non è sicuramente un capolavoro, ma è gradevole.
Mio voto: 7 / 10

venerdì 24 febbraio 2017

E' solo una storia d'amore - Anna Premoli



Titolo originale: "E' solo una storia d'amore" - 2016

Cinque anni fa Aidan Tyler ha lasciato New York sul carro dei vincitori, diretto nella solare e assai più divertente California. Fresco di premio Pulitzer grazie al suo primo libro, coccolato dalla critica e forte di un notevole numero di copie vendute, era certo di essere diventato a tutti gli effetti un vero scrittore. Peccato che al momento le cose siano molto diverse: il primo libro è rimasto l'unico, l'agente e l'editore gli stanno con il fiato sul collo perché ha firmato un contratto e incassato un lauto anticipo per un romanzo che proprio non riesce a scrivere. Disperato e a corto di idee, prova a rientrare nella sua città natale, dove tutto è iniziato. E sarà proprio a New York che conoscerà Laurel, autrice molto prolifica di romanzi rosa, un genere che Aidan disprezza. Perché secondo lui quella è robaccia e non letteratura. Senza contare che chiunque al giorno d'oggi è capace di scrivere una banale storia d'amore. O no? (www.anobii.com)

Innanzitutto, devo ringraziare la casa editrice Newton Compton che mi ha omaggiato una copia di questo libro. 
Ammetto che quando l'ho visto mi sono detta "oddio, un libro sdolcinato?". In genere sono quelle letture che lascio ai mesi estivi, ma in effetti dopo alcune letture "impegnative" nel mese di gennaio, l'ho letto volentieri.
Che dire? Mi è piaciuto. Chiaramente sappiamo come finirà la storia, ma l'intera trama è stata interessante. Anche perchè, oltre alla vera e propria storia d'amore tra i due personaggi, l'autrice ne approfitta per tirarsi fuori alcuni sassolini dalla scarpa. Ad esempio, il pregiudizio sui romanzi di genere rosa, spesso considerati facili al punto che chiunque potrebbe scriverli. Oppure il fatto che, comunque, nel mondo dell'editoria, l'essere uomo o donna porta, ancora, a discriminazioni.
I personaggi sono ai due opposti. Lei è la perfettina, che deve avere tutto sotto controllo e schematizzato, che addirittura piega i vestiti quando se li toglie per fare sesso. E' assolutamente poco romantica per essere una che scrive valanghe di romanzi rosa.
Lui, è uno sbruffone, pieno di sè ed impulsivo; ha vinto un pulitzer che gli ha creato un blocco dello scrittore, e si crede troppo superiore per scrivere un romanzetto rosa. Finchè qualcosa gli fa fluire le parole, e trova in Laurel la sua musa, senza la quale non riesce a scrivere. Chiaramente, senza saperlo, stanno scrivendo lo stesso romanzo in cui, inconsapevolmente, i protagonisti sono loro stessi... ma quale sarà la fine?
Forse mi sono un po' "immedesimata" in Aidan, criticato costantemente dai genitori (caro Aidan, anche secondo me è una sciocchezza la tecnica educativa dei tuoi genitori...).
La cosa che ho trovato un po' debole è la "doppia" scrittura, nel senso che la Premoli cambia personaggio ad ogni capitolo, ma ho avuto dei momenti in cui mi sono chiesta se parlasse lui o lei, perchè non c'erano atteggiamenti o modi di dire caratterizzanti il personaggio. Di sicuro, Laurel è un po' troppo cervellotica.
Pieno di battute sagaci e ironiche, di battibecchi tra i personaggi (divertenti anche le amiche di Laurel), pieno anche di stereotipi probabilmente, ma mi ha dato l'idea che la scelta fosse voluta.
Ripeto, mi è piaciuto; le pagine scorrevano velocemente. Una bella scoperta.
Mio voto: 8 / 10

venerdì 27 gennaio 2017

Il girasole. I limiti del perdono - Simon Wiesenthal


Titolo originale: Die Sonnenblume (1970)
Titolo in inglese: the sunflower

Nel 1942, a Leopoli, una SS morente chiede ad un ebreo il perdono per i crimini che ha commesso. A rifiutare questa grazia al giovane nazista è Simon Wiesenthal, che dopo la guerra diventerà l'implacabile "cacciatore dei nazisti" . A distanza di tempo quel rifiuto continua a turbare Wiesenthal: ne discute con gli amici, va a visitare l'anziana madre della SS, infine decide di raccontare quella vicenda per chiedere e sé stesso e ad altri testimoni e intellettuali se ha commesso un errore, negando il perdono. (www.ibs.it)

"Ed ecco, a sinistra, lungo la strada, vidi un cimitero militare. [..] E su ogni tomba stava ritto, come un soldato, un girasole. Guardavo come incantato. Sembrava che i fiori captassero come specchi i raggi del sole riflettendo nel buio delle fosse...un periscopio...Sì, certo era così: così i morti ricevevano luce e messaggi. E improvvisamente invidiai i soldati morti. Ognuno aveva il suo girasole, che lo teneva ancora unito al mondo, aveva le farfalle che venivano sulla sua tomba. Ma per me non ci sarebbero stati girasoli. Sarei finito in una fossa scavata in fretta, su un mucchio di cadaveri, sotto altri mucchi di cadaveri. Nessun girasole avrebbe mai portato luce in queste tenebre e le farfalle sarebbero volate lontano."

In questo libro, Wiesenthal, ebreo sopravvissuto a molti campi di concentramento, parla di un episodio che gli è realmente capitato e che lo ha segnato al punto da tormentarlo per tutta la vita senza arrivare ad una risposta. Questa risposta prova a chiederla anche a diversi personaggi / filosofi / autorità, di diverse origini e di diverse religioni.
Difficile dare una risposta, anche se la grossa maggioranza delle personalità a cui Wiesenthal ha spedito il libro e chiesto un parere, è d'accordo con il comportamento che ha tenuto lui.
E' un libro che si legge piuttosto scorrevolmente, la scrittura è chiara, semplice. L'argomento è terribile, perchè ciò che ha vissuto Wiesenthal è, a mio parere, ingiustificabile e ciò che ha fatto la giovane SS è di una atrocità smisurata.
Tutti gli anni, in questo periodo, cerco di leggere un libro che abbia come tema l'olocausto. Più leggo libri su questo argomento, e più scopro nuove atrocità compiute dai tedeschi in quel periodo. Ma la cosa che mi fa provare raccapriccio, è che l'umanità non sta capita, non impara, non trae insegnamento da ciò che è stata una vergogna mondiale.
In realtà, il libro si divide in due parti. Nella prima parte (circa 200 pagine) c'è l'episodio narrato da Wiesenthal. Il girasole è il fiore che veniva piantato sopra le tombe dei soldati tedeschi defunti, una sepoltura che Wiesenthal arriva ad invidiare perchè a lui attende una fossa comune e sicuramente nessun fiore piantato sopra. Lo stesso girasole probabilmente andrà ad adornare la tomba della SS morente a cui Wiesenthal nega il perdono, rifiutandosi anche di prendere alcuni oggetti che il soldato vorrebbe lasciargli.
Nella seconda parte (Circa 300 pagine), ci sono le lettere delle personalità che gli hanno risposto. Sinceramente, questa parte è abbastanza noiosa. Cioè, una dozzina di testimonianze, ok, sono interessanti. Ma 53 risposte in trecento pagine non finivano più (e ammetto che alcune le ho saltate). Tra i tanti, anche Primo Levi. Tutto l'elenco di chi ha risposto lo trovate nella pagina inglese di wikipedia
E' un libro che consiglio di leggere comunque.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 25 gennaio 2017

Calendar girl. Luglio agosto settembre - Audrey Carlan



Titolo originale: Calendar girl - Volume three. (2016)

"Mi ero ripresa la mia vita, contenta delle mie decisioni, di quel che stavo facendo e di quello che mi riservava il futuro. Le possibilità erano infinite, soprattutto se immaginavo il mio surfista in costume da bagno che mi invitava a tuffarmi nella distesa infinita del Pacifico. Era ora di tornare a casa... almeno per un po'." Dopo un mese a Miami al fianco di Anton Santiago, l'astro nascente dell'hip-hop, per Mia è arrivato il momento di passare un po' di tempo con Wes, e trovare finalmente il coraggio di dare un nome a quel filo che li ha tenuti uniti in tutti questi mesi. Di aprire le porte all'amore e riprendere il suo viaggio forte di un legame nuovo, di un uomo che desidera essere il suo presente e il suo futuro.
Ma quello che Mia non sa è che Maxwell Cunningham, il proprietario dell'industria petrolifera Cunningham Oil & Gas, che la sta aspettando in Texas, è destinato a cambiare completamente le carte in tavola. Ha in serbo per lei rivelazioni che la costringeranno a rimettere in gioco tutto, a rivedere completamente il suo passato e quello di tutta la sua famiglia. La madre di Mia, che aveva abbandonato lei e sua sorella molti anni prima, aveva tenuto loro nascosto un segreto enorme, la cui forza esplosiva è destinata a colpire tutti, anche Wes... (www.amazon.it)

Attenzione spoilers!
Dopo la brutta avventura col figlio di Warren Shipley, Aaron, che ha cercato di violentarla, Mia trova grosse difficoltà nel proseguire il suo lavoro. In luglio la troviamo al fianco di Anton Santiago, astro nascente della musica hip hop, col quale deve girare un video piuttosto caldo. Ma ogni volta che Anton si avvicina troppo, Mia ha un flashback sulla serata con Aaron. Anton, al quale la ragazza confessa il problema, si dimostra molto comprensivo con lei, incoraggiando anche il fatto che Wes la venga a trovare per alcuni giorni (visto che il 14 luglio è il compleanno di Mia, e Wes lo ha saputo da Ginelle). Accanto a Wes, Mia può rivivere momenti bollenti, e riprendere le riprese del video con Anton.
Il cliente di agosto, sembra essere un soggetto molto strano, perchè vuole che Mia interpreti il ruolo della sorella che lui non ha mai conosciuto. Ma la verità è un'altra. Mia è davvero la sorella di questo cowboy texano, che aveva già visto quando erano piccoli. Entrambi hanno in comune la stessa madre (che è stata prima col padre di Maxwell, poi col padre di Mia, poi evidentemente di nuovo col padre di Maxwell perchè si scopre che Maddy e Maxwell sono fratelli da parte di entrambi i genitori e non solo da parte di madre...). Sul finale del mese, le condizioni del padre di Mia si aggravano e la ragazza torna al suo capezzale, dimenticandosi di contattare zia Millie, e del successivo incarico e trovandosi così costretta a subire una penale di centomila dollari. E quindi, a settembre ricompare Blaine che reclama i suoi soldi e non ne vuole sapere neanche lontanamente di allungare i termini delle rate. Però fa una proposta a Mia: se non può dargli tutti i soldi subito, è disposto a cancellare il debito se lei passa una notte di sesso con lui. Mia è disperata, ovviamente non ha tutti quei soldi (pur avendo ereditato il 49% dell'azienda del padre di Maxwell, ancora non dispone di quei soldi) e a questo si aggiunge il fatto che Wes, che è dovuto andare in un paese dell'est asiatico per un problema sul set del film che stanno girando, è irrintracciabile. Si scoprirà che Wes e i membri della troupe (tra cui Gina DeLuca) sono stati vittime di un attacco terroristico, e sei di loro sono trattenuti in ostaggio. Mia contatta Warren, che le deve un enorme favore per non aver pubblicamente denunciato il figlio, il quale riesce a farle sapere che Wes è vivo e che, una volta curato e interrogato, tornerà a casa.

Anche questa terza parte è interessante. Sono molto curiosa di vedere come va a finire tutta la storia, anche se mi lascia perplessa il fatto che a settembre Maxwell ha completamente estinto il debito di Mia, e quindi mi chiedo nei successivi tre mesi che senso ha continuare con la storia del calendario. Ma va beh.
A luglio, Mia e Wes hanno finalmente dato un nome a quello che provano, ed entrambi hanno deciso di non trovare più alcun tipo di distrazione sessuale con altri, rendendo stabile e alla luce del sole il loro rapporto. Il trauma del tentato stupro di Mia mi pare sia stato sbrigato in modo molto semplicistico: Anton non può nemmeno toccarle un braccio ma Wes la può infilzare contro la parete (proprio come cercava di fare Aaron..)? Poi, se fosse per lei, non direbbe neanche niente a Wes... Mah.
Mi è piaciuta molto la famiglia di Maxwell, il cowboy dal cuore troppo buono. Per fortuna che c'è lui a salvare Mia dalle grinfie di Blaine...
Tutta la storia del rapimento, invece, l'ho trovata un po' esagerata. Forse la Carlan cercava un elemento di rottura molto forte che facesse capire a Mia quanto la sua vita senza Wes fosse disperata. Non so. Bisognerà vedere come prosegue nel resto della storia..
Mio voto: 7 / 10