sabato 27 dicembre 2025

La tormenta - Vladimir Sorokin


Titolo originale: Метель (2010)
Titolo inglese: The blizzard

Platon Il’ic Garin, medico di provincia, cerca disperatamente di raggiungere il villaggio di Dolgoe, dove una misteriosa epidemia sta decimando la popolazione. Ha con sé il vaccino, ma il suo percorso è ostacolato da una tempesta di neve impenetrabile. Riesce a trovare un passaggio di fortuna, ma il viaggio, che dovrebbe durare solo poche ore, diventa un’esperienza quasi onirica, una spedizione fitta di incontri straordinari, fughe disperate, visioni confuse e avventure amorose in un paesaggio che deve molto alle campagne russe descritte da Cechov. La tormenta è un’opera che mescola sensibilità avanguardista e gusto per il grottesco, e nel solco di Lev Tolstoj ci offre un ritratto potente della Russia di oggi. (goodreads)

La trama di questo libro mi ha ispirato fin dal primo momento in cui l'ho visto, ma l'ho comprato solo qualche mese fa. Tra l'altro, in ebook non esiste, in biblioteca non esiste, nei magazzini era di scarsa reperibilità.
Sono molto in difficoltà nel darne un giudizio. Ho fatto molta fatica a leggerlo perchè pieno di metafore che non credo di aver compreso appieno. Il viaggio di questo medico è piuttosto tormentato. Viaggia su una slitta dove sotto al cofano ci sono 50 cavalli in miniatura. Le persone che incontra sono tutte piuttosto bizzarre. Tra queste un oste in miniatura la cui moglie (di altezza normale) si infila nel letto del dottore o i kazaki che vendono droga allucinogena di cui fa uso anche il dottore. Il bene e il male si confondono di continuo. Lo stesso medico vuole portare questo vaccino per altruismo ma ha anche un tornaconto personale.
Il tutto sembra una specie di sogno febbrile, dove gli avvenimenti si susseguono come allucinazioni.
Credo che sia uno di quei libri che va letto più volte, una prima per avere una idea generale di cosa succede e una seconda per entrare nei dettagli delle metafore e dei collegamenti con la Russia moderna. Non sono solita leggere due volte i libri, ma forse per questo potrei farlo in futuro. Al momento so che è sicuramente uno scrittore visionario e non sono riuscita a cogliere la visione del libro.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

Blackwater 6 la pioggia - Michael McDowell


Titolo originale: Blackwater VI: rain (1983)

1958. Gli anni passano, tra ricevimenti fastosi, unioni insolite e rivelazioni travolgenti, ma non portano quiete per i membri della famiglia Caskey. Dopo l’età dell’oro, ritornano giorni foschi. Qualcosa di terribile incombe su Perdido, i suoi abitanti e i suoi fiumi. Il tempo delle profezie è ormai giunto. (goodreads)

Sister e Queenie sono due sessantenni che passano le giornate a spettegolare. In realtà, visto che Sister non si è più mossa dal letto, è Queenie che le riporta i pettegolezzi cittadini e familiari. 
Sister e Miriam non hanno un buon rapporto. In particolar, Miriam non sopporta il fatto che l'invalidità della zia, per quanto diventata reale, era in realtà nata da un inganno che si era autoinflitta. Sister le contesta il fatto che si prende poca cura di lei e si dedica troppo alle segherie.
Di giorno in giorno Sister sembra diventare sempre più simile alla madre morta. 
In paese tutti pensano che Billy Bronze non avesse fatto durare a lungo il lutto perchè aveva presto ripreso a lavorare. In famiglia c'è chi vorrebbe far sposare Billy con Miriam, quella Miriam che non ha mai voluto sposarsi in vita sua ma che stupisce tutti dicendo che lei è già fidanzata con Malcolm, il quale lo scopre durante un pranzo di famiglia e ne rimane basito. In realtà Malcolm è innamorato di Miriam da una vita, e da quando è tornato a Perdido non passa giorno in cui non le chiede di sposarlo.
Sister non è affatto contenta, e prova a far rimandare il matrimonio come fece Mary-Love con Oscar ed Elinor, addirittura inventandosi che se non rimanda ne morirebbe. Ma Miriam è irremovibile e lei e Malcolm si sposano con un enorme ricevimento in cui viene invitato tutto il paese. Elinor dà a Miriam l'anello con diamante che ha tolto dal dito di Mary-Love nel feretro, cosa di cui Miriam non l'aveva mai perdonata. Ora che si sposa, è giusto che l'anello lo abbia lei. Miriam chiede a Sister di darle la benedizione per il matrimonio ma Sister si rifiuta. Oscar le fa notare che è davvero cattiva nei confronti di Miriam e che assomiglia sempre di più alla madre morta.
Sister muore la notte del matrimonio e quella che ne risente di più è Queenie che si sente molto sola. Decide di rimanere a vivere nella casa di James ma col passare del tempo comincia ad avere incubi in cui sente passi fuori dal patio con qualcuno che cerca di entrare nella casa. Una notte, l'intero impianto elettrico salta. Queenie vuole convincersi che sia una tempesta elettrica, finchè guarda fuori dalla finestra e vede il suo ex marito morto che si allontana dalla casa. Queenie va a vivere per qualche tempo da Grace e Lucille, mentre Malcolm le ripara la casa. Queenie non ha intenzione di tornare a casa, ma Tommy Lee si propone di stare un po' con la nonna. Poichè la sua presenza rassicura Queenie, Tommy Lee decide di rimanere a vivere lì anche dopo l'inizio della scuola, continuando quella specie di tradizione di casa Caskey per cui i figli vengono ceduti da un membro ad un altro. 
Miriam invece non riesce a rimanere incinta ma vede in Lilah la figlia ideale perchè ha il suo stesso temperamento. E poi fa leva sul rancore che porta verso Elinor che a suo tempo l'ha ceduta alla nonna. In qualche modo ora sono pari e per la prima volta Miriam chiama Elinor mamma.
Lilah diventa una copia di Miriam, e arriva anche a convincere Tommy Lee a fare il college che vuole lei per poter essere invitata alle feste delle confraternite. Da parte sua Tommy Lee invece è innamorato di Lilah ma sa di non avere speranze. 
La partenza di Tommy Lee lascia di nuovo sola Queenie, con Carl che ricomincia a tormentarla. E' la giovane domestica che una mattina trova Queenie sul pavimento con due monete sugli occhi e la chiave di casa ficcata in bocca.
Tommy Lee al college non sta bene. Come già fece Miriam, anche Lilah non dice a quale college si sarebbe iscritta. Poi, in un viaggio con Miriam e Malcolm a New York, Lilah rivela che lei non torna a casa perchè starà lì a studiare e ha già anche la stanza al dormitorio. La famiglia non rimane stupita perchè è esattamente ciò che si aspettavano da lei. Tommy Lee ritorna a casa, aiutando Miriam in alcuni viaggi e controllando spesso le piattaforme petrolifere. 
Dopo che la casa di James viene distrutta da un incendio, Oscar diventa vecchio e comincia ad avere problemi alla vista. Comincia a rifiutarsi di vedere le persone perchè non riesce a riconoscerle. Zaddie è la domestica che stabilmente si occupa di lui. Viene operato agli occhi ma l'intervento non va bene e lui rimane definitivamente cieco. La cosa non modifica molto la sua situazione in realtà. Oscar però è molto fragile e chiede ad Elinor di non morire prima di lui. Le chiede anche se è vero, come sosteneva Mary-Love, che lei era lì in mezzo alla piena ad aspettare lui e lei gli risponde che lei non ha mai voluto altro che lui al mondo e che quando lui morirà tutto ciò che sta intorno a lei comincerà a svanire finchè non morirà anche lei.
Una sera la pioggia scrosciante fa sentire ad Oscar dei rumori. Oscar sente le voci di sua madre e di un bambino. Elinor trova il cadavere martoriato a colpi di chiodi.
Billy comincia ad avere incubi notturni e a sentire voci. Una notte finge di dormire mentre sente qualcuno entrare nella sua stanza. E coglie la voce di Frances che dice a qualcuno che lui è suo padre. 
Lilah torna a casa per una cena e confessa a tutti di essersi sposata il giovedì precedente con un uomo di origine polacca e un cognome impronunciabile, che odia l'Alabama ed è stato in carcere per essersi battuto per i diritti civili nel sessantacinque. Grace incoraggia Tommy Lee a dire comunque a Lilah quello che prova per lei, proprio perchè ormai è tardi. Ma Lilah sa tutto, solo non voleva ricalcare le orme di Miriam e Malcolm. 
Elinor fa un brindisi con champagne, per Lilah che è l'ultima dei Caskey e per i Caskey che sono morti. Tra essi, Billy nota che non cita Frances. Di notte, risentendo le voci, Billy scopre che provengono da Frances, che però è morta annegata nel Perdido. Frances vorrebbe che sua madre andasse a vivere con lei e Nerita nel fiume, ma Elinor dice che vuole rimanere lì e chiede a Billy e Zaddie di stare con lei nel momento in cui morirà per proteggerla. 
Una mattima, mentre Tommy Lee si aggira nelle paludi, capisce che la sua canoa viene trasportata da qualche entità misteriosa verso un posto che si chiama "il nido" dove stazionano i coccodrilli. Tommy Lee cerca in ogni modo di riprendere la rotta giusta ma gli è impossibile. Col fucile spara verso un punto da cui ha sentito provvenire una voce. Il motore comincia allora a girare come vuole lui e non si girà più indietro perchè ha visto bene che la voce che ha gridato, e a cui ha sparato, è quella di Elinor.
D'un tratto comincia a piovere, ininterrottamente. Elinor in qualche modo è stata portata a casa. Billy sa bene che sta morendo. Elinor dice che è stato Tommy Lee ma insiste sul fatto che gli venga detto che non è stata colpa sua. Elinor vuole che tutta la sua famiglia vada lontana da Perdido, mentre la pioggia continua incessante, i fiumi risalgono e in paese la gente viene fatta evacuare per paura che la diga ceda. Dopo dodici giorni Billy comncia a rendersi conto che la fedeltà ad Elinor probabilmente porterà a morire lui e Zaddie, ma non si muove. 
Poi arriva la notte in cui Elinor chiede a Billy e Zaddie di restare con lei. Billy sente le voci di Mary-Love e John Robert e riesce a chiuderli fuori dalla stanza. A mano a mano che Elinor si indebolisce, la pioggia si intensifica. Nel momento in cui Mary-Love e John Robert riescono ad aprire la porta, la diga cede ed Elinor muore. Le due presenze semplicemente spariscono e la porta si richiude.
L'acqua cancella Perdido dalla faccia della terra. Come aveva predetto a Zaddie anni prima, finchè Elinor non era morta l'argine ha retto. Nel silenzio sinistro, si sente qualcosa che sbatte contro la casa. E' una barca. Billy e Zaddie ci salgono sopra e si allontanano. Billy ringrazia Frances, con l'assoluta certezza che la barca l'abbia portata lei e affidandole le spoglie di Elinor. 

Ho praticamente divorato questa saga, perchè ogni libro fa venire voglia di proseguire col successivo. I sei libri in pratica potrebbero essere anche intesi come sei capitoli. Penso che si poteva anche pubblicare in un volume unico, sarebbe venuto fuori un po' corposo ma va beh. Comunque ha poco senso non arrivare in fondo al tutto.
La saga viene descritta come horror. In realtà, le scene un po' horror (alcune un po' splatter) non sono molte e credo che giusto una mi abbia un po' impressionato. La storia della famiglia si segue bene, anche se i personaggi sono davvero tanti, soprattutto col proseguire della storia.
Diciamo che il finale, a grandi linee, era ipotizzabile. D'altronde è l'unico finale che chiude tutto il cerchio della vicenda.
Nel complesso ho trovato la saga una vicenda piuttosto gradevole, sono contenta di averla finalmente letta. Alcuni libri sono più trascinati, altri più briosi, ma in generale è bello anche l'excursus storico americano che fa da sfondo alla vita familiare e paesana. Non credo sia un capolavoro ma è molto piacevole, anche per le dinamiche familiari che vengono sviluppate.
Mio voto complessivo: 7 e mezzo / 10

venerdì 26 dicembre 2025

Blackwater 5 La fortuna - Michael McDowell


Titolo originale: Blackwater V: The Fortune (1983)

1946. Come un organismo vivente, la famiglia Caskey si sviluppa e si trasforma. Alcuni affrontano la morte, altri accolgono la vita: tra riavvicinamenti inattesi, rancori sordi e separazioni inevitabili le relazioni si evolvono. Ormai a capo della segheria e punto di riferimento del clan, Miriam lavora instancabilmente per rendere i Caskey sempre più ricchi.
Una scoperta sorprendente e miracolosa – eccetto che per una persona – distribuirà la ricchezza anche in città. Ma sarà sufficiente questa improvvisa fortuna, ora che la natura reclama il suo debito? (goodreads)

Tutti i Caskey piangono la scomparsa di James. Era il membro più anziano ma non aveva mai comandato, quindi la sua scomparsa non determina un rimpasto di ruoli ma lascia un grande vuoto, soprattutto per Queenie che era diventata sua grande amica e ora si ritrovava sola, con Danjo rimasto a vivere in Germania, Lucille che vive con Grace in campagna e Malcolm che probabilmente è morto in guerra.
James ha diviso la sua fortuna in parti uguali tra Queenie, Danjo e Grace, ma purtroppo nessuno sa esattamente di che cifra si sta parlando. Billy Bronze, appassionato di ragioneria, si propone di sistemare il guazzabuglio finanziario dei Caskey. Miriam è lieta di aiutarlo perchè così può avere una visione più chiara della situazione della segheria, che ormai gestisce lei da sola. 
I Caskey scoprono di essere talmente ricchi da non poter finire i soldi neanche provando a sperperarli.
Dopo un anno di matrimonio, Frances scopre di essere incinta ed è preoccupata che il bambino sia come lei e sua madre.
Sister riceve una lettera da Early Haskew, dove dice che per aprile avrà finito di lavorare e tornerà da lei. Sister è disperata perchè sta conducendo la vita da zitella che ha sempre desiderato, così chiede aiuto ad Ivey che le procura una bottiglietta blu da bere appena vedrà Early. 
Elinor decide di portare Miriam nelle paludi della proprietà di Grace dicendo che non sono terre senza valore bensì che hanno sotto il petrolio. In realtà i terreni appartengono anche per un quarto a Miriam, glieli hanno comprati i suoi genitori.
Miriam dice a Sister che non è costretta a vivere con Early, deve chiedere il divorzio. Quando Early arriva, Sister beve la bottiglietta, diventa temporaneamente cieca e cade rovinosamente dalla scala. Per un po' rimane ricoverata in ospedale. Early capisce che vuole lasciarlo, non avrebbe dovuto sposarlo e vuole che se ne vada. Ma Early non ne vuole sapere, sono sposati e non cambieranno le cose, promette di tornare quando lei starà bene e di portarla via. Dopo le dimissioni dall'ospedale, Sister decide di stabilirsi a letto, impartendo ordini a chi le è intorno. Queenie diventa una specie di domestica per lei.
Miriam continua a comprare terreni paludosi a basso costo e fa firmare alla famiglia una autorizzazione a trivellare.
Il pancione di Frances è enorme; la madre le rivela che sta aspettando due bambini. Anche Elinor aveva una gemella chiamata Nerita. Elinor insegna alla figlia a nuotare nel Perdido, dove può anche vedere i futuri bambini. I bambini sono effettivamente due, due gemelle, una delle due è una creatura grigiastra di cui Frances ha ribrezzo e che Elinor e Frances liberano nel Perdido, dandola per morta. La bambina viva viene chiamata Lilah, l'altra Nerita come la sorella di Elinor.
Miriam parte per il Texas portando con sè Billy che, in quanto uomo, può dare più credibilità nel parlare con le compagnie petrolifere.
Early torna per vedere come sta Sister. Secondo lui lei può perfettamente camminare ma lei dice che non vuole più essere sposata. Early le dice che se scoprirà che ha messo anche un solo piede a terra la tornerà a prendere.
Frances intanto è molto triste perchè le manca la bambina che ha lasciato nel fiume. Elinor le dice che può andare a trovarla quando vuole, nuotando nel fiume. Frances però si lascia prendere e preferisce chiaramente Nerita a Lilah.  
Billy comincia a preoccuparsi perchè la moglie non segue Lilah e sembra sempre distratta, passa ore a nuotare nel Perdido finchè non si sente male. Quando si riprende cerca di recitare il ruolo della moglie e madre attenta, ma è chiaro che sembra sforzarsi.
Durante un viaggio in Mississippi, Miriam in una griglieria scopre Malcolm e lo obbliga a tornare a casa con lei. Queenie è felice di rivederlo, in tanti anni lui è una persona cambiata, e non avendo delle competenze precise diventai tuttofare della famiglia Caskey.
Billy ha paura di essere buttato via dalla famiglia se Frances vuole il divorzio, ma Miriam lo rassicura dicendo che il lavoro che fa è troppo importante e in quel caso lo avrebbe sposato lei.
Nel gennaio 1949 viene scavato il primo pozzo e subito si trova il petrolio. Partono così le trivellazioni, il petrolio porta soldi su soldi e l'intera economia cittadina cresce grazie ai soldi che i Caskey investono in scuole, industrie, case, ecc.
Oscar lascia definitivamente la segheria e comincia a dedicarsi al golf. Le gambe di Sister diventano davvero atrofizzate e Queenie è l'unica che la segue. Malcolm è innamorato di Miriam ma lei lo rifiuta perchè non saprebbero dove andare a vivere; lei non sopporta Queenie e Sister non sopporta lui.
In paese si comincia a pensare a riparare la diga che mostra alcuni punti deteriorati, ma nessuno ricorda gli effetti di quando ci fu la piena. Frances vive per le ore che riesce a passare in acqua con Nerita. Tutti in paese sanno che come faceva sua madre anche lei va a nuotare ogni giorno e le risulta sempre più difficile invertire il processo di trasformazione. Ad un certo punto decide di voler vivere per sempre con Nerita e durante un imponente temporale, insieme alla madre, fingono che sia annegata nel Perdido. Il paese si rende conto che non ha mai investito un soldo nel sistemare la diga.

Quinto capitolo della saga. Ormai sono molto curiosa del finale...
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Blackwater 4 La guerra - Michael McDowell


Titolo originale: Blackwater IV: The War (1983)

1938. È l’alba di una nuova era per il clan Caskey e nulla sarà mai più come prima. La determinazione di Elinor finalmente dà i suoi frutti. I nemici di ieri diverranno gli amici di domani e i mutamenti giungeranno da luoghi inaspettati. Anche per il mondo si apre una nuova èra, portatrice però di pericolo e distruzione: il conflitto in Europa farà affluire sangue nuovo a Perdido. Nella proprietà dei Caskey, gli uomini vanno e vengono. Come marionette che non sanno di essere appese a un filo. (goodreads)

Dopo la morte di Mary-Love, la matriarca diventa Elinor, infatti a lei si affidano tutti per chiedere consiglio. La famiglia vede finalmente un momento di pace, anche se Miriam non vuole legare coi suoi genitori e rimane distante da loro. Nessuno sa a quale college si iscriverà e lei passa le giornate ad abbronzarsi in spiaggia. Quando la famiglia comincia a pensare che lei vada fino alla spiaggia per incontrare un ragazzo, Miriam decide di portare con sè Frances, che è contentissima di passare del tempo con la sorella. Miriam in realtà parla poco, ma Frances passa ore a nuotare e si rende conto che quello è il suo ambiente che le risveglia anche degli strani ricordi.
Malcolm Strickland continua a dare dolori alla madre Queenie. Insieme ad un suo amico, Travis Gann, rapinano un negozio. Gann finisce in prigione; Malcolm, grazie alla testimonianza della titolare, Dollie Faye, che sostiene che lui facesse solo da palo e fosse molto impaurito, viene solo redarguito, ma sua madre decide di farlo lavorare alla pompa di benzina di Dollie fino a ripagare il suo debito. Ad un certo punto Malcolm però si arruola nell'esercito.
La guerra comincia a far sentire i suoi effetti anche a Perdido, dove Oscar comincia a ricevere ingenti ordini di legname e lavorati dal governo facendo sì che la segheria lavori a pieno regime e dando lavoro a molte persone.
Miriam decide di punto in bianco di andare al Sacro Cuore di Mobile, un college cattolico, lasciando di stucco tutta la famiglia. Dopo mesi che nessuno la sente, Grace, tornata a casa dal padre, decide di andare a Mobile a vedere come sta Miriam e scopre che la ragazza non sta affatto bene, non si trova nella scuola. Le ferie che passa a Perdido le fanno ricordare che ha troppa nostalgia di casa, così viene deciso che terminerà il college ma rimanendo a dormire a Perdido e andando a lezione in macchina ogni mattina. Dopo un paio di anni anche Frances farà la stessa scuola e si faranno compagnia nel viaggio.
Intanto la guerra continua e molti ragazzi vengono reclutati per andare in guerra. Nella base militare vicina a Perdido c'è Billy Bronze, un ufficiale che si affeziona molto alla famiglia Caskey al punto di chiedere in moglie Frances pur di far parte della famiglia.
Anche Danjo è costretto a partire per la guerra e James è disperato; tuttavia Billy Bronze riesce a farlo assegnare ai marconisti e rimane vicino a casa.
Lucille, come secondo lavoro fa la cameriera in un locale sul lago frequentato da soldati. E' sua abitudine, dopo aver finito il turno, imbellettarsi e tornare al locale per ballare coi soldati. La madre teme che Lucille possa avere vari amanti tra i soldati ma non è così. Purtroppo una sera, mentre si accinge a cambiarsi d'abito, viene raggiunta negli spogliatoi da Trevor Gann e violentata. Frances, che quella sera è lì al locale insieme a Billy, vede che non arriva e va a cercarla negli spogliatoi, trovandola coi vestiti strappati e insanguinata. Questa cosa scatena in lei una grossa rabbia che la porta a trasformarsi nella creatura sanguinaria come sua madre. Riesce a raggiungere Trevor, gli stacca le braccia e se le mangia e lascia il resto del corpo agli alligatori del lago. Billy, riporta a casa entrambe senza fare domande. Frances racconta tutto alla madre, la quale le spiega che questo potere lo hanno solo loro due.
Queenie si accorge che Lucille è incinta. Per evitare lo scandalo, Lucille e Grace si trasferiscono in una fattoria che sorge su un terreno comprato dal padre. Qui entrambe si rendono conto che stanno bene insieme. Grace decide di dedicarsi alla coltivazione di alberi di pecan e all'allevamento, mentre Lucille comincia a ricamare e confezionare abiti e capisce che non ha nessuna intenzione di dare via il bambino.
James comincia a perdere lucidità quando gli viene detto che Danjo viene trasferito in Germania. La guerra è agli sgoccioli, ma lui è terrorizzato dal fatto che il figlio possa comunque morire e non fare ritorno. In realtà Danjo vuole fare ritorno, ma non sa come dire al padre che si è sposato con una tedesca e che tornerà a Perdido appena riuscirà a farle avere il visto per l'espatrio.
Una sera, mentre Grace e Lucille tornano dopo essere state al cinema, Grace sente la voce del padre che canta una ninna nanna per Thomas Lee, ma quando entra in casa non c'è nessuno, il bambino dorme tranquillo sul letto, solo si vede accanto a lui la sagoma ancora tiepida di una persona, mentre la tenda della finestra sventola. Nello stesso momento, Queenie chiama per dire che James ha avuto un infarto e l'ha trovato sulla soglia di casa, morto.

Prosegue in modo interessante la saga, con alcuni personaggi che vedono delle notevoli svolte nelle proprie vite.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

giovedì 25 dicembre 2025

Blackwater 3 La casa - Michael McDowell


Titolo originale: Blackwater III: The House (1983)

1928, Perdido. Il clan Caskey è dilaniato dalla spietata lotta tra Mary-Love ed Elinor. Ma all'orizzonte si allungano altre ombre: sui legami, sui patrimoni, sulle anime. E le ripercussioni varcheranno i confini dell’immaginazione. Da quando Elinor ha preso possesso della casa più bella di Perdido, negli angoli bui della magione allignano ricordi spaventosi che, come ragni instancabili, tessono tele mortali. (goodreads)

Benchè siano cresciute a pochi metri di distanza, le sorelle Miriam e Frances sono nettamente diverse. Miriam è una bambina viziata ed arrogante e abita con la nonna Mary-Love; Frances è timida e gentile, vive coi genitori Oscar ed Elinor ed è terrorizzata da una stanza della grande casa in cui c'è una piccola porta che nasconde un nascondiglio e da cui Frances teme che escano delle creature misteriose.
Queenie ha finalmente trovato un po' di pace, lavora alla segheria di James come segretaria ed è molto brava. Il problema sono i figli. Malcolm è un piccolo teppista, Lucille è viziatissima; Queenie ripone le speranze in Danjo, il figlio dello stupro, che invece è un bambino educato e tranquillo. Ma un giorno Carl ricompare in città e decide di installarsi in quella che secondo lui è anche casa sua. Carl comincia a portare a caccia Malcolm, mentre di Lucille non gli interessa molto perchè è una femmina. Queenie cerca di salvare Danjo dal padre e James le propone di affidargli Danjo, visto che sua figlia Grace è partita per il college e lui si sente molto solo in casa. Lei è d'accordo e anche Carl capitola in fretta quando in cambio del figlio gli viene regalata una macchina nuova. Tuttavia, in un momento di rabbia, Carl picchierà a sangue Queenie e poco dopo pensa pure di vendicarsi di Oscar ed Elinor sparando alle vetrate di casa loro. Sarà Elinor a porre fine alla sua opera, ma a tutti dirà che Carl si è semplicemente ribaltato dalla barca con la quale ha attraversato il Perdido. Il corpo non verrà mai trovato ma nessuno avrà dubbi sulla sua morte.
Anche Perdido viene toccata dal crollo della Borsa del 1929, al punto che la banca è costretta a chiedere ad Oscar la restituzione del debito che gli ha concesso anni prima. Oscar chiede aiuto alla madre ma lei glielo nega; lo ottiene però dallo zio James, e questo porterà ad interrompere definitivamente i rapporti di Oscar con la madre. Dalla sera della sparatoria, Frances è vittima di qualcosa che viene chiamata atrite ma che sembra più una paralisi. Per tre anni Elinor sarà al suo capezzale come infermiera e con molte sofferenze Frances ne verrà fuori.
La famiglia Caskey organizza una gita a Chicago, dove Mary-Love ha sempre voluto andare, ma il giorno della partenza quando è già alla stazione, si sente male e, mentre gli altri partono, lei viene portata a casa di Elinor, dove la nuora si prende cura quotidianamente di lei, sotto la costante vigilanza del medico. Le condizioni di Mary-Love però non migliorano. Lei non ha alcuna reazione a ciò che le sta intorno ma si rende conto che la medicina che Elinor le dà è acqua del fiume Perdido e lei in pratica sta lentamente morendo annegata. Quando il resto della famiglia rientra a Perdido, non possono che rimanere tutti scioccati e smarriti da quello che è successo. La famiglia ha perso la sua capo clan e lentamente questo posto viene preso da Elinor, alla quale si affidano tutti per consigli. Sister (il cui vero nome sarebbe Elvennia come sua nonna), che si è unita alla comitiva del viaggio, decide di rimanere a Perdido e non tornare da Early. La scusa ufficiale è che Miriam non vuole andare ad abitare coi genitori ma non può vivere da sola avendo solo quindici anni, ma la verità è che Early è diventato troppo volgare e campagnolo per Sister e lei non vuole più stare con lui.

Prosegue la saga, sempre interessante.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

mercoledì 10 dicembre 2025

Addio a Sophie Kinsella

10 dicembre 2025.
Avrebbe compiuto 56 anni tra due giorni. Ne ha dato la notizia la sua famiglia sui social: «Siamo addolorati nell’annunciare questa mattina la scomparsa della nostra amata Sophie (alias Maddy, alias Mamma). È morta serenamente, trascorrendo i suoi ultimi giorni con i suoi veri amori: la famiglia, la musica, il calore, il Natale e la gioia. Non possiamo immaginare come sarà la vita senza la sua radiosità e il suo amore per la vita. Nonostante la malattia, sopportata con un coraggio inimmaginabile, Sophie si considerava davvero fortunata: aveva una famiglia e degli amici così meravigliosi e aveva avuto lo straordinario successo della sua carriera di scrittrice. Non dava nulla per scontato ed era eternamente grata per l’amore ricevuto. Ci mancherà tantissimo, ci si spezzano i cuori».

Nata a Londra il 12 dicembre 1969, Sophie Kinsella era la primogenita di David R. Townley e Patricia B. Kinsella. Studiò musica, poi filosofia, politica ed economia al New College di Oxford. Dopo la laurea lavorò come giornalista finanziaria, un'esperienza che definì "piuttosto noiosa", ma che le avrebbe fornito materiale prezioso per i personaggi e le situazioni dei suoi romanzi.
Conobbe il marito, Henry Wickham, all’università. Si sposarono giovanissimi, lei appena ventunenne, e insieme ebbero cinque figli: Freddy, Hugo, Oscar, Rex e Sybella. Una famiglia che la scrittrice ha sempre protetto con discrezione, tenendola lontana dai riflettori, e che le è rimasta accanto fino all’ultimo durante la malattia.

La sua carriera letteraria è iniziata a 24 anni, con il primo romanzo, "A che gioco giochiamo?". Poi "Affari d'oro" (1996), "Begli amici!" (1997), "La signora dei funerali" (1998), "Una ragazza da sposare" (1999), "La compagna di scuola" (2000) e "Vacanze in villa" (2001). Erano libri firmati con il suo vero nome, Madeleine Wickham: romanzi corali, più seri e meno brillanti, spesso legati a temi familiari e sociali, accolti positivamente dalla critica ma ancora distanti dal boom che l'attendeva.

Nel 2000 scelse di presentare alla casa editrice un nuovo manoscritto sotto pseudonimo, senza rivelare di esserne l'autrice. Il nome scelto, Sophie Kinsella, univa il suo secondo nome al cognome da nubile della madre. Fu l'inizio della sua serie più famosa, "I love shopping" ("The Secret Dreamworld of a Shopaholic", le vicissitudini di una giornalista alle prese con le sue finanze incerte a causa della dipendenza da shopping compulsivo).
Tra i suoi romanzi: "Sai tenere un segreto?", "La regina della casa", "Ti ricordi di me?", "La ragazza fantasma", "Ho il tuo numero", "La mia vita non proprio perfetta", "Amo la mia vita".

Alla fine del 2022 le era stato diagnosticato un glioblastoma, una forma aggressiva di cancro al cervello e stava facendo la chemioterapia. La diagnosi era stata rivelata pubblicamente soltanto nell'aprile 2024.
Il suo ultimo romanzo, "Cosa si prova", pubblicato nel 2024, è stato interpretato da molti lettori come una riflessione sulla sua condizione, un modo per affrontare con serenità e lucidità un momento doloroso.



Blackwater 2 la diga - Michael McDowell


Titolo originale: Blackwater II: The Levee (1983)

1922. Mentre Perdido si sta riprendendo dalla devastante inondazione, la costruzione di una diga è l'unico baluardo possibile contro la furia dell'acqua. Ma il cantiere riversa sulla cittadina il suo carico di imprevisti: la rivolta degli operai, il capriccio delle correnti, il mistero di alcune sparizioni. La matriarca Mary-Love si scontra con Elinor, ora parte della famiglia Caskey. Macchinazioni, alleanze innaturali, sacrifici: a Perdido i mutamenti saranno profondi, le conseguenze irreversibili. La lotta è appena cominciata. (goodreads)

Elinor e Oscar, finalmente nella loro casa, stanno per avere una seconda bambina, Frances.
Tuttavia, Elinor è piuttosto ansiosa per il fatto che stanno cominciando i lavori di costruzione della diga, che lei osteggia apertamente. I lavori sono affidati all'ingegner Early Haskew, e Mary-Love Caskey per far dispetto ad Elinor decide di ospitarlo sotto il suo tetto, in modo che possa proseguire senza indugi nel progetto. Sister è turbata dalla presenza di Early in casa però capisce che lui può essere la sua via di fuga da quella casa, se riesce a farsi sposare. Chiede addirittura aiuto alla domestica, Ivey, esperta di incantesimi e sortilegi. Effettivamente tra Early e Sister nasce qualcosa, e davvero si sposeranno.
Nel frattempo James vede piombare a Perdido la sorella della moglie, Queenie Strickland, coi due figli teppisti, la quale dice che sta scappando dal marito violento Carl e chiede rifugio ai Caskey. 
Tuttavia, Carl trova lavoro proprio tra i reclutati per lavorare alla diga e si presenterà a casa della moglie una sera violentandola. James e lo sceriffo riescono a farlo andare via, ma passando i mesi è chiaro che Queenie sia incinta.
I lavori di costruzione della diga procedono piuttosto spediti, almeno finchè non cominciano i lavori davanti alle case dei Caskey; lì sembra che il fiume si rifiuti di accettare la diga ed ogni notte buona parte della terra posata viene portata via. Elinor sta cominciando ad abituarsi all'idea di non riuscire più a vedere il suo amato fiume dalla sua terrazza, ma per calmare il fiume occorre che venga fatto un sacrificio...

Prosegue in modo interessante questa saga. In questa seconda parte effettivamente troviamo qualche scena più violenta. I personaggi sono tanti ma si seguono bene. Ammetto che procedo molto velocemente nella lettura perchè voglio vedere come va avanti.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Blackwater 1 La piena - Michael McDowell


Titolo originale: Blackwater. Part I: The Flood (1983)

1919. Le acque nere e minacciose del fiume sommergono la cittadina di Perdido, Alabama. Come gli altri abitanti, i ricchissimi Caskey, proprietari di boschi e segherie, devono fronteggiare il disastro provocato dalla furia degli elementi. Ma il clan, capeggiato dalla potente matriarca Mary-Love e dal figlio devoto Oscar, dovrà anche fare i conti con un’apparizione sconvolgente. Dalle viscere della città sommersa compare Elinor, donna dai capelli di rame con un passato misterioso e un oscuro disegno: insinuarsi nel cuore dei Caskey. (goodreads)

La cittadina di Perdido, in Alabama, sorge lungo il corso di due fiumi, il Perdido e il Blackwater. Alla confluenza dei due fiumi c'è un vortice in cui sono scomparse diverse persone negli anni.
Il giorno di Pasqua del 1919, mentre la città è stata sommersa da una piena, Oscar Caskey e il suo servitore nero Bray scoprono che una donna (Elinor Dammert) è rimasta intrappolata in una camera dell'albergo che teoricamente era stato evacuato giorni prima. Lei è sopravvissuta quattro giorni senza bere nè mangiare.
Mentre la piena comincia a ritirarsi, e gli abitanti a contare i danni subiti, Elinor viene accolta in casa dello zio di Oscar, James Caskey, la cui moglie si trova a Nashville dalla famiglia della sorella e la cui figlia Grace adora Elinor fin da subito. La madre di Oscar, sorella di James, matriarca della famiglia Caskey, odia fin dal primo momento questa donna coi capelli rosso fango apparsa dal nulla che si vuole inserire nella sua famiglia. In effetti, ci sono alcuni accadimenti strani che capitano in paese da quando è comparsa Elinor, tipo le querce d'acqua che crescono ad una rapidità incredibile, o il fatto che lei sia l'unica che non ha paura di nuotare nelle acque dei due fiumi, o il ritrovamento dei gioielli sepolti col corpo della cognata. 
Mary-Love, capendo che non può allontanare Oscar da Elinor, trova allora una scusa per rallentare il matrimonio, dicendo loro che il suo regalo di nozze sarà una enorme casa nuova di cui lei rallenta i tempi di costruzione apposta. Ma i ragazzi, un pomeriggio che lei è fuori paese, decidono di scappare insieme e di sposarsi comunque, costretti però a rimanere a vivere a casa di Mary-Love. Tuttavia, dopo un po' Elinor diventa insofferente della situazione e del fatto che Oscar (come tutti gli uomini di Perdido) non ha il carattere per imporsi. Ma Elinor non ha nessuna intenzione di darla vinta a Mary-Love; rimane incinta e quando nasce la bambina, Miriam, decide di abbandonarla nelle mani di Mary-Love e sua figlia Sister, riuscendo finalmente a portare Oscar nella nuova casa.

E' diverso tempo che volevo leggere questo libro, la cui trama mi incuriosiva un bel po'. Viene indicato come "Southern gotic", un mix di elementi gotici, horror, soprannaturali e sociali. Avevo un po' timore della parte horror, ma in questo libro tutto sommato non ci sono scene che mi hanno particolarmente impressionato.
La scrittura è piuttosto semplice e fluida, il libro scorre bene e si ha voglia di proseguire per vedere come procede. Infatti, ho subito cominciato il successivo...
Mio voto: 7 / 10

martedì 21 ottobre 2025

Addio a Roy Jacobsen

18 ottobre 2025. Si è spento a 71 anni, lo scrittore norvegese Roy Jacobsen, tra le voci più profonde e rappresentative della narrativa nordica contemporanea. L’autore è morto in un ospedale di Oslo dopo una lunga malattia. La notizia è stata diffusa dalla casa editrice Cappelen Damm, che in un comunicato lo ha definito “uno degli scrittori norvegesi più letti e premiati del nostro tempo”.

Dal suo esordio nel 1982, Roy Jacobsen ha pubblicato oltre 25 opere tra romanzi, racconti e saggi, tradotti in più di 40 lingue e riconosciuti a livello internazionale. Il suo stile, essenziale e intenso, ha saputo catturare l’anima della Norvegia attraverso le vite di persone comuni, restituendo con autenticità il volto mutevole di un Paese in trasformazione.

Nei suoi libri, Jacobsen ha raccontato le lotte dei lavoratori, la vita delle famiglie nordiche, la forza delle donne e il valore della memoria collettiva. È stato spesso definito “l’autore della classe operaia”, un narratore capace di dare voce agli ultimi e di trasformare la quotidianità in poesia.

Tra le opere più amate di Jacobsen spicca la serie ambientata alle isole Barrøy, piccole terre battute dal vento a sud delle Lofoten. In Italia, la casa editrice Iperborea ha pubblicato due dei suoi romanzi più celebri: “Gli invisibili” e “Mare bianco”.
La saga ha conquistato critica e pubblico grazie alla capacità di fondere il realismo nordico con la poesia del silenzio e della natura. Jacobsen ha firmato anche sceneggiature e libri per bambini, confermando una versatilità rara nel panorama letterario europeo.

Nel 1989 Jacobsen aveva ricevuto il Premio della Critica Norvegese, uno dei più prestigiosi riconoscimenti letterari del Paese.
Per molti, Jacobsen è stato il cantore della Norvegia reale, quella costruita sul lavoro, sulla solidarietà e sull’orgoglio di una cultura che resiste al tempo.



giovedì 9 ottobre 2025

László Krasznahorkai vince il Premio Nobel per la letteratura 2025

A vincere il Premio Nobel per la letteratura 2025 è László Krasznahorkai, scrittore ungherese classe ’54.

Il premio va allo scrittore ungherese “per la sua opera avvincente e visionaria che, nel mezzo del terrore apocalittico, riafferma il potere dell’arte“. Tra i temi ricorrenti dell'autore c'è quello dell’attesa: “Questa specie di attesa fa parte dell’uomo. Che è sempre stato, ed è, in una condizione abbastanza pietosa, per questo non scommetterei troppo sul fatto che arriverà un’epoca in cui noi aspetteremo in maniera diversa. Non riusciremo mai ad accettare che la speranza è vana, ed è proprio questo che alla speranza dà la sua insuperabile forza di attrazione. L’apocalisse non è un evento accaduto o che sta per accadere. Noi nell’apocalisse viviamo. L’apocalisse è già in questo momento. È sempre. È il contesto naturale del mondo umano”, spiegava lo scrittore in una intervista nel 2017.

“Abbiamo bisogno che ci mentano dicendo che abbiamo motivo di sperare. Di questo abbiamo bisogno. Tanto sappiamo benissimo di non avere alcun motivo di speranza. Che ci mentano e ci dicano che andrà meglio, che sarà tutto più luminoso, che sarà più lungo ciò che è breve, che sarà più lento ciò che è veloce. Preghiamo Dio e temiamo il Male. Non ci lasciamo mai alle spalle l’infanzia”. Così, nelle sue stesse parole tratte da una recente intervista, il cuore della scrittura di László Krasznahorkai per la sua casa editrice italiana, Bompiani, che nel complimentarsi per il Nobel sottolinea la sua “scrittura ipnotica, avvolgente, travolgente, a cui abbandonarsi senza chiedersi dove porterà, perché alla fine porta sempre nel luogo più oscuro e sorprendente, il cuore dell’uomo che è il cuore del mondo, l’uomo che resiste e cerca un senso anche quando il mondo si fa ostile, grottesco, incomprensibile, feroce”. E anticipa che il suo prossimo romanzo, "Panino non c’è più", uscirà in Italia nel 2026.

“Le parole e l’espressione musicale per me provengono dalla stessa fonte. Nei miei romanzi, quindi, la melodia, il ritmo, e soprattutto la velocità la fanno da padroni. Sono loro a decidere tutto. D’altra parte, provi a pensare a che cosa succede quando vogliamo dire qualcosa di veramente, ma veramente, ma davvero molto molto importante, come per esempio una dichiarazione d’amore che ci siamo sforzati di reprimere e soffocare per vent’anni, ed ecco che tutto a un tratto invece le parole erompono da noi come la lava da un vulcano, in questi casi nessuno userà delle belle frasette corte e ben curate, ma farà proprio come un vulcano in eruzione, quando c’è un’unica potente forza al lavoro: non farà pause. Allo stesso modo io metto per iscritto un romanzo solo se quel romanzo vuole raccontare qualcosa di veramente, ma veramente, ma davvero molto molto importante. Secondo me è la frase breve a essere artificiale, è una gran bella invenzione, ma è artificiale, l’abbiamo creata noi, mentre il discorso letterario che porto avanti io è in realtà un’unica frase ininterrotta, alla fine della quale il punto fermo sarà messo dal Signore. Se vorrà farlo”.



martedì 30 settembre 2025

Fuori i libri! Agosto e settembre 2025

AGOSTO

Il primo libro che ho letto è stato "Il sentiero perduto delle arance" di Nadia Marks. Grande potenzialità ma il risultato è stato poco coinvolgente.

Poi, visto che per le vacanze del gruppo di lettura della biblioteca abbiamo deciso di leggere libri di Simenon, ho scelto "L'orologiaio di Everton". Grande scrittura, sembra un libro leggero ma lascia spazio a molte riflessioni.

Per alleggerire un po' la mente, ho optato per un libro di Molly Fitz, "Il segreto del gatto". Copertina fantastica, trama molto leggera e briosa. Da totale relax.

Un altro libro di Simenon, "Le sorelle Lacroix". Complesso. Ammetto che alcuni passaggi molto sottili li ho capiti grazie a wikipedia...


SETTEMBRE

Le mie letture di settembre si riducono a tre libri.
Il primo è stato "Il ranch della giumenta perduta", anche questo di Simenon per il gruppo di lettura. Un interessante western sull'amicizia.

Il secondo è stato "All'ombra del fico" di Goran Vojnovic. Molto emozionante, anche perchè tocca argomenti su cui sono sensibile.

Ultimo libro, mi sono messa avanti per il gruppo di lettura di ottobre. "Io sono Marie Curie" di Sara Rattaro. Poco adatto, secondo me, ad un gruppo di lettura, ma il libro è gradevole e scorre bene.




Io sono Marie Curie - Sara Rattaro


Titolo originale: Io sono Marie Curie (2024)

Parigi, 1894. Mentre si immerge nelle intricate ricerche per la sua seconda laurea in Matematica, dopo aver conseguito quella in Fisica, Marie s'imbatte in Pierre, un animo affine in grado di decifrare la sua mente complessa. Tra loro nasce un connubio di intelletti straordinari, uniti dalla sete di conoscenza e dalla volontà di esplorare insieme gli enigmi dell'universo.
Tuttavia, Marie fin da giovane si rivela essere una donna rifiuta il destino di moglie tradizionale, respingendo l'idea di confinarsi tra le mura domestiche. Per lei, l'amore per la scienza è un compagno di viaggio nel sogno comune, un'ossessione che la guida lungo un percorso inedito.
Quando si ritrova improvvisamente sola, costretta a confrontarsi con l'ostilità dell'ambiente scientifico maschilista e conservatore, inizia una battaglia per affermare la sua identità e il suo ruolo nel mondo. La vita di Marie prende così svolte inaspettate, mettendo alla prova la sua forza e la sua determinazione.
Tra avventure misteriose e sfide personali, la scienziata che avrebbe successivamente conquistato ben due premi Nobel si trova a lottare non solo contro le forze della natura, ma anche contro un'epoca che fatica ad accettare il genio femminile.
Attraverso la penna di Sara Rattaro, la figura di questa donna prodigiosa giunge fino a noi per portare il suo messaggio necessario e potentemente contemporaneo in ogni ambito e sfera dell' indossate il vostro coraggio e sfidate il mondo. È possibile. Tutte possiamo essere Marie Curie.
(goodreads)

Questo libro è stato scelto per l'incontro del gruppo di lettura di ottobre. Sinceramente non l'avevo votato e sinceramente penso sia un romanzo carino ma poco adatto ad un gruppo di lettura, ma tant'è.
In questo libro troviamo la storia romanzata di Maria Sklodowska, sposata poi con Pierre Curie. All'inizio vediamo la sua tenacia nello studio e nelle ricerche scientifiche, poi dopo la morte di Pierre, la storia si concentra più sul lato umano di Maria, sulla sua storia d'amore con Paul per la quale sarà perseguitata dalla moglie di lui e le verrà anche chiesto di rinunciare al secondo Nobel. 
Se devo trovare un argomento di discussione, direi che sia la disparità di trattamento tra uomini e donne. Le donne non possono frequentare l'università (almeno in Polonia), ci si aspetta che si sposino e facciano le casalinghe. Parigi offre più possibilità, ma comunque la carriera rimane appannaggio degli uomini. Ma Maria sa lottare con le unghie e coi denti per affermare le sue capacità. Solo che poi, dopo la morte di Pierre, inciampa in una storia d'amore che per la sua carriera sarà deleteria (mentre per un uomo non verrebbero fatte tante storie).
Libro carino, si legge bene.
Mio voto: 7 / 10

All'ombra del fico - Goran Vojnović


Titolo originale: Figa (2016) 
Titolo inglese: The fig tree 

È passato più di mezzo secolo da quando il nonno di Jadran è giunto in Istria dove ha costruito la sua famiglia. Ora è morto e anche il padre di Jadran li ha lasciati dopo lo scoppio della guerra. La ricerca della propria identità da parte del giovane inizia con una visita alla dimora del nonno e lo conduce inevitabilmente nel tumulto dei Balcani. Il crollo dello Stato e i suoi nuovi confini hanno reciso anche i legami famigliari. Solo il fico nel giardino della vecchia casa sembra essere sopravvissuto indenne a tutte le tempeste e partire da lì, per seguire i mille rivoli che risalgono indietro nel tempo, è forse l’unico modo per Jadran di comprendere se stesso e gli eventi che hanno segnato la sua famiglia: la misteriosa morte del nonno, la disintegrazione dei ricordi della nonna, il risentimento della madre, la scomparsa di Anja… «All’ombra del fico» è una splendida saga famigliare che si sviluppa attraverso tre generazioni lungo il XX secolo fino ai giorni nostri, abbracciando le storie incrociate dei protagonisti e dipingendo anche nella lingua il mosaico etnico della Jugoslavia. Vojnović è un narratore dotato e, nonostante la grande Storia e i tempi influiscano sulle scelte fatali compiute dai suoi personaggi, riesce sempre a condurci su un piano diverso e intimo tra famiglia, relazioni, amore, libertà e le decisioni che ci rendono ciò che siamo. (goodreads) 

Ho trovato questo libro molto emozionante e a tratti anche pieno di poesia.
Vojnovic ha una scrittura potente, semplice ma coinvolgente, molto evocativa.
Il libro parte nel 1955, quando Aleksandar Dordevic diventa amministratore forestale a Buje, in Croazia. Ma Aleksandar non ci sta ad abitare in una casa lasciata libera da qualcuno che è stato sfollato, e a poco a poco ne costruisce una sua, fuori dal paese, a Momjano, in cima ad una collina da cui si vede la Slovenia.
Poi la storia riprende ai giorni d'oggi, dove il narratore è Jadran (nipote di Aleksandar) che con la madre deve recarsi a Momjano perchè il nonno è morto. Da qui in poi si alternano i racconti delle tre generazioni della famiglia. Aleksandar e Jana, che ormai sta perdendo i ricordi di una vita per colpa della demenza senile. Vesna (madre di Jadran) e Safet, che a un certo scompare per andare in Bosnia. Maja (sorella di Vesna) e Dane. Poi ci sono Jadran e Anja, e anche lei ad un certo punto scompare brevemente. Gli intrecci sono tanti e vengono svelati un po' alla volta. Solo alcune pagine sono un po' caotiche, ma per il resto la narrazione scorre bene.
Testimone delle vicende familiari e politiche del paese, è il fico nel giardino di Aleksandar, protagonista anche nel finale, secondo me molto tenero.

 “Alla fine, a sopraffarmi non furono i ricordi. Dopo la sua morte sarebbero stati gli stessi di prima. A sopraffarmi furono le immagini dei giorni a venire che ci erano stati sottratti. E l’immagine malinconica dell’albero solitario di fronte alla casa vuota del nonno, che fissa la porta chiusa.” 

"L'uomo non può commettere nulla di più estremo che togliersi la vita. Niente di meno comprensibile. E allo stesso tempo niente di più umano"

 “Vuoi che ti ammetta che le mie storie sono solo mappe delle mie paure che cercano di allontanarmi da te? Ti confesso tutto, ma solo se tu, Anja, puoi amare qualcuno che è pieno di una rabbia che non ha nome, di una rabbia che non ha storia, di una rabbia che non sarai mai in grado di capire, perché io stesso non riuscirò mai a capirla. Forse hai ragione, Anja, forse il mio passato in realtà non sono io, forse è solo la mia esigenza infantile di dare un senso a ciò che non ha senso, forse il mio inventare storie è un’ingenua follia perché niente è così semplice e noi non siamo così semplici, e forse in questo mondo non dovrebbero esserci storie perché tutte le storie sono qui solo per spiegarci ciò che non può essere spiegato.”

Mi è difficile fare un riassunto di questo libro perchè ha dentro tante cose e alcune di queste mi hanno lasciato un'emozione incredibile perchè vicine a cose che ho vissuto o che sto vivendo. Molto molto bello.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

Il ranch della Giumenta perduta - Georges Simenon


Titolo orignale: La Jument perdue (1948) 

Sullo sfondo – come in un campo lunghissimo di John Ford o di Sergio Leone – le montagne dell’Arizona, che sembrano «racchiudere il mondo da tutti i lati»; in primo piano un uomo a cavallo, che percorre la pista che conduce alla statale per Tucson: il «Grande Passaggio, attraverso il quale, ai tempi in cui non esistevano né treni né automobili, erano transitati uomini e mandrie, e buoi, cavalli e carri a migliaia». Oggi, 7 ottobre 1947, l’uomo a cavallo, John Evans detto Curly John, il rispettato proprietario del ranch della Giumenta perduta, compie sessantotto anni, ma in sella si tiene ancora ritto come quando ne aveva venti. Come quando lui e il suo amico Andy Spencer erano arrivati dal Connecticut in cerca di fortuna. C’è un punto della pista dove, ogni volta che ci passa, a Curly John sembra quasi di «provare il dolore di quel giorno»: il giorno in cui, proprio lì, trentotto anni prima, ha ucciso Romero, il messicano che qualcuno aveva pagato per farlo fuori. Dopo, tutto è stato diverso: Andy, che Curly John sospetta di essere il mandante del tentato omicidio, è diventato per lui l’altro, «l’Innominabile». Ma il caso – una vendita all’asta in cui quasi a malincuore Curly John entra in possesso di un vecchio baule verde – cambierà le carte in tavola. L’amicizia virile, la vendetta, il perdono; e le miniere, il deserto, i saloon e le case da gioco: gli elementi del buon western ci sono tutti, e con questi Simenon ci offre una sua trascinante variazione sul tema. (goodreads)

Il 7 ottobre del 1947, come tutti i compleanni, Curly John si mette l'abito della festa, mangia la solita colazione che gli prepara la sorella Mathilda, accetta la scatola di fazzoletti che lei come sempre gli regala e si reca a Tucson a trovare Peggy Clum, che a sua volta gli avrebbe regalato i soliti sigari della marca sbagliata. Quel giorno compie sessantotto anni. Così come li compie l'Innominabile, quel suo ex amico fraterno con cui ha rotto i ponti. Trentotto anni prima, il 15 agosto 1909, John viene attirato in un agguato e lui pensa che il mandante del sicario Romero sia proprio il suo ex amico che vuole prendere le sue terre. E su questa certezza John ha fondato il suo rancore di tutti questi anni.
Ma Peggy quel giorno lo porta ad un asta, e lo convince a prendere un vecchio baule verde appartenuto ad un certo Ronald Phelps in cui lui ritrova dei documenti che lo portano a vacillare nelle sue certezze. E se il mandante del suo agguato non fosse Andy Spencer ma qualcun altro?
Parte da qui un ansia di investigare e scoprire a tutti i costi chi è questo mandante, andando a rivangare questioni relative alle miniere e all'appezzamento di terreno che John aveva comprato con Andy.
La storia ha una atmosfera western, resa veramente bene.
Ho trovato un po' contorta la vicenda che sta dietro perchè si parla di terreni che nascondono vene di minerali preziosi, di tanti personaggi che diventano ricchi grazie a queste scoperte e di altri che vengono raggirati, di casinò, di Andy che diventa ricchissimo e poi pare abbia problemi di soldi, di una inchiesta che coinvolge anche dei politici. Comunque, semplificando, la vicenda poi appare chiara. Così come appare chiaro che dopo tanti anni in cui John si è sbagliato su Andy e di Andy che ha accettato con rassegnazione questo allontanamento (e che ancora manda a Mathilda il regalo per il suo compleanno), l'amicizia cede il passo alla comprensione di cosa è successo e al perdono, che stupisce tutti coloro che si erano schierati con John.
Un finale molto toccante per una storia molto triste di una amicizia rotta per un fraintendimento e per non aver capito la situazione nel complesso. 
Interessante. 
Mio voto: 7 / 10


mercoledì 24 settembre 2025

Le sorelle Lacroix - Georges Simenon


Titolo originale: Les soeurs Lacroix (1938)
Titolo inglese: Poisoned relations

«Ogni famiglia ha uno scheletro nell’armadio» scrive Simenon in epigrafe a questo romanzo. Nel caso della famiglia in questione lo scheletro è un segreto che lega da anni due sorelle. Un segreto che, rimosso e purulento, non può che trasudare odio. Tant’è: il collante che tiene uniti, nella solida dimora borghese di Bayeux, le figlie del notaio Lacroix, il marito di una di loro e i rispettivi figli è unicamente l’odio, un odio così spesso e pesante che sembra di poterlo toccare, un odio che si esprime attraverso sguardi, ammiccamenti, bisbigli – ed esplode non di rado in violente scenate. Ma l’odio suscita anche desideri di vendetta, e nella casa delle sorelle Lacroix ogni gesto ha il sapore della vendetta: un tentativo di avvelenamento non meno che un suicidio, perfino il lasciarsi morire di inedia di una giovane donna che a molti pare una specie di santa. Una volta penetrato in questa atmosfera intossicata da rancori e sospetti, il lettore vi rimarrà invischiato, e non potrà che andare avanti, tra fascinazione e orrore. (goodreads)

"Esteriormente, la casa sembrava regolata dalla piena armonia"

Il romanzo comincia con Genevieve che durante la recita del rosario comincia ad avere delle visioni mistiche. Al suo rientro a casa si mette a letto e decide che morirà il giorno del suo diciottesimo compleanno. I medici che la visitano concordano sul fatto che si stia volutamente lasciando morire.
Le sorelle Lacroix sono due: Mathilde e Poldine. Mathilde è sposata con Emmanuele Vernes, restauratore di quadri e mediocre pittore, che passa le giornate chiuso a chiave nel suo studio dove conduce anche studi sulla proporzione aurea. Mathilde ha due figli, Genevieve e Jacques, molto legati fra loro; Jacques è completamente insofferente del clima ostile che c'è in casa e progetta di scappare con la figlia quindicenne del notaio presso cui lavora e con la quale ha una relazione segreta.
Poldine è sposata con un malato di tisi che è ricoverato in Svizzera ed ha una figlia Sophie che è piuttosto libera e spregiudicata. 
Stranamente, le sorelle pur essendo entrambe sposate vengono comunque chiamate Lacroix anzichè coi cognomi dei mariti.
In casa prevale un clima di tensione e tutti i movimenti dei componenti della famiglia sono accuratamente controllati dagli altri, in un clima di sfiducia perenne.
Visti alcuni comportamenti anomali di Vernes, Poldine si insospettisce e si reca da un farmacista a far analizzare la zuppa che viene servita ogni sera. Il farmacista rivela di aver trovato piccole tracce di arsenico, in quantità non letali, ma che a lungo andare avrebbero avuto effetti nocivi sull'organismo.
Poldine tiene per sè la scoperta ma comincia a smettere di mangiare la zuppa sostenendo che il medico gliel'ha proibito. Anche Mathilde si insospettisce e smette di mangiarla a sua volta.
A metà libro si scopre che Mathilde ed Emmanuele, pur dormendo nella stessa camera, non si parlano da diciassette anni (dalla nascita di Genevieve) poichè Mathilde ha scoperto che lui e la sorella avevano avuto una storia e che Sophie è loro figlia, mentre il matrimonio di Poldine è stato fatto apposta per coprire il fatto. In realtà le sorelle non ne avevano fatto un dramma, Mathilde non aveva mai amato davvero il marito, ma questo è il segreto che le legava. I figli ovviamente non sanno niente.
Una notte, disattendendo l'ordine di non rivolgerle la parola, Emmanuele mostra a Mathilde un articolo di giornale in cui un operaio disoccupato si era ucciso dopo aver sterminato la famiglia. Tacitamente Emmanuele le sta dicendo che anche lui stava cercando di avvelenare tutti in casa, lui compreso.

"Non poterne più... Se tu mi avessi amato avresti avuto una scusa ... ma ho presto capito cosa si voleva da me. Due figli, un maschio e una femmina, poiché avevi stabilito anche il numero ... E adesso mi chiedo se non è stato per gelosia, per avere anche lei un figlio, che tua sorella mi ha cercato... La verità è che tu e Poldina avete bisogno di odio... Sono sicuro che da bambine giocavate a litigare come altri giocano alla bottega o alla bambola... Quando si ha una scheggia in un dito la carne reagisce , lavora per espellere il corpo estraneo... Ebbene io sono stato il corpo estraneo in casa Lacroix! E non soltanto io, anche i miei figli ... non pensavi che potessero essere dei veri Lacroix. Non pensavi che potessero essere dei Vernes. Allora man mano che crescevano, hai incominciato ad odiare anche loro... E anche tua sorella li odiava... Eravate in due a detestare tutto ciò che non era voi due."

Emmanuele qualche giorno dopo si impicca nel suo studio. Jacques si sposa e con la moglie occupa tutto il piano terra della casa, creando anche molta confusione e viavai di ospiti. Le sorelle sono costrette a rifugiarsi al piano superiore. Poldine, rovistando nello studio, trova per caso la busta dell'arsenico e, anche se la nasconde, Mathilde nota alcuni granelli che sono caduti sul tappeto. Come sempre, non ne parlano. È iniziata una nuova tacita schermaglia.
"Mi domando cosa farete tu e zia Poldina, quando non ci sarò più.." dice Genevieve a sua madre prima di morire (effettivamente nel giorno del diciottesimo compleanno).

"Esse erano due, due Lacroix che potevano vivere perché potevano odiarsi a vicenda, sospettarsi, sorridersi con falsità, osservarsi di sottecchi, camminare sulla punta dei piedi... e l'odio diventava più spesso, più denso più pesante, poiché lo spazio era più ristretto”

Libro complesso che investiga il rapporto di odio tra due sorelle che tuttavia continuano a vivere insieme, trascinando tutti i membri della famiglia nel sospetto, nella tensione, finchè il tutto sfocia in due suicidi e una ribellione, lasciando che l'odio consumi e alimenti la vita di Mathilde e Poldine, perchè è l'unico modo in cui sanno vivere.
Come già scritto, apprezzo molto la scrittura di Simenon, asciutta ma capace di descrivere bene situazioni e personaggi. Il libro è corto ma lascia spunti di riflessione.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

Il segreto del gatto - Molly Fitz


Titolo originale: Kitty confidential (2019) 

Ero una ragazza qualunque, con sette diplomi universitari, che ancora non sapeva cosa fare nella vita… fino al giorno in cui ho rischiato di morire. E se essere quasi uccisa da una macchinetta del caffè non fosse sufficientemente imbarazzante, ho anche scoperto di riuscire a parlare con gli animali. O almeno con uno di essi. Si chiama Octavius Maxwell Ricardo Edmund Frederick Fulton, ma io lo chiamo semplicemente Gattavius. Parla così in fretta che non è facile capire cosa dice, ma mi ha rivelato che la sua ex proprietaria non è morta per cause naturali come tutti credono. Quindi non ho altra scelta: ora come ora il mio scopo è diventare il primo detective di Blueberry Bay con un aiutante a quattro zampe, nascondendomi dietro la facciata di assistente legale presso lo studio Fulton, Thompson & Associates. 
Ma come diavolo faceva il dottor Dolittle a farlo sembrare così facile? (goodreads)

Non potevo resistere ad un libro con una copertina simile!
Questo cozy mystery ha una scrittura molto briosa, i capitoli sono abbastanza brevi e viene voglia di proseguire rapidamente nella lettura.
La protagonista, nonostante i sette diplomi universitari, sembra in realtà abbastanza stupida; oltretutto si incaponisce su una persona solo basandosi sul fatto che vuole divorziare dalla moglie. 
In realtà, credo che la cosa più divertente di questo libro sia il rapporto tra Angie e il gatto. La storia di crimine che ci sta dietro è abbastanza all'acqua di rose. Il gatto dice ad Angie che la padrona è stata uccisa e lei si basa su alcuni dettagli che riesce a raccattare nello studio dove lavora. Il colpevole in verità andrà a cercarla direttamente e in questo modo si scopre di chi stiamo parlando. 
Alcune cose non sono proprio lineari. Per esempio il fatto che il gatto è l'erede universale della defunta e chi ha il gatto ha il patrimonio. Verrebbe da pensare che tutti fanno a gara a tenere il gatto, invece il gatto viene lasciato ad Angie, che non è una parente, anzi è una semplice assistente dello studio. Strano. Altra cosa strana, il gatto che impara ad usare facetime, ma in fondo i gatti hanno mille potenzialità.
Un libro divertente e leggero per quando si vuole qualcosa di leggero. La parte gialla è molto risicata e superficiale. Comunque prima o poi leggerò altri libri di questa autrice.
Primo libro della Serie "Pet whisperer P.I.".
Mio voto: 6 e mezzo / 10 

L'orologiaio di Everton - Georges Simenon


Titolo originale: L'horloger d'Everton (1954)
Titolo inglese: The Watchmaker of Everton

Un sabato sera del tutto uguale agli altri, tornando a casa dopo la solita partita a jacquet con l’amico Musak (uno dei riti capitali della sua esistenza monotona e ripetitiva), Dave Galloway scopre che il figlio Ben se n’è andato, portandosi via il furgone e senza avergli scritto neanche due parole di addio – esattamente come, quindici anni e mezzo prima, se n’era andata la madre di Ben, lasciandosi dietro una scia di profumo volgare, un vecchio paio di scarpe e un bambino di pochi mesi. Su quel bambino il padre si era chinato aspirandone l’odore tiepido «di pane appena sfornato» – e da allora aveva vissuto soltanto per lui. Ogni attimo della sua vita. La notte come il giorno. «Sei felice, Ben?» gli chiedeva, più spesso di quanto avrebbe dovuto, e alla sua risposta affermativa insisteva: «Lo sai che sono tuo amico, vero, Ben?». Ma sì, Ben sembrava felice: era un bravo ragazzo, un alunno modello; forse solo un po’ chiuso, un po’ malinconico. Sulla madre non aveva mai fatto domande. Quando gli viene detto che Ben è scappato con una ragazzina di quindici anni, Lillian, che insieme hanno ucciso un uomo e stanno fuggendo lungo le strade del Middle West inseguiti dalle polizie di cinque Stati, Dave comincia a domandarsi che cosa sa di suo figlio, e del proprio essere stato figlio. Dopo l’arresto Ben si rifiuterà di vedere il padre, ma Dave deciderà di rimanergli ugualmente accanto: perché nel figlio ha riconosciuto quello stesso desiderio di ribellione che appartiene anche a lui, ed è appartenuto a suo padre, quel rifiuto dei limiti che è «il segreto degli uomini» – degli uomini che lo soffocano come di quelli che un giorno varcano la linea di confine. Quel segreto di cui forse Dave sarà ora capace di parlare a suo figlio, e al figlio di suo figlio che Lillian sta per mettere al mondo. (goodreads)

Direi che questo è il mio primo libro di Simenon. Ho volutamente escluso la serie di Maigret, volevo un romanzo "singolo".
Mi piace molto la scrittura di Simenon. Ha la capacità di rendere bene le situazioni e le descrizioni senza perdersi in dettagli prolissi. Anche i personaggi hanno bisogno di poche parole per essere ben caratterizzati. Sulla trama c'è molto da riflettere. La conclusione sul discorso della ribellione mi lascia un po' così. Mi spiego, è vero che sia il nonno, sia il padre, sia il figlio, tutte persone troppo tranquille, hanno compiuto un atto di ribellione col quale hanno poi dovuto fare i conti per il resto delle loro vite. Ma quella del figlio diventa poi una serie di atti criminali. Quando Ben non torna a casa, il padre precipita in un incubo, sia perchè non si capacita di come Ben abbia potuto fare quello che ha fatto, sia perchè nonostante lui lo insegua ovunque, il figlio non vuole vederlo nè parlargli. Dave si rende conto che credeva di conoscere suo figlio ma in realtà non lo conosce affatto. Solo alla fine Dave di rende conto che "alcuni riescono a soffocare la ribellione per tutta la vita, altri lasciano che esploda".
Intenso.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

sabato 20 settembre 2025

Addio a Stefano Benni

9 settembre 2025. E' morto a 78 anni Stefano Benni, scrittore, umorista, giornalista e drammaturgo. Da alcuni anni si era ritirato a vita privata, segnato da una lunga malattia.
Autore di romanzi e raccolte che hanno fatto epoca - da “Bar Sport” a “Margherita Dolcevita”, da “Elianto” a “Terra!” e “La compagnia dei celestini” - Benni ha conquistato generazioni di lettori con uno stile ironico, visionario e profondamente legato all'attualità.
I suoi libri, tradotti in oltre trenta lingue, hanno conquistato un pubblico trasversale, dai lettori più giovani agli intellettuali più esigenti, riuscendo a tenere insieme leggerezza e profondità, impegno e immaginazione. Tra i titoli a lui più cari, come dichiarava spesso, c'era “Blues in sedici: ballata della città dolente”.
Nato a Bologna nel 1947, ma cresciuto tra i paesaggi dell'Appennino, Benni amava raccontare con ironia la propria formazione: “Molte parti della mia biografia sono inventate, è un modo di difendere la mia privatezza” spiegava.
La sua satira, intelligente e mai compiacente, ha trovato spazio anche nel giornalismo: ha scritto per testate come “L'Espresso”, “Panorama”, “Il Manifesto”, “La Repubblica”, “Cuore” e “Linus”, contribuendo con la sua penna affilata a smascherare le ipocrisie della politica e della cultura italiana. Fu anche autore televisivo, tra i primi a scrivere per un giovane Beppe Grillo.
Dietro l'umorismo, però, nei suoi testi c'era sempre una profonda inquietudine esistenziale, una sensibilità acuta per le ingiustizie del presente e un amore viscerale per la libertà e per l'arte. Negli anni Benni aveva ampliato il suo repertorio scrivendo testi teatrali, poesie, favole, opere musicali e graphic novel.
Tra i suoi titoli più recenti: “Giura” (2020), il poema “Dancing Paradiso” (2019) e il docufilm autobiografico “Le avventure del Lupo” (2018). “Il Lupo” era il soprannome che Benni portava con sé fin da bambino, legato all'infanzia trascorsa nei boschi dell'Appennino bolognese e diventato, nel tempo, simbolo di uno spirito solitario, ribelle, indomito. In particolare, il soprannome derivava dalle notti trascorse a ululare in compagnia dei suoi cani, un ricordo che lui stesso definiva “una bellissima follia notturna”.
Lo scrittore bolognese era anche un grande sostenitore della scuola pubblica e della cultura come bene comune: nel 2015 rifiutò il Premio Vittorio De Sica, protestando apertamente contro i tagli del governo Renzi all'Istruzione e alla Cultura. Amico fraterno di Daniel Pennac, fu lui a promuovere la traduzione italiana delle prime opere dello scrittore francese presso Feltrinelli. Il loro sodalizio letterario, basato su stima e affinità narrativa, è uno dei più noti del panorama letterario europeo.
Poliedrico anche a teatro, aveva collaborato con Dario Fo e Franca Rame e nel 2012 aveva esordito nella regia con “Le Beatrici”, presentato al Festival di Spoleto. L'anno seguente firmò “Il poeta e Mary”, un intreccio di musica e parole sul valore sociale dell'arte. Nel 2017, in occasione dei suoi settant'anni, aveva liquidato con la consueta ironia la richiesta di un bilancio: “Non ho voglia di bilanci. Chiedimelo di nuovo fra settant'anni”. (Rai News)