mercoledì 21 settembre 2016

Il libro della giungla - Rudyard Kipling



Titolo originale: The jungle book - 1984

Ecco qui un altro grande classico che ancora non avevo letto. Ovviamente ho visto il famoso cartone animato, e ovviamente conoscevo a grandi linee la trama perchè è anche l'ambientazione dei Lupetti (Scout). E ho anche visto il film uscito a gennaio di quest'anno (comunque il libro è molto diverso dagli adattamenti cinematografici). Mi mancava il libro.
Io non amo i racconti, lo sapete. Ho trovato un po' strana la configurazione di questo libro. I primi racconti sono dedicati a Mowgli, il branco, Baloo, Baghera, ecc. Dopo di che ci sono alcuni racconti che fanno vita a parte. Per qualche motivo, ho sempre pensato che invece il libro della giungla fosse un racconto unico, e questo "pregiudizio" mi ha un po' spiazzato. Si legge abbastanza scorrevolmente, ogni racconto è intervallato da una specie di canto/poesia che si riferisce al racconto appena letto.
Tra i racconti, sono veramente belli quelli della mangusta Rikki-Tikki-Tavi e della foca bianca Kotick. Bella la danza degli elefanti, ma il resto del racconto è un po' noioso.
Forse è un libro che va letto da piccoli, perchè merita.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

w…w…w…wednesdays #73




"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (73^ puntata - mercoledì 21 settembre 2016):

1) cosa stai leggendo?
"il muro invisibile" - Harry Bernstein

2) cosa hai appena finito di leggere?
"il magico potere del riordino" di Marie Kondo

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 
"gli occhi neri di Susan" di Julia Heaberlin
"Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" di Salvatore Basile

Giovani lettori siate onnivori

Dal festival della letteratura "Pordenonelegge", Vi propongo questo breve ma interessante intervento di Antonio Franchini, direttore della narrativa e saggistica della casa editrice Giunti.

PORDENONE, 16 SET - "La qualità dei libri è sempre un concetto pericoloso da esprimere, bisognerebbe trovare un accordo sul termine stesso. È importante piuttosto diventare lettori liberi: i giovani devono capire che la lettura non serve necessariamente ad 'acculturarli'. E' necessario imparare a leggere di tutto, diventando lettori indiscriminati". E' la ricetta per il rilancio della lettura tra le nuove generazioni di Antonio Franchini, direttore editoriale della narrativa e saggistica della Giunti. Per lui, uno dei "guru" dell'editoria italiana (per molti anni è stato responsabile narrativa italiana Mondadori) "il libro cartaceo ha una prospettiva ancora lunga. Non a caso, gli e-book hanno rallentato anche nel resto del mondo. I lettori sono gli stessi: il discrimine non è tra chi usa dispositivi e chi privilegia le edizioni di carta, ma fra lettori e no". Franchini non tornerà a scrivere, almeno nel breve termine: "Mi glorio dei libri che ho letto, più di quelli che ho scritto. Scrivere è faticoso, leggere è piacevole". (www.ansa.it)

Alcune brevi considerazioni.

Qualche giorno fa, un amico, portando il figlio a scuola, ha sentito un dialogo tra lui e un amichetto. L'amichetto chiedeva se avesse letto libri per le vacanze, e poi rispondeva che sul foglio aveva segnato di averne letto uno, ma che lo aveva fatto solo per non fare brutta figura, e che in realtà non ne aveva letto nessuno perchè non voleva sembrare uno "sfigato".. Secondo me c'è qualcosa di decisamente sbagliato in questo, perchè a mio parere dovrebbe essere più "sfigato" uno che non legge ma soprattutto uno che non legge ma dice di leggere per non fare brutta figura. Non sono sicura di poter sdrammatizzare il tutto dicendo che si tratta solo di un bambino, perchè da qualche parte gli deve essere arrivato questo concetto. Mi chiedo quanti bambini vorrebbero poter dire liberamente che amano leggere ma non lo fanno per paura di essere esclusi. Che cosa triste. Molto triste....
Sarebbe bello se vivessimo in una società dove la passione per la lettura fosse considerata "un vanto", e non una sfortuna da nascondere. Se vado indietro negli anni, ricordo che mia madre (pur non essendo quasi per nulla una lettrice) mi ha sempre incoraggiato a leggere, e la cosa mi piaceva molto. Ricordo di aver sempre letto tanto e di non essermi mai sentita in difetto perchè leggevo. Ho passato un periodo, all'incirca gli anni delle superiori e qualcuno dell'università, in cui ho quasi totalmente smesso di leggere; principalmente per i troppi compiti e le troppe cose da studiare, un po' forse associando il discorso "libro" al discorso "studio". Soprattutto negli anni di università, mi sentivo anche in colpa se leggevo anzichè studiare. Poi ad un certo punto questo amore è tornato fuori, anzi è esploso, anche dovuto al fatto che ero in un periodo di crisi economica in cui tenevo spento anche il televisore per non consumare corrente (e quindi quale migliore occasione per prendere un bel libro in mano?). Adesso, molte volte, se devo scegliere tra il televisore e un libro, preferisco il secondo.
La scuola gioca sicuramente un grosso ruolo nel far amare o meno i libri. A scuola ci fanno leggere (anzi no, non leggere, bensì studiare, sviscerare) libri che probabilmente non riprenderemmo in mano neanche morti, perchè ogni volta che ce li nominano ci viene in mente la professoressa cattiva delle superiori. E' un peccato. La scuola dovrebbe insegnare anche a usare la testa, e quale modo migliore di usare la testa leggendo un libro? Anche un libro leggero, che semplicemente ci fa riposare la mente per qualche ora.

Seconda riflessione. Dall'articolo pare che gli ebook siano in calo. Non so, sinceramente non seguo molto le statistiche di vendita. Per quanto mi riguarda, da quando ho cominciato ad usare il kobo, praticamente leggo solo lì sopra. E anche io ero una di quelle che "nooo, il libro di carta vuoi mettere? l'odore dell'inchiostro, ecc ecc". Beh. il mio problema principale nel leggere è sempre stato il bisogno di dover sottolineare. Col kobo ci riesco, quindi anche questo problema è risolto. Oltre al fatto che in uno spazio abbastanza piccolo, mi porto dietro centinaia di libri, mentre quando andavo in giro coi libri di carta dovevo sempre scegliere per problemi di peso e di spazio.

Ultima considerazione. Sono molto d'accordo col finale dell'articolo. Anch'io ho provato a scrivere dei romanzi, ne ho diversi cominciati che probabilmente non vedranno mai la fine, e men che meno una pubblicazione. E invece ci sono libri che mi hanno fatto sognare, mi hanno portato in paesi lontani, mi hanno fatto immedesimare e vivere decine di vite diverse. 
Scrivere è faticoso, leggere è piacevole.

mercoledì 14 settembre 2016

w…w…w…wednesdays #72




"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

*******

Le mie risposte (72^ puntata - mercoledì 14 settembre 2016):

1) cosa stai leggendo?
"il magico potere del riordino" di Marie Kondo

2) cosa hai appena finito di leggere?
"Trilogia steampunk 2. Ottentotti (Paul Di Filippo)
"Trilogia steampunk 3. Walt ed Emily (Paul Di Filippo)

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 
"Il muro invisibile" di Bernstein
"gli occhi neri di Susan" di Julia Heaberlin
"Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" di Salvatore Basile

domenica 11 settembre 2016

Premio Campiello 2016

10 settembre 2016.

La vittoria della 54/a edizione del Premio Campiello è andata a Simona Vinci ("La prima verità") con 79 voti. Seconda Elisabetta Rasy ("Le regole del fuoco") con 64 voti. Terzo Andrea Tarabbia ("Il giardino delle mosche") con 62; a seguire Luca Doninelli ("Le cose semplici"), con 41, ed Alessandro Bertante ("Gli ultimi ragazzi del secolo") con 34. 
A caldo la vincitrice (alla terza esperienza al Campiello) ha spiegato: “Ho lottato molto per questo libro, sono davvero felice”.



Ludovica Medaglia, 17 anni, studentessa liceale a Milano, è, invece, la vincitrice della 21/a edizione del Premio Campiello Giovani. Si è imposta su una cinquina tutta al femminile. Il racconto vincitore è "Wanderer (Viandante)", improntato a un registro sentimentale che vede un vecchio pianista, che rinunciò alla carriera per amore e trascorre ora i suoi ultimi anni preparando necrologi di se stesso, tornare alla vita grazie a una riconquistata passione per la musica che in tal modo diviene la vera protagonista.


La rivelazione. Maze runner 3 - James Dashner



Titolo originale: The death cure - 2011

Thomas sa di non potersi fidare delle menti malvagie che fanno parte della C.A.T.T.I.V.O., l'organizzazione che continua a tenere sotto scacco lui e gli altri Radurai, i sopravvissuti al Labirinto. Il tempo delle menzogne è finito, gli ripetono, i loro ricordi sono stati ripristinati e le tremende Prove cui sono stati sottoposti sono terminate. Sostengono di aver raccolto tutti i dati di cui avevano bisogno, ma di dover fare ancora affidamento su di loro per un'ultima missione: tocca ai Radurai trovare una cura per l'Eruzione, lo spietato morbo che conduce alla follia. Ma accade qualcosa che nessuno degli uomini della C.A.T.T.I.V.O. poteva prevedere: i ricordi di Thomas si spingono molto più lontano di quanto possano anche solo sospettare, fino alla verità. Il ragazzo adesso ha la conferma: non può credere a una sola parola di quello che dicono. E i suoi ricordi gli rivelano che dovrà fare molta attenzione, se vuole sopravvivere, perché la verità è più pericolosa della menzogna. (www.amazon.it)

ATTENZIONE: la recensione che segue è piena di SPOILER.

Terzo e conclusivo capitolo della saga del labirinto. Nel corso degli altri libri erano stati aperti diversi interrogativi che però non trovano tutti risposta. Thomas e i Radurai sono "prede" dei medici della CATTIVO, i quali li pongono davanti alla scelta di poter riavere i ricordi o meno. Tutti accettano, a parte Thomas, Minho e Newt. Inoltre, i medici rivelano che quasi tutti loro sono immuni all'Eruzione. Tra quelli che non lo sono c'è però Newt. Un'ulteriore variabile per testare il comportamento dei ragazzi. Questa cosa in effetti non l'ho capita e non l'ho gradita. Newt è stato due anni nel labirinto, superando prove su prove, per poi scoprire che non è immune? Che tristezza...
Comunque, Thomas, Brenda, Minho, Newt e Jorge riescono a scappare dai laboratori e arrivano a Denver, città in quarantena dove fanno entrare solo coloro che non hanno l'Eruzione. I ragazzi allora sono costretti a lasciare fuori città Newt, mentre vanno alla ricerca di un ex scienziato che forse potrebbe aiutarli. Insieme allo scienziato ritrovano anche Gally (che non è morto), mentre la malattia di Newt avanza e lo stesso Newt chiede a Thomas di ucciderlo prima di diventare un vero e proprio spaccato.
Questo romanzo è pieno di violenza e sangue. E di amicizia. 
Il finale però mi ha ampiamente deluso. Sinceramente, pensavo che venisse trovata la cura all'Eruzione e invece, dopo pagine e pagine di lotte, questa cura non esiste. Chi è immune, bene per lui; gli altri, prima o poi moriranno. Ma soprattutto mi ha lasciato perplessa il fatto che la CATTIVO avesse pensato anche al "piano b", e quindi mi pare che i ragazzi siano comunque manovrati anche nel momento in cui sembra che scelgano con la loro testa. 
Nel complesso, la saga era piuttosto interessante. Un po' troppo piena di scene violente, per i miei gusti, ma decisamente piacevole da leggere. Il finale però non mi pare degno. D'accordo, il lieto fine magari avrebbe stonato con la realtà distopico-catastrofica, ma proprio che si abbia la sensazione di un nulla di fatto? Mah.
Mio voto: 7 / 10


La saga:
Maze runner 1 - il labirinto
Maze runner 2 - la fuga
Maze runner 3 - la rivelazione

venerdì 9 settembre 2016

Una proposta perfetta - Katie Fforde



Titolo originale: A perfect proposal - 2010

Sophie Apperly è considerata una specie di Cenerentola dalla sua famiglia che non perde occasione per approfittare del suo buon cuore e della sua disponibilità. Ma stavolta quegli ingrati dovranno cavarsela da soli perché lei ha deciso di accettare l'invito della sua amica Milly di raggiungerla a New York. Sophie viene subito conquistata dalle luci scintillanti della metropoli, ma soprattutto da Matilda, un'anziana e ricca signora che la prende sotto la sua ala protettrice. L'amicizia, però, è osteggiata da Luke, l'arrogante nipote di Matilda, che teme che la ragazza voglia abusare della generosità della nonna. E i suoi sospetti si aggravano quando lei accetta l'incarico di andare in Cornovaglia a scovare la vecchia casa in cui Matilda aveva abitato in gioventù. Così Luke ritiene suo dovere seguire Sophie in Inghilterra per tenerla d'occhio. Ma è solo per questo? (www.lafeltrinelli.it)

Katie Fforde è sempre una lettura estiva molto piacevole. Non a caso l'ho scelta tra i libri sotto l'ombrellone per sognare un po'.
Mi piace molto l'ambientazione della Fforde, la campagna inglese che già da sola è magnifica. In questo romanzo, però, ha ambientato una parte in America, parte che mi pare più debole e forzata. Poi, tutti i riferimenti a "Sex and the city" hanno reso anche Sophie un po' ridicola.
Suppongo che se fossi stato in Luke e avessi visto mia nonna passare la sera a parlare con una sconosciuta, addirittura invitandola poi a casa per il ringraziamento.. beh qualche titubanza l'avrei avuta anche io.
Il racconto parte abbastanza lento, poi prende decisamente più brio nella seconda parte, in Cornovaglia.
Mi sono piaciuti molto i personaggi dello zio Eric e di Matilda. La protagonista un po' cenerentola è divertente, però ho avuto la sensazione che fosse un po' troppo "altalenante" di comportamento.. a volte decisamente frivola (effettivamente è una ventenne) e a volte più matura, secondo me la Fforde doveva alzare un po' l'età anagrafica di Sophie. Luke, boh, non mi ha entusiasmato particolarmente; è ricco, ha un gran fisico, è antipatico ma solo finchè non lo si conosce meglio... mi ha lasciato perplessa che quando la sua socia gli dice che Sophie è fidanzata, lui non fa una piega, non chiede nemmeno una spiegazione.. mah.
Il pregio dei romanzi della Fforde è che finiscono sempre bene e quindi si chiude l'ultima pagina sospirando per aver sognato un po'. Però questo non è tra i suoi migliori.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

p.s. lo scoprite solo nelle ultime pagine il perchè della "proposta perfetta" (titolo azzeccato)

giovedì 8 settembre 2016

w…w…w…wednesdays #71




"w…w…w…wednesdays" è una rubrica con la quale posso aggiornarvi sulle mie letture attuali, passate e prossime.  
Non è detto che gli aggiornamenti siano settimanali, perché non sempre leggo un libro in una settimana eh eh…
Ovviamente, se vi va, sono ben accetti i vostri interventi per condividere con me le vostre letture ;-)

Partecipare è facile, basta rispondere a queste domande:
1) cosa stai leggendo?
2) cosa hai appena finito di leggere?
3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 

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Sì lo so, oggi è giovedì... La cosa bella è che avevo il post pronto e ieri mi sono DIMENTICATA di dargli l'ok per la pubblicazione.. che testa!!

Le mie risposte (71^ puntata - mercoledì 07 settembre 2016):


1) cosa stai leggendo?
"Trilogia steampunk 2. Ottentotti (Paul Di Filippo)

2) cosa hai appena finito di leggere?
"Il libro della giungla" (Rudyard Kipling)
"Trilogia steampunk 1. Vittoria (Paul Di Filippo)

3) quale pensi sarà la tua prossima lettura? 
a sto punto direi che finirò la "Trilogia steampunk" di Paul Di Filippo. Io ho una versione composta da 3 mini libri, ma in teoria esiste anche la versione unica.
Altri libri che mi piacerebbe leggere a breve:  
"Il muro invisibile" di Bernstein
"gli occhi neri di Susan" di Julia Heaberlin
"Lo strano viaggio di un oggetto smarrito" di Salvatore Basile