sabato 29 gennaio 2022

Crossroads - Jonathan Franzen


Titolo originale: Crossroads (2021)

Sono i giorni dell'Avvento dell'anno 1971, a New Prospect, Chicago, ma la famiglia Hildebrandt non sembra ansiosa di festeggiare il Natale. Russ, pastore di una chiesa locale, desidera un unico regalo: passare qualche ora in compagnia di Frances Cottrell, una giovane, adorabile parrocchiana che mette a dura prova la sua fede e il suo matrimonio. Sua moglie Marion sa che i tempi turbolenti non garantiscono la stabilità coniugale, e teme che i brutti segreti che ha sempre nascosto a Russ stiano per venire a galla. Rifiutando il pacifismo del padre, Clem, il figlio piú grande, vuole partire volontario per il Vietnam, non perché non sia lui stesso pacifista, ma perché non sopporta di essere un ragazzo bianco privilegiato. Sua sorella Becky, la ragazza piú popolare della scuola, sta cercando di attirare l'attenzione di Dio e insieme quella di un giovane cantante folk, Tanner Evans, il primo che a New Prospect si è fatto crescere i capelli e ha iniziato a indossare pantaloni a zampa d'elefante. Per impressionare Tanner e irritare suo padre, Becky è entrata in un gruppo giovanile, Crossroads, animato da un altro pastore, Rick Ambrose, figura carismatica e manipolatrice, e bestia nera di Russ. Del gruppo fa parte anche il terzo figlio, Perry, un adolescente problematico e geniale, che per Natale ha deciso di smetterla per sempre con la marijuana e diventare un bravo ragazzo: ma non sempre i buoni propositi producono i risultati voluti. Da Natale fino alla Pasqua successiva, ognuno degli Hildebrandt sognerà per sé una vita diversa, un nuovo amore o un antico amore ritrovato, o una qualche sostanza stupefacente che metta a tacere i campanelli d'allarme. Il matrimonio di Russ e Marion era iniziato vent'anni prima, per entrambi nel segno della rinascita dopo una caduta. Ora un'eredità sgradita, scritta nei geni, chiede d'essere riscossa, riducendo in cenere sogni e speranze. Richiedendo lo sforzo di tutti per una nuova, difficile rifondazione. Crossroads è un romanzo intenso e trascinante, a tratti comico, a tratti drammatico e pieno di dolore, che segna il ritorno di Franzen nel cuore del cuore del paese, il Midwest delle Correzioni, e lo conferma come lo scrittore di punta della sua generazione. (ibs)

Ero molto incuriosita da questo libro, che è stato discusso dal gruppo di lettura online della libreria (purtroppo coincideva con un altro gruppo e non ho partecipato, ma l'ho letto subito dopo).
All'inizio mi ha ricordato molto altri scrittori americani (tra cui Irving o Donna Tartt), senza però avere il loro "brio" narrativo. Non si legge male, anche se ha alcune espressioni che sembrano cercate col lanternino per quanto sono "esagerate" (tra cui l'incipit: "Il cielo spezzato dalle querce e dagli olmi spogli di New Prospect era pieno di una promessa umida, un paio di sistemi frontali che colludevano grigi per offrire un bianco Natale". Mah).
La cosa faticosa in questo libro è che si allarga troppo. Dei cinque membri della famiglia (ci sarebbe anche Judson ma è un bambino e di lui si parla solo in rapporto a Perry) praticamente racconta il presente e tutto il passato, tutto ciò che è stata la loro vita fino a quando si sono incontrati. La storia della madre, soprattutto, è molto piena di dolore, ed è lei che si porta dietro quella stessa fragilità mentale che subito riconosce in Perry, il figlio che più adora.
Sono arrivata alla fine un po' stremata. Sinceramente c'è davvero troppo: sesso, droga, fanatismo religioso, il difficile rapporto con le minoranze tipo gli indiani Navajo, la guerra in Vietnam che sta finendo. E altro. Troppo. 
Ho letto persone che lo hanno adorato e persone che non vogliono più sentir nominare la famiglia Hildebrandt. Io non l'ho sicuramente adorato, e soprattutto non credo leggerò i libri successivi (pare che sia il primo di una trilogia).
Mio voto: 7 / 10


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Serie:
A Key to All Mythologies #1

Il diario di Anna Frank - Anna Frank


Titolo originale: Het Achterhuis (1947)

Quando Anne inizia il suo diario, nel giugno 1942, ha appena compiuto tredici anni. Poche pagine, e all'immagine della scuola, dei compagni e di amori più o meno immaginari, si sostituisce la storia della lunga clandestinità: giornate passate a pelare patate, recitare poesie, leggere, scrivere, litigare, aspettare, temere il peggio. "Vedo noi otto nell'alloggio segreto come se fossimo un pezzetto di cielo azzurro circondati da nubi nere di pioggia", ha il coraggio di scrivere Anne. Obbedendo a una sicura vocazione di scrittrice, Anne ha voluto e saputo lasciare testimonianza di sé e dell'esperienza degli altri clandestini. (ibs)

Per anni ho evitato questo libro. Ne avevo letto alcuni brani con la scuola, secoli fa, ma non riuscivo a prenderlo e leggerlo tutto. Quest'anno mi sono detta che era ora di farlo.
Il libro racconta la vita quotidiana di otto persone nascoste in un appartamento segreto nella ex fabbrica del padre di Anna. Oltre alla famiglia di Anna (padre, madre, Anna e Margot) ci sono la famiglia Van Daan (padre, madre e Peter) e un dentista, il signor Dussel. Persone che prima di allora non si conoscevano e che si trovano a dover condividere spazi angusti, con ovviamente momenti di discussione.
Anna, che da grande vuole fare la scrittrice, riceve in regalo un diario su cui lei scrive ad una amica immaginaria, chiamata Kitty, quello che le succede e le sue  riflessioni.
Non vi nego che la lettura, in alcuni punti, diventa anche ripetitiva, come poi lo è stare due anni rinchiusi in un nascondiglio, dove non puoi mettere il naso fuori di casa, dove mangi con quello che ti riescono a portare i protettori, dove non hai spazio per startene per i fatti tuoi, dove l'unica fonte da cui sapere cosa succede è la radio della BBC.
Nonostante tutto, Anna ha fiducia nella bontà dell'uomo, ed è immensamente felice al pensiero che nell'ottobre del 1944 probabilmente riuscirà a tornare a scuola. Non sarà così purtroppo, perchè la storia ci dice che ad agosto la Gestapo riuscì a scoprirli grazie ad una soffiata anonima, e tutti vennero internati in campi di concentramento da cui si salvò soltanto il padre di Anna e alcuni dei personaggi che li avevano aiutati. In particolare, Miep Gies ritrovò i fogli di Anna e li consegnò al padre che poi decise di pubblicarli.
Dicevo, la lettura, a tratti, diventa anche un po' noiosa. Ci sono però delle parti interessanti, soprattutto le riflessioni di Anna sul fatto che si sente adulta, su come sente evolvere il proprio carattere, su cosa pensa dei genitori (è molto in contrasto con la madre), sul fatto che ad un certo punto sente una forte attrazione per Peter. Riflessioni che farebbero pensare ad una persona decisamente più grande per la loro profondità. La versione che ho io presenta dei verbi tutti al passato remoto e diverse parole, a mio parere, un po' troppo forbite per una ragazzina di tredici anni. E' anche vero che Anna amava studiare e che voleva fare la giornalista o la scrittrice, quindi probabilmente aveva un vocabolario più fornito di altre sue coetanee.
L'importanza di questo testo credo non stia in quello che è effettivamente scritto, ma nel fatto che è una grossa testimonianza dell'olocausto, scritta più per se stessa che per gli altri.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Qua tutto a posto - Luca Berlati


Titolo originale: Qua tutto a posto (2021)

Il viaggio in auto di tre uomini: un padre e due figli, uno appena adolescente e uno poco più grande, alla ricerca del loro posto nel mondo.La destinazione è la loro mamma, da troppo tempo assente. I tre burberi uomini saranno costretti a passare molte ore a stretto contratto, durante un viaggio infinito, che servirà a tirar fuori dissapori, rancori... e forse, alla fine, il loro rapporto ne uscirà rafforzato. Forse il viaggio di ritorno sarà più sereno del viaggio d'andata. (ibs)

"Il problema del passato è che spesso 
può risultare un macigno bello pesante..."

Una toccante graphic novel, immagino totalmente autobiografica, forse con un intento catartico. Un padre e i due figli si mettono in viaggio per andare a trovare la mamma. Tre uomini che in realtà hanno poco da dirsi perchè le loro strade si sono un po' allontanate, ma in comune hanno questo macigno, questa mancanza della madre (e si capisce presto che la madre non vive altrove ma è morta..). La storia è raccontata attraverso flashback nel passato, da quando hanno scattato la foto di famiglia dopo la nascita del fratellino, al ricordo di quando il padre ha conosciuto la madre, ecc. Storie che sono un doloroso ricordo, un peso che a volte si riesce a sopportare in modo più facile mentre a volte ti schiaccia. Nella storia troviamo anche momenti più leggeri, in cui la famiglia ha vissuto momenti felici.
Una storia semplice ma mi è piaciuta molto, nello svolgimento della trama, nella realizzazione e nelle illustrazioni.
Mio voto: 8 / 10

Crack. Gli scarabocchi di Maicol & Mirco - Maicol & Mirco


Crack. Gli scarabocchi di Maicol & Mirco (2021)

Ecco il quarto, essenziale volume della raccolta integrale dell'Opera Omnia degli Scarabocchi di Maicol & Mirco, un fenomeno unico nel suo genere, che sfugge ai generi e alle definizioni. Filosofia portatile che si legge come un romanzo grafico. L'edizione si avvale di un book design studiato da LRNZ e, in questo volume, l'introduzione è della scrittrice Silvia Ballestra.(ibs)

Mi è stato chiesto di leggere e dare un parere su due graphic novel (questa è la prima), e ammetto che è un genere che leggo poco.
Immagino che chi ama questi autori, lo fa per le battute caustiche, lo stile essenziale del disegno, il tono dissacrante delle vignette. Ci sono delle vignette molto interessanti per i concetti che esprimono, fanno anche riflettere, ma altre le ho trovate proprio di pessimo gusto. In 3/4 vignette compaiono delle bestemmie, sinceramente non le trovo nè divertenti nè ironiche nè aggiungono nulla alla storia che stanno raccontando, sembrano proprio scritte per il "piacere" di scriverle. A me però dà proprio fastidio doverle per forza leggere. 
Le vignette sono scarne, tipo uno scarabocchio in effetti; ammetto che, seppur può essere uno stile interessante e ben riconoscibile, in alcune vignette ho fatto proprio a capire cosa rappresentavano.
Sinceramente è un libro che non fa per me.
Mio voto: 6 / 10

lunedì 24 gennaio 2022

La promessa - Damon Galgut


Titolo originale: The promise (2021)

Vincitore del Booker Prize 2021
Una saga familiare moderna che poteva arrivare solo dal Sudafrica, scritta in splendida prosa dall'autore due volte finalista al Booker Prize, Damon Galgut. Perseguitati da una promessa non mantenuta, dopo la morte della madre i membri della famiglia Swart si perdono di vista. Alla deriva, le vite dei tre figli della donna procedono separatamente lungo le acque inesplorate del Sudafrica: Anton, il ragazzo d'oro amareggiato dal potenziale inespresso che è la sua vita; Astrid, il cui potere sta nella bellezza; e la più giovane, Amor, la cui vita è plasmata da un nebuloso senso di colpa. Ritrovandosi per quattro funerali nel corso di tre decenni, la famiglia in declino rispecchia l'atmosfera del paese: un'atmosfera di risentimento, rinnovamento e infine di speranza. (ibs)

Libro letto per il gruppo di lettura della libreria, ma ammetto che lo avrei voluto leggere comunque.
A differenza di quanto successo ad altri lettori, sono entrata subito in sintonia con lo stile narrativo dello scrittore, al punto che non mi ero minimamente accorta nè dei passaggi tra un pronome e l'altro nè del fatto che i dialoghi sono scritti senza le virgolette, proprio queste cose non mi hanno creato nessun problema di lettura.
Mi sono piaciute le descrizioni, che rendono l'atmosfera senza diventare pesanti; mi è piaciuta la caratterizzazione dei personaggi, soprattutto dei tre fratelli così diversi l'uno dall'altro e così esagerati nei loro difetti (in effetti ricalcano bene i problemi del Sudafrica). Mi è piaciuto lo spunto narrativo e la trama. E' una storia che non poteva andare in altro modo (e mi ha un po' dispiaciuto scoprire da subito l'ordine dei morti) ma l'interessante è vedere come si sviluppa la storia. C'è anche quasi un po' di fatalismo dietro a questa promessa: tutti quelli che non la rispettano finiscono male. Prima muore il padre, che se ne è proprio fregato di ciò che gli ha chiesto la moglie in punto di morte. Poi muore Astrid, la sorella frivola, che non ci pensa neanche lontanamente a lasciare una casa alla domestica di colore. Poi muore Anton, il ragazzo col cuore d'oro (forse il personaggio che più è preponderante nel racconto) ma che sostanzialmente non trova la sua strada nella vita; lui era stato possibilista nei confronti della domestica ma poi fa la fine che fa. E forse non è un caso che la promessa venga mantenuta da Amor, il fantasma, quella che nessuno ascolta in famiglia, quella che credono sia completamente sciroccata perchè è stata colpita da un fulmine; ma Amor è anche quella che sparisce e ricompare, e ricorda che esiste questa cosa in sospeso, mai presa sul serio; Amor è quella che si annulla per gli altri, è quella che va a lavorare come infermiera in un reparto di malati di aids, un reparto in cui quotidianamente ha a che fare con i morti. Credo che solo nel momento in cui riesce a completare questo desiderio della madre, finalmente può affrontare il futuro con tranquillità.
Ho gradito moltissimo il fatto che l'ambientazione storica si capisce ma rimane in secondo piano. Sappiamo in quale momento della storia del Sudafrica siamo da alcune cose che càpitano ai fratelli, tipo Anton che passa dalle carceri e pensa a Mandela lì dentro, oppure ai neri che cominciano a prendersi la terra ai margini della proprietà. Piccoli cenni che chi vuole può approfondire.
Piaciuto moltissimo.
Mio voto: 9 / 10

domenica 23 gennaio 2022

Agnese: Le Ballerine del carillon vol. 2 - Maria Grazia Russo


Titolo originale: Agnese: Le Ballerine del carillon vol. 2 (2021)

Sono una donna, e il mondo vuole farmi credere che questo non sia abbastanza.
Siamo a Pisa nel 1968, Agnese Antinori appartiene a una facoltosa famiglia dell’alta borghesia. Figlia di un noto Avvocato, Agnese viene cresciuta secondo un rigido modello educativo e nella totale indifferenza dei propri genitori. Una infanzia priva di affetto che negli anni si trasforma in risentimento sia verso la sua famiglia, sia verso l'ambiente in cui è cresciuta, in cui le apparenze contano più di ogni altra cosa. Per ribellione decide di prendere parte a un atto dimostrativo organizzato dal movimento studentesco pisano. Ma qualcosa va storto e Agnese è costretta alla fuga.
Da qui inizia la sua storia fatta di nuovi incontri, affetti ritrovati e rinunce.

Non sapevo cosa avrebbe significato per me il ‘68,
ho lasciato che l’alta marea mi portasse nelle piazze.
Per caso mi sono trovata in mezzo alla battaglia e questa è diventata la mia storia.

E' un'epoca in cui la contestazione giovanile infiamma il dibattito politico, le piazze si riempiono di manifestanti, i figli della borghesia si rivoltano contro i loro padri e scendono in strada al fianco degli operai. Luci e ombre di un periodo storico che ha permesso di ottenere grandi risultati, ma che è anche sfociato in derive violente che hanno causato centinaia di morti e feriti. (amazon)

ATTENZIONE: contiene spoiler sulla trama

Ho letto questo libro per un gruppo di lettura su whatsapp in cui mi ha tirato dentro una cara amica. Il team che ha organizzato questa cosa aveva detto che i libri (che saranno una trilogia, ma al momento manca ancora il terzo) erano indipendenti l'uno dell'altro e, quindi, sono partita direttamente da questo che era l'argomento di discussione (saltando il primo).
All'inizio ero un po' "preoccupata" dell'ambientazione scelta perchè rischiava di essere una cosa molto più politica di quello che avrei sopportato.
In realtà, la prima parte, serve più a rendere l'idea che Agnese è una ventenne che, nonostante la patina da dura che ha messo su, si fa trascinare dagli amici in una situazione più grande di lei. Enormemente più grande di lei (come puoi pensare che mettere una bomba nella redazione di un giornale sia un semplice atto dimostrativo?). 
Agnese ha una famiglia completamente anaffettiva alle spalle, l'unica a cui è legata è la sorella Amelia, più grande, che sta per sposarsi.
In ogni caso, Agnese finisce invischiata nella storia della bomba ed è costretta a scappare, senza passare da casa, senza salutare nemmeno la sorella. E inizia a peregrinare per l'Italia. A Napoli conosce questo "lupo di mare" che è poi un fotografo solitario come lei, il quale le insegna alcuni segreti della fotografia, e che si rivela essere la figura più paterna che lei abbia conosciuto. A Maratea (vicino) ritrova una ex domestica a cui era legatissima, sparita su due piedi anni prima, e il figlio di lei, Tonino/Antonio, primo grande amore di Agnese. Ma il passato ricompare nel giorno della laurea di Antonio, e Agnese è costretta a scappare di nuovo e finisce a Londra, prima di poter tornare in Italia dove comincia a fare la fotografa finendo anche in Vietnam. Finchè non è costretta a tornare in quell'ambiente da cui è scappata.
Il libro si è rivelato piuttosto gradevole. La scrittura è scorrevole, ho trovato alcuni refusi nelle ultime cinquanta pagine circa. Interessanti le riflessioni di Agnese, che scappa da un ambiente alto borghese in cui  si sente prigioniera per finire in un ambiente studentesco politicizzato come prigioniera (e vittima sacrificabile) di qualcosa che non conosce e che trasforma le rivendicazioni di un diritto in attentati dinamitardi. 
Interessanti le riflessioni sulla famiglia; a volte è molto più familiare qualcuno che non ha il tuo stesso sangue. 
Credo che l'autrice abbia avuto "coraggio" nel scegliere un'ambientazione così politica come quella delle rivolte studentesche, anche se non approfondisce troppo il discorso. Poi il romanzo volge decisamente verso temi più rosa.
Cede un po' dopo la metà. A Napoli ha imparato ad usare la macchina fotografica e a "cercare la verità" nelle situazioni che vede, come le ha insegnato il fotografo. Senonchè questo dono rimane in sospeso, perchè quando ritrova Lucia e Tonino praticamente non tocca più la macchina fotografica finchè non le serve per campare e va a finire addirittura in Vietnam, tappa molto breve del romanzo, dove fa alcune foto spettacolari tra cui una in particolare (il volo dell'angelo). Poi è costretta a tornare dalla famiglia per stare vicina alla sorella e alla nipote Matilde.
Non mi è assolutamente chiaro il finale. Praticamente lei affitta appartamenti, mentre passa le sue giornate da sessantenne a bere tè. Un giorno redarguisce la ragazza a cui ha affittato l'appartamento vicino al suo, poi la invita per il tè e capisce che sua nipote Matilde è particolarmente attratta da questa Laura (e questa Laura, mi è stato poi detto, è quella del primo romanzo, il finale pare sia lo stesso in entrambi i libri). Non si capisce se Agnese e Antonio sono tornati insieme, dalla descrizione della casa parrebbe di no, senonchè lei ad un certo punto scrive "Antonio me lo dice spesso", che fa presupporre che lui esista e sia lì. Ma non viene esplicitamente detto.
Una cosa che contesto assolutamente è il sottotitolo. Non capisco cosa c'entri la ballerina del carillon, non c'è nè l'una nè l'altro... (il team ha poi spiegato che Agnese porta sempre con sè un carillon... ma in questo libro non c'è scritto!). Ciò significa che i libri non erano indipendenti come mi è stato detto...
Mio voto: 7 / 10

lunedì 17 gennaio 2022

Primo a morire - James Patterson


Titolo originale: 1st to die (2001)

Come si può uccidere un'innocente coppia di sposini in luna di miele? Se lo chiede tutta San Francisco e la domanda ricade sulla giovane e determinata ispettrice Lindsay Boxer, cui sono state affidate le indagini. Ma il mistero, già fitto, sembra diventare addirittura impenetrabile quando l'assassino colpisce ancora: la vittima è una neosposa appartenente a una delle famiglie più in vista della città. Lindsay è disperata, ha bisogno di aiuto e lo trova nelle sue amiche: Claire, una bravissima patologa, Cindy, una grintosa giornalista, e Jill, un'avvocatessa di rara integrità. (ibs)

Non avevo ancora letto nulla di Patterson, nonostante la sua fama e la sua prolificità. Sono arrivata a questo libro per la "clock challenge", cercando un titolo che avesse il numero 1 nel titolo (nella versione originale..).
Devo dire che la lettura è stata coinvolgente, ero molto molto curiosa di vedere chi era stato e se ci avevo azzeccato. E devo dire che ci ero riuscita, fino al ribaltone dell'epilogo che, sebbene ci stia con la storia, in realtà mi ha lasciato un po' così.
Mi piace molto la detective Boxer (che è anche l'io narrante del romanzo), anche se la sua malattia non aggiunge molto alla storia, magari la rende un po' più "fragile" ma secondo me il personaggio era riuscito anche senza.
Mi piace molto il gruppo delle quattro amiche che si coalizzano per scoprire chi è davvero l'assassino. Sono tutte donne che vogliono fare strada in ambienti decisamente maschilisti. Infatti, questo è il primo libro della serie "women's murder club", e non nego che potrei leggerne altri anche abbastanza presto.
La storia ha alcune pagine un po' cruente, soprattutto quelle in cui si descrivono i cadaveri perchè questo serial killer è davvero un sadico maniaco. 
Il libro mi è piaciuto molto. Ben congeniato.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Serie "Women's murder club":
1 - Primo a morire (1st to die)

venerdì 14 gennaio 2022

Il giardino dei raggi di luna - Sarah Addison Allen


Titolo originale: The girl who chased the moon (2010)

Emily ha diciassette anni, è appena rimasta orfana, e parte per Mullaby, il paesino del Nord Carolina dove la madre era nata. Spera di scoprire laggiù alcuni misteri sulla propria famiglia. Ma la attendono molte sorprese.
Arrivata nella casa del nonno, l'intraprendente Emily si accorge ben presto che gli abitanti di Mullaby si guardano bene dall'aiutarla. Anzi, i vecchi conoscenti della madre sembrano volerla evitare, come se il suo nome fosse avvolto da un maleficio. 
E mentre Mullaby finge una vita tranquilla, Emily realizza che i misteri e le stranezze sono all'ordine del giorno - stanze dove la carta da parati cambia a seconda dell'umore di chi la guarda, un uomo gigante "così alto da riuscire a vedere ciò che accadrà domani", strani fasci di luce che spazzano i cortili a mezzanotte.
E una bizzarra vicina, Julia, con le braccia piene di cicatrici, che sforna in continuazione biscotti davanti alla finestra spalancata. 
Come mai nessuno vuole rammentare gli anni della giovinezza della madre di Emily? E cos'è quella storia d'amore, di cui si parla a mezza voce, che ha spezzato il cuore e la vita di un giovane del paese? 
La verità non è quella che Emily si aspettava. Perché in quel paese di curiose stramberie, dove il tempo scorre più lentamente che in ogni altro luogo, la fortuna sorride a chi sa assaporare il lato magico della vita. (quarta di copertina)

ATTENZIONE: contiene alcuni spoiler...

Carino. Un libro da completo relax, per quando si ha voglia di qualcosa di dolce e rilassante. Un libro però che aveva un potenziale che rimane un po' inespresso. Si passano le pagine ad aspettare chissà cosa e invece il grande segreto che la famiglia Coffey custodisce è una cosa bizzarra sì, ma le aspettative create erano ben altre. Interessante anche il ribaltone sul comportamento di Dulcie. Però il tutto rimane molto superficiale.
Nella storia si intrecciano le vite di Emily, figlia di Dulcie che è stata odiata da tutti in paese per questa cosa che ha fatto, e la vita di Julia, vicina di casa del nonno di Emily che entra subito in confidenza con la ragazzina. Emily verrà subito affascinata dal giovane Win Coffey, trovandosi a ripercorrere in parte la storia vissuta da Dulcie e lo zio di Win. Julia invece deve affrontare il suo passato, che ha gli occhi azzurri e i capelli biondi di Sawyer.
Il libro è pieno di magia, di cose strane. Se proprio dobbiamo trovare un "insegnamento" è che facciamo presto a dare giudizi su chi è diverso, mentre dovremmo capire e apprezzare le persone per quello che sono.
Il finale è veramente buttato lì. Chiaramente, il piano di Julia di chiamare una certa persona con l'odore delle torte funziona (e per un po' ho pensato che si trattasse proprio di Emily), ma poi chi è l'uomo che apre la porta? Sawyer? No, è troppo aperto, secondo me. Anzi, più che aperto, è poco chiaro.
La scrittura della Allen comunque è scorrevole, il libro si legge in fretta e bene, tiene l'attenzione, crea un'aspettativa che però viene un po' delusa. Comunque, ripeto, gradevole lettura da relax.
Mio voto: 6 e mezzo / 10