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venerdì 25 dicembre 2020

Il gatto che insegnava ad essere felici - Rachel Wells


Titolo originale: A cat named Alfie (2015)

Mi è sembrato di vedere l'amore intorno a me, e mentre guardavo i volti di coloro che costituivano le mie famiglie ho fatto il sorriso più ampio che un gatto possa fare.
Avevo amato e perso e amato ancora un po', ma in mezzo a tutta la felicità e la tristezza c'era una cosa di cui non avrei mai dubitato: questo gatto dei portoni era il gatto più fortunato del mondo.
Se hai paura, guarda accanto a te.
Sarò sempre lì.
Perché insieme tutto torna a sorridere.

Per un gatto come Alfie non esiste niente di meglio che scorrazzare per i giardini di Edgar Road. Solo lì si sente a casa. Gli abitanti del quartiere lo accudiscono come una vera famiglia. Hanno imparato ad amarlo e non possono più fare a meno di lui. Perché Alfie ha un dono unico: è in grado di ascoltare i bisogni inconfessati. Solo lui ha capito che Claire vorrebbe tanto avere un figlio e che il piccolo Alesky ha problemi a scuola. Alfie è lì per aiutarli e insegnare loro a cercare di nuovo la felicità. Ma all’improvviso nella via arrivano dei nuovi vicini i cui movimenti appaiono sospetti: hanno traslocato di notte e non fanno amicizia con nessuno. L’armonia del quartiere è in pericolo e Alfie deve fare qualcosa. Eppure loro provano di tutto per tenerlo lontano. Soprattutto Snowball, la loro affascinante gatta diffidente e dispettosa, blocca ogni suo tentativo di capire cosa sta succedendo. E ogni suo tentativo di avvicinarsi a lei.
Alfie è convinto che dietro quegli strani atteggiamenti si nasconda solo una richiesta di aiuto, dietro quelle facce tristi solo la voglia di trovare conforto. E piano piano la nuova famiglia si accorge di quanto lui sia prezioso per la loro vita. È l’unico che può accendere il loro futuro di nuova speranza. Perché Alfie sa che si deve lasciare il cuore aperto a nuovi amici, nuove avventure, nuovi incontri inaspettati. E anche all’amore, che arriva sempre quando si crede di averlo perduto per sempre.
Dopo aver conquistato per mesi le classifiche italiane con Il gatto che aggiustava i cuori, Rachel Wells torna con un seguito che conquisterà i suoi lettori affezionati. Alfie è un gatto irresistibile, sempre in cerca d’affetto e pronto ad aiutare gli altri. Un libro che parla al cuore, per dirgli che non bisogna aver paura di svelare i propri desideri più nascosti. (www.garzanti.it)

L'ho finito oggi, il giorno di Natale. Non so se ha risentito del fatto che non amo particolarmente questo periodo o del fatto che è l'ultimo libro che mi manca per concludere tutte le mie sfide, ma non vedevo l'ora di finirlo.
Il libro è carino, come linguaggio sembra più un libro per bambini. Credo abbia almeno una sessantina di pagine di troppo. La ricerca del bambino da parte di Claire e Jonathan è noiosa alla lunga. Il mistero sui nuovi vicini (che immaginavo fosse qualcosa del genere) è tirato molto per le lunghe. In compenso, l'epilogo chiude in poche pagine tutte le situazioni aperte; ovviamente tutto finisce bene per tutti, non è che mi aspettassi qualcosa di diverso. Solo che tutte queste situazioni melense mi hanno un po' annoiato. Anche Alfie che deve per forza fare gesti eclatanti per conquistare Palla di Neve, sono carini all'inizio poi stancano. Sì, credo che il problema fondamentale sia di aver allungato troppo le storie. 
Non so, il primo libro mi era piaciuto molto; questo è troppo stucchevole. Non so se è colpa del libro o del mio umore, o di entrambe le cose, ma non mi ha fatto impazzire come pensavo quando l'ho scelto.
Mio voto: 6 e mezzo/ 10 

martedì 17 novembre 2020

Orgoglio e pregiudizio - Jane Austen


Titolo originale: Pride and prejudice (1813)

Jane Austen è una delle poche, autentiche grandi scrittrici che hanno saputo fare breccia nei cuori e nelle menti di tutti i lettori, senza eccezioni. Fra i suoi tanti capolavori, Orgoglio e pregiudizio (pubblicato nel 1813) è sicuramente il più popolare e amato: le cinque figlie dell'indimenticabile Mrs Bennet, tutte in cerca di un'adeguata sistemazione matrimoniale, offrono l'occasione per tracciare un quadro frizzante e profondo della vita nella campagna inglese di fine Settecento. I destini di Elizabeth, Jane, Mr Bingley e dell'ombroso Mr Darcy intrecciano un balletto irresistibile, una danza psicologica che getta luce sulla multiforme imprendibilità dell'animo umano, specie quando si trova alle prese con l'amore o qualcosa che all'amore somiglia (www.ibs.it) 

La famiglia Bennet è composta dai coniugi Bennet e dalle loro cinque figlie: Jane, Elizabeth, Mary, Catherine (Kitty) e Lydia. La signora Bennet è una donna frivola, la cui principale preoccupazione è cercare di far ottenere dei buoni matrimoni alle figlie, mentre il signor Bennet è un uomo intelligente e sarcastico, affezionato a Jane e soprattutto ad Elizabeth, uniche figlie con un carattere assennato e ragionevole. 
Quando il ricco e celibe signor Bingley si trasferisce a Netherfield, la signora Bennet vede l'occasione di combinare un matrimonio tra lui e una delle sue figlie. Il signor Bingley è giunto a Netherfield in compagnia delle sue due sorelle, Caroline e la signora Hurst, del marito di quest'ultima e del suo più caro amico, il signor Darcy. 
Fin da subito è chiara la grande ammirazione di Bingley per Jane. Al contrario, Darcy non mostra alcun interesse per la compagnia e quindi viene subito etichettato come un uomo orgoglioso e altero. Durante il ballo dato da Sir Lucas, Darcy definisce Elizabeth "appena passabile". Elizabeth lo sente e lo prende in antipatia. 
Jane viene invitata dalle sorelle del signor Bingley a pranzo nella tenuta di Netherfield. La madre la obbliga ad andare all'appuntamento a cavallo, sperando che la pioggia la trattenga là per la notte; infatti Jane prende freddo e si ammala, rimanendo quindi a Netherfield per diversi giorni. Preoccupata, Elizabeth va a visitarla percorrendo a piedi le miglia che le separano. Durante la visita Elizabeth e il signor Darcy discutono vivacemente a proposito delle qualità che una donna debba possedere e dei rispettivi caratteri. 
Qualche giorno dopo, la famiglia Bennet riceve la visita del signor Collins, cugino delle ragazze ed erede legittimo della loro casa (che per legge non si trasmette alle femmine) il quale spera di poter sposare una delle figlie dei Bennet. 
Nello stesso periodo la famiglia Bennet conosce Wickham, un affascinante ufficiale dell'esercito che racconta di essere stato privato dell'eredità e trattato molto crudelmente da Darcy; il racconto peggiora l'opinione che Elizabeth ha di Darcy. 
Il signor Bingley organizza un ballo a Netherfield. Il suo affetto nei confronti di Jane è palese, tanto che la società locale dà il loro matrimonio per certo. Durante il ricevimento, ogni membro della famiglia Bennet si comporta in modo da mettere involontariamente in imbarazzo Jane ed Elizabeth. 
Pochi giorni dopo, Bingley e tutto il suo seguito, si trasferiscono improvvisamente a Londra, dove resteranno tutto l'inverno. Elizabeth, letta la lettera che Caroline Bingley ha inviato a Jane, sospetta che le sorelle e Darcy abbiano intenzione di trattenere Bingley a Londra per porre fine al suo attaccamento a Jane. 
Nel frattempo il signor Collins chiede la mano di Elizabeth. Lei rifiuta categoricamente nonostante le rimostranze della madre (e qui è divertente cosa invece risponde il padre). Il signor Collins, deciso comunque a tornare a casa con una moglie, decide di sposare Charlotte Lucas, la migliore amica di Elizabeth, che sa di non avere particolari doti estetiche ed è disposta ad accontentarsi. 
Dopo il matrimonio, mentre Elizabeth è in visita presso Collins e Charlotte, Darcy, inaspettatamente, le fa una proposta di matrimonio che lei rifiuta, arrabbiata sia per via del fatto che ha allontanato Jane da Bingley sia per quello che crede abbia fatto a Wickham. Il giorno dopo lui le scrive una lunga lettera in cui spiega i motivi delle sue azioni. Elizabeth è talmente sconvolta da quello che legge, che cambia opinione su Darcy. 
Giunta l'estate, Elizabeth parte con gli zii londinesi per un viaggio di piacere nel Derbyshire, durante il quale si trovano vicino a Pemberley, la tenuta in cui vive Darcy. Convinta che il legittimo padrone non sia in casa, Elizabeth acconsente a visitare la tenuta. Tuttavia durante la visita incontra proprio il signor Darcy, rientrato prima del tempo; i modi di Darcy sono molto diversi, è incredibilmente socievole e gentile. Elizabeth è felice di potergli presentare i signori Gardiner (gli zii), che sono brillanti ed intelligenti. Il giorno seguente Darcy le presenta la sorella Georgiana, desideroso che le due giovani facciano amicizia. Elizabeth ha anche occasione di incontrare il signor Bingley, il cui comportamento le fa sperare che sia ancora innamorato di Jane. 
Elizabeth viene però raggiunta da una pessima notizia: Lydia è scappata con Wickham e non si sa se lui abbia intenzione di sposarla o meno. Elizabeth nell'emozione del momento racconta tutto a Darcy. Assieme agli zii rientra a Longbourn e lo zio raggiunge il signor Bennet a Londra per cercare la coppia. Il signor Gardiner convince il signor Bennet a tornare a casa dalla famiglia e pochi giorni dopo li avverte di aver trovato Lydia e Wickham e di averli convinti a sposarsi. Qualche tempo più tardi Elizabeth scopre che è invece stato Darcy a trovarli e a combinare il matrimonio, saldando i debiti di Wickham e pagandolo profumatamente. 
Col pretesto della stagione di caccia, Darcy e Bingley tornano a Longbourn e Bingley chiede la mano di Jane, che accetta. 
Elizabeth riceve una visita a sorpresa della zia di Darcy, Lady Catherine De Bourgh, che pretende il suo impegno a non sposarsi mai con Darcy perchè vuole che il nipote sposi sua figlia, così come avevano deciso le madri fin da quando erano nati. Elizabeth, sconvolta da questa intromissione nelle sue decisioni, tiene testa alla zia e rifiuta e Darcy, che viene a sapere dell'accaduto proprio dalla zia, si ripropone a Elizabeth, che questa volta accetta. 
L'epilogo è il matrimonio tra Elizabeth e Darcy e quello tra Jane e Bingley. 

Credo di averlo letto questo libro secoli fa ma ammetto che me lo ricordavo poco. Sì, ricordavo a grandi linee la storia e ho visto il film.
La cosa che mi è balzata subito agli occhi è che in diverse parti la storia mi ricorda molto l'altro libro di Jane Austen, "Ragione e sentimento" che ho amato: le donne frivole dedite ai pettegolezzi, il militare bello e bastardo, la protagonista composta e assennata, ... Probabilmente perchè la società dell'epoca era effettivamente così.
Mi è piaciuta molto la figura del padre, sempre con la battuta pronta, costretto a sopportare una moglie e alcune figlie frivole. Mi è piaciuta la figura di Darcy, anche se mi torna in mente sempre il viso di Colin Firth (perfetto nel ruolo). Mi è ovviamente piaciuta la figura di Elizabeth.
I personaggi sono molti, alcuni dei quali non particolarmente utili (tipo due delle cinque sorelle, che non hanno particolare spazio nel racconto).
La cosa un po' ostica di questo romanzo sono i dialoghi, perchè il modo di parlare del periodo è veramente pomposo, e di dialoghi ce ne sono veramente tanti.
Chiuso il libro, quello che rimane in mente è la storia d'amore tra Darcy ed Elizabeth. Lei crede che lui non la ritenga all'altezza e lui non sa decidersi perchè non capisce cosa pensa lei. E la prima volta che le chiede di sposarlo si becca un sonoro no ed una lavata di capo su quanto lei lo ritenga orgoglioso e odioso perchè ha allontanato Bingley facendo soffrire Jane e su quanto lo reputi infame nel comportamento che ha avuto verso Wickham. Opinioni che lei si è fatta su di lui basandosi esclusivamente su pregiudizi, in effetti. Questa sincerità sarà la molla che fa cambiare atteggiamento a Darcy, ormai innamorato un bel po' di Elizabeth, facendogli scrivere la lettera a cuore aperto che farà capire ad Elizabeth dove ha sbagliato nel giudicarlo. Una bellissima storia d'amore che si sviluppa lentamente nel romanzo (ma abbastanza appassionatamente nel cuore dei due) fino all'immancabile lieto fine.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

mercoledì 22 luglio 2020

November road - Lou Berney


Titolo originale: November road - 2018

La fortuna di Frank Guidry è giunta al termine.
Leale membro della mafia di New Orleans e fedele al suo capo Carlos Marcello, uno degli uomini più potenti e pericolosi d’America, Guidry ha imparato che tutti sono sacrificabili. Ma ora, purtroppo, è arrivato il suo turno perché sa troppe cose sul crimine del secolo: l’assassinio del presidente John F. Kennedy.
A poche ore dall’omicidio di JFK, tutti quelli che hanno legami con Marcello vengono trovati morti e Frank sospetta di essere il prossimo: è stato a Dallas per una missione per il capo meno di due settimane prima che il presidente venisse ucciso. Con poche possibilità di salvarsi, Guidry si dirige verso Las Vegas per incontrare un vecchio socio, un uomo spietato che odia Marcello abbastanza da aiutare Frank a sparire.
Forse.
Frank sa che la prima regola della fuga è “non fermarsi”, ma quando vede una bella donna sul ciglio della strada con l’auto in panne, due figlie e un cane sul sedile posteriore, vede anche il travestimento perfetto per coprire le proprie tracce e seminare i sicari che lo stanno inseguendo.
Fingendosi un assicuratore, si offre di aiutare Charlotte a raggiungere la sua destinazione, la California. Se lei lo accompagna a Las Vegas, lui può aiutarla a procurarsi una nuova auto.
Per Charlotte è più di una macchina: è una via d’uscita. Anche lei sta scappando, da un’esistenza soffocante in un piccolo paese dell’Oklahoma e da un marito gentile che è però un alcolista senza speranza. La loro è una storia americana: due estranei si incontrano per condividere un viaggio verso Ovest, verso un sogno, una speranza, e si scoprono l’un l’altro lungo la strada.
Charlotte è attratta da un uomo forte e gentile; Guidry da una donna intelligente e divertente. Capisce che è determinata a dare una nuova vita a se stessa e alle sue figlie; lei invece non può sapere che lui sta disperatamente cercando di lasciarsi la vecchia vita alle spalle.
Un’altra regola è che i fuggiaschi non dovrebbero innamorarsi, soprattutto tra di loro. Perché una strada non è solo una strada: è una traccia e gli spietati e implacabili cacciatori di Guidry lo stanno raggiungendo. Però Frank non vuole solo sopravvivere, vuole vivere davvero, forse per la prima volta.
Ognuno è sacrificabile, o dovrebbe esserlo, ma ora Frank non può abbandonare la donna e le bimbe che ha imparato ad amare. E questo potrebbe farli uccidere tutti. (www.anobii.com)

Cercavo un libro che avesse vinto un premio nel 2019 e su Goodreads mi sono imbattuta in questo titolo, che ha vinto l'"Anthony award for best novel" (che, ammetto, non sapevo nemmeno che esistesse... è un premio americano per scrittori di libri mystery).
Ho fatto fatica ad ingranare. I primi capitoli in cui i collegamenti di Frank con la mafia non sono ancora stati svelati completamente, sono stati un pelino faticosi da leggere. Ma da un certo punto in poi, direi da quando Frank e Charlotte si conoscono, allora non sono più riuscita a staccare gli occhi dalla lettura. Sinceramente credo che il romanzo abbia un buon ritmo. Non credo sia nè un noir nè un gran thriller, perchè, almeno per quanto riguarda la mia esperienza di lettura, quello che mi ha colpito maggiormente è la paura di Frank, la voglia di vivere, l'amore che ti smuove le certezze e ti fa tornare umano dopo un passato da spietato. Alcune pagine mi hanno proprio fatto stare in ansia per Frank e per Charlotte.
La strada non rappresenta solo il percorso fisico che fanno i due protagonisti, ma anche un vero e proprio percorso interiore che essi compiono.

"Con ogni decisione creiamo un nuovo futuro. 
E distruggiamo tutti gli altri futuri"

Lettura molto intrigante.
Mio voto: 8 / 10

martedì 16 giugno 2020

Harry Potter e la pietra filosofale - J. K. Rowling


Titolo originale: Harry Potter and the Philosopher's stone - 1997

Beh, la vicenda è abbastanza nota. Harry Potter è un ragazzino che vive con gli zii e il cugino, i Dursley, dopo essere rimasto orfano all'età di un anno. Gli zii lo tormentano ogni giorno, facendolo dormire nel ripostiglio, tenendogli nascosta la verità sulla morte dei genitori e sul fatto che fossero dei potenti maghi. Il giorno del suo undicesimo compleanno Hagrid, guardacaccia della scuola di magia di Hogwarts e vecchio amico dei suoi genitori, gli rivela che lui in realtà è un mago, e che i suoi genitori sono stati uccisi dal più grande mago oscuro di sempre, Lord Voldemort, il quale aveva tentato di uccidere anche Harry, fallendo e perdendo tutti i poteri; gli rivela inoltre che è arrivato il momento di cominciare a frequentare la scuola di magia, introducendolo quindi alla realtà del Mondo Magico. Ad Hogwarts, Harry stringe amicizia con Ron Weasley (quinto figlio maschio di una famiglia di maghi) ed Hermione Granger (figlia invece di "babbani", cioè non maghi), entrambi appartenenti alla sua stessa casata, il Grifondoro, mentre entra in conflitto con Draco Malfoy uno sgradevole ragazzo dei Serpeverde. Nel corso dell'anno, Harry, Ron ed Hermione scoprono che nella scuola è custodita la pietra filosofale, in grado di rendere immortale chi la possiede, e che qualcuno sta cercando di rubarla. Essi sospettano del professor Piton, che mostra fin da subito una antipatia nei confronti di Harry, mentre scopriranno che in realtà il colpevole è Quirinus Raptor, docente di Difesa contro le Arti Oscure, posseduto da Voldemort; lo stregone oscuro però fallisce nel suo intento grazie all'intervento di Harry e di Albus Silente, preside della scuola.
Il libro racconta il primo anno di suola di Harry ad Hogwarts e si conclude coi ragazzi che si salutano per le vacanze e tornano alle rispettive famiglie.

Ammetto che sono riuscita a terminare questo libro solo al terzo tentativo di lettura.
La prima volta non era ancora uscita tutta la saga al cinema, ma ho interrotto a poche pagine perchè proprio non mi prendeva la scrittura. La seconda volta ho provato con l'audiolibro, ma il risultato è stato lo stesso. A sto giro mi sono imposta di terminarlo, ma metterci nove giorni per leggere meno di trecento pagine è abbastanza esplicativo del fatto che anche il terzo tentativo mi ha lasciato un po' così.
Mai come in questa occasione, l'errore maggiore è stato leggere il libro dopo aver visto duemila volte il film. Così sotto gli occhi avevo di continuo le scene viste in tv, mentre le pagine mi scorrevano sotto senza lasciarmi un minimo di immaginazione.
Sicuramente è una lettura molto facile, anche se a tratti diventa un pochino noiosa (per esempio quando vengono fatti gli elenchi di tutte le cibarie o cose simili). Sicuramente è un bel libro per bambini, portati magari ad immedesimarsi in uno dei tre personaggi.
Nonostante abbia amato la saga in tv, proprio come libro mi è risultato pesante, poco coinvolgente. Non so cosa avrei pensato se lo avessi letto senza sapere come andava avanti, ma ormai è tardi per chiederselo. Come lettura non è davvero la mia saga preferita. Ho fatto troppa fatica a rimanere concentrata. Il fatto stesso di averlo interrotto tante volte lascia ben capire che qualcosa nel linguaggio (o nella traduzione, non saprei) proprio non mi andava.
Mio voto: 7 / 10

lunedì 11 maggio 2020

Orgoglio e pregiudizio bookclub - Georgia Hill


Titolo originale: The little book cafè - 2018

Tash ha una vita perfetta, è un'agente immobiliare di successo e ha un fidanzato adorabile. Le cose per lei sembrano andare davvero a gonfie vele, ma è davvero tutto oro quello che luccica? Emma ha una passione per la lettura. Iniziare a frequentare un corso di letteratura potrebbe aprirle nuovi orizzonti e mettere in discussione le sue scelte. E poi c'è Amy, che gestisce una piccola libreria. È un'inguaribile romantica che, nonostante un cuore spezzato, si ostina a credere ancora nel vero amore. Tash, Emma e Amy non potrebbero essere più diverse, ma i loro destini sono destinati a intrecciarsi quando si uniscono a un club letterario che si tiene ogni settimana in una caffetteria. Tra deliziose torte e indimenticabili letture, per loro sta per cominciare un anno ricco di colpi di scena. Perché tra classici, thriller e storie d'amore, la vita è sempre l'avventura più inaspettata. (www.ibs.it)

Questo è il classico libro che leggi quando hai voglia di zucchero, ed in effetti ne è pieno. Quel genere di libro che sai già come finisce e che cerchi proprio perchè ti serve un libro così. In questo senso, è esattamente ciò che mi aspettavo.
Tash (Natasha), Emma ed Amy sono tre amiche. Tash è il capo di Emma, mentre Amy la conoscono meglio al bookclub, ma non sono delle sconosciute. Le loro storie si intrecciano grazie al bookclub che è organizzato nella libreria gestita da Amy. Non voglio raccontare troppo perchè, se è vero che il finale è scontato, almeno vi voglio mantenere un po' di sorpresa nello svolgimento. Ovviamente, tutte e tre hanno problemi di cuore. Tash sta con un uomo che sembra perfetto, ma che è esageratamente geloso e possessivo; Emma sta col suo fidanzato da quando erano bambini, e l'incontro con un professore di letteratura le farà prendere una piccola sbandata; Amy è tormentata da una madre che le ricorda ogni giorno quanto sia grassa e che così non troverà mai un uomo. 
Mi ha lasciato un po' perplessa lo stile narrativo, soprattutto nella parte di Tash, forse dopo ci ho un po' fatto l'abitudine. Il linguaggio è molto semplice, molto banale ecco, soprattutto se lo si paragona ad altre scrittrici del genere (Pilcher, Fforde, ecc). Scorrevole sicuramente. Rimane leggero anche nelle parti della storia che sono un pochino più "serie". Ammetto che all'inizio questa cosa me l'ha fatto un po' calare di piacevolezza. Come dicevo, forse dopo un po' ci ho fatto l'abitudine e l'ho notato meno.
Il bookclub in realtà ha una parte molto minima nella storia. E' giusto il luogo dove le tre donne si incontrano, vengono citati alcuni libri che loro leggono, ma la cosa finisce lì. Certo immagino che discutere anche dei libri sarebbe diventato pesante, però boh qualcosa di più me lo sarei aspettata.
La prima impressione che ho avuto è che potevano essere tre libri separati tra loro, perchè anche se le tre protagoniste sono amiche e, quindi, interagiscono, la struttura dei racconti si poteva prestare bene.
In realtà, ho visto su goodreads che il libro è pubblicato in due versioni: in una ci sono i tre libri separati (la storia di Tash, quella di Emma e quella di Amy) mentre nell'altra sono riuniti come nell'edizione italiana. Ci sta. Fermo restando che se cominci la storia di Tash, tanto vale leggere anche le altre due, e che vanno lette proprio in ordine.
Come spesso accade, il titolo in italiano non c'entra nulla. Orgoglio e pregiudizio non è nemmeno uno dei libri che vengono citati al suo interno, e se il traduttore pensa a motivazioni più "filosofiche" per giustificare un simile titolo, credo che si arrampichi sugli specchi. Perchè mai non lasciare il titolo originale?? Mah.
Ultimissima cosa: la copertina mi piace tantissimo, da lettrice e gattara; però al suo interno si parla solo di cani e mai di gatti...
Lettura gradevole e rilassante.
Mio voto: 7 / 10

lunedì 13 aprile 2020

Tanti piccoli fuochi - Celeste Ng


Titolo originale: Little fires everywhere - 2017

1998, Shaker Heights, Cleveland, Ohio. Una comunità fondata su un insediamento Shaker e popolata da una maggioranza di benintenzionati democratici e abbienti, seguaci, anche se non proprio rigorosi, delle drastiche regole di vita stabilite dai loro predecessori. E due protagoniste diversissime: Mrs Richardson, quattro figli, perfezionista, impegnata in attività benefiche, ricca, che incarna la filosofia Shaker; Mia, madre single che ha scelto una vita itinerante fatta di lavori saltuari per dedicare tutto il tempo libero alla fotografia artistica, al momento occupata come domestica in casa Richardson in cambio di un piccolo alloggio. All’inizio troviamo Mrs Richardson in strada, davanti alle rovine fumanti della sua bellissima casa. Qualcuno ha appiccato un piccolo fuoco in ciascuna delle sue stanze perfette. Il dito della signora punta subito su Izzy, la più piccola dei suoi figli, una pecora nera appena adolescente, ora in fuga per chissà dove. Anche Mia ha una figlia adolescente, Pearl, che ha fatto amicizia con i ragazzi Richardson, si trova benissimo a Shaker Heights e convince la madre a metter fine al vagabondaggio… Allora come mai quella che dovrebbe essere una svolta decisiva nella vita delle due donne diventa invece un problema, e non solo per loro? Accade quando una vecchia amica di Elena Richardson adotta una neonata abbandonata da una giovanissima cinese. La madre, clandestina, si pente presto del suo gesto, reclama la piccola, e nasce una battaglia per la custodia che divide l’intera città, con Elena e Mia su due fronti opposti. Nella mente della democratica Mrs Richardson scatta il sospetto che Mia nasconda un passato torbido, ma la sua indagine ossessiva avrà un costo altissimo per tutti. Lo stile fluido di Celeste Ng viene paragonato dalla critica americana a quello di Elena Ferrante, e la trama è tipica del romanzo popolare: segreti, agnizioni, rivelazioni sorprendenti. E sullo sfondo controversi, attualissimi, problemi sociali: immigrazione, povertà, razza, adozioni, e diffusa ipocrisia, non solo istituzionale. (www.ibs.it)

Da un po' di tempo avevo questo libro in lista d'attesa e alla fine l'ho letto perchè secondo il sito "goodreads" sembrava rientrasse bene nella categoria "a book with a great first line" della popsugar reading challenge. Anche se, lo ammetto, ho letto libri con incipit migliori...

"A Shaker Heights non si parlava d'altro quell'estate: di come Isabelle, la figlia minore dei Richardson, avesse perso definitivamente la testa e dato fuoco alla casa. Per tutta la primavera i pettegolezzi si erano concentrati sulla piccola Mirabelle Mc Collough - o May Ling Chow, per quelli schierati dall'altra parte - ma almeno adesso c'era qualcosa di nuovo e sensazionale di cui discutere."

Il libro parte un po' lento e comincia dalla fine. L'immagine della casa che brucia, che troviamo nella prima pagina, è la conclusione della storia, che si svilupperà nelle successive pagine. Quindi all'inizio sono rimasta un po' spaesata perchè mi vengono citati personaggi e situazioni che ancora non conosco.
Con l'evolversi della storia però, il ritmo della narrazione è davvero incalzante. La storia è intrigante, non ha buchi narrativi, è perfettamente chiara alla fine. La scrittura è fluida, si legge bene, si segue bene e si vorrebbe leggerlo tutto d'un fiato. Sono tanti gli argomenti che tratta e tutti affrontati con delicatezza ma anche profondità. Abbiamo la famiglia benestante e numerosa, e abbiamo una madre single che trascina la figlia in giro per l'America. Due realtà talmente diverse ma affascinanti l'una per l'altra, soprattutto per i figli, alcuni dei quali vorrebbero "scambiarsi" di famiglia. La piccola Izzy è incompresa dai suoi, e trova una seconda madre nella tenerezza di Mia, mentre la figlia di Mia, Pearl, si trova completamente a suo agio nei ritmi rilassati della famiglia Richardson.

"Per un genitore, un figlio non è solo una persona: un figlio è un luogo, una specie di Narnia, uno spazio vasto ed eterno dove il presente che stai vivendo, il passato che ricordi e il futuro che attendi con ansia coesistono nello stesso istante. Ti basta guardare tuo figlio per capirlo: sul suo viso si sovrappongono il neonato che è stato, il bambino che è diventato e l’adulto in cui si trasformerà, e si vedono tutti simultaneamente, come un’immagine tridimensionale. Una cosa da far girare la testa. È un luogo in cui trovare rifugio, a patto di sapere come entrarci. E ogni volta che lo lasci, ogni volta che tuo figlio esce dal tuo campo visivo, hai paura di non potervi più fare ritorno."

Un altro grosso argomento è la maternità. Abbiamo una madre con quattro figli, una madre single, una ragazza che non se la sente di diventare madre, una madre che vuole disperatamente un figlio ma non può averlo ed una madre che è pentita di aver dato via il suo. Storie che si intrecciano l'una con l'altra e che sono cariche di dolore. Storie che danno il via ad una forsennata ricerca da parte di Mrs. Richardson nel passato di Mia, per scoprire cosa nasconde.

"Qualcosa ti rattristerà sempre" disse Mia sottovoce, "ma non significa che hai fatto la scelta sbagliata. E' solo una cosa con cui devi convivere"

"Le persone meritano quasi sempre un'altra possibilità. Tutti noi ogni tanto facciamo cose di cui ci pentiamo. Bisogna solo imparare a conviverci"

"«Come un incendio prativo. Ne ho visto uno anni fa, mentre eravamo in Nebraska. Sembra la fine del mondo. La terra è bruciata e nera e tutto il verde è sparito. Ma dopo un incendio il terreno diventa più ricco, e possono crescere cose nuove». Scostò appena Izzy, le asciugò la guancia con un dito e le lisciò i capelli un’ultima volta. «Anche le persone sono fatte così, sai? Ricominciano da capo. Trovano un modo»."

Mia è un personaggio con una estrema sensibilità, al punto che capisce come trattare Izzy e renderla meno astiosa di quello che è. Ma allo stesso tempo è da lei che parte la rivendicazione di Mirabelle/May Ling da parte della madre che l'ha abbandonata, scatenando la vendetta di Mrs. Richardson che è legata come una sorella alla donna a cui la bambina era stata affidata. Conosceremo il passato di Mia e saremo testimoni del tanto dolore che troppe persone sono, o sono state, costrette ad affrontare.
Non voglio svelare troppe cose perchè è bellissimo scoprirle un po' alla volta. A proposito, a mio parere, l'accostamento con Elena Ferrante non ci sta proprio. L'amica geniale mi ha molto deluso; questo libro invece mi ha proprio preso.
Un'ultima considerazione sul finale... Il finale viene lasciato aperto e da un lato mi piacerebbe vedere come vanno a finire le cose, ma dall'altro, è molto bello anche così.
Mio voto: 9 / 10

domenica 8 marzo 2020

Little House in the Big Woods - Laura Ingalls Wilder


Titolo originale: Little House in the Big Woods (1932)

Based on the real-life adventures of Laura Ingalls Wilder, Little House in the Big Woods is the first book in the award-winning Little House series, which has captivated generations of readers. This edition features the classic black-and-white artwork from Garth Williams.
Little House in the Big Woods takes place in 1871 and introduces us to four-year-old Laura, who lives in a log cabin on the edge of the Big Woods of Wisconsin. She shares the cabin with her Pa, her Ma, her sisters Mary and Carrie, and their lovable dog, Jack.
Pioneer life isn’t easy for the Ingalls family, since they must grow or catch all their own food as they get ready for the cold winter. But they make the best of every tough situation. They celebrate Christmas with homemade toys and treats, do their spring planting, bring in the harvest in the fall, and make their first trip into town. And every night, safe and warm in their little house, the sound of Pa’s fiddle lulls Laura and her sisters into sleep.
The nine books in the timeless Little House series tell the story of Laura’s real childhood as an American pioneer, and are cherished by readers of all generations. They offer a unique glimpse into life on the American frontier, and tell the heartwarming, unforgettable story of a loving family (www.goodreads.com)

Non so perchè i libri in italiano cominciano dal terzo episodio, come poi fa la serie tv degli anni 70 di cui non mi sono persa una puntata all'epoca. E così l'ho letto in inglese. La scrittura è abbastanza semplice, essendo un libro per bambini si segue molto bene. Chiaramente alcune parole non le conoscevo e quindi avevo il vocabolario di fianco, ma nel complesso la lettura non mi ha creato problemi.
Nel libro si parla principalmente di Laura, che ha quattro anni all'inizio del libro ma ne compie cinque poco dopo, e della sua amorevole famiglia composta da Pa, Ma, la sorella maggiore Mary e la piccola Carrie. La famiglia abita in una casa fatta di tronchi di legno in mezzo ai boschi, boschi a perdita d'occhio. La città più vicina si chiama Pepin, in Wisconsin.
Il libro parla della vita familiare dall'autunno all'autunno successivo, con tutta la preparazione delle provviste per l'inverno, il Natale, poi il ritorno della primavera, le visite ai parenti che abitano anche loro in mezzo al bosco, la mietitura del grano, ecc. 
E' un interessante spaccato della vita contadina del periodo. Viene dettagliatamente spiegato come si fa il burro, proprio come lo vedrebbe un bambino. C'è anche una parte di uccisione del maiale che non ho letto proprio volentieri, ma funzionava così. Ognuno in casa ha il proprio ruolo, anche le bambine aiutano la mamma in cucina. La domenica è sacra, si legge la Bibbia, non si fa rumore e si prega. I rimedi sono quelli della nonna, quando uno dei cugini si fa pungere dalle api, viene ricoperto di fango e medicato con erbe. Ci sono dei passaggi anche divertenti, tipo quando la madre prende a schiaffi sulla schiena un orso perchè nel buio credeva che fosse la loro mucca.
E' un libro gradevole, va anche rapportato al periodo storico. Io, sinceramente, così isolata non riuscirei a vivere.
Quello che traspare da ogni pagina, che in pratica sono le memorie dell'autrice, è il grande amore che permea questa famiglia. Sono molto belle le scene in cui il padre prende le due bambine con sè e racconta loro delle storie, principalmente di vita vissuta. Oppure suona il violino e loro lo ascoltano ammirate. E' molto bella l'atmosfera. E' molto bello anche il finale in cui il padre era andato a caccia di cervo per avere carne fresca da mangiare, ma alla fine il cervo era così bello alla luce della luna, che non è riuscito a sparare; stessa cosa con l'orso e con la cerva. E le bambine sono contente che non abbia sparato (e anche io..)
Non gli do dieci perchè alcune parti sono talmente dettagliate che diventano un po' noiose. Ma in effetti ci sta col modo di raccontare che hanno i bambini.
Mio voto: 9 / 10

venerdì 6 marzo 2020

Cinder. Cronache lunari - Marissa Meyer


Titolo originale: The lunar chronicles - Cinder (2012)

Cinder è abituata alle occhiate sprezzanti che la sua matrigna e la gente riservano ai cyborg come lei, e non importa quanto sia brava come meccanico al mercato settimanale di Nuova Pechino o quanto cerchi di adeguarsi alle regole. Proprio per questo lo sguardo attento del Principe Kai, il primo sguardo gentile e senza accuse, la getta nello sconcerto. Può un cyborg innamorarsi di un principe? E se Kai sapesse cosa Cinder è veramente, le dedicherebbe ancora tante attenzioni? Il destino dei due si intreccerà fin troppo presto con i piani della splendida e malvagia Regina della Luna, in una corsa per salvare il mondo dall'orribile epidemia che lo devasta. Cinder, Cenerentola del futuro, sarà combattuta tra il desiderio per una storia impossibile e la necessità di conquistare una vita migliore. Fino a un'inevitabile quanto dolorosa resa dei conti con il proprio oscuro passato. (www.anobii.com)

Sono anni che sento parlare di questo libro e mi sono decisa a leggerlo perchè ha come protagonista un cyborg, cosa che non sapevo. Mi cade a pennello anche per la monthly motif di marzo, come sottogenere del fantasy (fairytale retelling).
La storia è liberamente tratta dalla favola di Cenerentola. E' ambientata in un futuro tecnologico, in cui le macchine a benzina sono un vecchio ricordo che nessuno sa più usare. E' ambientata a Nuova Pechino, ricostruzione della precedente città distrutta dalla quarta guerra mondiale, che ha portato a suddividere il mondo in 6 continenti; quello asiatico è chiamato Commonwealth Orientale.
Cinder è mezza umana e mezza cyborg. Ha subìto un intervento quando aveva circa undici anni, dopo essere rimasta vittima di un incidente in cui sono morti entrambi i genitori. Il suo corpo era troppo devastato e quindi è stato indispensabile ricostruirla roboticamente. Dopo che è morto il suo adottante, è rimasta con la matrigna (che la odia a morte) e con le due sorellastre, Pearl e Peony. Peony le è davvero affezionata, mentre l'altra sorellastra la odia.
Cinder è costretta ad andare al mercato e lavorare come meccanico per sostenere la famiglia, accompagnata dal robottino domestico Iko. Ed è al mercato che incontra il principe Kai, che cercava proprio il miglior meccanico per fargli riparare in suo robot domestico Nainsi. Ma è anche al mercato che viene scoperto un caso di letumosi, la malattia mortale che colpisce gli umani e da cui non si può guarire. Purtroppo anche Peony verrà contagiata, mentre Cinder verrà "offerta come volontaria" dalla matrigna per fare da cavia nei test di ricerca dell'antidoto. Questi test in genere sono mortali per chiunque vi viene sottoposto, ma incredibilmente, Cinder si rivela immune. Nel corso del libro verrà spiegato il perchè. E il dottore che scopre la sua immunità (e il resto) è un po' "la fata turchina" di Cinder, che cerca di avvisarla di stare lontana dalla Regina Levana. Lo farà? Ovviamente no. E da qui si scateneranno una serie di cose...

La lettura è molto semplice e scorrevole. Ed è anche avvincente al punto da voler vedere come va avanti. Personalmente, mi hanno un po' annoiato i dettagli tecnici dei cyborg, ma ci stanno con la trama in effetti.
E' facile affezionarsi a Cinder, perchè è la brava ragazza vittima del pregiudizio e della cattiveria. Mi fa piacere che almeno una delle due sorellastre le fosse affezionata. Poi è adorabile il robottino Iko. Come nelle fiabe, è ben chiaro chi sono i buoni e chi sono i cattivi.
Alcuni punti della storia sono chiaramente intuibili ben prima che succedano; per esempio tutta la storia di Cinder prima dell'intervento e il perchè della sua immunità. O perchè il dottor Erland la protegge. Tutto sommato è l'unica direzione che la storia poteva prendere. Penso anche che si possa immaginare il finale della saga, ma in effetti in libri come questi ciò che importa è la trama e come viene resa. Il cammino più importante del traguardo insomma.
Credo non si debba perdere di vista il fatto che si tratta di un libro per ragazzi, non per denigrarli, anzi, ma non ci si può aspettare approfondimenti psicologici troppo pesanti (anche se il tormento di Cinder che si sente inferiore è ben chiaro); è un libro dove sicuramente la trama si prende delle licenze narrative dietro alle quali non serve molto fare delle riflessioni da adulto. Così come succede in altri libri come Twilight o Maze Runners.
A questo punto ho un grosso conflitto: proseguire o meno la serie subito? Perchè davvero mi è piaciuta e vorrei arrivare alla fine. Però ho anche altri libri da portare avanti. Vediamo, magari la interrompo un attimo e poi la riprenderò.
Mio voto: 8 / 10

domenica 23 febbraio 2020

Come piante tra i sassi - Mariolina Venezia


Titolo originale: Come piante tra i sassi (2009)

Simpatica o antipatica? Odiosa forse. Scomoda, spudorata, sorprendente. Come la verità, certe volte. È Imma Tataranni, sostituto procuratore a Matera. Al suo secondo romanzo dopo Mille anni che sto qui, Mariolina Venezia si confronta col giallo, giocando col genere per raccontare i vizi e le virtù dell'Italia di oggi. (einaudi.it)

Erano anni che avevo questo libro in attesa di essere letto perchè mi ispirava molto sia la trama sia il fatto che fosse ambientato in una regione di cui si parla poco. Finalmente ce l'ho fatta a leggerlo, ma mi ha abbastanza deluso.
Intanto il personaggio principale, Imma Tataranni, donna abituata a lottare con le unghie e coi denti in un ambiente ostile, ligia al dovere e alla legge, sempre sul tacco dodici anche quando va a perlustrare un campo di grano o le stradine di Matera. In qualche modo pensavo che sarei entrata in sintonia con una donna simile e invece no. E' quasi eccessiva, anche se ci fa capire come vanno le cose in certe situazioni. Il fatto stesso che quando trova la traccia della discarica abusiva le viene tolto il caso, la dice lunga. E poi, per quale motivo deve calpestare per pura cattiveria un lombrico che non le dà nessun fastidio?
La storia è un po' contorta e ad un certo punto prende due diramazioni. Una delle due verrà tolta d'ufficio ad Imma, facendo ben capire che deve lasciare le cose come stanno. L'altra, quella del ragazzo trovato morto, subisce mesi di stacco, in cui viene lasciata lì a prendere polvere sotto altri casi, e poi tutto d'un tratto viene svelata la soluzione. Diciamo che è poco avvincente. Se poi vogliamo guardare alla descrizione degli abitanti, per dire che in Basilicata la gente è silenziosa, non si sbottona, va bene. Ma visto che sarebbe un libro giallo, boh mi aspettavo più verve.
La scrittura non è proprio fluida ed è piuttosto colorita in alcune espressioni. Ci sono alcune parti in cui la gente parla dialetto, ovviamente non ho capito una parola (anche se spesso c'è anche la traduzione per fortuna).
Delusione, mi aspettavo di più.
Mio voto: 6 / 10

sabato 11 gennaio 2020

La felicità del cactus - Sarah Haywood


Titolo originale: The cactus (2018)

A Susan Green non piacciono le sorprese. Né le emozioni. Né le persone. Quello che piace a Susan Green è essere autonoma, occuparsi della sua collezione di cactus, che stanno zitti e hanno poche pretese, e avere il controllo su tutto. Quando però la sua routine viene minacciata da una serie di eventi imprevisti, Susan dovrà imparare che nella vita nulla è pianificabile. E che non è mai troppo tardi per aprire il proprio cuore. Susan Green adora l’efficienza e la pianificazione. Con buona pace di famiglia e colleghi, che la trovano fredda e difficile da avvicinare. Ma la vita di Susan ha perfettamente senso… per Susan. Ha un appartamento a Londra tagliato su misura sulle sue esigenze, un lavoro che soddisfa la sua passione per la logica e un accordo del tutto civile e congeniale che le garantisce adeguati stimoli culturali, e non solo, senza ricorrere a inutili sdolcinatezze. Guai perciò a tentare di abbozzare un qualsiasi coinvolgimento emotivo e accorciare le distanze: Susan punge, come i cactus che colleziona. Eppure, si sa, la vita sfugge a ogni controllo. Perciò quando Susan si trova a dover fronteggiare i due eventi più imprevedibili di tutti – un lutto e una gravidanza – il suo aplomb inizia a vacillare. Tutto il mondo sembra impazzito, sia dentro che fuori di lei. Mentre, suo malgrado, si scopre a sorridere come una sciocca svenevole davanti a un banale referto medico, suo fratello Edward, che non ha mai combinato niente nella vita, finisce per ereditare quasi tutti i beni di famiglia. Ma proprio quando Susan inizierà a capire di non poter fare tutto da sola, riceverà aiuto dalle persone più insperate. E l’inflessibile femminista di ferro, la donna combattiva e spinosa come i suoi cactus, si troverà a fiorire. (www.anobii.com)

Una lettura piacevole. All'inizio è difficile entrare in empatia con Susan, troppo fredda, troppo pragmatica e schematica. Ha atteggiamenti talmente rigidi che diventano quasi divertenti. Poi un po' alla volta segui il suo evolversi, il suo ammorbidirsi. Il suo fidarsi / non fidarsi degli altri. Nel libro è Susan che parla in prima persona. A fare breccia nella sua corazza ci pensano Kate, la vicina di casa abbandonata dal marito con due figli piccoli, e Rob l'amico di suo fratello. Ho letto da più parti che il personaggio di Susan assomiglia molto ad "Eleanor Oliphant"; non saprei, non ho ancora letto questo libro. 

"Come posso pensare al futuro, quando sono intrappolata nel passato?"

Il cambiamento psicologico di Susan va di pari passo col cambiamento del suo corpo dovuto alla gravidanza. Non a caso, posso dire che il cactus che finalmente fiorisce è effettivamente la metafora della sua vita. E non solo perchè dà alla luce la sua bambina, ma perchè aprendosi agli altri, scopre un mondo completamente diverso, fatto di relazioni.

“All’improvviso il mondo mi sembra più grande e pieno di suoni e colori, molto più di quanto lo fosse appena pochi giorni fa. Ancora non sono certa di aver capito chi sono io in relazione a questo nuovo mondo, ma va bene così.”

E' un libro che affronta in modo leggero tante dinamiche familiari. Il testamento della madre, così iniquo nelle parti, riapre definitivamente delle ferite che Susan non ha mai chiuso, facendola partire per la tangente della ricerca della giustizia. Il rapporto col fratello è sempre stato terribile: non sono mai andati d'accordo, anzi, lei lo definisce "un completo spreco di ossigeno". Lei si è costruita una vita, lui ha seguito le orme del padre perdendo tempo nei pub ad ubriacarsi, continuamente coccolato e giustificato dalla madre che lo ritiene caratterialmente più fragile rispetto alla sorella.
Il colpo di scena di zia Sylvia lo avevo immaginato, esattamente come è stato spiegato (non voglio rovinarvelo..).
La lettura è piuttosto scorrevole, anche perchè da un certo punto in poi si è curiosi di vedere come va a finire. La vicenda è divisa in capitoli, identificati dai mesi (da agosto a marzo). L'incipit è abbastanza ironico: "non sono una donna rancorosa". Vedremo che non è proprio così... Un pochino noiose, forse, le pagine del travaglio.
A mio parere è un libro molto gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 5 gennaio 2020

La locanda del bianco Natale - Colleen Wright


Titolo originale: The white Christmas inn (2018)

Il regalo più bello è sempre il più inaspettato. Una piccola locanda nel Vermont è il posto perfetto in cui trascorrere le vacanze natalizie. Quando però una tempesta di neve rende inagibili tutte le strade nei dintorni, gli ospiti sono preoccupati di non riuscire a trascorrere il Natale da sogno che desideravano. Molly vorrebbe concentrarsi sul libro che sta scrivendo, ma fatica a trovare l’ispirazione. L’affascinante Marcus, un altro ospite della locanda, è esattamente la distrazione di cui non ha bisogno... Hannah sognava un matrimonio suggestivo, celebrato in un’atmosfera invernale, ma il suo fidanzato l’ha lasciata a un giorno dalle nozze, senza che lei sospettasse nulla. L’incontro con Luke, un amico d’infanzia appena arrivato per fare visita a sua nonna, potrebbe essere l’occasione per ritrovare il sorriso. Jeanne e Tim sono i proprietari della locanda. Gli affari non vanno benissimo e sono talmente preoccupati all’idea di chiudere che il loro matrimonio sta entrando in crisi. Ma, adesso che gli ospiti hanno bisogno di loro, non esitano a rimboccarsi le maniche per regalare a tutti un Natale speciale. (www.anobii.com)

Partiamo da un dato di fatto: una volta introdotti tutti i personaggi, si capisce già come va a finire. Stiamo parlando di un romanzo rosa che più rosa non si può, impregnato della massima atmosfera natalizia. In effetti, come primo libro dell'anno, ho scelto apposta una cosa del genere.
La cosa un po' più impegnativa è ricordarsi i personaggi, perchè sono tantissimi. Abbiamo Molly scrittrice di libri per bambini che cerca ispirazione perchè non le viene in mente nessuna storia. Hannah è arrivata per sposarsi nella locanda in cui è sempre venuta in vacanza con la famiglia, ma viene bidonata via telefono da Trevor il giorno prima delle nozze (e ne soffre giusto per qualche pagina). Audrey è la sua damigella; è sposata con Jared, un militare che però è stato bloccato dalla tempesta di neve e non riesce a raggiungerla. Poi arrivano Marcus (vedovo) e le due bambine, Bailey ed Allison, che arrivano lì per caso perchè avevano in realtà prenotato all'altro albergo. Ci sono Bob e Stacy, genitori di Hannah, che fanno amicizia con l'altra coppia di anziani che si sono rifugiati lì, Frank ed Eileen. L'ultimo ospite è Geoffrey Godwin, scontroso inglese che fa amicizia con Iris, e con lui ci sarà il piccolo colpo di scena finale. Ovviamente ci sono Jeanne e Tim proprietari della locanda, Iris precedente proprietaria che ancora li aiuta e Luke, nipote di Iris, che da piccolo aveva una cotta per Hannah.

Il libro si legge scorrevolmente, è diviso in capitoletti, ognuno dei quali parla di un personaggio diverso. La tormenta blocca tutti in questa splendida locanda e alla fine tutti si trovano ad interagire, tipo grande famiglia. Devo dire che la cosa che mi è piaciuta di più è proprio l'atmosfera di amicizia che si crea tra tutto il gruppo. Mi piacerebbe trovarmi in una locanda simile e gustare tutte le prelibatezze cucinate da Jeanne. Le storia è zuccherosa, molto zuccherosa. Pur sapendo come finirà (e non potrebbe finire diversamente), è anche troppo zuccherosa. Però è una lettura gradevole, sarebbe stata anche meglio se davvero fuori ci fosse stata la neve (non da essere segregati in casa però).
Mio voto: 7 e mezzo / 10


While I was reading challenge 2020


Nuova sfida per quest'anno. Ospitata da Ramona Mead. Si tratta di leggere un libro per ciascuna categoria suggerita. 
Queste le categorie:

  1. A book with an emotion in the title
  2. A young adult novel
  3. A book translated from another language
  4. A book that’s centered around a holiday
  5. A novel based on a true story
  6. A book with song lyrics in the title
  7. A book that’s been on your shelf for more than a year
  8. A book with a non-human narrator
  9. A book with a month in the title
  10. A book you heard about on TV/Radio/a podcast
  11. A book set in the state you live in
  12. A romance novel
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Libri letti:

  1. A book with an emotion in the title --> Orgoglio e pregiudizio (Jane Austen)
  2. A young adult novel --> Cinder (Marissa Meyer)
  3. A book translated from another language --> La felicità del cactus (Sarah Haywood)
  4. A book that’s centered around a holiday --> La locanda del bianco Natale (Colleen Wright)
  5. A novel based on a true story --> Little house in the big woods (Laura Ingalls Wilder)
  6. A book with song lyrics in the title --> The circle (Dave Eggers)
  7. A book that’s been on your shelf for more than a year --> Harry Potter e la pietra filosofale (J.K.Rowling)
  8. A book with a non-human narrator --> Il gatto che insegnava ad essere felici (Rachel Wells)
  9. A book with a month in the title --> November road (Lou Berney)
  10. A book you heard about on TV/Radio/a podcast --> Tanti piccoli fuochi (Celeste Ng)
  11. A book set in the state you live in --> Come piante tra i sassi (Mariolina Venezia)
  12. A romance novel --> Orgoglio e pregiudizio bookclub (Georgia Hill)
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Sfida completata il 25/12/2020