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mercoledì 16 dicembre 2020

Catene d'argento - Patricia Logan


Titolo originario: Silver ties (2013)

Un serial killer ha preso di mira i gay di Los Angeles e l’ispettore di polizia Cassidy Ryan deve scovare il mostro prima che vengano ritrovati altri cadaveri mutilati. Le indagini lo portano a scoprire che tutte le vittime sono collegate a un famigerato club online chiamato DOMZ.com. Il proprietario del sito, Zackary Teak, è incredibilmente attraente ma anche esasperante e poco collaborativo. Dopo aver trascorso anni alla buoncostume a investigare sui crimini legati alla pornografia, Cassidy sente di odiarlo a pelle. Zack Teak oltre a essere un uomo ricco è anche un rinomato Dom, con una lunga lista di sub che non vedono l’ora di leccargli gli stivali. Nel momento stesso in cui posa gli occhi sul bel poliziotto, un ex marine dei reparti speciali, è determinato ad aiutarlo a esplorare la propria natura sottomessa, ma questi non vuole proprio saperne. E mano a mano che il biondo ispettore stringe il cerchio attorno al killer, soccombe anche all’attrazione per Teak e scopre che non è poi così male cedere il controllo e lasciarsi guidare dall’affascinate Dom. Unisciti ai due uomini nella loro caccia all’assassino, mentre cercano di non diventarne a loro volta vittime.

Dunque. Non sono una che si scandalizza facilmente, ma questo libro è proprio adatto a chi ama il genere. Avevo letto la trama ed ero preparata ad aspettarmi alcune scene piuttosto bollenti, ma la realtà è andata ben oltre. Diciamo che alcune sono proprio pornografiche, perchè ci sta decisamente meglio. Tra queste e le efferatezze compiute dal killer, beh insomma, non l'ho apprezzato particolarmente. Sono arrivata a questo libro perchè mi serviva un titolo in cui fosse presente la parola "silver". La trama era interessante. Man mano che procedevo nella lettura, mi è venuto da ripensare alla saga delle cinquanta sfumature; se quella vi ha scandalizzato, beh, non provate neanche lontanamente a guardare queste pagine.
In realtà la parte investigativa è quasi assente. A parte le prime pagine in cui vengono rinvenute le vittime e qualche paginetta in cui i detective, aiutati dall'FBI, provano a fare qualche ricerca, in realtà il grosso della storia è concentrata su Zach Teak e il detective Cassidy Ryan. Teak è il proprietario di questo sito per appuntamenti BDSM tra gay; Ryan è un gay non ancora dichiarato. Entrambi provano immediatamente una grande attrazione l'uno per l'altro e nel giro di poche ore si trovano a trombare come ricci. Teak, che è un dom, è entusiasta all'idea di avere Ryan come sub, ed è entusiasta all'idea di fargli provare giochi erotici sempre più spinti. Vi tralascio ovviamente la serie di parole utilizzate per descrivere questi incontri, che alla lunga, più che scandalose sono semplicemente noiose. Stavo pensando però che, in altri libri, la sequenza di "cazzi", "uccelli" e dintorni mi è risultata più volgare che qui. Forse è stata brava l'autrice ad inserirli all'interno di un linguaggio asciutto piuttosto scorrevole (anche se alcuni passaggi, tipo gli "aaaah... siiii" sono illeggibili dai, e alcuni punti sembrano più una sceneggiatura un po' forzata che non un romanzo).
Dicevo, praticamente tutto il libro si basa sulla storia sessuale dei due uomini, i quali ad un certo punto si rendono conto che si sono innamorati, e questo ci sta.
Secondo me è un libro che non è nè carne nè pesce. O, meglio, la trama riportata in copertina dà l'idea del thriller, o che almeno la parte thriller e la parte amorosa si equiparino. La caccia all'assassino? La realtà è che la parte thriller è inesistente, ed è anche chiusa frettolosamente, dà proprio l'idea che in qualche modo dovesse chiuderla e allora prendiamo il primo psicopatico che pure confessa prima che Ryan arrivi in centrale (inoltre confessa all'FBI ma a noi vengono dette solo poche parole). Oltretutto, io capisco la passione, ma Ryan mi è parso poco professionale e veramente incauto.
Mah. Sinceramente l'ho gradito poco. Purtroppo, visto che mi serve per un paio di sfide, non potevo mettermi a cercare un altro libro, ma sono grata che fosse abbastanza breve. Probabilmente questa cosa del dom/sub così estremo non fa per me. Questo è il terzo libro di una serie, ma sono abbastanza sicura che non leggerò gli altri.
Mio voto: 4 / 10

domenica 23 agosto 2020

Scarlatto veneziano - Maria Luisa Minarelli

 

Titolo originale: Scarlatto veneziano - 2015
Titolo in inglese: Murder in Venice

Venezia, 1752. In una gelida notte di dicembre, un uomo viene trovato morto in una piccola calle. E il primo di una serie di omicidi che coinvolge l'avogadore Marco Pisani, alto magistrato della Serenissima. Scrupoloso, idealista e passionale, Pisani è un illuminista romantico, in anticipo sui tempi, consapevole che legge e giustizia non sempre coincidono. Ama disperatamente la sua città eppure ne avverte l'inarrestabile decadenza. È fatale perciò che nel corso delle indagini arrivi a scoperchiare il lato in ombra di una società preda di conflitti familiari, vizi e pettegolezzi crudeli. Aiutato dall'avvocato e amico Zen, dallo spregiudicato gondoliere Nani e da Chiara Renier, bella, indipendente e con un dono speciale, Marco Pisani si muove tra le fabbriche e i bacini dell'Arsenale, il mondo delle spie e dei mercanti orientali, gli uffici e le carceri di Palazzo Ducale, le sale da gioco, le botteghe, le osterie della città, i segreti racchiusi nei palazzi nobiliari e nelle ville delle incantevoli campagne del Brenta. Fino a scoprire un'amara e inaspettata verità... (www.ibs.it)

Primo libro della serie dell'avogadore Marco Pisani. Bellissima l'ambientazione nella Venezia del 1700, accuratamente ricostruita dall'autrice. 
Tre delitti sconvolgono la città di Venezia, e si capisce subito che l'assassino è lo stesso perchè usa la stessa corda per strangolarli. Pisani comincia a investigare e scopre che, purtroppo, questa combriccola di delinquenti non solo è composta da due membri di importanti famiglie veneziane, ma scopre anche che nascondono un terribile segreto, per un crimine veramente efferato che hanno commesso un anno e mezzo prima. Per fortuna che Pisani ci tiene veramente a risolvere il mistero, e ci riuscirà ovviamente.
Il colpevole l'avevo indovinato anche io.
Pisani mi piace molto. E' un uomo dal grande cuore, che persegue la giustizia fino in fondo, e prende con immensa serietà i casi su cui si trova ad investigare. Bel soggetto anche il suo gondoliere Nani, che riesce ad arrivare laddove un pezzo grosso come il suo padrone non può. Chiara, forse, è un po' troppo perfetta: bellissima, buonissima, bravissima, grande imprenditrice, in più ha il dono... Sinceramente, ipotizzando di farne una serie di questi libri, io personalmente non li avrei messi insieme così subito (non è uno spoiler, si capisce subito come va a finire).
Avevo questo libro in attesa da un po' di anni. La lettura è stata scorrevole, l'ho praticamente divorato in due giorni. Credo che si sia qualcosa da migliorare come linguaggio, l'incipit non è un gran che, ma poi si riprende col ritmo abbastanza incalzante della vicenda. A volte si perde in lunghe descrizioni di paesaggi o cibarie, questo è un po' noioso.
Lettura interessante. Appena riesco leggerò anche i seguenti.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

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Veneziano serie (ad agosto 2020):
1 - Scarlatto veneziano
2 - Oro veneziano
3 - Sipario veneziano
4 - Crociata veneziana

sabato 18 luglio 2020

Il gatto che annusava la colla - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The cat who sniffed glue (1988)

La vita nella cittadina di Pickax é tranquilla ma non monotona. Quanto meno non lo é per lo scapolo più ambito dalle donne, l'ex giornalista Jim Qwilleran che ha ereditato un grande patrimonio. Lui e i suoi due amici gatti, i siamesi Koko e Yum Yum, cominciano ad avere problemi quando in città viene trovata uccisa una giovane coppia che fa parte della migliore società. La polizia brancola nel buio ma poi all'improvviso Koko rivela uno strano interesse per un'antica stampa e per un barattolo di colla. Da questo momento il caso comincerà ad apparire meno misterioso e Jim riuscirà a risolverlo con l'aiuto delle sue due impareggiabili spalle. (anobii.com)

Qwill comincia ad essere parte di Pickax City, al punto che inizia anche a far parte del gruppo teatrale. Una sera però, Harley Fitch e la moglie vengono trovati uccisi da colpi di pistola. I due si stavano preparando per andare alle prove del teatro, e sono stati scoperti così dal fratello di lui e la moglie, anch'essi diretti verso il teatro. E subito le cose suonano strane, perchè la moglie di Harley, in realtà, alle prove non ha proprio mai partecipato. Ma i morti non finiranno qui; purtroppo, la madre di Harley finirà in ospedale per un infarto, mentre il padre si suiciderà.
Subito viene data la colpa ad alcuni vandali che infastidiscono la città, ragazzi che non hanno modi migliori per divertirsi, ma Qwill è poco convinto che le cose stiano davvero così e i suoi baffi continuano a vibrare mentre Koko sembra dargli messaggi che lui, come sempre, non riesce a capire. 
Proprio l'omicidio di questa coppia sarà sulla copertina del primo numero del nuovo giornale locale,  chiamato "Moose County Something", mentre Qwill decide di lasciar perdere il libro che sta scrivendo e tornare a fare il giornalista.

Dal momento che l'ambientazione principale è il teatro (di cui stanno completando la costruzione, ma gli attori stanno già facendo le prove), ogni capitolo viene introdotto come se fosse la scena di un atto teatrale, con tanto di collocazione e personaggi in scena. Questa cosa è carina e aiuta a focalizzare l'attenzione.
Il giallo secondo me lascia alcune domande irrisolte, ma la vicenda è carina, anche se probabilmente tiene più banco la storia di Qwill.
Sempre una lettura gradevole.
Mio voto: 7 / 10


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Serie "Il gatto che...":

2) Il gatto che mangiava i mobili  
3) Il gatto che accendeva il registratore  
5) Il gatto che amava Brahms 
6) Il gatto che giocava all'ufficio postale 
7) Il gatto che leggeva Shakespeare
8) Il gatto che annusava la colla 

venerdì 22 maggio 2020

Agatha Raisin e i camminatori di Dembley - M. C. Beaton


Titolo originale: Agatha Raisin and the Walkers of Dembley - 1995

Tornata da un lungo periodo lavorativo a Londra, Agatha ritrova il suo amato villaggio di Carsely e soprattutto il suo bel vicino James. Vero è che il fascinoso colonnello in pensione non sembra proprio in visibilio all’idea di riaverla lì, ma Agatha non fa neanche in tempo a elaborare nuove strategie di conquista che viene coinvolta in un omicidio sensazionale. Jessica Tartinck, provocatrice di professione, che ha trascorso gli ultimi mesi a capo dell’Associazione dei Camminatori di Dembley, cercando di trasformare dei pacifici passeggiatori della domenica in agguerriti sostenitori del diritto di passo nella campagna circostante, viene trovata brutalmente assassinata in un campo.
E poiché Agatha non smette mai di sperare, da lì a poco cerca di convincere James a partecipare alle indagini, complicate dal fatto che davvero molti potrebbero essere i colpevoli. (astoriaedizioni.it)

Attenzione: contiene spoiler sul finale.
Agatha ha smaniato tanto per tornare a lavorare, ma alla fine non ne può più e rientra a Carsely, dove continua il tira e molla col colonnello in pensione Lacey.
Questa volta il delitto si svolge a Dembley, e i nostri due investigatori improvvisati vengono spediti a mischiarsi con questo gruppo di camminatori per vedere se scoprono qualche notizia. Incredibilmente ci riusciranno, ma in realtà grazie ad un indizio frainteso. Tra i camminatori ci sono diversi personaggi che hanno degli scheletri nell'armadio, tutte piste che non portano da nessuna parte però.
Nel frattempo tengono banco le vicende amorose di Agatha e James, costretti a fingersi marito e moglie, lei sempre cottissima, lui sempre sfuggente, finchè nel finale del libro abbiamo il vero colpo di scena: mentre Agatha si rassegna ad essere stata una botta e via da ubriachi, James le chiede di sposarlo. Ma ci potrebbe essere un ostacolo. Eh sì, perchè Agatha ha dato per scontato che il suo ex marito, abbandonato in coma etilico, sia ormai morto, ma non ha mai veramente confermato la notizia. E ancora non sa che il suo ex collaboratore, Roy, cova del rancore nei suoi confronti, ed è interessato a scoprire se davvero Raisin è morto oppure no, per fare una bella sorpresa ad Agatha, in questo secondo caso. 
Libro carino, si legge scorrevolmente. La parte gialla non mi ha fatto impazzire, in realtà. La vicenda è carina ma la parte investigativa abbastanza sbrigativa. Tiene decisamente più banco Agatha, coi suoi pensieri su James, le sue ansie per essere una cinquantenne che comincia ad avere qualche ruga. Insomma, è quasi più un romanzo rosa che giallo. Gradevole per rilassarsi.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

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Serie Agatha Raisin:
1. Agatha Raisin e la quiche letale 
2. Agatha Raisin e il veterinario crudele 
3. Agatha Raisin e la giardiniera invasata
4. Agatha Raisin e i Camminatori di Dembley

sabato 16 maggio 2020

L'isola contesa - Vincenzo Migliaccio


Titolo originale: L'isola contesa (2014)

Cosa può turbare la pace di una calda ed assolata giornata nella tranquilla Isola di Cipro? Cosa si cela dietro quel volo dal decimo piano di un albergo di Nicosia? E che segreti nasconde quel documento che un geologo italiano ha trovato nascosto tra i libri della biblioteca del Monastero di Kykkos? L’ispettore Panaydes, del distretto di Strovolos, si troverà a cercare queste risposte tra le difficoltà di una indagine che scava nel torbido degli ambienti della diplomazia e nella storia dell'”Isola contesa”.

"L'isola contesa" nasce dal piacevole ricordo di tre splendidi anni passati a Cipro. La semplicità, la disponibilità e la grande cordialità della gente dell'isola mi ha sempre emozionato e mi è rimasta nel cuore. La loro tragedia, specialmente nelle persone che vivono a Nicosia, la capitale, viene vissuta con grande serenità, senza rassegnazione ma con la speranza che si parli comunque della loro condizione. Ancora oggi, nel 2019, non è possibile che ci siano ancora muri che dividono popoli e nazioni. La caduta del muro di Berlino ha riunito un popolo sotto un'unica bandiera, lasciando il triste primato di città divisa a Nicosia. Passeggiare sulla Ledra Street, tra negozi moderni e luccicanti, tra botteghe e ristoranti degni delle migliori capitali europee contrasta con il grigio muro che chiude l'accesso all'altra parte della città, buia e povera, come ho avuto modo di constatare in alcune mie visite alla comunità turco - cipriota.
La storia narrata nel romanzo è finzione totale, anche se lo spunto di base nasce da supposizioni, illazioni e dubbi della comunità greco - cipriota che si tramandano da padre in figlio a partire dagli anni '50. A me piace comunque pensare che un giorno anche quest'ultima barriera possa cadere con tutte le paure e contraddizioni che contraddistinguono questa splendida isola del Mediterraneo. 

Sono incappata per caso in questo libro, molto corto, e sono stata spinta a leggerlo per due motivi: era un giallo ed era ambientato a Cipro, un'isola che è sempre stata un sogno, vorrei poterla visitare fin da quando ero bambina. Non c'è un motivo particolare, semplicemente mi incuriosisce.
Non sono riuscita a trovare molte notizie sull'autore, di cui questo è il primo libro, se non che il personaggio di Valerio lo rappresenta molto (laurea in geologia, vulcanologo, ha davvero lavorato per la Sogei a Cipro, ecc. ecc). A dire la verità, non ci sono nemmeno tante recensioni in giro, giusto per confrontare un po' le opinioni...
Allora, la trama era intrigante. Cipro è un'isola talmente tranquilla dove non succede niente, soprattutto ci sono pochissimi crimini. Cosa può mai essere successo per far sì che un giornalista si suicidi buttandosi dal balcone di un albergo? Soprattutto, come è mai possibile che prima sia morto d'infarto e poi sia caduto giù dal balcone? E allora un piccolo ispettore di polizia si mette a scavare nelle frequentazioni di questo giornalista e arriva ben presto alla soluzione del caso. Ma a Cipro tutti sono sorvegliati, anche i poliziotti, quindi anche l'assassino capisce quando l'ispettore si avvicina alla soluzione del caso. E di morti, quasi tutti per infarto e poi per qualcos'altro, ce ne saranno diversi.
Non vi svelo altro sulla vicenda perchè almeno la seguite.
Il primo commento che mi è venuto quando ho chiuso il libro è stato "mah". Interessante idea di base, interessante anche il fatto di metterci dentro lo spionaggio di Stato. Ma la realizzazione, a mio parere, è scadente. Le prime quaranta pagine sono un libro di storia, che passa dalla creazione del muro di Berlino, alla creazione della NATO e del Patto di Varsavia, e di altre cose storiche. Per una come me, che non ha mai amato la storia, sono state pagine pesantissime e ammetto che volevo abbandonare la lettura e cambiare libro (ne avevo un altro su Cipro). Ma ho insistito perchè era corto. E' vero che alcune di quelle pagine di storia servono per capire lo spirito con cui si vive sull'isola e alcune vicende che seguiranno, ma sarebbe stato decisamente meglio magari infilarle nella narrazione o comunque renderle più scorrevoli.
La parte "gialla" è carina ma la vicenda è resa con pochissimo pathos. Anche i dialoghi sono abbastanza piatti. Credo sia principalmente un problema di stile narrativo. Una storia simile, messa in mano ad uno scrittore più esperto, potrebbe diventare spettacolare. Invece rimane piatta. Peccato.
Ultima notazione: non amo molto quando vengono citate le marche solo per il puro fatto di citarle, cioè quando non hanno una reale utilità per la storia, tipo la marca del videoregistratore, a che serve?
Mio voto: 6 / 10

giovedì 7 maggio 2020

Uno studio in rosso - Arthur Conan Doyle


Titolo originale: A study in scarlet - 1887

ATTENZIONE: contiene spoiler sulla trama.

John Watson è un ex medico militare che dopo esser stato ferito in Afghanistan sta cercando un alloggio non troppo costoso a Londra. Un suo amico gli dice che conosce un altro gentiluomo che sta cercando qualcuno con cui dividere l'affitto di un appartamento al 221B di Baker Street. Così si conoscono Watson e Sherlock Holmes, consulente investigativo.
Holmes invita Watson ad accompagnarlo sul luogo del crimine dove viene chiamato proprio da Scotland Yard. Un certo Enoch J. Drebber è stato trovato cadavere, senza tracce di violenza, ma Holmes capisce subito che è stato avvelenato. Sul muro della stanza, illuminata da una candela rossa, viene trovata la parola "rache" scritta col sangue e un biglietto in cui è scritto "J.H. è in europa". Mentre il primo sospettato del crimine, che viene catturato dalla polizia, è in carcere, viene commesso un secondo omicidio: si tratta del segretario di Drebber, il signor Stangerson, pugnalato al cuore. Anche qui compare la parola "rache" (vendetta, in tedesco).  Dopo aver fatto i suoi calcoli, Sherlock Holmes fa ammanettare un vetturino chiamato Jefferson Hope.
La prima parte del libro termina qui, con Holmes che dice a Watson di aver capito come sono andate le cose.

Nella seconda parte del libro, John Ferrier e la figlia adottiva Lucy, stanno vagando nel deserto senza acqua nè cibo, quando vengono trovati e accolti da una carovana di Mormoni. Ferrier diventa un membro stimato della comunità, diventando anche molto ricco col suo lavoro. Ma ai capi dei mormoni non piace il fatto che lui abbia solo finto di abbracciare la loro fede, e che non si sia mai voluto sposare. Anzi, poichè gira voce che sua figlia Lucy sia innamorata di un giovane cercatore d'oro (Jefferson Hope), i mormoni danno un ultimatum a Ferrier: entro 30 giorni Lucy dovrà decidere se sposare il figlio di Drebber o il figlio di Stangerson, entrambi interessati a lei. I giorni passano, scanditi dai promemoria sui giorni mancanti che vengono recapitati a Ferrier ogni giorno. Nel panico, egli riesce a far arrivare un messaggio a Jefferson Hope, il quale arriva a casa loro proprio l'ultima notte e li aiuta a scappare. Riescono a lasciare le terre dei mormoni e a mettere un po' di distanza tra loro, ma un giorno che si fermano a riposare e Jefferson va a caccia, quando torna scopre che i suoi due amici non ci sono più. Ferrier è stato ucciso e sepolto lì dove si erano accampati. Lucy è stata rapita. Scoprirà che è stata costretta a sposare Drebber, ma che non ha più alzato la testa dal cuscino lasciandosi morire, cosa avvenuta circa un mese dopo le nozze. Jefferson Hope, distrutto dal dolore, decide di dedicare la sua vita a vendicare Lucy e suo padre. Hope riesce a seguire le tracce dei due per mezza europa, arrivando sempre un pelo dopo che loro sono ripartiti, finchè a Londra le loro strade si incrociano. Avvicina Drebber una sera che per caso i due si sono separati e lui si è ubriacato; gli concede di scegliere tra due pillole, una avvelenata ed una no (lui avrebbe mangiato quella rimanente). E rimangono a guardarsi finchè Drebber viene colto da dolori lancinanti e muore. In albergo riesce ad arrivare a Stangerson, al quale dà la stessa scelta tra le due pillole, ma questo prova a ribellarsi e Hope per difendersi lo pugnala al cuore. Il sangue con cui scrive la parola "rache" in realtà è suo sangue dal naso. Una volta arrestato grazie a Sherlock Holmes, racconta tutta la sua storia, che conferma le teorie dell'investigatore, dicendo anche che da tempo soffre di aneurisma aortico e che quindi potrebbe morire prima del processo (cosa che poi succede).
Ovviamente il merito della soluzione del caso viene attribuito ai due investigatori di Scotland Yard, Lestrade e Gregson, che non avevano in realtà capito nulla. Ma Holmes sapeva che le cose vanno così, ed è comunque contento di aver risolto il caso.

Non avevo mai letto nulla di Sherlock Holmes. La scelta di questo libro in realtà è stata fatta col gruppo di lettura, non potendoci vedere per via del corona virus (e chissà per quanto...) abbiamo scelto un secondo audiolibro dall'elenco disponibile gratuitamente su raiplay.
La prima parte del libro mi ha lasciato perplessa. Viene fatta conoscenza con Holmes e Watson e viene illustrata la scena in cui si svolge il delitto. Ad un certo punto, Holmes dice di aver capito chi è stato. E la cosa finisce lì.
La seconda parte si apre con tutt'altro scenario. Ferrier e la bambina, unici superstiti di un gruppo di persone, stanno vagando per il deserto quando incontrano questa enorme comitiva di Mormoni che li rifocillano e li accolgono con sè, a patto che si convertano alla loro fede. Pur di salvarsi, Ferrier si convertirebbe a qualsiasi fede, e negli anni diventa un membro rispettato della comunità. Ma in verità non ha mai visto di buon occhio la poligamia praticata dai Mormoni.
Ad un certo punto, facendo caso ai nomi, si capisce come sono andate le cose. Questa seconda parte è molto bella. La storia è ben definita, ben scritta. Il momento in cui i tre provano a scappare mi ha messo ansia, e ci sono rimasta molto male quando Ferrier viene ucciso e Lucy riportata indietro.
Ho trovato Holmes molto sbruffone. Da quei pochi dettagli lui riesce a ricavare una intera storia. Un po' esagerato. Però la storia che c'è dietro è molto interessante e molto triste. Alla fine, pur essendo un libro leggero, ti butta lì alcuni concetti su cui si potrebbe riflettere.
Jefferson Hope è davvero un criminale o piuttosto, come si definisce lui, un giustiziere di assassini? Beh, chiaramente la giustizia dovrebbe essere amministrata dalla polizia, ma Drebber e Stangerson hanno a loro volta ucciso due persone innocenti.
Il libro muove sicuramente una grossa critica alla religione dei Mormoni. C'è un punto dove dice "I perseguitati erano ormai divenuti persecutori della peggiore specie. L'Inquisizione di Spagna, il Vehmgericht tedesco, le società segrete italiane... nessuna organizzazione era mai riuscita a mettere in moto una macchina più formidabile di quella che costituiva un incubo per ogni abitante dell'Utah... Colui che si metteva contro la Chiesa spariva senza che nessuno sapesse mai quale fosse stata la sua sorte".
Ancora, potremmo anche parlare del fatto che Sherlock Holmes riesce a risolvere un caso laddove la polizia non ne cava un ragno da un buco, ma è alla polizia che vanno gli onori...
Anche il fatto che, in un certo senso, quella che si potrebbe chiamare "giustizia divina" fà sì che la pillola avvelenata tocchi a Drebber e non ad Hope. Alla fine il cattivo viene davvero punito.

Bel libro, mi è piaciuto. Ho fatto un po' fatica nello stacco tra prima e seconda parte, perchè di solito quando si passa dal presente al flashback, di solito si va indietro nel passato di un personaggio che abbiamo già conosciuto, mentre qui parte da un periodo decisamente indietro, prima di arrivare a Drebble, Stangerson e Hope. Però nel complesso mi è piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

sabato 25 aprile 2020

Jane e lo spirito del male - Stephanie Barron


Titolo originale: Jane and the Genius of the Place (1999)

Canterbury, 1805. Nell'aristocratica cittadina, gremita di tutta la migliore società inglese in occasione delle annuali corse di cavalli, l'atmosfera si presta agli scandali. Eppure, neanche Jane è preparata alla drammaticità degli eventi di cui sta per essere involontaria spettatrice. Una nobildonna francese di straordinaria bellezza, nota per i suoi costumi sfacciati, viene trovata morta, orrendamente strangolata. Lo scalpore e lo shock lasciano presto spazio alle accuse e gli occhi di tutti puntano su un uomo, un mascalzone che non aveva fatto mistero della sua attrazione per la vittima. Ma Jane, come sempre, non ama fermarsi alle apparenze e decide di approfondire le indagini per conto suo, portando presto alla luce una serie di indizi per lo meno insoliti, che puntano tutti nella stessa direzione. Intanto, le forze di Napoleone si stanno avvicinando alle coste del Kent, minacciando l'incolumità della popolazione. Tuttavia, Jane non è disposta ad abbandonare il caso per mettersi in salvo in terre più sicure, anche se la sua sete di giustizia potrebbe costarle il prezzo più alto: la sua stessa vita. (www.libreriauniversitaria.it)

Questa quarta avventura di Jane Austen mi ha un po' annoiato. L'inizio è interessante, l'ambientazione delle corse di cavalli intrigante, ma quando cominciano le macchinazioni politiche tra Napoleone (chiamato "il Mostro"), gli inglesi e mezza europa mi sono un po' persa.
La cosa carina è che qui si trovano ad investigare in quattro: Jane, i suoi fratelli Ned ed Henry, e la moglie di Ned, Lizzy. Ned è colui che è, effettivamente, investito della figura di giudice di pace. 
Ci sono tanti personaggi che ruotano attorno alla defunta Mrs. Grey che mi sono un po' persa.
Non so, senza voler svelare troppo della trama, posso dire che, semplicemente, non mi ha preso molto.
Oltretutto, vorrei capire perchè il titolo è stato tradotto in "Jane e lo spirito del male" quando averlo tradotto in "Jane e lo spirito del luogo" avrebbe avuto più senso con la storia.
Mio voto: 6 / 10


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Le indagini di Jane Austen:
1. Jane e la disgrazia di Lady Scargrave  
2. Jane e il mistero del reverendo
3. Jane e il segreto del medaglione 
4. Jane e lo spirito del male

martedì 7 aprile 2020

Ultime della notte - Petros Markaris


Titolo originale: Nυχτερινό δελτίο - (Nychterinà deltío) -  1995
Titolo inglese: The late-night news

Il commissario Kostas Charitos legge solo dizionari. Lotta quotidianamente contro i bancomat. E' sposato, la figlia se ne è andata di casa e per la moglie la televisione è l'unica consolazione. Odia i giornalisti, soprattutto la bella Ghianna Karaghiorghi, che si fa beffe di lui a ogni conferenza stampa. E vive ad Atene, una metropoli sospesa tra Oriente e Occidente, passato e presente, così simile e così diversa da una grande città italiana. Una metropoli che è teatro di una serie di delitti sanguinosi, in cui si incrociano immigrati clandestini ed ex spie dell'Europa dell'Est, trafficanti d'organi e cronisti troppo curiosi. E Charitos deve dire addio alla sua pigra routine. ''Ultime della notte'', pubblicato con grande successo in Grecia, Francia e Germania, segna la nascita di un personaggio indimenticabile, un poliziotto cinico e umano, scontroso e disarmato, alla ricerca di una verità nascosta in un mondo sempre più inafferrabile. (Giunti.it)

E' il secondo libro che leggo di Markaris ed ero incredibilmente curiosa di partire dalla prima storia di Charitos. Che dire.. mi è piaciuto molto. Pare che questo commissario venga paragonato a Montalbano, io ammetto di non aver letto nulla su Montalbano, ma Charitos mi piace molto come personaggio.  E' lui che racconta i fatti in prima persona.
In questo libro partiamo subito con l'omicidio di una coppia di albanesi, liquidato abbastanza in fretta perchè a nessuno interessa molto degli albanesi. Ma quando a morire è una famosissima (e rampante) giornalista televisiva greca, che stava indagando su alcune vicende particolari, e poco dopo di lei una sua collega (quella a cui la vittima ha chiesto di proseguire le indagini) allora Charitos comincia a sommare le cose e con gli appunti della giornalista si troverà infilato in un traffico di bambini, trapianti e clandestini.
Il ritmo della storia è molto buono. Ho avuto un po' di perplessità quando entrano in scena anche i trasporti frigoriferi e come si ricollegano le cose. Trama molto intrigante, ammetto che l'ho letto abbastanza tutto d'un fiato.
Il segreto della giornalista l'avevo capito da subito. Mentre è furbacchione il commissario che tiene per sè l'indizio fondamentale: la persona della foto che lui può vedere e noi no. Senza quella è difficile capire chi è l'assassino. E ammetto che ho provato un gran dispiacere perchè mi stava simpatico.
Charitos sa anche manifestare grande bontà d'animo nel tutelare sia il capro espiatorio braccato dai giornalisti, sia la sorella di Ghianna.
Ripeto, mi piace molto questo commissario. Credo che proseguirò presto la serie. Lettura molto piacevole.
Mio voto: 8 / 10


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Serie Kostas Charitos:
1. Ultime della notte, (1995) 
2. Difesa a zona (1998) 
3. Si è suicidato il Che (2003) 
4. La lunga estate calda del Commissario Charitos (2007) 
5. La balia (2008) 
6. Io e Kostas Charitos (2010) 
7. Prestiti scaduti (2011) 
8. L'esattore (2012) 
9. Resa dei conti (2013) 
10. Titoli di coda: Un nuovo caso per il Commissario Kostas Charitos (2015) 
11. L'assassinio di un immortale. Dalle rotte dei migranti alle indagini del commissario Charitos (2016) 
12. Il prezzo dei soldi (2017) 
13. L'università del crimine (2017) 
14. Il tempo dell’ipocrisia (2019)

mercoledì 1 aprile 2020

La paziente scomparsa - Liz Lawler


Titolo originale: I'll find you - 2018

Emily Jacobs è appena stata ricoverata nell'ospedale dove lavora come infermiera, per una piccola operazione. Quando si sveglia nel cuore della notte, ancora confusa dall'anestesia, fatica a capire bene cosa stia succedendo. Per un momento le sembra quasi che un medico stia cercando freneticamente di rianimare la paziente nel letto a fianco, ma la spossatezza dovuta ai medicinali ha la meglio ed Emily si riaddormenta. Al risveglio chiede spiegazioni, ma la risposta è che il letto accanto al suo è sempre stato vuoto. Una volta tornata al lavoro, Emily è decisa a non dare più peso alla cosa, ma il ritrovamento di un braccialetto riporta a galla tutte le sue inquietudini. Potrebbe essere della donna scomparsa? Più ci pensa e più si convince che i suoi colleghi nascondano un terribile segreto. Potrebbe sbagliarsi, è vero. Forse per colpa di un trauma del suo passato che rischia di influenzarla... E se invece avesse ragione? Chi altro sarebbe in pericolo? (www.anobii.com)

Trama interessante. Emily è una infermiera che si fa in quattro per aiutare gli altri, è caparbia, è preparata, è brava in quello che fa. Ma la scomparsa della sua amata sorella minore la fa uscire di testa per il dolore. Ed è questo che cercano di farle credere tutte le persone che ha intorno, che le sue capacità mentali sono troppo provate e che non c'è mai stata nessuna ragazza nella stanza con lei. Ma Emily non ci sta, non si dà per vinta, è sicura di ciò che ha visto ed andrà fino in fondo fino a scoprire cosa è esattamente successo, rischiando anche la pelle.
Leggendo il prologo mi ero un po' spaventata, temevo che fosse più horror che thriller. 
La storia è avvincente, ho letto il libro in due giorni (ammetto che questa quarantena sta aiutando molto nella lettura..), ero curiosa di vedere come si sviluppava la vicenda, perchè con una storia così è un attimo fare uno scivolone. Tasto dolente del libro: la scrittura. Non so se sia "solo" un problema di traduzione, ma il linguaggio ha bisogno di essere affinato un altro po'. Questa storia in mano ad un giallista navigato sarebbe spettacolare. E poi si sente molto che l'autrice ha fatto l'infermiera per tanti anni, perchè utilizza termini e procedure mediche un po' troppo tecniche.
Nel complesso il libro mi è piaciuto abbastanza, anche se il finale è un po' deludente e semplicistico. Ho passato tutto il libro a chiedermi cosa fosse successo a Zoe e poi ... ? 
Mio voto: 7 e mezzo / 10

lunedì 23 marzo 2020

Il gatto che leggeva Shakespeare - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The cat who knew Shakespeare (1988)

"Nella contea di Moose, quattrocento miglia a nord di ogni dove, comincia sempre a nevicare in novembre, e nevica, nevica, nevica...."

Qwilleran si sta lentamente abituando alla sua nuova vita da milionario. Ha deciso di non abitare nella residenza principale Klingenschoen, preferendo farla diventare un museo. Siamo a novembre e tutti si aspettano che arrivi "la Grande" cioè la nevicata per eccellenza, attesa ogni anno appunto in questo mese. Nel frattempo la vita prosegue nella cittadina di Pickax. Senior Goodwinter, proprietario del Picayune, il giornale locale, muore in un incidente stradale. Il figlio, Junior, anch'egli giornalista, vorrebbe proseguire l'attività ma la madre in breve tempo decide di disfarsene (del giornale e della casa) per uscire dalla situazione finanziaria pessima in cui si trovano. A Qwill sembra strano che una vedova reagisca in modo simile e la cosa non gli torna. In più, per uno strano caso, tutti i Goodwinter sono morti in circostanze piuttosto strane, sempre mascherate da incidenti. Decide allora di contattare una sua vecchia conoscenza, un riccone a cui propone di comprare il giornale e farlo dirigere a Junior. Il bello è che tra il riccone e la vedova allegra nascerà subito una simpatia. Anche la signora Cobb, governante di Qwill, pare aver trovato l'amore con Herb Hackpole, un rozzo cacciatore che a Qwill non piace per niente. E in paese si aggira anche uno strano personaggio che nessuno conosce e che a Qwill sembra un investigatore privato.
Nel frattempo, Koko si diverte a buttare a terra alcuni libri di Shakespeare, e questo comincia a far fremere i baffi di Qwilleran. A maggior ragione quando un incendio doloso manderà a fuoco il museo Klingenschoen, rischiando di uccidere anche i gatti (ma Koko ha nasato per tempo la situazione).
Nel corso del libro, oltre a Senior moriranno altri due personaggi, ma non vi dico chi sono. Qwilleran risolverà il mistero ovviamente alla fine del libro.

Lettura scorrevole e rilassante. In realtà, più che un vero e proprio giallo, tengono banco le avventure di Qwilleran e dei personaggi che gli ruotano intorno. Gli omicidi ci sono, ma non è che lui investighi molto. La verità gli verrà raccontata direttamente da una persona a cui l'ha confessato il colpevole. Koko comunque sapeva già tutto e tramite i libri buttati a terra aveva pure dato gli indizi al suo padrone. 
In questo, più che in altri libri, in effetti la parte di mistero è molto scarsa. Comincia però a mettersi a posto tutto lo scenario in cui si muoverà Qwilleran nei seguenti libri. Io amo Qwilleran e i siamesi, e mi piace anche che stia cominciando a frequentare Polly, la bibliotecaria.
Mio voto: 7 e mezzo / 10


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Serie "Il gatto che...":

2) Il gatto che mangiava i mobili  
3) Il gatto che accendeva il registratore  
5) Il gatto che amava Brahms 
6) Il gatto che giocava all'ufficio postale 
7) Il gatto che leggeva Shakespeare



domenica 23 febbraio 2020

Come piante tra i sassi - Mariolina Venezia


Titolo originale: Come piante tra i sassi (2009)

Simpatica o antipatica? Odiosa forse. Scomoda, spudorata, sorprendente. Come la verità, certe volte. È Imma Tataranni, sostituto procuratore a Matera. Al suo secondo romanzo dopo Mille anni che sto qui, Mariolina Venezia si confronta col giallo, giocando col genere per raccontare i vizi e le virtù dell'Italia di oggi. (einaudi.it)

Erano anni che avevo questo libro in attesa di essere letto perchè mi ispirava molto sia la trama sia il fatto che fosse ambientato in una regione di cui si parla poco. Finalmente ce l'ho fatta a leggerlo, ma mi ha abbastanza deluso.
Intanto il personaggio principale, Imma Tataranni, donna abituata a lottare con le unghie e coi denti in un ambiente ostile, ligia al dovere e alla legge, sempre sul tacco dodici anche quando va a perlustrare un campo di grano o le stradine di Matera. In qualche modo pensavo che sarei entrata in sintonia con una donna simile e invece no. E' quasi eccessiva, anche se ci fa capire come vanno le cose in certe situazioni. Il fatto stesso che quando trova la traccia della discarica abusiva le viene tolto il caso, la dice lunga. E poi, per quale motivo deve calpestare per pura cattiveria un lombrico che non le dà nessun fastidio?
La storia è un po' contorta e ad un certo punto prende due diramazioni. Una delle due verrà tolta d'ufficio ad Imma, facendo ben capire che deve lasciare le cose come stanno. L'altra, quella del ragazzo trovato morto, subisce mesi di stacco, in cui viene lasciata lì a prendere polvere sotto altri casi, e poi tutto d'un tratto viene svelata la soluzione. Diciamo che è poco avvincente. Se poi vogliamo guardare alla descrizione degli abitanti, per dire che in Basilicata la gente è silenziosa, non si sbottona, va bene. Ma visto che sarebbe un libro giallo, boh mi aspettavo più verve.
La scrittura non è proprio fluida ed è piuttosto colorita in alcune espressioni. Ci sono alcune parti in cui la gente parla dialetto, ovviamente non ho capito una parola (anche se spesso c'è anche la traduzione per fortuna).
Delusione, mi aspettavo di più.
Mio voto: 6 / 10

sabato 8 febbraio 2020

Parce sepulto - Danila Comastri Montanari


Titolo originale: Parce sepulto - 1990

Roma, 45 d.C. Il senatore Publio Aurelio Stazio si appresta a trascorrere una serena giornata di festa alle nozze di Lucilla, figlia del celebre retore Arriano, con il discepolo prediletto di costui, il brillante Ottavio. Ma le sue aspettative sono presto frustrate: la sposa, infatti, viene ritrovata cadavere in una vasca di fanghi termali. Sembra essere stata stroncata da un malore durante i preparativi. Parce sepulto, "Lascia in pace i morti". Non tutti i defunti, però, possono essere in pace. Non le vittime di crimini che reclamano giustizia, come ben sa il senatore. E, anche nel decesso di Lucilla, qualcosa non lo convince: perché, per esempio, la ragazza è morta tenendo un dito alzato, come a indicare il cielo? E quali segreti nasconde Camilla, la gemella di Lucilla, identica nell'aspetto ma molto diversa nei costumi? Infine, perché Arriano sembra affannarsi goffamente a nascondere le tracce del proprio passato? Quando un altro cadavere compare sulla scena, Publio Aurelio Stazio sa che il suo fiuto per il crimine non l'ha ingannato. E inizia a indagare... (illibraio.it)

Il personaggio di Aurelio Stazio mi piace, così almeno una volta all'anno leggo le sue avventure. Qui lo troviamo invitato alle nozze di Lucilla e Ottavio, ma la sposa viene trovata morta il giorno delle nozze. Aurelio capisce subito che qualcosa non va e si mette a ficcanasare in giro. Nel frattempo, subisce il fascino di Camilla, la gemella di Lucilla, sposata ad un vecchio banchiere ed usuraio, e nel racconto trovano spazio alcune discussioni economiche tra Aurelio e, appunto questo banchiere, che si chiama Corvino. Oltre a questo, abbiamo dei richiami ai riti satanici. Diciamo che molte delle cose su cui si incaponisce Aurelio, in realtà non c'entrano nulla nè con la prima defunta nè col secondo defunto. Veniamo costantemente sballottati da un ipotetico colpevole all'altro, finchè lo stesso Aurelio si rende conto che la soluzione era più facile del previsto e, per puro caso, riesce a fermare il colpevole prima che commetta il terzo omicidio.
L'ho trovato un po' caotico. Aurelio Stazio, non sapendo che pesci pigliare, allarga troppo la sua ricerca. I libri della Comastri Montanari trovo che abbiano una caratteristica che è sia positiva sia negativa: ogni oggetto, ogni pratica, ecc. viene scritta in latino e viene spiegata, un po' come farebbe un libro di storia, e questa è una cosa molto carina; d'altro canto, quando si lancia in spiegazioni più lunghe (tipo i riti satanici o altro) rischia di diventare troppo prolissa e appesantire il romanzo. In questo libro ho un po' risentito di questa cosa.
Finita questa vicenda, c'è un breve racconto in cui Aurelio è in ferie a Pithecusae (isola di Ischia) e anche qui risolve in maniera molto più veloce un piccolo giallo di una perla scomparsa e dei 5 amici che l'avevano trovata e che stanno morendo come mosche.
Carino. Mi è piaciuto meno del precedente, mi ha coinvolto meno perchè mi ha distratto di più.
Mio voto: 6 e mezzo / 10


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Serie Publio Aurelio Stazio:
1. Mors tua (1990)
2. In corpore sano (1991)
3. Cave canem (1993)
4. Morituri te salutant (1994)
5. Parce sepulto (1996)

venerdì 24 gennaio 2020

Assassinio à la carte- Brigitte Glaser


Titolo originale: Mordstafel - 2005

Assassinio à la carte. La cuoca Katharina e la mafia turca
A Colonia, nel vivace quartiere turco di Mülheim, la cuoca Katharina ha aperto il suo primo ristorante. Il Giglio Bianco ha un lungo tavolo dove tutti i commensali mangiano assieme, incrociando brindisi, sguardi e, si spera, nuovi amori. Per raggiungerlo bisogna percorrere la Keupstraße, tra i vivaci colori delle spezie e la ferramenta del signor Özal che offre sempre il tè ai suoi clienti. Ma gli affari non vanno bene. Persino il carnevale sembra grigio quest’anno, e la cattedrale più minacciosa. Quando davanti all’ingresso del Giglio Bianco viene trovato il cadavere di un uomo mascherato da cannibale, le cose precipitano. A quanto pare, cercava di entrare nel suo locale. Questa volta però, oltre alla sua amica Adela, Katharina avrà dalla sua anche uno spassoso trio di ex poliziotti in pensione, che conoscono il quartiere turco e le sue storie come le proprie tasche. E del bel tenebroso Tyfun, ci si potrà fidare? (emonsaudiolibri.it)

Katharina è riuscita ad aprire il suo ristorante, nonostante le difficoltà economiche e i rancori della madre che non accetta questa decisione. Tuttavia le cose non vanno benissimo e lei comincia a chiedersi se non abbia fatto un errore. Quando poi, dopo una notte di bagordi carnevaleschi, davanti al suo locale viene trovato un cadavere, le cose precipitano. A differenza di quello che succede nei precedenti libri, tutto sommato qui Katharina lascia che sia la polizia ad investigare, anche se lei scambia pareri con la coinquilina Adela, il suo compagno Kuno ed un altro paio di poliziotti in pensione. Questa cosa dei pensionati che provano a risolvere casi mi ha un po' ricordato Malvaldi e i delitti del Barlume, ma dubito che la Glaser li conosca. 
La storia è abbastanza articolata tra buste smarrite, estorsioni, vicende amorose, problemi economici e dilemmi morali. Più che un giallo vero e proprio, in effetti, tiene banco la vita di Katharina e dei personaggi che le stanno intorno. Ben caratterizzati i suoi assistenti, Holger che lei chiama "angelo barocco", la cameriera Eva bellissima, la ragazza delle pulizie Scarlett che si accompagna ad un ratto e che sparisce lasciandolo in custodia al ristorante. In effetti, alla fine del romanzo Katharina ha ben motivo di essere grata a questo ratto.
Quello che non mi è piaciuto molto, è che il giallo rimane irrisolto. Il poliziotto arresta i suoi colpevoli sì, ma la sensazione che rimane è che probabilmente dietro a loro ci sia altro, e Katharina ci fa anche un po' dubitare su chi sia. Finale aperto quindi, cosa che in un giallo non amo molto. Quando sei lì che girando pagina speri di trovare la soluzione definitiva, ti trovi davanti l'appendice di ricette, con tre proposte di menù, una facile, una media e una per esperti. 
Dei tre libri letti finora, probabilmente è quello che mi è piaciuto meno, non tanto per la vicenda che qui era decisamente più strutturata, ma per il fatto che l'ha tirata un po' per le lunghe e alla fine mi lascia pure la soluzione in sospeso. Peccato.
Mio voto: 7 / 10


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Brigitte Glaser e i delitti della cuoca Katharina Schweitzer (al 01/2020):
1 - Delitto al pepe rosa
2 - Morte sotto spirito
3 - Assassinio à la carte
4 - Miele amaro
5 - Buffet al veleno
6 - Crimini al pistacchio

giovedì 19 dicembre 2019

Calendar of Crime 2020

Ellery Queen's Calendar of Crime (Signet Edition)


Ci riprovo anche quest'anno perchè questa sfida, ospitata da "My reader's block" mi è piaciuta molto. Si tratta di leggere 1 libro che abbia le caratteristiche indicate mese per mese (12 libri in totale). Non è necessario leggerli in fila, basta che si riempiano tutti i mesi.
I post si possono condividere sui social usando l'hashtag #CalendarOfCrime2020.







Libri letti:

January: Ultime della notte (Petros Markaris) --> author's birth month

February: Come piante tra i sassi (Mariolina Venezia) --> a couple on the cover

March: Assassinio à la carte (Brigitte Glaser) --> money has major role

April: Agatha Raisin e i camminatori di Dembley (M. C. Beaton) --> original publication month

May: Uno studio in rosso (Arthur Conan Doyle)--> author's birth month

June: Il gatto che annusava la colla (Lilian Jackson Braun) --> author's birth month

July: Catene d'argento (Patricia Logan) --> takes place in USA

August: Jane e lo spirito del male (Stephanie Barron) --> action takes place in this month

September: La paziente scomparsa (Liz Lawler) --> place of employment

October: Parce sepulto (Danila Comastri Montanari)--> mistaken identity

November: Il gatto che leggeva Shakespeare (Lilian Jackson Braun) --> action takes place in this month


December: Scarlatto veneziano (Maria Luisa Minarelli) --> action takes place in this month


COMPLETATA 15/12/2020