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venerdì 12 giugno 2015

Il negativo dell'amore - Maria Paola Colombo


Titolo originale: il negativo dell'amore (2012)

Cristiana ha il terrore dell'acqua, perchè da bambina sua madre ha provato ad affogarsi e la voleva portare con sè. Di quella tragedia conserva due cicatrici dietro le spalle, come due piccole ali, dalle quali viene fuori il soprannome con cui la chiamano, Cica. Vive col padre in una cittadina del Nord Italia, con un padre che non è capace di mostrarle affetto. Ha come compagni delle sue giornate un cane, chiamato Tomba, e una vecchia vicina di casa.
Tommaso è un bambino down, il più grande di tre fratelli, che ama sfegatatamente Walker Texas Ranger, da cui il soprannome che gli hanno dato, Walker. Vive in Puglia, ha due genitori molto apprensivi e una gran voglia di vivere, di essere felice secondo le sue capacità, e di veder felici le persone a cui vuole bene.
Due storie che scorrono parallele finchè non si incontrano (sì lo so che è una contraddizione…). Infatti, ad un certo punto il padre di Cica viene trasferito in Puglia, proprio nel paese di Tommaso e Cica diventerà amica di Angelo, uno dei fratelli di Tommaso.
Della storia non vi racconto nient'altro.

Il primo aggettivo che mi è venuto in mente quando ho chiuso il libro è stato "tenero". E la seconda cosa che ho pensato è che questo libro è veramente bello. Affronta temi difficili come l'handicap, la famiglia, il bisogno di amore, senza cadere mai nel banale, con una punta di ottimismo e di speranza. 
Ai due protagonisti mi sono affezionata. Sono ragazzini che affrontano la loro "diversità" con tenacia, che sono alla ricerca di amore, e affrontano la vita con candore.
Un libro che ho divorato, con una scrittura piacevole, pochi personaggi principali e diversi personaggi di contorno ben delineati senza creare alcuna confusione alla storia.
E' una scrittura che riesce ad entrare nella profondità dei personaggi senza risultare banale, pesante o patetica, con grande sensibilità e tenerezza.

Uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi anni. Sicuramente uno dei due più belli del Gran Premio delle Lettrici di Elle a cui partecipai qualche anno fa.
Mio voto: 9 / 10

martedì 9 settembre 2014

Cinquanta sfumature di nero - E. L. James



titolo originale: Fifty shades darker

Secondo capitolo della storia di Anastasia Steele e Christian Grey.
La storia ricomincia esattamente da dove si era interrotta. Christian e Ana stanno entrambi male. Christian per la prima volta si trova ad aver a che fare con una donna che è tutt'altro che sottomessa a lui, e per la prima volta questa cosa non lo spaventa.
Stare lontani è troppo doloroso per entrambi e ricominciano a frequentarsi dopo qualche giorno. 
Christian muta atteggiamento, mantenendo sempre il suo immenso bisogno di controllare e proteggere Ana, ma lasciando da parte le pratiche erotiche sadiche in favore a rapporti più "normali" che lui definisce "alla vaniglia". E nel frattempo scopriamo qualcosa di più del passato violento di questo uomo.
Il loro rapporto si consolida, mentre fanno capolino alcuni personaggi che movimentano la vicenda. Leila, una ex sottomessa di Christian, non si dà pace del perchè lui non abbia scelto lei. Più o meno è lo stesso dubbio anche di Elena Lincoln, rinominata Mrs Robinson, l'amica della madre di Christian che lo ha iniziato ai giochi erotici quando era un ragazzino. E poi Jack Hyde, l'ex capo redattore di Ana che vuole vendicarsi di aver perso il posto per colpa di Christian e del fatto che Ana lo ha respinto. E il libro si conclude dicendoci che la sua occasione arriverà. 

“io ti amo Anastasia.”
“tre semplici parole. Il mio mondo si ferma, si inclina, poi riprende a girare su un nuovo asse. E io assaporo il momento, guardando Christian nei suoi occhi grigi, bellissimi e sinceri”
“ti amo anch'io” 

Ho divorato anche questa seconda parte della storia, ero troppo curiosa di vedere come procedeva. Bello, ma decisamente meno del primo. Anche in questo secondo libro le pagine in cui fanno sesso sono veramente tante, e ad un certo punto sono un bel po' noiose. 
Mi lascia perplessa la figura di Jack Hyde, che, suppongo, troverà spazio nel terzo libro. Dall'odio che prova per Christian mi fa pensare che non sia solo un problema di licenziamento... vedremo cosa E.L.James ha riservato per lui...
Mio voto: 7/10

Cinquanta sfumature di grigio - E. L. James



titolo originale: Fifty shades of Grey

Anastasia Steele, timida studentessa ventunenne prossima alla laurea, è costretta a sostituire la sua coinquilina Katherine Kavanagh, influenzata, per intervistare un pezzo grosso dell'industria, Mr. Grey. Anastasia inciampa nell'ufficio e letteralmente finisce ai piedi di questo giovane ed affascinante ricchissimo imprenditore. Da quel giorno non riesce a smettere di pensare a lui. Anastasia si rende conto che per la prima volta nella sua vita è attratta da un uomo.
Dal canto suo, anche Christian è rimasto colpito da lei, ed un giorno si presenta al negozio di ferramenta in cui lei lavora e le chiede di uscire. Comincia così la storia tra Christian ed Anastasia.
“da quale cronaca medievale sei fuggito? Sembri un cavalier cortese”
“non penso proprio. Un cavaliere nero, forse”
Christian è un uomo tormentato dal passato, ed ha gusti particolari in tema di relazioni; ha addirittura una "camera dei giochi" in cui sfogare i suoi impulsi erotici ed una ossessione di controllo totale. E vuole che Anastasia diventi la sua sottomessa. “si tratta di conquistare la tua fiducia e il tuo rispetto, in modo che tu mi consenta di esercitare la mia volontà su di te. Io traggo un grande piacere, addirittura gioia, direi, dalla tua sottomissione. Più tu ti sottometti, più la mia gioia aumenta: è un'equazione molto semplice”.
Tuttavia, col passare del tempo, Christian si rende conto che Ana è diversa da tutte le sottomesse che ha avuto, e che quello che prova per lei è decisamente più profondo. “non avevo mai dormito con una donna, mai fatto sesso nel mio letto, mai portato nessuna su Charlie Tango, mai presentato nessuna a mia madre. Cosa mi stai facendo?”
Ana però è tormentata da come potrà andare avanti la loro storia. Decide di provare a farsi punire per capire se è una cosa che potrà accettare. Ma ne rimane scioccata. Al punto da definirlo "un bastardo squilibrato" e scappa via. “Speravo di trascinare christian nella luce, ma il compito si è dimostrato superiore alle mie scarse capacità”.

“Merda, l'ho lasciato” “oddio... cos'ho fatto?” 
“il dolore fisico delle cinghiate non è niente, niente in confronto a questa devastazione”


Questo libro, che ha suscitato tanto scalpore, ha incuriosito anche me. L'avevo cercato in biblioteca ma era sempre fuori in prestito. Così sono riuscita a leggerlo quando l'ondata di entusiasmo è un po' passata.
Che dire? Ho sentito critiche disgustate e critiche entusiaste. Io mi accodo a queste seconde. Il libro mi è piaciuto molto. E' vero, è pieno di scene altamente erotiche che alla lunga diventano quasi noiose. Mi ha invece coinvolto la storia d'amore tra Christian ed Ana, il loro cercarsi, amarsi, desiderarsi. Al punto che Ana sembra cambiare questo uomo che è tormentato da un passato violento (di cui si scoprirà solo una parte in questo primo libro).
Ho preso il secondo libro prima ancora di finire il primo perchè non potevo pensare di interrompere la lettura, e appena riesco prenderò anche il terzo.
La trama forse è abbastanza banale: lui è bellissimo, ricchissimo e può comandare chiunque; lei è carina, intelligente ma imbranata ed ingenua. Due figure viste e riviste nei libri e nei film. Ma E.L.James ha reso la storia tra loro molto tenera e coinvolgente. Molto bello.
Mio voto: 8 e mezzo / 10.



lunedì 23 giugno 2014

Azalea rossa - Anchee Min



Il libro è l'autobiografia della scrittrice.
Nella prima parte, Anchee racconta la storia della sua infanzia a Shanghai durante gli anni '60, sotto il governo di Mao, studentessa brillante e molto fiduciosa nell'insegnamento di Mao. Ma il suo primo conflitto con la realtà maoista avviene quando la sua insegnante preferita (Foglia d'autunno) viene processata per spionaggio e lei è costretta a testimoniare contro di lei.
“Quando avevo 17 anni la mia vita ebbe una svolta improvvisa. Avevo 17 anni. Ero piena di sacro furore. Ero ansiosa di dedicarmi ad una causa. Non vedevo l'ora di affrontare le difficoltà” . “Finalmente il mio nome apparve sulla gloriosa lista rossa della scuola. Fui assegnata alla Fattoria fuoco rosso, che era situata nella zona costiera del mare cinese orientale”

Nella seconda parte viene raccontata la vita di Anchee nella fattoria (campo di lavoro) dove vigono orari e modi di comportamento rigidissimi, in particolare è vietato intraprendere relazioni con persone dell'altro sesso. Qui, la sua fiducia nel maoismo viene ulteriormente messa alla prova. Una notte d'estate vengono svegliate per perlustrare i campi di grano, in cui vengono trovati in atteggiamento intimo la sua amica, Piccola Verde, con un uomo. Dopo 4 giorni di lavaggio del cervello, ed un processo pubblico ed umiliante, la ragazza è costretta a dichiarare di essere stata stuprata. Il suo innamorato viene invece condannato a morte. Dopo l'esecuzione, Piccola verde smette di lavarsi e comincia a dare segni di pazzia. Intanto Anchee viene promossa a capo del plotone numero quattro e viene trasferita a dormire nella stanza con gli altri capi. Anchee matura una venerazione verso la sua comandante, Yan, continuamente provocata dalla sua vice, Lu.
Anchee e Yan cominciano a vedersi di notte da sole, si scambiano confidenze. Con la scusa che hanno troppo freddo e poche coperte, Yan e Anchee cominciano a dividere lo stesso letto sotto le tendine, diventando amanti. Lu intanto inizia a diventare particolarmente diffidente e le tiene costantemente d'occhio.
Un giorno arrivano alla fattoria alcuni uomini che, si scopre in seguito, sono lì per cercare giovani da avviare alla carriera di attori, su ordine della compagna di Mao. Una settimana dopo Anchee viene scelta e deve partire per gli studi cinematografici di Shanghai.

Nella terza parte si parla della formazione come attrice di Anchee. Erano cinque le ragazze in lizza per il ruolo di azalea rossa: Anchee, Legna da fuoco, Lancia festosa, Campanellino, Ape Ouyang. Avevano un anno per imparare tutto da zero, sotto gli sguardi di Sovietica Wang e Rumor di pioggia. Solo allora il Supervisore prenderà la sua decisione su chi interpreterà quel ruolo.
“Lancia festosa mi ricordava spesso Lu. A quanto pareva mi era difficile sfuggire a quel tipo di persona. Solo più tardi capii che il tipo Lu era diffuso in tutta la cina. Era proprio come diceva un vecchio detto, la povertà crea malvagità”
Poi arrivò la notizia, era il 2 settembre 1976, Mao era morto. Si disse che era stata la compagna Jiang Qing ad ucciderlo e si cominciò a parlare di impiccare la strega. 
“Un giorno del 1983 arrivò una lettera da oltre oceano da una giovane amica che avevo conosicuto alla scuola di recitazione. Aveva lasciato la Cina tre anni prima, e adesso viveva a Los Angeles. Mi chiedeva se avessi mai pensato di andare a vivere in America. L'idea suonò strana: era come se mi avessero chiesto di andare a vivere sulla luna, la luna come la descriveva mio padre: ghiacciata, senza aria e senza rumori. Ma la disperazione mi rese ardita. Benchè non parlassi una parola di inglese capivo che l'America era la mia sola soluzione. Feci di tutto per riuscirsi, e arrivai in America il primo settembre del 1984”

Un bel libro ambientato nella Cina di Mao, con una protagonista a lui devota che però comincia a veder sgretolare la sua fiducia in questa ideologia. Una bella storia anche di omosessualità al femminile, di amori clandestini e condannati, di gelosie e vendette, con diverse scene di cattiveria, piuttosto tristi.
Il finale sembra un po' frettoloso, ma il resto della storia è ben dettagliato. Un bel libro, comunque.

Mio voto: 8 / 10.


Il viaggio di Felicia - William Trevor


Felicia, orfana di madre è sul traghetto della sera. E' scappata di casa per andare a cercare il ragazzo che ama e da cui aspetta un figlio, Johnny, che le ha detto di lavorare in una fabbrica di falciatrici vicino Birmingham. Però la fabbrica pare non esistere, nessuno sa aiutarla.
L'unica persona che incontra e che si dimostra molto premurosa e protettiva con lei, è un uomo grassoccio, Joseph Ambrose Hilditch, responsabile del servizio catering in uno stabilimento. 54 anni, 120 chili, gioviale e simpatico con tutti i suoi colleghi, ma con un oscuro segreto.
Felicia per un po' vive nella comunità di predicatori della signora Calligary. Qui è accolta con calore e ogni mattina riparte con le sue ricerche inutili. Ma un giorno si accorge che il suo denaro è sparito e decide di tornare a casa del signor Hilditch per chiedergli i soldi per il biglietto di ritorno.

Non vado oltre nel riassumere la trama, perchè è un bellissimo thriller in cui sono fondamentali le psicologie dei personaggi che si rivelano man mano che si procede nella lettura. Felicia è una ragazza irlandese ingenua, alla ricerca di un ragazzo che l'ha sedotta e che l'ha lasciata dicendo che l'avrebbe chiamata, senza avere il suo numero. Ma lei crede nel suo amore, nonostante Johnny le abbia detto solo bugie, ad incominciare dal luogo in cui ha detto di lavorare. Felicia scappa da una famiglia che la considera una poco di buono, finendo in Inghilterra, dove incontra diverse persone con cui si trova ad interagire, tra cui il signor Hilditch, gentile e fin troppo premuroso, che la convince a risolvere il suo problema e da lì comincia per Felicia un vero e proprio incubo.
E' un romanzo molto bello. Belli i personaggi, ben caratterizzati. Bella storia, ben raccontata, con una scrittura facile e asciutta che a poco a poco rivela tutto l'orrore che sta dietro ad Hilditch, mostrandone anche l'estrema solitudine e portandoci quasi ad averne pena.
Mio voto: 9 / 10

mercoledì 11 giugno 2014

Il linguaggio segreto dei fiori - Vanessa Diffenbaugh



Victoria è orfana. Ha passato i suoi primi 8 anni di vita sballottata da una famiglia all'altra, per poi esserne sempre rifiutata. Finchè viene data in affido ad Elizabeth e un po' alla volta riesce a mettere da parte le paure e le diffidenze collezionate in anni di rifiuti. Poi, per troppa paura distrugge tutto e passa i restanti anni in una comunità. Una volta maggiorenne si trova in mezzo ad una strada, sola, senza cibo e senza soldi. Ma grazie al linguaggio dei fiori che le ha insegnato Elizabeth riesce a farsi apprezzare come fioraia e dare una svolta alla sua vita. Anche se la paura è sempre in agguato, e soprattutto è sempre in agguato la convinzione di non poter avere rapporti con le persone che durino più di qualche mese.

Volevo leggere questo libro da tanto, e il concorso di Elle me ne ha dato l'occasione. Mi è piaciuto molto. Divorato in pochi giorni perchè è scorrevole e di piacevole lettura. Tutta la parte del linguaggio dei fiori, anche se non univoco nei significati, è molto intrigante. Caso strano, sulla copertina che ho ricevuto io c'è la mimosa, sensibilità, caratteristica che mi identifica veramente tanto.
Ho seguito la storia di Victoria, sperando che alla fine riuscisse a credere in se stessa e nell'amore che, seppur non aveva mai accettato, era lì pronto per essere solo accolto da lei.
Il lieto fine le conferisce un po' l'aspetto di una favola. Ma sono favole che ti riappacificano con la cattiveria della vita.
Mio voto: 8 / 10

Follia - Patrick McGrath


“Le storie d'amore catastrofiche contraddistinte da ossessione sessuale sono un mio interesse professionale ormai da molti anni”
Dall'interno di un tetro manicomio criminale vittoriano, Peter Cleave, psichiatra, comincia a esporre il caso clinico più perturbante della sua carriera: la passione tra Stella Raphael, moglie di un altro psichiatra criminale nonchè vicedirettore del carcere (Max), ed Edgar Stark, artista detenuto per aver ucciso la moglie a martellate.
Era l'estate del 1959. Max voleva restaurare la vecchia serra in fondo all'orto della nuova abitazione. E' proprio in quella occasione che Stella conosce Edgar Stark, artista, che si è proposto per riparare la struttura. Tra i due nascerà subito un certo feeling, di cui Stella si renderà pienamente conto durante il ballo del carcere. Un giorno lui le propone senza tante cerimonie di fare sesso con lui nella serra. Era una idea che già si stava agitando nella mente di Stella e lei accetta.
“Stella si disse che era stato un momento di follia, nient'altro; e che, naturalmente, non si sarebbe più ripetuto. Eppure la preoccupava l'idea che prima o poi Edgar sarebbe ritornato in giardino, e che allora, volendo, avrebbe saputo dove trovarlo”. 
Riprendono a frequentarsi, senonchè uno degli infermieri li tiene particolarmente d'occhio e loro cominciano a vedersi nel capanno del cricket, di cui lei ha le chiavi. Ma Edgar diventa decisamente sfacciato fino al punto di introdursi addirittura in camera di Stella. “Trovava divertente che Edgar fosse venuto in camera sua. Lo trovava divertente, spaventoso, eccitante. Capii che le situazioni rischiose la eccitavano”. Quando Edgar scappa via, Stella nota che ha rubato alcuni vestiti di Max, ma non capisce cosa vuole farci. In serata si accorgono che Edgar è evaso. Edgar poi troverà il modo di mettersi in contatto con Stella, convincendola a scappare da lui. Ma la vita con Edgar non è così facile. E' geloso, possessivo, sta lavorando ad una scultura che non viene come vuole e questo lo rende frustrato e in collera, spesso anche violento. Intanto Stella è presa dai rimorsi per aver abbandonato suo figlio, Charlie.
E' una donna distrutta quella che Peter decide di prendere in cura, ma forse lui stesso, accecato dall'affetto che prova per lei, non si rende conto della parte che Stella sta recitando.

Viene definito un romanzo psicologico. In effetti, al centro dell'attenzione c'è anche ovviamente la storia passionale tra Stella ed Edgar, ma soprattutto le menti, i pensieri di loro due. Sono personaggi che hanno bisogno di emozioni eccessive e contrastanti per sentirsi vivi.
E' un romanzo intrigante, la scrittura è piacevole. Credo sia anche il fallimento più grande dello psicologo voce narrante.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Il profumo - Patrick Suskind



Il romanzo narra la vita di Jean-Baptiste Grenouille, nato il 17 luglio 1738 nel quartiere più povero e maleodorante di Parigi, Il Cimitière des Innocents, partorito in mezzo agli scarti dei pesci da una madre che sperava nascesse morto come i suoi precedenti figli. Ma il bambino non è morto, e anzi, manifesta la sua esistenza cominciando a gridare a gran voce e facendo arrestare e giustiziare la madre.  
La prima balia si stanca presto di Grenouille perchè mangia con troppa voracità e lo porta al convento di Saint-Merri. La balia confessa a Padre Terrier che il bambino non odora come i normali bambini, ma anzi non ha proprio alcun odore e secondo lei è un figlio del diavolo.
Padre Terrier, che conosceva diverse balie, decide di affidare Grenouille a Madame Gaillard, che in seguito ad un colpo di attizzatoio ricevuto da bambina aveva perso l'olfatto e qualsiasi senso di calore umano e qualsiasi passione.
Qui Grenouille cresce completamente disinteressato alla compagnia umana, sopravvive al morbillo, alla dissenteria, alla varicella, al colera. Grenouille viene paragonato ad una zecca, che vive incapsulato in sé aspettando tempi migliori. Grenouille è affascinato dalla moltitudine di odori che il suo potentissimo olfatto riesce a sentire. Riesce a sentire persino dove sono nascosti i soldi e senti odori attraverso le pareti. Madame Gaillard comincia a sospettare che sia un veggente, e quindi un essere demoniaco, e decide di venderlo come bracciante ad un conciatore di pelli chiamato Grimal.
Grenouille esegue gli ordini alla lettera, adattandosi a qualsiasi cibo e qualsiasi richiesta gli viene fatta dal padrone. Riesce addirittura a superare una malattia chiamata carbonchio, di cui gli rimangono delle cicatrici.
Grenouille immagazzina gli odori di tutta la città, inseguendoli con la passione e la perseveranza di un pescatore con la lenza. Una sera, Grenouille fiuta il profumo di una ragazza e, anziché provare il disgusto che normalmente gli causano gli odori umani, lo trova sublime, non riesce a vivere senza e uccide la ragazza per poi annusarla voracemente.
A quel tempo a Parigi c'erano almeno una dozzina di profumieri. Uno tra i più famosi in passato era Giuseppe Baldini, che aveva vissuto di rendita grazie a due profumi prodotti nel passato, ma che al momento stava finendo in rovina perchè un giovane profumiere di nome Pelissièr ad ogni stagione riusciva a lanciare un nuovo profumo che diventava di moda. Baldini, disperato perchè non è nemmeno in grado di copiare il nuovo profumo di Pelissièr che si chiama “Amore e psiche” decide che l'indomani sarebbe andato dal notaio a vendere la casa e ritirarsi dalla professione. Senonchè quella stessa sera, bussa alla sua porta Grenouille, mandato da Maitre Grimal per consegnare delle pelli di capretto. E chiede a Baldini di lavorare per lui, dando subito prova di riuscire a copiare il profumo di Pelissièr pur non conoscendo la tecnica, ma solo col fiuto.

“la zecca aveva fiutato il sangue. Per anni era stata immobile, incapsulata in sé, e aveva aspettato. Ora si sarebbe lasciata andare, nella buona e nella cattiva sorte, senza alcun rimedio”

Con l'acquisizione di Grenouille, la Casa Giuseppe Baldini ottiene una considerazione addirittura europea. Grenouille creava profumi nuovi, meravigliosi, al punto che a volte Baldini faceva fatica a scegliere quello da lanciare. Ovviamente nessuno sapeva che era il ragazzo il vero ideatore dei profumi. Grenouille era furbo al punto che a volte commetteva apposta degli errori per fare in modo che Baldini li notasse, cullandolo nell'illusione di aver bisogno della sua supervisione.  
Dopo tre anni, e il diploma di garzone ottenuto da Baldini, Grenouille lascia Parigi. Baldini si crogiola nel fatto di essersi scritto tutte le formule dei profumi creati da Grenouille e quindi ora le può continuare a produrre anche da solo. Senonchè, la notte successiva, senza apparente motivo crolla uno dei piloni del ponte su cui si trova il negozio di Baldini. Lui e la moglie Teresa muoiono inghiottiti dalla Senna.
Grenouille, lasciata Parigi, decide di allontanarsi il più possibile dagli uomini e si ritrova nel massiccio centrale dell'Auvergne. È il punto in cui sente più lontani gli odori degli uomini. Trova una grotta che diventa la sua casa, da cui esce solo per urinare e mangiare.

“giaceva nella tomba di roccia come il cadavere di se stesso, respirando appena, quel tanto da far battere il suo cuore... e tuttavia viveva in modo così intenso e sfrenato, come mai un uomo di mondo aveva vissuto nel mondo”

In questo luogo Grenouille sogna mondi in cui vive solo lui e che esala solo i profumi che vuole lui. Mette in scena una specie di rappresentazione del suo teatro interiore. Sette anni va avanti in questo modo. Finchè un giorno, dopo un sogno catastrofico, decide di lasciare la montagna e viene inizialmente accolto dal marchese de la Taillade-Espinasse, autore di bizzarre teorie pseudoscientifiche, che lo usa come cavia per dimostrare la sua teoria del “fluidum letale”. Qui Grenouille riesce a creare un profumo che simula l'odore dell'essere umano e si accorge che usandolo non viene più evitato o ignorato dagli altri uomini per la sua assenza di odore, come succede normalmente. Inizia così a meditare (come atto di puro disprezzo verso gli uomini) la creazione di un profumo talmente meraviglioso che costringa l'umanità intera ad amarlo e idolatrarlo.
Giunge infine a Grasse, dove trova lavoro presso il laboratorio di profumiere di Madame Arnulfi, e dove, nonostante il lavoro massacrante e la paga minima, è lieto di apprendere l’arte dell’enfleurage, un metodo per estrarre l’odore degli oggetti tramite immersione nel grasso. Qui Grenouille scopre la presenza di una fanciulla, Laure Richis, dotata di un profumo ancora migliore di quella uccisa a Parigi. Decide che ella sarà l'ingrediente fondamentale del profumo meraviglioso che ha in mente di creare.
 
Grenouille, tuttavia, non riesce a provare piacere di fronte all'amore che è riuscito a scatenare nelle persone, perché egli prova per gli uomini solo odio e ripugnanza. Arriva alla conclusione di non provare più alcun interesse per la vita. Torna quindi a Parigi, al Cimitière des Innocents, di notte popolato da malviventi di ogni genere. Qui si versa addosso tutto quanto il profumo. Sotto l'effetto del profumo, pieni di desiderio, i malviventi si avventano su di lui, lo fanno a pezzi e lo divorano.


Il romanzo è molto particolare. La prima parte, fino al diploma, è molto molto bella. Andando avanti, attraversa dei momenti di vero e proprio delirio, passando per scene abbastanza cruente, per terminare con un finale che, per quanto sia raccapricciante, in realtà è un vero atto d'amore.
Facendo una media tra le parti più belle e le parti che proprio ho mal digerito, direi che arrivo a questa conclusione:
mio voto: 7 e mezzo / 10

La libreria degli amori inattesi - Lucy Dillon



Michelle ha deciso di ricominciare e vuole dare una svolta alla sua vita. Finisce così in un paesino abbastanza lontano da poter provare a dimenticare il suo passato, in particolare il matrimonio con un uomo terribilmente opprimente e pieno di sè. In questo paesino rileva prima un negozio di articoli per la casa, e successivamente, insieme all'amica Anna, appassionata lettrice, rileva anche la libreria locale, il cui proprietario è finito alla casa di riposo. E un giorno, mentre è intenta a riordinare gli ultimi scaffali, all'improvviso dietro uno scatolone colmo di libri spunta un buffo musetto. È Tavish, il cane del vecchio libraio: nessuno può più occuparsi di lui e il negozio è ormai la sua casa. In cerca di un padrone, non ha dubbi e sceglie Michelle. Prendersi cura di un cane è l'ultima cosa di cui ha bisogno. Eppure, dire di no a quei grandi e dolci occhi scuri è impossibile: non c'è altra scelta che tenerlo, in affido condiviso con Rory, un avvocato che abita nell'appartamento sopra la libreria. 
Quando il passato torna a bussare alla sua porta, Michelle scopre la forza di questa nuova amicizia. Perché l'uomo che l'ha fatta soffrire ha deciso di tormentarla ancora e lei sta per sprofondare di nuovo nelle proprie insicurezze. Ma la zampa di Tavish è lì pronta a portarla in salvo. Ormai non è più sola a risanare le ferite del suo cuore. E ad attenderla dietro l'angolo c'è qualcosa di inaspettato che ha il sapore dell'amore.

Leggo che questo libro, appena uscito, ha avuto un enorme successo, per il connubio uomo-animale, che piace sempre molto. Io stessa ammetto di averlo comprato perché il musetto del cane in copertina mi diceva "non lasciarmi qui dai". In effetti, la cosa che mi ha un po' deluso, è che il cane ha sì un ruolo fondamentale nel far avvicinare Michelle e Rory, ma avrei voluto che avesse più spazio nel racconto.
La storia è carina, si legge bene, da relax. Non è un capolavoro della letteratura romantica, ma è piuttosto piacevole.
Mio voto: 7 / 10.

La ragazza in blu - Susan Vreeland




Strana giornata, questa del funerale del preside Merril! Mai e poi mai Richard avrebbe pensato di ritrovarsi, dopo la cerimonia, nella gelida casa di Cornelius Engelbrecht, il suo collega insegnante di matematica, seduto sulla sua poltrona di cuoio rosso, a conversare con quell’uomo dall’aspetto così insignificante da celare di certo un cuore incandescente o forse, in un angolo riposto della sua anima, qualche inconfessabile segreto.
Scapolo, vestito sempre con colori indefinibili, sostenitore del circolo degli scacchi di Philadelphia, conoscente discreto di tutti piuttosto che amico di qualcuno, costantemente sulle sue e appartato nella sala dei professori, Engelbrecht si è sempre guardato bene dall’invitare chicchessia a casa sua. È con malcelato stupore perciò che Richard lo guarda accendere il camino, sorridere e, con gesti eccitati, illuminare un quadro posto davanti alla poltrona: un dipinto straordinario in cui una ragazza con un grembiule blu siede a un tavolo accanto a una finestra aperta.
« Guarda. Guarda l’occhio. È una perla», dice Engelbrecht.
«Le perle erano elementi ricorrenti in Vermeer. E osserva la luce di Delft…»
« Notevole», dice Richard. «Indubbiamente nello stile di Vermeer. Un’imitazione sconcertante.»
«È un Vermeer», sussurra Cornelius Engelbrecht… Così comincia questo straordinario romanzo che, come una preziosa scatola cinese, di capitolo in capitolo, ci conduce davanti al destino di una grande opera e delle persone, umili e potenti, nobili e arroganti, amanti dell’arte o del suo potere, che l’hanno avuta lungo i secoli.
Ecco allora Amsterdam, durante gli anni Quaranta, e le tragiche vicende della famiglia ebrea che possedeva La ragazza in blu; ecco la felice coppia olandese cui il dipinto apparteneva anni prima e che finisce col dividersi nell’istante in cui uno dei due ammette che la ragazza del quadro gli ricorda un vecchio amore; ecco, ancora più indietro, la vita di una fattoria olandese durante la grande inondazione del 1717; ecco, infine, Vermeer che, angustiato dai debiti, decide, in un momento di rilassatezza e di gioia, di dipingere la figlia. 
(da www.neripozza.it)

Un quadro che passa nelle mani di diversi personaggi in diverse epoche storiche, facendo da filo d'unione per otto racconti. L'idea era molto intrigante. Senonchè la lettura non mi ha entusiasmato particolarmente. Il linguaggio in alcuni punti lo ricordo contorto, al punto che alcune vicende non mi sono risultate proprio del tutto chiare. Carino.
Mio voto: 6 e mezzo.

giovedì 5 giugno 2014

La bambina che diceva sempre di sì - Maud Lethielleux



Ninon ha nove anni. I suoi genitori si separano e, anzichè rimanere a vivere con la madre, la sorellina Agathe e il nuovo compagno della madre, decide di andare a vivere col padre, perchè lei capisce che deve prendersi cura di lui.
E' una vita molto spartana quella del padre, in una casa costruita nel bosco, dove la bambina lo aiuta a fare formaggi di capra che poi vendono al mercato. Una vita "autarchica", come la definisce lei. Un amore totale per il papà che è stato abbandonato anche da quasi tutti gli amici che frequentavano prima della separazione dalla moglie.

Questo libro sembra più una favola. Faccio molta fatica a pensare che, nella realtà, una bambina di nove anni potrebbe essere lasciata a vivere in mezzo al bosco, in una casa-caseificio, andando a scuola quando le va.
Però è un libro molto tenero, raccontato in prima persona dalla bambina, col suo candore. Anche se in diversi passaggi, per le parole utilizzate, si capisce che dietro alla voce narrante della bambina c'è un'autrice di altra età, non una bambina.
Mio voto: 7 / 10