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mercoledì 16 dicembre 2020

Catene d'argento - Patricia Logan


Titolo originario: Silver ties (2013)

Un serial killer ha preso di mira i gay di Los Angeles e l’ispettore di polizia Cassidy Ryan deve scovare il mostro prima che vengano ritrovati altri cadaveri mutilati. Le indagini lo portano a scoprire che tutte le vittime sono collegate a un famigerato club online chiamato DOMZ.com. Il proprietario del sito, Zackary Teak, è incredibilmente attraente ma anche esasperante e poco collaborativo. Dopo aver trascorso anni alla buoncostume a investigare sui crimini legati alla pornografia, Cassidy sente di odiarlo a pelle. Zack Teak oltre a essere un uomo ricco è anche un rinomato Dom, con una lunga lista di sub che non vedono l’ora di leccargli gli stivali. Nel momento stesso in cui posa gli occhi sul bel poliziotto, un ex marine dei reparti speciali, è determinato ad aiutarlo a esplorare la propria natura sottomessa, ma questi non vuole proprio saperne. E mano a mano che il biondo ispettore stringe il cerchio attorno al killer, soccombe anche all’attrazione per Teak e scopre che non è poi così male cedere il controllo e lasciarsi guidare dall’affascinate Dom. Unisciti ai due uomini nella loro caccia all’assassino, mentre cercano di non diventarne a loro volta vittime.

Dunque. Non sono una che si scandalizza facilmente, ma questo libro è proprio adatto a chi ama il genere. Avevo letto la trama ed ero preparata ad aspettarmi alcune scene piuttosto bollenti, ma la realtà è andata ben oltre. Diciamo che alcune sono proprio pornografiche, perchè ci sta decisamente meglio. Tra queste e le efferatezze compiute dal killer, beh insomma, non l'ho apprezzato particolarmente. Sono arrivata a questo libro perchè mi serviva un titolo in cui fosse presente la parola "silver". La trama era interessante. Man mano che procedevo nella lettura, mi è venuto da ripensare alla saga delle cinquanta sfumature; se quella vi ha scandalizzato, beh, non provate neanche lontanamente a guardare queste pagine.
In realtà la parte investigativa è quasi assente. A parte le prime pagine in cui vengono rinvenute le vittime e qualche paginetta in cui i detective, aiutati dall'FBI, provano a fare qualche ricerca, in realtà il grosso della storia è concentrata su Zach Teak e il detective Cassidy Ryan. Teak è il proprietario di questo sito per appuntamenti BDSM tra gay; Ryan è un gay non ancora dichiarato. Entrambi provano immediatamente una grande attrazione l'uno per l'altro e nel giro di poche ore si trovano a trombare come ricci. Teak, che è un dom, è entusiasta all'idea di avere Ryan come sub, ed è entusiasta all'idea di fargli provare giochi erotici sempre più spinti. Vi tralascio ovviamente la serie di parole utilizzate per descrivere questi incontri, che alla lunga, più che scandalose sono semplicemente noiose. Stavo pensando però che, in altri libri, la sequenza di "cazzi", "uccelli" e dintorni mi è risultata più volgare che qui. Forse è stata brava l'autrice ad inserirli all'interno di un linguaggio asciutto piuttosto scorrevole (anche se alcuni passaggi, tipo gli "aaaah... siiii" sono illeggibili dai, e alcuni punti sembrano più una sceneggiatura un po' forzata che non un romanzo).
Dicevo, praticamente tutto il libro si basa sulla storia sessuale dei due uomini, i quali ad un certo punto si rendono conto che si sono innamorati, e questo ci sta.
Secondo me è un libro che non è nè carne nè pesce. O, meglio, la trama riportata in copertina dà l'idea del thriller, o che almeno la parte thriller e la parte amorosa si equiparino. La caccia all'assassino? La realtà è che la parte thriller è inesistente, ed è anche chiusa frettolosamente, dà proprio l'idea che in qualche modo dovesse chiuderla e allora prendiamo il primo psicopatico che pure confessa prima che Ryan arrivi in centrale (inoltre confessa all'FBI ma a noi vengono dette solo poche parole). Oltretutto, io capisco la passione, ma Ryan mi è parso poco professionale e veramente incauto.
Mah. Sinceramente l'ho gradito poco. Purtroppo, visto che mi serve per un paio di sfide, non potevo mettermi a cercare un altro libro, ma sono grata che fosse abbastanza breve. Probabilmente questa cosa del dom/sub così estremo non fa per me. Questo è il terzo libro di una serie, ma sono abbastanza sicura che non leggerò gli altri.
Mio voto: 4 / 10

venerdì 6 novembre 2020

Era il mio migliore amico - Gilly MacMillan


Titolo originale: Odd child out (2017)

Noah Sadler e Abdi Mahad sono due amici inseparabili. Per questo motivo, quando il corpo di Noah viene trovato in un canale di Bristol, il silenzio di Abdi è inspiegabile. Perché non parla? Il detective Jim Clemo è appena tornato dopo un congedo forzato che l'ha allontanato dal suo ultimo caso. La morte di Noah sembra l'incidente perfetto con cui tenerlo occupato, vista la sua testa calda. Ma ben presto quello che pareva un gioco tra ragazzi finito molto male si trasforma in un caso al centro del dibattito pubblico: Noah è inglese, Abdi un rifugiato somalo. E le tensioni sociali stanno degenerando a Bristol, mentre le due famiglie combattono contro la paura e la rabbia cieca per ottenere le risposte che cercano. Nessuno di loro sa quanto sarà lunga la strada per capire che cosa è successo davvero o quali orrori dovranno affrontare. Perché la verità spesso fa male. (www.ibs.it)

Mi era piaciuto tantissimo il precedente libro di questa autrice (9 giorni), dove il poliziotto incaricato delle indagini era sempre Jim Clemo.
Questo libro invece mi lascia un po' perplessa, perchè comincia dalla vicenda dei due ragazzini per poi partire per la tangente e tornare alla vicenda dei ragazzini solo nel finale.
All'inizio, ci sono questi due ragazzi, uno bianco malato terminale di tumore e l'altro nero rifugiato somalo. I due sono amici per la pelle e una sera sgusciano fuori di casa per fare qualcosa di eccitante che poi si rivela una tragedia. In questa parte è Noah stesso, dal letto di ospedale, che ci racconta per filo e per segno cosa fanno, dove vanno, eccetera, alternato alla sorella di Abdi e al detective Clemo che cercano di capire cosa è successo. Poi Abdi ad un certo punto, dopo essere stato giorni in silenzio, esce di casa e non torna più, perchè ha una sua missione personale da portare a termine. E qui viene sviluppato il passato di Abdi e della sua famiglia nel campo profughi, il tutto nato dal fatto che sua madre quando ha visto un certo uomo al Welcome Centre è incredibilmente svenuta. E questo uomo ha un legame con una fotografia scattata al centro profughi in Somalia dal padre di Noah (fotografo di fama). La vicenda di per sè è anche interessante, ma non c'entra nulla con la vicenda da cui eravamo partiti, infatti ad un certo punto mi sono chiesta "sì, ok, ma tra Noah e Abdi cosa è successo?". Questo lo scopriamo nel finale, dove è proprio Noah in una lettera che spiega tutto.
Credo che l'autrice abbia colto l'occasione di parlare di un ragazzino somalo per allargarsi agli immigrati, alle violenze e simile, ma alla fine viene praticamente tralasciata la storia di partenza, che anzi viene chiusa giusto per chiuderla. A mio parere, sono due storie ognuna delle quali poteva avere vita propria, anzichè incastrarle a forza.
Scrittura scorrevole, molti personaggi (tra cui la super testimone che ha assistito ai due ragazzi che si spintonavano e che alla fine è inutile). La narrazione è fatta un po' in terza persona, un po' in prima, ma si legge bene. Nel complesso non mi ha convinto molto.
Ah, la copertina è bellissima, ma non c'entra nulla!
Mio voto:  6 e mezzo / 10

lunedì 26 ottobre 2020

L'ombra del vento - Carlos Ruiz Zafón


Titolo originale: La sombra del viento (2001)
Titolo in inglese: The shadow of the wind.

Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra. (www.ibs.it)

Non avevo mai letto niente di Zafon e ho trovato davvero bello questo libro.
La voce narrante è Daniel, che poi è anche il protagonista della storia. Quando suo padre lo porta al Cimitero dei libri dimenticati, Daniel viene attratto da un libro che si intitola "L'ombra del vento". Secondo la tradizione, del libro che ha scelto ne dovrà avere cura per tutta la vita. Questo scritto gli piace a tal punto che vuole leggere qualcos'altro del suo autore, Juliàn Carax, ma nessuno dei suoi libri pare recuperabile. Anzi, quello in suo possesso sembra addirittura essere l'ultima copia rimasta in circolazione. Tutto ciò rende Daniel curioso, e comincia ad investigare sulla vita di questo autore sconosciuto. Finirà travolto in una vecchia storia di amicizia e vendetta, finendo quasi per lasciarci la pelle. Nel frattempo, Daniel cresce, si innamora di Beatriz, sorella del suo migliore amico Tomàs, e nella sua ricerca viene affiancato da uno strano personaggio che si fa chiamare Fermìn Romero de Torres, un barbone dal passato misterioso a cui Daniel ha dato una seconda possibilità prendendolo a lavorare nella libreria con suo padre (e mai assunzione fu più azzeccata). Ma le investigazioni di Daniel risvegliano dei fantasmi che non dovevano essere svegliati, portando alla morte diversi dei personaggi che conoscevano Carax in passato. Particolarmente accanito è l'ispettore Fumero, che si è fatto strada nella polizia in maniera non proprio limpida, e che è assetato di vendetta nei confronti di Carax.
Le vicende di Daniel si intrecciano con le vicende di Carax, in una maniera molto armoniosa, a tratti quasi fossero la stessa persona.
Una lettura intrigante, di quelle che fai fatica a mettere giù, dove c'è una grossa componente di intrigo, ma anche tanto amore.
Ho letto che la serie del cimitero dei libri dimenticati è composta da quattro libri. Credo che li leggerò, prima o poi.
Mio voto: 9 / 10

mercoledì 21 ottobre 2020

Aiuto, Poirot! - Agatha Christie


Titolo originale: Murder on the links (1923)

Un miliardario francese che ha fatto fortuna in Sud America convoca Poirot nella sua villa a Calais temendo di essere in pericolo di vita. Ma quando il celebre detective arriva sul posto, seguito dal fido capitano Hastings, scopre che l'uomo è stato rapito in piena notte sotto gli occhi della moglie da due banditi, che lo hanno poi giustiziato a poca distanza dalla casa, nel cantiere di un campo da golf in costruzione. L'indagine è stata affidata all'ispettore Giraud, il super asso della Sûreté, che ritiene Poirot una specie di fossile. Ma il piccolo belga ha invece un'ottima memoria e quell'omicidio stranamente gli ricorda un vecchio caso famoso, svoltosi nelle medesime condizioni.... (www.anobii.com)

Così a pelle, credo sia uno dei libri più belli di Agatha Christie. Scorrevole, la storia si segue bene, l'autrice non perde tempo a provare di darci falsi indizi per depistarci perchè Poirot ne ha già abbastanza a depistare l'ispettore Giraud. E poi, come spesso accade, il belga si diverte molto anche a fare il Cupido della situazione... Mi piace molto la coppia Poirot - Hastings, anche se Hastings combina dei bei pasticci... Hastings, peraltro, è l'io narrante del romanzo, almeno fino alle ultimissime righe. 
Come sempre, non capisco perchè il titolo è stato tradotto a caso, quando letteralmente sarebbe stato "morte sul campo da golf", e soprattutto perchè in copertina c'è una pistola quando il delitto è compiuto con un pugnale. Mah.
Molto gradevole.
Mio voto: 8 / 10

venerdì 18 settembre 2020

Il paese del sale e delle stelle - Zeyn Joukhadar


Titolo originario: The map of salt and stars - 2018

Il mondo di Nour è fatto di colori. Ogni volta che sente una voce o legge una lettera, davanti ai suoi occhi tutto si tinge delle più brillanti tonalità di verde, rosso, giallo e blu. Ma da quando è ritornata in Siria dagli Stati Uniti, dopo la morte del padre, intorno a lei vede solo grigio: non ci sono più sfumature né riflessi. Ora Nour deve occuparsi da sola delle sue sorelline. A dodici anni è un compito difficile, soprattutto in una terra che ti è estranea. Una terra in cui dovrebbero affondare le tue radici, ma dove non conosci nessuno. Una terra rischiosa, con pericoli nascosti dietro ogni angolo. Ma Nour ha le storie che suo padre le raccontava prima di dormire a farle compagnia. È a quelle parole che si aggrappa per trovare il coraggio di affrontare le difficoltà. In particolare, alla leggenda di Rawiya, la sua preferita, che racconta di una ragazzina come lei, costretta a fingersi uomo per realizzare il suo sogno proibito: far parte di una spedizione che vuole disegnare la carta geografica del mondo. Un’impresa straordinaria, in cui riesce a dimostrare tutta la sua forza. Per Nour, che la conosce a memoria, quella favola adesso ha un significato completamente diverso. E anche la mappa che ha trovato tra i documenti della sua famiglia assume un valore speciale. Forse indica la strada da seguire per mettere in salvo sé stessa e le sue sorelle. Forse è la sua unica possibilità. Quello che deve imparare, però, è che ci sono sentieri tracciati sulla carta e sentieri tracciati nel cuore. Che anche le parole a volte possono essere una guida e una protezione, soprattutto se vengono dalla persona che l’ha amata di più al mondo. (www.ibs.it)

Baba (il padre) è appena morto e Nour, dodici anni, si trova spaesata dalla perdita, oltre al fatto che, a differenza dalle sorelle, lei è nata a New York e non parla nemmeno tanto arabo. Ma la madre ha pensato che fosse meglio tornare nella terra natia, la Siria. Una sera mentre sono a tavola, una granata colpisce la loro casa. Nour, la madre, le sorelle e un caro amico di famiglia sono quindi costretti a scappare. Oltretutto, una scheggia della granata ha colpito alla spalla la sorella maggiore, Huda. La decisione è di tornare a Ceuta, dove ancora abita uno zio. Il percorso però non sarà facile, e lungo il percorso saranno costretti a separarsi. 
Nella narrazione si alternano due storie. La prima è quella nel presente di Nour e della sua famiglia in fuga. La seconda è una storia che Baba le raccontava e che lei conosce ormai a memoria: si tratta della storia di Rawiya, una ragazzina che si finge maschio per diventare assistente del più grande cartografo del mondo Al'Idrisi.
Praticamente il percorso di Nour si svolge parallelamente a quello di Rawiya, seguendo un po' le sue impronte nel percorso che lei aveva fatto anni e anni prima. Nour si impersonifica molto in Rawiya e con la sua sagacia riuscirà ad arrivare a Ceuta e a trovare lo zio di cui aveva parlato la madre.
Il libro è diviso in cinque parti. Nella prima siamo in Siria, nella seconda in Giordania / Egitto, nella terza in Libia, nella quarta in Algeria / Marocco, nella quinta a Ceuta (città autonoma spagnola nel nord Africa).
Il libro è molto interessante. Ci sono pagine molto dolorose, e altre incredibilmente cariche di amore.
Mi è piaciuto molto il personaggio di Abu Sayeed, amico del padre di Nour e praticamente adottato dalla famiglia di lui quando è rimasto orfano; per Nour è come una seconda figura paterna, rassicurante. 
In generale mi è piaciuto molto questo libro. Affronta un tema molto triste senza appesantirlo, forse anche grazie al procedere contemporaneo tra la vita di Nour e la leggenda di Rawija. 
Ho fatto fatica inizialmente, soprattutto nelle parti poetiche perchè non sono così facili, poi però la storia procede scorrevole. Lo consiglio.
Mio voto: 8 mezzo / 10

p.s. ho deciso di far rientrare questo libro anche nella mia sfida del giro del mondo. E' vero che in Siria ci stanno "solo" per un centinaio di pagine, ma è comunque la cultura che permea tutto il libro e il posto che comunque viene considerato "casa".

giovedì 13 agosto 2020

I fiori del male - Charles Baudelaire


Titolo originale: Les fleurs du mal (1857)
Titolo in inglese: The flowers of evil

Eccezionale monumento della lirica ottocentesca, I fiori del male continuano a proporsi come sorgente primaria dell'ispirazione poetica contemporanea. Le inesauribili suggestioni della nascente modernità sono distillate in versi sublimi e conturbanti, capaci di esplorare le regioni del sogno e del soprannaturale. Rigore formale ed effervescente invenzione linguistica convivono in una retorica poetica che molti commentatori hanno avvicinato, per intensità e perfezione, al linguaggio mistico. (www.anobii.com)

Premetto che è una rilettura. Avevo letto questa raccolta di poesie secoli fa, e ne avevo un ottimo ricordo. L'edizione cartacea che avevo era edita dalla Universale Economica Feltrinelli del 1987, dove in copertina troneggiava un ritratto di Baudelaire in colore blu/viola. In ebook ho trovato l'edizione della Biblioteca Ideale Giunti del 2007. Due traduzioni piuttosto diverse, e sinceramente, preferivo quella della prima che avevo letto. Purtroppo quando si leggono poesie, bisognerebbe leggerle in lingua originale, ma non sapendo io il francese (se non poche parole), non mi è stato possibile. Quello che mi è parso è che questa traduzione (c'è il testo originale anche) sia meno accurata e troppo libera. Ovviamente, con la traduzione si perde ogni idea di metrica e di rima che aveva dato l'autore.
In ogni caso, il libro è diviso in molte parti: Spleen e ideale; Quadri parigini (poesie lunghe, tratteggi della vita parigina. Mi sono piaciute meno, troppo descrittive); Il vino (sono cinque canti lunghi); Fiori del male (9 poesie); Rivolta (4 poesie, due sono contro Dio e due inneggiano a Satana); La morte (6 poesie di cui una lunghissima); I fiori del male (12 poesie aggiunte nella terza edizione del 1868); I relitti (1 poesia); Poesie condannate tratte dai "Fiori del male" (6 poesie lunghe); Galanterie (6 poesie); Epigrafi (3 poesie); Poesie diverse (4 poesie); Buffonerie (3 poesie).
Quelle che mi sono piaciute di più, perchè le ho sentite più vicine a me, sono state le prime inserite in "Spleen e ideale". E' la raccolta più lunga e le poesie spaziano dai temi come l'amore, la morte, la tristezza. Alcune delle altre raccolte mi sono parse più noiose, soprattutto quando parla di personaggi che non so chi siano. 
Baudelaire è sicuramente un poeta da leggere, anche se per capire quello che scrive occorre capire la sua biografia ed entrarci almeno un po' in sintonia. Se devo consigliarvi una edizione, non prendete questa della Giunti. 
Facendo un po' una media tra le poesie dello Spleen (a cui darei quasi nove) e le altre (a cui darei 6/7) direi che...
Il mio voto: 7 e mezzo / 10


Spleen 

Quando il cielo basso e cupo pesa come un coperchio 
sullo spirito che geme in preda a lunga noia 
e abbracciando il cerchio di tutto l'orizzonte 
ci versa una luce nera più triste delle notti, 

quando la terra si muta in umida spelonca 
dove la Speranza come un pipistrello 
va battendo i muri con la sua timida ala 
e picchia la testa su fradici soffitti, 

quando la pioggia distendendo immense strisce 
imita le sbarre d'una vasta prigione 
e un muto popolo di ragni infami 
in fondo ai nostri cervelli tende le sue reti, 

campane a un tratto scattano con furia 
e lanciano verso il cielo un urlo orrendo
come spiriti erranti e senza patria 
che si mettano a gemere ostinati. 

- E lunghi carri funebri, senza tamburi né musica, 
sfilano lenti dentro la mia anima; la Speranza, 
vinta, piange, e l'Angoscia atroce, dispotica, 
pianta sul mio cranio chino il suo nero vessillo.

giovedì 9 luglio 2020

Un'estate da ricordare - Sue Moorcroft


Titolo originale: A summer to remember (2019)

La vita di Clancy ha appena preso una svolta inaspettata: dopo aver scoperto di essere stata tradita, si è ritrovata senza casa e senza lavoro. Non ha nessuna intenzione, infatti, di continuare a investire il suo talento finanziario nella startup fondata insieme all’uomo che le ha spezzato il cuore. E così ha deciso di farsi avanti per prendersi cura, durante la stagione estiva, dei cottage in riva al mare di sua cugina Alice, in uno sperduto paesino della costa. Senza connessione a internet e lontanissima dalla città, cosa potrebbe andare storto? Clancy si getta nella nuova avventura con entusiasmo, certa che lunghe passeggiate sulle spiagge e cieli azzurri siano il migliore antidoto contro la tristezza. E se anche il passato dovesse tornare a riaffacciarsi, i magnetici occhi scuri di una vecchia conoscenza potrebbero essere la migliore delle distrazioni... (https://www.newtoncompton.com/)

Tutto è bene quel che finisce bene. Ho letto questo romanzo perchè mi piaceva la copertina e mi ispirava la trama, e soprattutto dopo il libro di Toni Morrison avevo bisogno di qualcosa di leggero. Tuttavia rimango molto perplessa quando leggo che la stessa Katie Fforde (che adoro) lo ha commentato dicendo "Adoro tutti i libri di Sue Moorcroft", perchè a mio parere la capacità narrativa della Fforde è incredibilmente superiore alla Moorcroft.
Il libro è carino, la storia è carina, anche diversa da altre storie, con tratti originali. Ma la scrittura mi è risultata molto molto piatta. L'autrice ha voluto mettere tanta carne al fuoco, tanti personaggi che ruotano attorno ad Aaron e Clancy e che tutto sommato sono ben caratterizzati da non confondersi l'uno con l'altro, e, alla fine, semplicemente si sbarazza dei "cattivi" e i "buoni" possono stare tranquilli. I dialoghi sono abbastanza piatti, le descrizioni dei paesaggi non mi hanno tirato dentro al paesino anzi a volte diventano troppo. Anche le scene d'amore non sono particolarmente coinvolgenti. Non ho idea se in lingua originale le cose sono meglio, però aveva le potenzialità per essere davvero da sogno e invece rimane piatto.

Mio voto: 6 e mezzo / 10

martedì 16 giugno 2020

Harry Potter e la pietra filosofale - J. K. Rowling


Titolo originale: Harry Potter and the Philosopher's stone - 1997

Beh, la vicenda è abbastanza nota. Harry Potter è un ragazzino che vive con gli zii e il cugino, i Dursley, dopo essere rimasto orfano all'età di un anno. Gli zii lo tormentano ogni giorno, facendolo dormire nel ripostiglio, tenendogli nascosta la verità sulla morte dei genitori e sul fatto che fossero dei potenti maghi. Il giorno del suo undicesimo compleanno Hagrid, guardacaccia della scuola di magia di Hogwarts e vecchio amico dei suoi genitori, gli rivela che lui in realtà è un mago, e che i suoi genitori sono stati uccisi dal più grande mago oscuro di sempre, Lord Voldemort, il quale aveva tentato di uccidere anche Harry, fallendo e perdendo tutti i poteri; gli rivela inoltre che è arrivato il momento di cominciare a frequentare la scuola di magia, introducendolo quindi alla realtà del Mondo Magico. Ad Hogwarts, Harry stringe amicizia con Ron Weasley (quinto figlio maschio di una famiglia di maghi) ed Hermione Granger (figlia invece di "babbani", cioè non maghi), entrambi appartenenti alla sua stessa casata, il Grifondoro, mentre entra in conflitto con Draco Malfoy uno sgradevole ragazzo dei Serpeverde. Nel corso dell'anno, Harry, Ron ed Hermione scoprono che nella scuola è custodita la pietra filosofale, in grado di rendere immortale chi la possiede, e che qualcuno sta cercando di rubarla. Essi sospettano del professor Piton, che mostra fin da subito una antipatia nei confronti di Harry, mentre scopriranno che in realtà il colpevole è Quirinus Raptor, docente di Difesa contro le Arti Oscure, posseduto da Voldemort; lo stregone oscuro però fallisce nel suo intento grazie all'intervento di Harry e di Albus Silente, preside della scuola.
Il libro racconta il primo anno di suola di Harry ad Hogwarts e si conclude coi ragazzi che si salutano per le vacanze e tornano alle rispettive famiglie.

Ammetto che sono riuscita a terminare questo libro solo al terzo tentativo di lettura.
La prima volta non era ancora uscita tutta la saga al cinema, ma ho interrotto a poche pagine perchè proprio non mi prendeva la scrittura. La seconda volta ho provato con l'audiolibro, ma il risultato è stato lo stesso. A sto giro mi sono imposta di terminarlo, ma metterci nove giorni per leggere meno di trecento pagine è abbastanza esplicativo del fatto che anche il terzo tentativo mi ha lasciato un po' così.
Mai come in questa occasione, l'errore maggiore è stato leggere il libro dopo aver visto duemila volte il film. Così sotto gli occhi avevo di continuo le scene viste in tv, mentre le pagine mi scorrevano sotto senza lasciarmi un minimo di immaginazione.
Sicuramente è una lettura molto facile, anche se a tratti diventa un pochino noiosa (per esempio quando vengono fatti gli elenchi di tutte le cibarie o cose simili). Sicuramente è un bel libro per bambini, portati magari ad immedesimarsi in uno dei tre personaggi.
Nonostante abbia amato la saga in tv, proprio come libro mi è risultato pesante, poco coinvolgente. Non so cosa avrei pensato se lo avessi letto senza sapere come andava avanti, ma ormai è tardi per chiederselo. Come lettura non è davvero la mia saga preferita. Ho fatto troppa fatica a rimanere concentrata. Il fatto stesso di averlo interrotto tante volte lascia ben capire che qualcosa nel linguaggio (o nella traduzione, non saprei) proprio non mi andava.
Mio voto: 7 / 10

lunedì 11 maggio 2020

Orgoglio e pregiudizio bookclub - Georgia Hill


Titolo originale: The little book cafè - 2018

Tash ha una vita perfetta, è un'agente immobiliare di successo e ha un fidanzato adorabile. Le cose per lei sembrano andare davvero a gonfie vele, ma è davvero tutto oro quello che luccica? Emma ha una passione per la lettura. Iniziare a frequentare un corso di letteratura potrebbe aprirle nuovi orizzonti e mettere in discussione le sue scelte. E poi c'è Amy, che gestisce una piccola libreria. È un'inguaribile romantica che, nonostante un cuore spezzato, si ostina a credere ancora nel vero amore. Tash, Emma e Amy non potrebbero essere più diverse, ma i loro destini sono destinati a intrecciarsi quando si uniscono a un club letterario che si tiene ogni settimana in una caffetteria. Tra deliziose torte e indimenticabili letture, per loro sta per cominciare un anno ricco di colpi di scena. Perché tra classici, thriller e storie d'amore, la vita è sempre l'avventura più inaspettata. (www.ibs.it)

Questo è il classico libro che leggi quando hai voglia di zucchero, ed in effetti ne è pieno. Quel genere di libro che sai già come finisce e che cerchi proprio perchè ti serve un libro così. In questo senso, è esattamente ciò che mi aspettavo.
Tash (Natasha), Emma ed Amy sono tre amiche. Tash è il capo di Emma, mentre Amy la conoscono meglio al bookclub, ma non sono delle sconosciute. Le loro storie si intrecciano grazie al bookclub che è organizzato nella libreria gestita da Amy. Non voglio raccontare troppo perchè, se è vero che il finale è scontato, almeno vi voglio mantenere un po' di sorpresa nello svolgimento. Ovviamente, tutte e tre hanno problemi di cuore. Tash sta con un uomo che sembra perfetto, ma che è esageratamente geloso e possessivo; Emma sta col suo fidanzato da quando erano bambini, e l'incontro con un professore di letteratura le farà prendere una piccola sbandata; Amy è tormentata da una madre che le ricorda ogni giorno quanto sia grassa e che così non troverà mai un uomo. 
Mi ha lasciato un po' perplessa lo stile narrativo, soprattutto nella parte di Tash, forse dopo ci ho un po' fatto l'abitudine. Il linguaggio è molto semplice, molto banale ecco, soprattutto se lo si paragona ad altre scrittrici del genere (Pilcher, Fforde, ecc). Scorrevole sicuramente. Rimane leggero anche nelle parti della storia che sono un pochino più "serie". Ammetto che all'inizio questa cosa me l'ha fatto un po' calare di piacevolezza. Come dicevo, forse dopo un po' ci ho fatto l'abitudine e l'ho notato meno.
Il bookclub in realtà ha una parte molto minima nella storia. E' giusto il luogo dove le tre donne si incontrano, vengono citati alcuni libri che loro leggono, ma la cosa finisce lì. Certo immagino che discutere anche dei libri sarebbe diventato pesante, però boh qualcosa di più me lo sarei aspettata.
La prima impressione che ho avuto è che potevano essere tre libri separati tra loro, perchè anche se le tre protagoniste sono amiche e, quindi, interagiscono, la struttura dei racconti si poteva prestare bene.
In realtà, ho visto su goodreads che il libro è pubblicato in due versioni: in una ci sono i tre libri separati (la storia di Tash, quella di Emma e quella di Amy) mentre nell'altra sono riuniti come nell'edizione italiana. Ci sta. Fermo restando che se cominci la storia di Tash, tanto vale leggere anche le altre due, e che vanno lette proprio in ordine.
Come spesso accade, il titolo in italiano non c'entra nulla. Orgoglio e pregiudizio non è nemmeno uno dei libri che vengono citati al suo interno, e se il traduttore pensa a motivazioni più "filosofiche" per giustificare un simile titolo, credo che si arrampichi sugli specchi. Perchè mai non lasciare il titolo originale?? Mah.
Ultimissima cosa: la copertina mi piace tantissimo, da lettrice e gattara; però al suo interno si parla solo di cani e mai di gatti...
Lettura gradevole e rilassante.
Mio voto: 7 / 10

martedì 7 aprile 2020

Ultime della notte - Petros Markaris


Titolo originale: Nυχτερινό δελτίο - (Nychterinà deltío) -  1995
Titolo inglese: The late-night news

Il commissario Kostas Charitos legge solo dizionari. Lotta quotidianamente contro i bancomat. E' sposato, la figlia se ne è andata di casa e per la moglie la televisione è l'unica consolazione. Odia i giornalisti, soprattutto la bella Ghianna Karaghiorghi, che si fa beffe di lui a ogni conferenza stampa. E vive ad Atene, una metropoli sospesa tra Oriente e Occidente, passato e presente, così simile e così diversa da una grande città italiana. Una metropoli che è teatro di una serie di delitti sanguinosi, in cui si incrociano immigrati clandestini ed ex spie dell'Europa dell'Est, trafficanti d'organi e cronisti troppo curiosi. E Charitos deve dire addio alla sua pigra routine. ''Ultime della notte'', pubblicato con grande successo in Grecia, Francia e Germania, segna la nascita di un personaggio indimenticabile, un poliziotto cinico e umano, scontroso e disarmato, alla ricerca di una verità nascosta in un mondo sempre più inafferrabile. (Giunti.it)

E' il secondo libro che leggo di Markaris ed ero incredibilmente curiosa di partire dalla prima storia di Charitos. Che dire.. mi è piaciuto molto. Pare che questo commissario venga paragonato a Montalbano, io ammetto di non aver letto nulla su Montalbano, ma Charitos mi piace molto come personaggio.  E' lui che racconta i fatti in prima persona.
In questo libro partiamo subito con l'omicidio di una coppia di albanesi, liquidato abbastanza in fretta perchè a nessuno interessa molto degli albanesi. Ma quando a morire è una famosissima (e rampante) giornalista televisiva greca, che stava indagando su alcune vicende particolari, e poco dopo di lei una sua collega (quella a cui la vittima ha chiesto di proseguire le indagini) allora Charitos comincia a sommare le cose e con gli appunti della giornalista si troverà infilato in un traffico di bambini, trapianti e clandestini.
Il ritmo della storia è molto buono. Ho avuto un po' di perplessità quando entrano in scena anche i trasporti frigoriferi e come si ricollegano le cose. Trama molto intrigante, ammetto che l'ho letto abbastanza tutto d'un fiato.
Il segreto della giornalista l'avevo capito da subito. Mentre è furbacchione il commissario che tiene per sè l'indizio fondamentale: la persona della foto che lui può vedere e noi no. Senza quella è difficile capire chi è l'assassino. E ammetto che ho provato un gran dispiacere perchè mi stava simpatico.
Charitos sa anche manifestare grande bontà d'animo nel tutelare sia il capro espiatorio braccato dai giornalisti, sia la sorella di Ghianna.
Ripeto, mi piace molto questo commissario. Credo che proseguirò presto la serie. Lettura molto piacevole.
Mio voto: 8 / 10


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Serie Kostas Charitos:
1. Ultime della notte, (1995) 
2. Difesa a zona (1998) 
3. Si è suicidato il Che (2003) 
4. La lunga estate calda del Commissario Charitos (2007) 
5. La balia (2008) 
6. Io e Kostas Charitos (2010) 
7. Prestiti scaduti (2011) 
8. L'esattore (2012) 
9. Resa dei conti (2013) 
10. Titoli di coda: Un nuovo caso per il Commissario Kostas Charitos (2015) 
11. L'assassinio di un immortale. Dalle rotte dei migranti alle indagini del commissario Charitos (2016) 
12. Il prezzo dei soldi (2017) 
13. L'università del crimine (2017) 
14. Il tempo dell’ipocrisia (2019)

domenica 8 marzo 2020

Little House in the Big Woods - Laura Ingalls Wilder


Titolo originale: Little House in the Big Woods (1932)

Based on the real-life adventures of Laura Ingalls Wilder, Little House in the Big Woods is the first book in the award-winning Little House series, which has captivated generations of readers. This edition features the classic black-and-white artwork from Garth Williams.
Little House in the Big Woods takes place in 1871 and introduces us to four-year-old Laura, who lives in a log cabin on the edge of the Big Woods of Wisconsin. She shares the cabin with her Pa, her Ma, her sisters Mary and Carrie, and their lovable dog, Jack.
Pioneer life isn’t easy for the Ingalls family, since they must grow or catch all their own food as they get ready for the cold winter. But they make the best of every tough situation. They celebrate Christmas with homemade toys and treats, do their spring planting, bring in the harvest in the fall, and make their first trip into town. And every night, safe and warm in their little house, the sound of Pa’s fiddle lulls Laura and her sisters into sleep.
The nine books in the timeless Little House series tell the story of Laura’s real childhood as an American pioneer, and are cherished by readers of all generations. They offer a unique glimpse into life on the American frontier, and tell the heartwarming, unforgettable story of a loving family (www.goodreads.com)

Non so perchè i libri in italiano cominciano dal terzo episodio, come poi fa la serie tv degli anni 70 di cui non mi sono persa una puntata all'epoca. E così l'ho letto in inglese. La scrittura è abbastanza semplice, essendo un libro per bambini si segue molto bene. Chiaramente alcune parole non le conoscevo e quindi avevo il vocabolario di fianco, ma nel complesso la lettura non mi ha creato problemi.
Nel libro si parla principalmente di Laura, che ha quattro anni all'inizio del libro ma ne compie cinque poco dopo, e della sua amorevole famiglia composta da Pa, Ma, la sorella maggiore Mary e la piccola Carrie. La famiglia abita in una casa fatta di tronchi di legno in mezzo ai boschi, boschi a perdita d'occhio. La città più vicina si chiama Pepin, in Wisconsin.
Il libro parla della vita familiare dall'autunno all'autunno successivo, con tutta la preparazione delle provviste per l'inverno, il Natale, poi il ritorno della primavera, le visite ai parenti che abitano anche loro in mezzo al bosco, la mietitura del grano, ecc. 
E' un interessante spaccato della vita contadina del periodo. Viene dettagliatamente spiegato come si fa il burro, proprio come lo vedrebbe un bambino. C'è anche una parte di uccisione del maiale che non ho letto proprio volentieri, ma funzionava così. Ognuno in casa ha il proprio ruolo, anche le bambine aiutano la mamma in cucina. La domenica è sacra, si legge la Bibbia, non si fa rumore e si prega. I rimedi sono quelli della nonna, quando uno dei cugini si fa pungere dalle api, viene ricoperto di fango e medicato con erbe. Ci sono dei passaggi anche divertenti, tipo quando la madre prende a schiaffi sulla schiena un orso perchè nel buio credeva che fosse la loro mucca.
E' un libro gradevole, va anche rapportato al periodo storico. Io, sinceramente, così isolata non riuscirei a vivere.
Quello che traspare da ogni pagina, che in pratica sono le memorie dell'autrice, è il grande amore che permea questa famiglia. Sono molto belle le scene in cui il padre prende le due bambine con sè e racconta loro delle storie, principalmente di vita vissuta. Oppure suona il violino e loro lo ascoltano ammirate. E' molto bella l'atmosfera. E' molto bello anche il finale in cui il padre era andato a caccia di cervo per avere carne fresca da mangiare, ma alla fine il cervo era così bello alla luce della luna, che non è riuscito a sparare; stessa cosa con l'orso e con la cerva. E le bambine sono contente che non abbia sparato (e anche io..)
Non gli do dieci perchè alcune parti sono talmente dettagliate che diventano un po' noiose. Ma in effetti ci sta col modo di raccontare che hanno i bambini.
Mio voto: 9 / 10

lunedì 17 febbraio 2020

Il rosso e il nero - Stendhal


Titolo originale: Le rouge et le noir (1830)
Titolo inglese: The red and the black

Julien Sorel, un giovane popolano della Franca Contea, sogna la gloria militare ma trova nella carriera ecclesiastica l'unica strada per elevarsi socialmente. Ed è così che viene assunto come precettore in casa del signor de Rênal, dove intreccia una relazione con la signora de Rênal... Spregiudicato, passionale, profondo ammiratore del mito napoleonico, Julien si trova a vivere e amare in un tempo che non è il suo, costretto a dissimulare costantemente la sua vera indole e le sue ambizioni. Ambientato nella Francia della Restaurazione, il capolavoro di Stendhal non solo è un grande romanzo di intreccio e una fine indagine psicologica, ma anche un affresco storico, politico e sociale di un'epoca di intensi mutamenti. (www.ibs.it)

Ci sono romanzi che sono figli del proprio tempo, e letti fuori da quel contesto risultano decisamente fuori luogo e fuori tempo. Così è per questo romanzo, che per quanto mi riguarda è stata una lettura piuttosto faticosa. Una noia notevole. Con pagine e pagine di intrighi e robe politiche che ad un certo punto ho letto un po' saltellando.
Il personaggio principale, Julien Sorel, è di un'antipatia notevole. Probabilmente è pure un po' bipolare, perchè una volta la pensa in un modo, poi dopo la pensa all'esatto contrario. Calcolatore, manipolatore, seguace di Napoleone fin nel midollo. Mi è impossibile affezionarmi ad un personaggio simile (ma non per Napoleone). Alla fine la parte che mi ha più interessato è la parte più romanzesca, intendendo tutto ciò che non ha richiami alla storia/politica. Ma anche qui, ha decisamente prevalso la noia e, in un certo senso, il disgusto per il personaggio di Julien, che s'innamora, poi vuole non perdere il controllo, però lei sembra allontanarsi, allora lui impazzisce d'amore... e tutto questo per ben due volte, per poi finire come finisce. Mi dispiace per le due donne, che hanno decisamente più carattere e tenacia rispetto a lui. Lui è troppo banderuola ("A dire il vero la sua felicità era fatta d'orgoglio più che d'amore"), troppo egocentrico, arrivista.
Sono arrivata alla fine della lettura perchè mi completa diverse reading challenges, ma sono rimasta molto infastidita e delusa, speravo in qualcosa di meglio. Ribadisco che, sicuramente è molto efficace nel descrivere il periodo storico pieno di personaggi più propensi a farsi strada che non a seguire le proprie vere aspirazioni, ma proprio è stata una lettura pesantissima.

"Tutta la noia della vita senza interesse che conduceva Julien è senza dubbio condivisa dal lettore. Sono queste le lande del nostro viaggio"

"Ho amato la verità... Ma dove si trova? ... Dovunque ipocrisia, o almeno impostura, anche nei più virtuosi, anche nei più grandi!"

"Ma come credere nel gran nome di DIO, non appena ci si trovi in tre, dopo l'abuso che ne fanno i nostri preti?"

Non ho idea del perchè del titolo; non credo che richiami al finale in cui parla dello stivale del cacciatore e delle formiche che prima di vedersi spazzare via la tana hanno visto una luce rossa. Immagino che il rosso possa richiamare la passione (il fuoco di qualcosa che brucia, che si consuma in fretta come le ambizioni di Julien), mentre il nero probabilmente richiama all'abito da seminarista (o forse alla religione intesa come "caposaldo" della strada da seguire?). Rosse pare che fossero anche le divise dei militari. Boh, poco importa.
Per la storia pare che Stendhal abbia preso spunto da un fatto di cronaca apparso sulla rivista "La Gazette des Tribunaux", l'affair Berthet del 1827, dove un giovane maniscalco uccise l'ex amante e moglie di un notaio. 
Mio voto: 6 e mezzo / 10

domenica 19 gennaio 2020

Il club del pranzo della domenica - Juliet Ashton


Titolo originale: Sunday lunch club - 2018

Quasi tutte le domeniche Anna e la sua famiglia allargata si riuniscono per il brunch. Si parla, si ride e si mangia sempre troppo. Alcune volte le cose davvero importanti rimangono non dette, altre invece si pronuncia la frase sbagliata al momento sbagliato. Fa tutto parte del loro appuntamento settimanale. Seduta tra l’ex marito e il nuovo compagno, Anna sta ancora realizzando l’idea di una gravidanza inaspettata all’età di quarant’anni. Intorno al tavolo ci sono anche sua nonna, i suoi fratelli e un ricordo del passato troppo terribile da affrontare. Tutto si mescola con il tintinnio allegro delle posate, i profumini delle pietanze appena uscite dal forno e qualche immancabile macchia sulla tovaglia. Ma quando una lettera viene recapitata, costringendo Anna a fare i conti con il suo passato doloroso, persino l’atmosfera calda e accogliente della tavola domenicale potrebbe non bastare. Riuscirà a conciliare quel che è stato con il futuro? (www.newtoncompton.com)

Carina l'idea di partenza di questo libro. Una famiglia che ogni due/tre settimane si ritrova. Una famiglia unita, dove tutti sanno tutto di tutti e ne parlano insieme tranquillamente. Mi piacerebbe molto che nella mia famiglia ci fosse una tradizione del genere.
Senonchè c'è qualcosa che non mi torna. Il libro viene definito "frizzante", "che riesce ad ipnotizzare", "con uno stile divertente". Io, purtroppo non ho trovato nulla di tutto ciò. La prima parola che mi viene in mente una volta chiuso il libro è "troppo". Troppo di tutto.
Intanto i personaggi. Quello principale è sicuramente Anna, la sorella maggiore che ha fatto da "seconda madre" ai fratelli più piccoli, e tuttora si erge un po' in questo ruolo. Lei per prima però, pur giudicando costantemente i fidanzati della sorella Maeve, non è che in campo amoroso sia proprio una santa. A parte l'ex marito con cui è rimasta amica, Anna è rimasta incinta di un giovane barista con cui ha fatto sesso nella lavanderia del fratello. E va beh. Dicevo, troppi personaggi. Perchè c'è Anna, l'ex marito, la nuova fidanzata dell'ex marito, il barista, il nuovo fidanzato di Anna, il fratello  Neil col compagno spagnolo e la bambina adottata, la sorella Maeve, col figlio Storm e almeno un paio di fidanzati durante la storia, poi c'è il fratello Josh e la nonna Dinkie. E la famiglia si allargherà ancora. Troppi.
Lo narrazione è suddivisa in capitoli, dove ogni capitolo corrisponde ad un incontro del gruppo e quindi, dopo il numero del capitolo, c'è il menù che viene proposto.
L'ultimo capitolo riprende il primo, anzi lo ricopia, e capiremo chi è questa Thea che apre e chiude il romanzo (ma si capisce ben prima chi sia...).
Lo svolgimento è, a tratti, caotico. Troppi dialoghi, sembra una sceneggiatura per un film. Ecco, come film probabilmente potrebbe risultare brillante.
Gli argomenti trattati sono davvero troppi. Cioè capisco che in una famiglia di 4 fratelli possa succedere un po' di tutto, ma sembra un po' un riassunto di "Modern family" (la serie tv, sì) dove praticamente, trovi tutti gli elementi di una soap opera: amori, divorzi, sesso nelle lavanderie, figli adottati, figli abbandonati, figli in arrivo, lettere anonime, fidanzati imbroglioni, gay, ecc. Tutto trattato in modo un po' superficiale ovviamente. Poi c'è la nonna, a cui tutti vogliono nascondere le loro cose peggiori e che invece capisce tutto perchè non è mica scema.
Quasi tutti quelli che forse vogliono essere "colpi di scena" si capiscono pagine e pagine prima che vengano svelati. E che il finale sia quello pure si capisce (e Anna partorisce quando? ovviamente il giorno di Natale).
Lettura gradevole per una metà circa, poi diventa un po' noiosa. Forse avrebbe dovuto metterci meno cose e curarle un pelino di più, senza dover diventare un libro pesante, ma anche non così all'acqua di rose come risulta questo. 
Mio voto: 6 e mezzo / 10

giovedì 19 dicembre 2019

Monthly Key Word Reading Challenge 2020



Kim, sul suo blog originario "Bookmark to blog" aveva lanciato questa sfida nel 2013. Quando lei e Tanya hanno unito le loro forze nel blog Girlxoxo.com, Kim si era portata dietro solo la Monthly Motif challenge, lasciando questa delle keywords ad un'altra ragazza chiamata Claudia. Questa ragazza però è sparita, e un paio di anni fa è stata Bev del blog "My readers block" che ha ripreso la sfida.

Per il 2020, la Monthly Key Word Reading Challenge torna alle sue radici e viene quindi ospitata dal blog Girlxoxo.com.

Come funziona, in sintesi:
* la sfida va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2020;
* ogni mese vengono date sei parole e bisogna scegliere un libro che ne contenga almeno una;
* la parola scelta può anche essere una variazione della parola originaria (es.: se la parola è snow, va bene anche snowing, snowflake, ecc"
* la parola può anche essere leggermente modificata. Ad esempio se la parola è fire, si possono usare anche cinder o ashes; se la parola è family, vanno bene anche mother o sister; se la parola è cibo, va bene anche torta;
* se si vogliono linkare i post sui social, per favore indicare l'hashtag #MonthlyKeyWordGXO

JANUARY – Water, This, Hello, Sun, New, Six 
FEBRUARY – Girl, Any, Love, Red, Note, Throne
MARCH – Dream, Day, In, House, Luck, Friend
 APRIL – Lost, Below, City, Jewel, Night, My
 MAY – Sky, Name, Blue, Book, Enchant, Is
JUNE – And, Beach, Number, Wish, Down, Word
JULY – Boy, Last, Day, Into, Dear, Summer
AUGUST – Kiss, Flower, When, Happy, North, Right
 SEPTEMBER – Star, Cry, She, Window, Forever, Eye
 OCTOBER – Haunt, Around, Shadow, Grave, Murder, Deep
 NOVEMBER – Look, Forest, Out, Color, Lock, Now
 DECEMBER – Sword, Magic, Fly, Of, Silver, Crown

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 Libri letti:



COMPLETATA 15/12/2020