mercoledì 13 luglio 2016

L'acustica perfetta - Daria Bignardi




Titolo originale: L'acustica perfetta (2014)

Arno e Sara si incontrano da ragazzini e istintivamente si amano. Un pomeriggio d'estate lei lo lascia, dicendogli che le «piacciono gli amori infelici». Si ritrovano molti anni dopo, decidono di sposarsi: sono allegri, innamorati, sembrano felici. Arno ama la sua vita così com'è: suona il violoncello alla Scala, ha avuto tre figli dalla donna della sua vita, non si fa domande. È convinto di dare a Sara tutto se stesso e non si spiega le malinconie e le bugie che affiorano poco a poco. Ma il disagio della moglie col tempo aumenta, finché una mattina Arno non sarà costretto da un evento inconcepibile a chiedersi chi è davvero la donna che ama da sempre. Con titubanza, inizia a seguire una pista di ferite giovanili e passioni soffocate e, con crescente sgomento, ritrova il bandolo di storie insospettabili. Costruito secondo la vertiginosa spirale di una fuga, L'acustica perfetta ha la delicatezza di un romanzo di formazione – la formazione di un uomo adulto, di un amore – e la rapinosa potenza di un romanzo d'indagine, di un viaggio nel profondo, dentro i silenzi e i segreti delle nostre vite. (da http://www.librimondadori.it)

Libro letto per il gruppo di lettura. Partiamo dalle cose positive: è un libro di facile lettura, molto scorrevole. Scivola via perchè siamo spinti a capire dove portano le ricerche di Arno. Però credo che la trama in diversi punti sia abbastanza inverosimile. 
La storia è raccontata in prima persona proprio da Arno, il quale, abbandonato su due piedi da Sara, tre giorni prima di Natale, è costretto a prendere in mano la sua famiglia e far sì che tutto vada avanti. Nel frattempo, comincia una ricerca forsennata di Sara, andando a cercare le persone che nel passato hanno condiviso qualcosa di lei, scoprendo segreti di cui lei non gli ha mai parlato.
Ho trovato il personaggio di Sara abbastanza fastidioso. Arno avrà anche avuto tutti sti difetti che lei gli "rinfaccia", ma è anche vero che è molto comodo buttargli addosso tutte le colpe senza aver mai parlato, senza aver mai mostrato il proprio disagio. Mi sembra un po' troppo facile. Lei voleva essere capita e aiutata, ma in verità non ha fatto nulla per chiedere aiuto.
Dicevo che alcune cose sono abbastanza inverosimili secondo me. Per esempio, l'atteggiamento dei figli; la mamma sparisce di casa e loro sono totalmente tranquilli? Mah. Ti viene quasi il dubbio che loro abbiano un qualche contatto segreto con la madre.. ma davvero sono così bravi che non gli scappa mai nessun riferimento? Mah.
Poi va beh, il finale, in cui lui arriva addirittura a ringraziare Sara perchè con la sua fuga gli ha fatto capire qual è davvero il grande amore della sua vita e anzi, Arno spera che lei sia felice con il loro amico… Terzo mah.
Probabilmente, la scorrevolezza della lettura fa un po' perdere il senso di profondità che probabilmente l'autrice voleva trasmettere.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

w…w…w…wednesdays 65



"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (65^ puntata - mercoledì 13 luglio 2016):

1) cosa stai leggendo?
"Miss Julia dice la sua" - Ann B. Ross

2) cosa hai appena finito di leggere?
"Una cosa divertente che non farò mai più" - David Foster Wallace

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 
potrebbe essere ora di cominciare a leggere "Maze runner"...

martedì 12 luglio 2016

I libri consigliati per l'estate 2016

Come sempre, in questo periodo comincio a gironzolare per la rete per vedere cosa suggeriscono come letture per l'estate. In realtà è più una curiosità, perchè ho già una mia ipotetica lista dei libri che ho tenuto per questi mesi caldi...

Il Libraio consiglia 20 libri (sul sito trovate anche le trame...):
* Lo strano viaggio di un oggetto smarrito (Salvatore Basile)
* La lettera (Kathryn Huges)
* Borderlife (Dorit Rabinyan)
* Sarò come mi vuoi (Greta Simeone)
* Incubo (Wulf Dorn)
* Maestra (Lisa Hilton)
* La ragazza corvo (Eric Axl Sund)
* 96 lezioni di felicità (Marie Kondo)
* Non avrete il mio odio (Antoine Leiris)
* Fino a cent'anni (Filippo Ongaro)
* Dove troverete un altro padre come il mio (Rossana Campo)
* Se avessero (Vittorio Sermonti)
* Al giardino ancora non l'ho detto (Pia Pera)
* Per ultimo il cuore (Margaret Atwood)
* Ogni cosa è illuminata (Jonathan Safran Foer)
* Come diventare buoni (Nick Hornby)
* Il profumo delle foglie di limone (Clara Sanchèz)
* Uno splendido disastro (Jamie McGuire)
* la serie "Ti aspettavo" (Jennifer Armentrout)
* Potere esecutivo (Jennifer Probst)

Donna moderna consiglia ovviamente solo libri scritti da donne:
* La notte ha cambiato rumore (Marìa Duenas)
* Le radici dell'albero d'ulivo (Courtney Miller Santo)
* Il tasto G (Rossella Calabrò)
* L'ultima neve di primavera (Blanca Busquets)
* Zelda (Therese Anne Fowler)
* Poche parole, moltissime cose (Rossella Milone)
* Agatha Raisin e la sorgente della morte (M.C. Beaton)
* Un cielo pieno di lucciole (Christie Watson)
* Miss Julia dice la sua (Ann B. Ross)

Potrei anche citarvi i 5 libri da portare sotto l'ombrellone suggeriti da Bill Gates... ma se avete voglia vi lascio il link per andarveli a vedere. Si tratta di quattro saggi ed un romanzo di fantascienza di 880 pagine.. mi spiace ma riesco solo a farmici una bella risata sopra...

E vediamo anche cosa consiglia Radio Monte Carlo:
* La donna dal taccuino rosso (Antoine Laurain)
* L'uomo nell'armadio (Pietro Grossi)
* Un giorno come un altro (Filippo Venturi)
* Il segreto degli angeli (Camilla Lackberg)
* Momenti di trascurabile felicità (Francesco Piccolo)

Come vedete, i siti da cui traggo i suggerimenti sono piuttosto eterogenei, anche perchè cerco di evitare i consigli delle case editrici (troppo di parte) e i consigli di altri blogger.
In realtà, come dicevo prima, alla fine io ho già alcune idee mie, libri che ho tenuto apposta per l'estate. Anche se le "96 lezioni di felicità" di Marie Kondo mi ispirano e anche mi ispira "Miss Julia dice la sua" di Ann B. Ross.
I libri che ho tenuto per l'estate sono principalmente:
* Il labirinto - Maze Runner di James Dashner. Ho visto il film, per caso, in tv e mi è piaciuto molto, per cui mi è nata la curiosità di leggere i libri.
* Il muro invisibile di Bernstein, che è il libro per l'incontro di settembre del gruppo di lettura
* mi ispira molto anche "Il mio splendido migliore amico" di A. G. Howard, anche se trovo difficile pensare di imbarcarmi in due saghe nello stesso mese...
Sicuramente, sotto l'ombrellone, preferisco dei libri leggeri, magari storie romantiche o di avventura, o anche dei gialli sì. Ma sicuramente non delle cose troppo pesanti. Potrei anche cogliere l'occasione per completare "Kafka sulla spiaggia" di Murakami, che ho interrotto diversi mesi fa ma che mi stava piacendo molto...

lunedì 11 luglio 2016

Addio a Valentino Zeichen



(ANSA) - ROMA, 5 LUG - Un poeta narrativo, "del racconto, molto veloce e simultaneo, soprattutto nei tempi di Internet". Così si sentiva Valentino Zeichen, morto oggi a 78 anni al Santa Lucia di Roma dove era in riabilitazione dopo l'ictus che lo aveva colpito lo scorso 17 aprile e dal quale sembrava si stesse riprendendo bene. Per lui si erano mobilitati amici, estimatori e il mondo intellettuale e politico per il riconoscimento del vitalizio della legge Bacchelli, conferita lo scorso maggio. Un riconoscimento sul quale aveva in passato ironizzato definendolo il 'Nobel della miseria'. Lascia la figlia Marta. 
"Sempre un passo indietro e sempre un passo oltre, ci mancherà molto" ha sottolineato il presidente del Consiglio Matteo Renzi di questo poeta pieno di segreti, "stregato" come lui diceva di sentirsi dopo la candidatura al Premio Strega 2016 con il suo unico scanzonato e poetico romanzo 'La sumera'. Uno scrittore che lavorava come "un chimico che fa prodotti sofisticati" anche se sapeva essere molto lirico come nella poesia 'A Evelina', dedicata alla madre che aveva perso da piccolo, che era la sua preferita ed è anche l'ultima che ha letto in pubblico, alla libreria Mondadori di via Piave a Roma. Questi i primi versi: "Dove saranno finiti/la veduta marina,/il secchiello e la paletta,/e i granelli di sabbia/che l'istantaneo prodigio/tramutò in attimi fuggenti,/travisandoli dal nulla/in un altro nulla?". 
Originario di Fiume dove era nato nel 1938, ha vissuto per quarant'anni vicino a Piazza del Popolo, in una baracca al Flaminio a cui era molto legato che era diventata una leggenda. Un pò come la sua vita di poeta dai modi snob, dandy e libertino che nei primi anni romani girava con i pantaloni tenuto dallo spago mantenendo la sua strana eleganza, come ricorda l'amico Aurelio Picca. (omissis..). 
Autore di numerose raccolte di poesie - dal 1974 quando uscì la prima 'Area di rigore', pubblicate negli ultimi anni negli 'Oscar Mondadori', Zeichen aveva il gusto dell'ironia e del paradosso e dopo 'La sumera' voleva continuare sulla strada della narrativa. Stava infatti lavorando a un nuovo romanzo che si portava sempre dietro, 'Invidia contro invidia' del quale aveva "alcuni foglietti in tasca quando ha avuto l'ictus" racconta Elido Fazi al quale Zeichen aveva affidato negli anni i suoi Diari "12-15 quaderni scritti a mano, molto ordinati". "Adesso vedremo se pubblicarli. Ci sono poesie, commenti, pensieri" spiega l'editore (omissis..)
Con la poesia non "ho più nulla da dire" aveva sottolineato Zeichen parlando con l'Ansa, nei giorni della sua candidatura allo Strega, della narrativa come "di un abisso di fantasmi, di cose reali". 
Alla clinica Santa Lucia ha scherzato fino all'ultimo con il suo editore su questa sua nuova grande fase mistica. "Aveva ripreso a parlare benissimo. Era sempre tra la battuta e la verita'" come ricorda Fazi.

mercoledì 6 luglio 2016

Nella tela del tempo - Barbara Nalin


Titolo originale: Nella tela del tempo - 2014

“Malta, Isola di Comino, Fabrizio Dalle Tele e sua moglie Velata discutono animatamente in seguito all’arrivo di un gruppo di persone il cui destino è profondamente connesso alla storia della loro famiglia e in particolare al rapporto che da decenni li unisce. Los Angeles, redazione della rivista Magic in Action, Melita Dalle Tele, giovane e talentuosa fotografa, riceve dalla direttrice del giornale l’incarico di recarsi a Malta per raccogliere le prove fotografiche di un mistero custodito nel Ta’ Kola, il mulino di proprietà della famiglia. Non è facile per lei tornare nel luogo che ha lasciato poco più che adolescente, animata dalla passione per la macchina fotografica e dalla volontà di fuggire da un passato problematico e doloroso. Inizia così un viaggio alla scoperta di segreti sepolti nel tempo, legati alle vicende dei Cavalieri di Malta. In un’isola la cui storia ha segnato la cultura occidentale si svolgono le avventure della famiglia Dalle Tele, tra amori che sfidano i secoli e intrighi che lasciano il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.”

Sapete quando trovate un libro con una trama accattivante e non vedete l'ora di leggerlo? Ecco, questo è ciò che ho provato quando ho trovato questo ebook, qualche mese fa. Sarà anche complice il fatto che ho sempre avuto un particolare feeling con l'isola di Malta, uno di quei posti che un giorno vorrei visitare, che mi hanno sempre ispirato a pelle. Ma torniamo al libro. Tante erano le aspettative e molta è invece la delusione.
Partiamo dall'inizio: la trama, l'ho già detto, era accattivante, oltre ad essere un argomento ancora non inflazionato. Il viaggio nel tempo, i Cavalieri dell'Ordine di Malta, un mulino a vento che è una porta per viaggiare nel tempo, le Tele dei Cavalieri che sono scomparse... gli ingredienti c'erano tutti per un romanzo strepitoso.
La scrittura però, da subito, non mi ha convinto; in alcuni punti è quasi troppo "pomposa", con espressioni che la appesantiscono un po'. Si legge abbastanza bene, ma non è particolarmente "trascinante".
I personaggi sono veramente tanti, ognuno col suo doppione nel passato/presente, ci vuole un po' a capire chi è chi, e chi è imparentato con chi.
Ci sono una marea di intrecci amorosi, alcuni al limite dell'incesto (nipote-nonno?). La cosa poi che mi ha fatto un po' sorridere è che tutti sti cavalieri arrivati dal passato non ci mettono molto ad innamorarsi follemente delle ragazze del presente e a trombarsele come non avevano mai fatto prima (eh sì, passatemi il termine poco elegante). E il discorso vale anche per le ragazze, tutte che ardono dalla passione per personaggi mai visti prima e che si concedono con un trasporto mai provato prima. Mah. Guardate, non ne faccio un discorso moralistico, ma è proprio l'insieme che mi ha dato un po' la sensazione che tutte ste scene di sesso bollente non siano poi proprio indispensabili. Più che altro perchè molte poi sono quasi descritte con gli stessi termini, cambiando solo i protagonisti...
Nel romanzo, ha grande spazio la storia di una famiglia composta praticamente da sole donne, con rimpianti e rancori spesso l'una nei confronti dell'altra (soprattutto nei rapporti madre-figlia).
Alcuni passaggi del libro non sono proprio chiari. Alla fine, in pratica sono le visioni di Melita che ci raccontano tutta la storia, mentre quando parlano i cavalieri la storia è decisamente più confusa.
Non parliamo del finale, decisamente sbrigativo e con grossi buchi neri.
All'ultima pagina, ho scoperto che c'è un seguito, peraltro credo che non sia ancora scritto... in realtà mi chiedo cos'altro ci sia da dire, è un libro che potrebbe avere una sua fine così e basta.
Credo che da questo romanzo verrebbe fuori una bella miniserie; ma come romanzo in sè non mi convince totalmente purtroppo.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

w…w…w…wednesdays #64



"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (64^ puntata - mercoledì 06 luglio 2016):

1) cosa stai leggendo?
"Una cosa divertente che non farò mai più" - David Foster Wallace

2) cosa hai appena finito di leggere?
"Nella tela del tempo" - Barbara Nalin

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 
non so... devo un po' guardare come sono messe le challenges...

lunedì 4 luglio 2016

24 per 3 - Jennie Walker




Titolo originale: 24 for 3 - 2007

Lui le chiede se preferirebbe fare l'amore per novanta minuti o per cinque giorni. Le partite di cricket, per dire, possono durare anche cinque giorni. Non è l'unica particolarità di uno sport che, se non si conoscono le regole, appare misterioso e imperscrutabile come la lingua privata di due innamorati. Fielder, wicket, first slip... il cricket ha il suo idioma, oscuro anche per un inglese, i suoi codici di comportamento, i suoi ruoli. Quelli di moglie, amante, madre, ad esempio: tutti ruoli difficili, soprattutto se li ricopri nello stesso momento. Bisogna prendere molte decisioni, durante il gioco. È facile sbagliare. Come nella vita? No, la vita è la vita, il cricket è un gioco, dice lui. Lei gli chiede di spiegargliele, le regole. Le servono spiegazioni in questo momento, ha bisogno di capire come funziona perché di colpo tutto sembra andare per conto proprio, senza alcun senso: Selwyn, l'amato figliastro adolescente, è scappato di casa e ha fatto perdere le sue tracce, il marito riordina libri nel buio senza dire una parola, la ragazza alla pari polacca che da anni vive con loro si è ficcata in chissà quale pasticcio. Ma né l'amante né il marito possono spiegare. Dovrà giocare da sola perché, anche se il cricket è uno sport di squadra, spesso l'andamento di un incontro è modificato dall'azione di un singolo giocatore. E da sola dovrà scoprire le regole - meglio: inventarne di nuove - giocare in tutti i ruoli, trasformarsi in un perfetto all-rounder. È vero, l'esperienza serve. Ma qualche volta capita anche che i novellini giochino meglio di quelli più navigati. Cinque giorni allora, risponde lei. C'è anche una pausa per dormire, o per mangiare? E una per leggere? Solo ad alta voce. Un piacere da condividere. (www.einaudi.it)

Jennie Walker è in realtà uno pseudonimo dietro a cui si nasconde un poeta inglese, Charles Boyle. Con questo libro ha addirittura vinto il MacKitterick Prize nel 2008.
La mia opinione? Probabilmente non ho capito lo spirito con cui è stato scritto, ma l'ho trovato terribilmente noioso, al punto che a pagina venti avrei voluto chiuderlo e riportarlo in biblioteca, e invece sono caparbiamente arrivata alla fine. Tempo perso, perchè il libro è rimasto contorto e soporifero. Pieno di riflessioni buttate lì, molte piuttosto banali. Suppongo che lo scrittore volesse parlare del tormento di questa donna che è la seconda moglie di un vedovo, ha un amante che fa il perito assicurativo, un figliastro che a un certo punto sparisce e ricompare a casa dell'amante (?!!?), una ragazza alla pari ex babysitter del figliastro che anche se lui non ne ha più bisogno continua a vivere con loro. Sinceramente, non ci perdo altro tempo. Se mi avessero spiegato solo le regole del cricket le avrei capite meglio.
Mio voto: 3 / 10 (per non infierire)

Addio a Elie Wiesel



2 luglio 2016.
E' morto Elie Wiesel. Nobel per la pace e sopravvissuto alla Shoah, aveva 87 anni. Lo ha annunciato Yad Vashem da Gerusalemme. 
Eliezer "Elie" Wiesel era nato il 30 settembre del 1928 in Romania a Sighet. Autore prolifico (57 libri) e attivista dei diritti umani, Wiesel è stato conosciuto in tutto il mondo per la promozione dell'educazione e del memoria della Shoah. 
Il suo libro di memorie 'Notte' basato sulla sua esperienza da ragazzo nel campo di sterminio di Auschwitz è uno dei racconti più importanti sull'Olocausto. 
Quando gli fu assegnato il Nobel fu definito "messaggero per l'umanità" e il suo lavoro per la causa della pace un potente messaggio di "pace, di espiazione e di dignità umana" alla stessa umanità. 
Educato in una famiglia religiosa su di lui ha avuto grande influenza il nonno materno Dodye Feig come ha ricordato in molti libri lo stesso Wiesel. 
Dopo la guerra Wiesel si trasferì in Francia dove cominciò a collaborare con diversi giornali israeliani tra cui Yediot Ahronot. Per oltre 10 anni non volle scrivere della sua esperienza nella Shoah, ma fu decisivo l'incontro con Francois Mauriac e nacque 'Notte'.
Nel 1955 Wiesel si trasferì negli Usa e prese la cittadinanza Usa. Nel 1986 il Nobel per la Pace per il suo impegno contro il razzismo e la violenza. (www.ansa.it)

“Il genere umano deve ricordare che la pace non è il dono di Dio alle sue creature; la pace è il dono che ci facciamo gli uni con gli altri”.