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lunedì 25 dicembre 2023

Un magico inverno sulla neve - Isla Gordon


Titolo originale: A season in the snow (2019)

Una fuga sulle montagne può sciogliere un cuore di ghiaccio? Alice Bright ha un lavoro che adora, una famiglia affettuosa e amici insostituibili. Ma quando il destino si mette di traverso, la sua favola perfetta sembra incrinarsi e i suoi sogni vanno in frantumi. Bear, un adorabile cucciolo in cerca di casa, potrebbe essere esattamente ciò di cui Alice ha bisogno per rimettersi in carreggiata. Ma un appartamento a Londra non è proprio l’ideale per un cane di montagna. E così Alice e Bear si ritrovano in viaggio verso le montagne innevate della Svizzera alla ricerca di una nuova casa: possibile che un cambiamento radicale possa aiutarli a lasciarsi il passato alle spalle? Tra scoppiettanti fuochi di legna, caffetterie accoglienti e panorami mozzafiato, Alice sente che il suo cuore potrebbe iniziare lentamente a guarire. Ma basteranno nuovi amici e un affascinante vicino di casa ad aiutare Alice a innamorarsi di nuovo della vita? Quando la vita di Alice sembra andare in frantumi, un adorabile cucciolo fa breccia nel suo cuore
Isla Gordon Vive sulla costa inglese con un adorabile cagnone. Un magico inverno sulla neve è il suo primo romanzo, ispirato alla sua vita di tutti i giorni insieme a un cucciolo extralarge. (ibs)

Mi ero fatta incantare un po' dalla trama di questo romanzo, che mi pare banalizzi un po' l'evento che "mette di traverso il destino"...
Il libro comincia un po' alla "sex and the city", con cinque amiche che si ritrovano nei bar e chiacchierano di frivolezze. Due di loro, Alice e Jill, si conoscono dall'infanzia e sono come sorelle. Una sera, queste due, partecipano ad un concerto all'aperto, la calca causa uno sfondamento delle transenne, Alice rimane gravemente ferita ad una gamba, Jill muore. Da qui si dipana il resto della vicenda, con Alice che non si dà pace, perchè è stata lei a prendere i biglietti del concerto, le manca Jill, non esce più di casa e smette anche di lavorare (disegna vignette satiriche). C'è un problema però. Poche settimane prima, Jill aveva adottato un cucciolo di pastore del bernese, e Alice decide di farsi carico del cucciolo. Ad un certo punto, Alice si rende conto che non può uscire solo negli orari in cui nessuno la vede, e vivere nel casino di Londra le crea disagio. Decide allora di fare il viaggio che aveva programmato con Jill, andare in Svizzera in auto, per far vedere al cane la sua "terra di origine". Da qui in poi c'è il resto della storia.
L'impressione che ho avuto è che il libro affronta un po' tutto con molta superficialità. E' vero che vuole essere un libro sulla rinascita, sull'uscire dal lutto, un libro leggero e positivo.
I dialoghi sono veramente sciocchi. Non so dare un'età ai protagonisti, le quattro amiche si sono conosciute all'università e già tutte lavorano, quindi potrei ipotizzare tra i 25 e i 30, però mi ricordano dei ragazzi delle superiori.
Non so, sono un po' perplessa dall'intero risultato. Il libro parte molto frivolo, poi c'è la parte un pelo più "seria" della morte di Jill, e dopo alterna situazioni contrastanti. Il tutto, secondo me, poteva essere trattato in modo più accattivante, senza dover per forza diventare un mattone di pesantezza. Sto pensando ad altri libri che ho letto, con situazioni simili dove lo svolgimento ha un linguaggio che mi ha catturato; qui non è successo. 
Gradevole, ma niente di che.
Mio voto: 6 e mezzo / 10

domenica 10 dicembre 2023

Delitto al Festival di Sanremo - Achille Maccapani


Titolo originale: Delitto al Festival di Sanremo (2021) 

Sono le cinque di una domenica mattina. Il vicequestore di Sanremo Francesco Orengo è nel suo alloggio di servizio, in pieno riposo dopo un’intensa giornata lavorativa. Di colpo viene svegliato dal suo primo collaboratore, l’ispettore capo Dario hanno trovato un cadavere nella toilette del teatro Ariston. L’omicidio è avvenuto poche ore prima, al termine della serata finale del Festival della Canzone Italiana presentata da Amadeus, con la partecipazione di Fiorello. Uno choc terribile per la capitale italiana della musica e del turismo, la città della Liguria più famosa in tutto il mondo. Per il commissario Orengo, tornato nel suo ponente ligure da poche settimane, dopo parecchi anni di esilio volontario tra la Lombardia e il Piemonte, è l’inizio di un turbine infernale. Al suo fianco, la squadra investigativa lavora a ritmo convulso, tra documenti raccolti, ricostruzioni del passato della vittima, un noto imprenditore nel settore delle calzature in provincia di Caserta, nonostante intoppi e boicottaggi, e numerosi risvolti nascosti che si agitano attorno a Sanremo e alla kermesse festivaliera. Ben presto, Orengo dovrà pure fare i conti con il suo difficile passato e un nemico che agisce per metterlo costantemente in difficoltà. Nel frattempo il giovane commissario ritroverà le sue radici nel paese nativo, il suggestivo borgo medievale di Castel Vittorio, nell’estremo entroterra della Val Nervia, suggellate dal ritrovato incontro con la bella ristoratrice Martina Rebaudo. Un romanzo nel quale emerge l’atmosfera di Sanremo, del suo centro cittadino, dell’atmosfera magica e frenetica del Festival, e di una Liguria di ponente sempre più inquieta e contrassegnata da numerosi colpi di scena. (goodreads)

Primo libro della serie del commissario Francesco Orengo.
Ho trovato questo libro per caso, cercando qualcosa che nel titolo avesse un sinonimo di "celebration". 
Diciamo che non mi aspettavo che fosse un capolavoro del giallo...
Il libro parte in prima persona, con l'assassino che ci spiega cosa sta avvenendo sul palco e poi spiega di dover uccidere questo imprenditore di origini campane, che ogni anno segue da abbonato le cinque serate del festival di Sanremo.
La narrazione procede alternando pagine in prima persona (dell'assassino, appunto) a pagine in terza persona dove viene presentato il commissario e tutta la trafila per capire chi ha commesso il crimine. Oltre a ciò, viene presentato un po' il commissario, che soffre nel stare in luoghi troppo affollati da quando anni prima dovette gestire l'ordine pubblico di una finale di Champions a Torino dove successe un disastro (ma da cui fu scagionato in quanto obbedì a disposizioni dei superiori senza decidere niente). Sempre lui, è nato in un paesino vicino a Sanremo, dove si trasferisce ogni volta che può, anche per rivedere Martina, che è decisamente più giovane di lui e se la ricorda da bambina, e di cui è innamorato.
La storia non è male, ma la scrittura proprio non prende. Lo stile è fin troppo descrittivo, potrei quasi dire scolastico. Espressioni che mi lasciano perplesse per quanto sono un po' forzate ("Orengo si lascia avvolgere dalla donna che gli trasmette il suo affetto sincero", "ritrovatisi nell'appartamento"). Anche nell'esprimere i sentimenti di Orengo per Martina vengono usati dei termini che di affettuoso o passionale hanno poco.
Sembra che tutti non facciano altro che bere caffè..
A tre quarti di libro, si rendono conto di aver spulciato le schede di ogni persona che era presente in teatro quella sera, quando è chiaramente impossibile che il qualcuno del pubblico possa aver commesso il crimine, principalmente perchè tutti sono stati perquisiti all'entrata (quindi non potevano avere introdotto una pistola). Quindi Orengo, nel giro di poche pagine, capisce che sono altre le persone che deve controllare. Poi, grazie a non si sa quale colpo di intuizione, scopre il mandante e di conseguenza il killer. Tutte cose che noi non potevamo scoprire e che ci vengono semplicemente sbattute lì.
Insomma. Bella idea ma decisamente migliorabile come svolgimento e soprattutto come linguaggio.
Mio voto: 6 / 10

domenica 3 dicembre 2023

La biblioteca delle anime - Ransom Riggs


Titolo originale: Library of Souls. Miss Peregrine's Peculiar Children #3 (2015)

L'avventura cominciata con Miss Peregrine. La casa dei ragazzi speciali, e proseguita con Hollow City, trova, in questo terzo libro, un finale eccitante, pieno di suspense. Jacob, il protagonista sedicenne, che ha appena scoperto di essere dotato di un nuovo, straordinario potere, intraprende un rocambolesco viaggio per andare a salvare i suoi amici Speciali tenuti prigionieri in una fortezza apparentemente inespugnabile. Con lui ci sono l'adorata Emma Bloom, la ragazza capace di creare il fuoco con la punta delle dita, e Addison MacHenry, il cane dotato del fiuto giusto per seguire la traccia lasciata dagli Speciali rapiti. Insieme, i tre si lasciano alle spalle la Londra moderna per infilarsi nei vicoli labirintici di Devil's Acre, i bassifondi più abietti dell'Inghilterra vittoriana: infatti, sarà proprio qui che il destino dei ragazzi Speciali di ogni luogo ed epoca dovrà essere deciso una volta per tutte.
Come i primi due romanzi della saga, La biblioteca delle anime è un fantasy ad alto tasso di emozione impreziosito da bizzarre fotografie vintage: un'esperienza di lettura irripetibile. (goodreads)

Il libro comincia esattamente dove si era interrotto il secondo. Jacob, Emma e il cane Addison sono in una cabina del telefono sotto tiro di un Vacuo. Ma Jacob pare esercitare un certo potere su di lui che, quindi, non li attacca, anzi rimane impietrito mentre deve guardarli scappare via. I tre allora si mettono sulle tracce dei loro amici scomparsi, fidandosi del fiuto di Addison, finendo anche in mezzo ad una festa mascherata, inseguiti da Spettri.
Arrivano ad uno strano molo dove trovano Sharon, un eccentrico barcaiolo che li conduce a Devil's Acre, un posto decisamente sconsigliabile. Il viaggio a Devil's Acre è piuttosto turbolento, perchè vengono attaccati da pirati ed è il Vacuo di Jacob che in qualche modo dà loro una mano. Tuttavia la barca di Sharon è danneggiata e deve scendere anche lui, di cattivo umore perchè pensa che i tre passeggeri portino sfortuna. Muovendosi in un territorio ostile e fatiscente, arrivano alla fortezza degli Spettri,anche grazie all'aiuto di Bentham, il secondo fratello di Miss Peregrine, nonchè colui che col suo macchinario ha creato i Vacui. Bentham vuole aiutare i ragazzi perchè si è reso conto che l'altro fratello Caul, ha esagerato con le sue manie di potere. In realtà anche Bentham nasconde dei segreti. Riusciranno a ritrovare gli altri amici e le ymbrynne imprigionate, e ingaggeranno battaglie su battaglie con barboni tossicodipendenti (anzi, ambrosia-dipendenti), Vacui e Spiriti, alla ricerca di questa fantomatica biblioteca delle anime che in pratica è una cripta dove sono conservati i barattoli che contengono le urne degli Speciali fin dall'inizio dei tempi. Chi vincerà la grande battaglia finale? Va beh, il risultato è ovviamente scontato, ma vi lascio vedere come si svolge il tutto.

La saga mi era piaciuta molto; era molto originale rispetto ad altre e devo dire che, nonostante sia anche un po' horror, tutto sommato è meno paurosa da leggere che non da guardare come film (infatti ho visto solo il trailer eh eh). In realtà, ho trovato un po' pesante questo terzo libro (che mi pare di capire, non è ultimo come doveva essere visto che sarebbe una trilogia..). Ho mal sopportato tutti sti combattimenti descritti nei dettagli di chi viene colpito da cosa e allora ribatte in quale modo ecc. ecc. Molto cinematografici ma abbastanza noiosi da leggere. Tre quarti di libro praticamente sono battaglie ed inseguimenti e, sebbene all'inizio sono anche intriganti, dopo un po' li ho trovati abbastanza noiosi. La biblioteca compare nelle ultime (sessanta?) pagine, giusto in tempo per essere il luogo della battaglia epica finale.
Il finale è ciò che ci aspettavamo, in realtà.
Decisamente, dei tre questo è il libro che mi è piaciuto meno e che mi ha annoiato abbastanza. Forse poteva tenerla più corta tagliando alcuni combattimenti non fondamentali per la storia. Credo che al momento mi fermerò qui. Gli altri libri vedrò se li leggerò o meno..
Anche qui ogni tanto ci sono le fotografie d'epoca che l'autore ha collezionato in vario modo (vorrei capire se prima ha trovato le foto e poi scritto il libro, oppure il contrario; sinceramente io propenderei per la prima ipotesi)
Mio voto: 6 e mezzo / 10

martedì 26 settembre 2023

Acqua agli elefanti - Sara Gruen


Titolo originale: Water for Elephants (2006) 

Sono gli anni Trenta negli Stati Uniti, l'epoca passata alla storia come quella della Grande Depressione, la piú grave crisi mai vissuta dalla sterminata nazione americana. Sono anche gli anni, però, in cui ha inizio una singolare, patetica grandeur: quella dei circhi itineranti che attraversano in lungo e in largo il paese allo stremo col loro strabiliante carico di donne-cannone, nani, mostri e animali esotici. Una fuga in un mondo fantastico necessaria quando la realtà è così poco attraente.A Norwich, una piccola città del Connecticut dove vive Jacob Jankowski, studente di veterinaria, passa il treno che trasporta il "Benzini Brothers Most Spectacular Show on Earth", un circo scalcagnato, con leoni rinsecchiti, freaks affamati e un sadico, volubile direttore e domatore: August Rosenbluth, che sfama le bestie feroci eliminando di volta in volta di nascosto uno dei cavalli della sua affascinante moglie: la splendida Marlena, la star del Benzini Brothers, la ragazza che lascia ogni sera stupefatti gli spettatori coi suoi numeri acrobatici ed equestri.Jacob capita sul treno del Benzini Brothers per puro caso. È in fuga da tutto e da tutti dopo l'improvvisa morte dei genitori in un incidente. Il bizzarro mondo del circo gli sembra, però, subito il posto adatto per sfogare la sua disperazione. Accetta perciò di buon grado la proposta di curare gli animali del Benzini Brothers, proposta avanzatagli direttamente da Zio Al, il megalomane proprietario del circo che ha sempre sognato di avere un veterinario al suo seguito. (goodreads)

Jakob Jankowski ha novantanni. O novantatre. Una delle due. Vedovo, cinque figli, vive in una casa di riposo.
Un giorno, a pranzo, uno degli ospiti, McGuinty, dice che di lavoro portava l'acqua agli elefanti. Lui non ci crede. Ne nasce un parapiglia e Jacob viene isolato. L'unica persona che non lo tratta da rimbambito è l'infermiera Rosemary.
Jacob studiava veterinaria, quando i suoi sono stati coinvolti in un incidente e sono morti, lasciandolo senza casa perchè ipotecata. Non riesce a sostenere gli esami finali perchè è frastornato e una sera decide di prendere al volo un treno che passa: è il treno del “più strabiliante spettacolo del mondo dei Fratelli Benzini”. Comincia così la sua vita nel circo, prima a fare lo sguattero e poi viene preso come veterinario degli animali. Comincia così a rendersi conto che gli animali vengono sfruttati e maltrattati dal direttore August, che nel corso del libro manifesterà anche un vero e proprio problema di schizofrenia di cui solo “Zio Al” era a conoscenza, mentre la bellissima moglie, Marlena, aveva solo cominciato ad intuire. Tra August e Jacob si instaura un rapporto strano, poiché August lo invita spesso a bere con lui e la moglie, e al tempo stesso Jacob comincia a provare per Marlena qualcosa che non dovrebbe provare (peraltro ricambiato). Siamo negli anni della Grande Depressione, lo Zio Al ha la capacità di scovare i circhi in difficoltà per comprarli a basso prezzo, comprando anche gli artisti che possono interessarlo e gli animali (tra i quali, una elefantessa che non è così stupida come vorrebbero credere).
Il libro procede in parallelo, raccontando la storia del Jacob anziano e quella del Jacob giovane. Il Jacob anziano odia il fatto di essere sopravvissuto a sua moglie e di essere costretto a stare nella casa di riposo; oltretutto, l'unica volta che gli interessa uscire perchè in città arriva il circo, i suoi figli si dimenticano di lui. Nella storia del Jacob giovane invece c'è tutto il suo percorso di crescita umana e professionale, e anche una gran bella descrizione della vita circense. Lavoratori che non servono più ai quali viene fatto "vedere rosso" (cioè buttati giù dal treno in corsa), animali affamati e stremati, artisti bizzarri che “valgono” qualcosa solo per il fatto di essere particolari. Un mondo con delle dinamiche abbastanza disumane. Bella la storia tra Jacob e Marlena, e tutto il dramma che vive lei per aver sposato un uomo che si sta trasformando in un mostro. Bello il rapporto di affetto tra Marlena e i suoi cavalli, ma anche quello tra Jacob e l'elefantessa Rosie. Bella l'amicizia che si crea tra Jacob e il nano Walter. Da brivido il finale della storia di Jacob giovane; più strano quello del Jacob anziano.
Devo dire un libro che mi è piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

domenica 20 agosto 2023

La locanda del Gatto nero - Seishi Yokomizo


Titolo originale: 黒猫亭事件 Kuronekotei jiken (1947)

È la mezzanotte del 20 marzo 1952. Un ufficiale di polizia attraversa in bicicletta i sobborghi della periferia di Tokyo. Nei pressi della locanda del Gatto nero, da poco chiusa, nota un monaco che scava nel cortile di un tempio adiacente. Incuriosito, lo spia dal recinto esterno e dal terreno vede emergere il cadavere di una donna dal volto completamente sfigurato. Di lei non si sa niente. È nuda e con una parrucca, e le analisi rivelano che la causa della morte è una ferita alla testa provocata da un corpo contundente. Nella fossa è stata rinvenuta anche la carcassa di un gatto nero. La polizia indaga tra i vecchi gestori della locanda, facendo affiorare uno scenario ricco di sorprese. L'ex proprietario, la moglie, una ballerina e un imprenditore, amanti dei due coniugi: tra di loro forse c'è il colpevole, ma anche la vittima, la cui identità è del tutto ignota. L'intervento di Kindaichi Kōsuke, che si interessa al caso, potrebbe essere fondamentale.
Questo nuovo episodio è un caso di omicidio «senza volto» che presenta altresì il tema della doppia personalità, un interesse di Yokomizo che nasce dai suoi influssi letterari occidentali, da Edgar Allan Poe a Oscar Wilde a Robert Louis Stevenson.
Il romanzo, pubblicato nel dicembre del 1947 su rivista, attrasse da subito l'attenzione del pubblico, confermando il successo del giovane Yokomizo nel nuovo panorama letterario noir giapponese. (goodreads)

Yokomizo Seishi è stato l'autore che ha portato in Giappone il giallo di stampo occidentale. Ho letto che l'investigatore Kindaichi in patria è famoso quanto lo è Maigret in Europa.
Secondo quanto scrive all'inizio dl libro, l'autore ha ricevuto direttamente da Kindaichi gli appunti di un caso che ha seguito, e li dà a lui affinchè ne scriva un romanzo.
Lo stile narrativo è molto gradevole; il libro si legge bene. La storia è un po' come nei libri di Agatha Christie, chi legge non ha proprio tutti gli indizi, quindi fa fatica a capire esattamente cosa è successo, anche se per qualche dettaglio ci va vicino.
Kindaichi compare verso la fine, quando i poliziotti non sanno come venirne a capo e lui risolve il caso. Qui si tratta di un caso di scambio di identità, ma quale sia l'identità scambiata viene reso decisamente contorto, confondendo un po' chi legge. In effetti, la soluzione del caso poteva essere reso in modo meno caotico, perchè tutta la storia stava reggendo bene ed era gradevole. Una bella scoperta comunque.
Mio voto: 7 / 10

Fiori per Algernon - Daniel Keyes


Titolo originale: Flowers for Algernon (1966)

Algernon è un topo, ma non è un topo qualunque. Con un'audace operazione, uno scienziato ha triplicato il suo QI, rendendolo forse più intelligente di alcuni esseri umani. Di certo più di Charlie Gordon che, fino all'età di trentadue anni, ha vissuto nella dolorosa consapevolezza di non essere molto... sveglio. Ma cosa succede quando quella stessa operazione viene effettuata su Charlie? Il diario di un uomo che "voleva soltanto essere come gli altri", un romanzo definito dal New York Times "magistrale e profondamente toccante..." e vincitore del Premio Nebula 1966. (Goodreads)

"Fiori per Algernon" è la storia di Charlie, un uomo ritardato che ha un enorme desiderio di diventare intelligente. Ad un certo punto gli viene proposto di tentare una operazione che potrebbe esaudire il suo desiderio ma che fino a quel momento è stata testata solo sui topi. E in effetti, dopo pochi giorni dall'intervento, Charlie comincia a diventare intelligente. Comincia a scrivere bene, comincia a sostenere conversazioni importanti, comincia a leggere testi universitari. Ma comincia anche ad accorgersi di cose che prima non capiva e a provare sentimenti mai provati, ad esempio rendersi conto che la gente non ride con lui ma ride di lui, che chi lo ha sempre visto come uno stupido diventa sospettoso nei suoi confronti. Rabbia, delusione, compassione, tutte cose che non sapeva esistessero. E di giorno in giorno le sue capacità intellettive diventano tali da essere più istruito degli stessi scienziati che lo stavano curando, facendolo pure diventare arrogante e guardare gli altri dall'alto in basso.
Ma poi succede una cosa: Algernon, il topo con cui lo avevano confrontato ad inizio programma, comincia ad avere dei comportamenti strani. Algernon comincia a non trovare più l'uscita del suo labirinto, si arrabbia, comincia a cercare soluzioni andando per tentativi. Charlie capisce che, pur sapendo che l'esperimento poteva essere temporaneo, davvero anche lui comincia a regredire con una velocità esponenziale rispetto a quella di crescita che ha avuto.
Il libro è scritto in prima persona da Charlie, e in pratica sono i suoi rapporti di aggiornamento dei suoi progressi. All'inizio il linguaggio è decisamente sgrammaticato, poi dopo l'intervento, a poco a poco comincia a scrivere correttamente e poi comincia a scrivere anche in maniera piuttosto forbita, fino a regredire nuovamente.
Libro decisamente interessante e inquietante. Purtroppo c'è tanto di vero in queste pagine, a cominciare dal compatire e deridere le persone più fragili, soprattuto se non se ne accorgono. Charlie ha sempre desiderato essere intelligente nella speranza di avere amici, ma nel momento in cui diventa intelligente quelli che credeva amici cominciano a dubitare di lui.
Nel suo processo evolutivo, Charlie ricorda episodi vissuti da bambino, che aveva dimenticato. Episodi pieni di dolore soprattutto per ciò che riguarda la madre, che non ha mai accettato di avere un figlio "non normale" e fa di tutto per farlo sembrare al pari degli altri. Poi, con l'arrivo della sorellina, e rendendosi conto che ha generato una bambina sana, comincia a provare paura nei confronti di Charlie e anche vergogna, al punto da costringere il marito a portarlo in una clinica per ragazzi con difficoltà. Molto triste.
Bel libro che fa riflettere su tante cose.
Mio voto: 8 / 10

lunedì 31 luglio 2023

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte - Mark Haddon


The Curious Incident of the Dog in the Night-Time (2003)

Christopher Boone ha quindici anni e soffre della sindrome di Asperger, una forma di autismo. Il suo rapporto con il mondo è problematico: odia essere toccato, detesta il giallo e il marrone, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l'espressione del viso delle persone, non sorride mai... In compenso, adora la matematica, l'astronomia e i romanzi gialli, ed è intenzionato a scriverne uno. Si, perché da quando ha scoperto il cadavere di Wellington, il cane della vicina, non riesce a darsi pace. E gettandosi nel "caso" con la stessa passione del suo eroe Sherlock Holmes, finisce per portare alla luce un mistero più profondo, che gli cambierà la vita e lo costringerà ad addentrarsi nel mondo caotico e rumoroso degli altri. (ibs)

Mi piace lo stile, come se fosse davvero un ragazzino autistico a parlare e ci aiuta a capire come ragiona una persona con questo tipo di problemi. Oltretutto, l'autore dà proprio l'idea di sapere di cosa parla, infatti è stato educatore di bambini con problematiche del genere.
E' un libro che ci fa anche capire la difficoltà che c'è nello stare dietro ad una persona con queste problematiche. Difficoltà che arrivano anche ad incrinare il rapporto tra i genitori. Tra i due non saprei chi "salvare". La madre è scappata. Del padre, che pare l'unico a riuscire a comprendere Christopher, in realtà si scoprono alcuni atteggiamenti che me lo hanno fatto scadere un bel po'.
Non ho gradito la bestemmia del padre a pag. 85, non era fondamentale per la storia. Per curiosità, al gruppo di lettura abbiamo scoperto che la bestemmia c'è nella versione in lingua originale, nella prima e seconda traduzione, ma viene trasformata in un "porca puttana" nella traduzione più recente.
C'è un grosso spoiler sul libro di Sherlock Holmes "Il mastino dei Baskerville", quindi per chi non l'ha letto vi viene svelato il finale.
Alla fine Christopher passa gli esami di matematica e dice cosa vuol fare in futuro e mi piace la sua determinazione perchè essendo andato a Londra, da solo, sa di poter fare qualunque cosa.
E' un libro travestito da giallo ma che di giallo ha poco, in quanto il colpevole dell'uccisione del cane si autodenuncia ad un certo punto.
Libro gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 25 giugno 2023

I draghi del crepuscolo d'autunno - Margaret Weis + Tracy Hickman


Titolo originale: Dragons of Autumn Twilight (1984)

Dopo il ritorno dei draghi di Takhisis, gli abitanti del mondo di Krynn disperano di trovare la pace. Ma un pugno di eroi stringe un'alleanza per sconfiggere i draghi malvagi e intraprende la ricerca della leggendaria Dragonlance. (ibs)

Primo romanzo delle cronache di Dragonlance.
Un gruppo di amici si ritrova dopo cinque anni alla Taverna dell'Ultima casa di Solace: Tanis Mezzelfo, il mago Raistlin Majere assieme al suo gemello guerriero Caramon, l'aspirante Cavaliere di Solamnia Sturm Brightblade, il nano Flint Fireforge, e il kender Tasslehoff Burrfoot. Si erano separati per andare in giro per il mondo a scoprire se davvero gli antichi Dèi sono scomparsi e per capire se davvero c'è una minaccia di guerra a nord. Ma quando si ritrovano alla taverna, uno di loro manca, spezzando quindi il giuramento che si erano fatti. Si tratta di Kitiara, la sorella di Raistlin e Caramon, donna amata da Tanis. Facile capire come questo sia preso come cattivo augurio. E in effetti Solace adesso è comandata dai soldati draconici capitanati da Lord Verminaard, signore dei draghi. 
Alla taverna arrivano anche due barbari delle pianure, Goldmoon e Riverwind, e recano con sè un bastone che, si scoprirà, avere poteri taumaturgici. Questo bastone rafforza la teoria degli amici che gli antichi Dèi non sono spariti, e decidono di accompagnare Goldmoon nella ricerca del qualcuno a cui è destinato il bastone (arrivato a Riverwind durante la sua prova). Il gruppo intero, quindi, scappa da Solace, per poi fare ritorno in seguito dopo che la città è stata praticamente rasa al suolo dal fuoco dei draghi. Ripartiranno, e a loro si unirà anche Tika Wylan (la barista), oltre a Gilthanas, Laurana e Fizban (un mago smemorato e pasticcione).

Provo un affetto particolare nei confronti di questo libro, che ho letto per la prima volta secoli fa, non saprei dire quando esattamente però poi l'ho riletto per usarlo come ambientazione di un campo scout e quindi parliamo di ben prima del 2000.
Probabilmente il mio primo libro fantasy, sicuramente il primo di una saga. All'epoca mi ero infuocata al punto da aver letto di file anche gli altri due libri delle cronache e alcuni dei libri "extra". Perchè poi la saga ha tutta una serie di libri su alcuni dei personaggi (tipo la prova di Raistlin o di Riverwind) e quindi si dirama in una ragnatela complicatissima da seguire.
L'ho riletto con estremo piacere perchè mi si inseriva in alcune sfide, ma in verità è un po' che lo volevo rileggere. Ora avrebbe senso proseguire almeno coi due libri successivi ma non lo farò subito perchè ho una lista veramente lunga.
Mi piacciono le atmosfere create da questa saga. Mi piacciono i personaggi, ben definiti anche se sono davvero tanti. Consigliatissimo.
Mio voto: 8 e mezzo / 10

domenica 30 aprile 2023

Il gatto che conosceva il cardinale - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Knew a Cardinal (1991)

Qwill, Koko e Yum Yum vanno finalmente a stabilirsi a Pickax, amena località dove il giornalista ha ereditato un antico granaio ristrutturato. Jim Qwilleran ha intenzione di rilassarsi nella quiete della campagna. Ma la gente e gli animali di Pickax hanno altre idee. Vicini invadenti vanno a trovarlo non invitati. Un delizioso uccellino, il cardinale rosso, ogni mattina lo sveglia con il suo canto. I gatti si comportano in maniera strana, per non dire indegna. E come se questo non bastasse, pare che l'amica del cuore di Qwill, la bibliotecaria Polly, si sia innamorata di un altro uomo. Ma la cosa più drammatica è che Qwill trova un cadavere nel suo orto, tra gli alberi di mele. Nessuno, a Pickax sembra piangere la morte di Hilary VanBrok, l'odiato direttore della scuola superiore locale, un uomo solitario con la passione per tutto ciò che concerne l'estremo oriente, dalle piante agli oggetti di arredamento. Tutti, nella piccola località, avrebbero avuto un movente e Qwill teme che il caso possa venire archiviato. Ma quando un amico viene fortemente sospettato il giornalista parte lancia in resta, deciso a scagionare il presunto colpevole e a riconquistare il cuore di Polly. (goodreads)

Polly è stata invitata ad un matrimonio e Qwill si accinge a godersi la serata coi suoi coinquilini felini, quando il viale di casa sua è riempito di macchine e tutti i membri del cast del teatro irrompono a festeggiare la buona riuscita dell'Enrico VIII a casa sua. Tutto bene, se non fosse che a fine serata Qwill si accorge che una macchina non è andata via e quando va a controllare scopre che è quella del preside della scuola e lui è accasciato sul volante con una pallottola nella nuca. Nessuno in realtà piange molto questo uomo che è piuttosto tirannico e arrogante, e oltretutto nasconde anche grosse bugie dietro di sè. Qwill vuole restarne fuori, tuttavia quando viene sospettato un suo amico, comincia a frugare il naso in qua e in là. Tra una corsa di cavalli e un disastroso concorso felino, Qwill riuscirà a capire chi è il reale colpevole e anche a chiarire le cose con Polly.
Mi piace sempre leggere le avventure di Qwill e i siamesi. Forse non è la storia più lineare che ho letto finora, però alla fine tira bene le fila del discorso ed è chiaro sia chi è l'assassino sia le sue motivazioni.
I gialli della Braun sono sempre incastonati nelle vicende della cittadina di Pickax e anche in questo abbiamo tanti elementi di disturbo (come il concorso felino) ed è anche molto lungo il discorso sulle prove teatrali, anche se aiutano ad inquadrare il preside defunto. Però è anche gradevole seguire le vicende del paese.
Mio voto: 7 / 10

domenica 2 aprile 2023

Il pastore d'Islanda - Gunnar Gunnarsson


Titolo originale: Aðventa (1936)
Titolo inglese: The good shepherd

Il Natale può essere festeggiato in tanti modi, ma Benedikt ne ha uno tutto suo: ogni anno la prima domenica d’Avvento si mette in cammino per portare in salvo le pecore smarrite tra i monti, sfuggite ai raduni autunnali delle greggi. Nessuno osa sfidare il buio e il gelo dell’inverno islandese per accompagnarlo nella rischiosa missione, o meglio nessun uomo, perché Benedikt può sempre contare sull’aiuto dei suoi due amici più fedeli: il cane Leó e il montone Roccia. Comincia così il viaggio dell’inseparabile terzetto, la «santa trinità», come li chiamano in paese, attraverso l’immenso deserto bianco, contro la furia della tormenta che morde le membra e inghiotte i contorni del mondo, cancellando ogni certezza e ogni confine tra la terra e il cielo. È qui che Benedikt si sente al suo posto, tra i monti dove col tempo ha sepolto i suoi sogni insieme alla paura della morte e della vita, nella solitudine che è in realtà «la condizione stessa dell’esistenza», con il compito cui non può sottrarsi e che porta avanti fiducioso, costi quel costi, in un continuo confronto con gli elementi e con se stesso, per riconquistare un senso alla dimensione umana. Nella sua semplicità evocativa, Il pastore d’Islanda è il racconto di un’avventura che diventa parabola universale, un gioiello poetico che si interroga sui valori essenziali dell’uomo, un inno alla comunione tra tutti gli esseri viventi. Esce per la prima volta in Italia un classico della letteratura nordica che ha fatto il giro del mondo e sembra aver ispirato Hemingway per Il vecchio e il mare, considerato in Islanda il vero canto di Natale. (goodreads)

Questo è il libro che abbiamo scelto per il gruppo di lettura di aprile. Mi è piaciuta molto la figura di questo uomo (definito anziano, che ha solo 54 anni!! e sono 27 anni che va lassù) che ogni inverno decide di andare a cercare le pecore che i "legittimi" pastori hanno abbandonato sui monti. Lui non ha nessun tornaconto da questa attività, solo che è profondamente convinto che sia giusto farlo, sfidando la furia degli elementi naturali, non può abbandonare degli esseri viventi a morire di freddo o sbranati dalle volpi. E quando, purtroppo, questo succede, lui è preso da una grandissima tristezza.

"Quel viaggio era come una poesia, con rime e parole magnifiche che restavano nel sangue. E come una poesia, col tempo s'imparava a memoria e poi si sentiva il bisogno di tornare, per accertarsi che nulla fosse cambiato. E così era: tutto era ancora estraneo e inaccessibile, eppure familiare e inevitabile. Benedikt si sentì invadere da una pace assoluta"

"Non ha preoccupazioni, o meglio una sola: non riesce proprio a immaginare chi seguirà le sue tracce, dopo di lui. Ma qualcuno dovrà pur venire. Perchè non poteva essere la volontà del Creatore - quando Benedikt non ci fosse più stato - di abbandonare al proprio destino quelle povere bestie che sfuggivano ai grandi raduni autunnali e si perdevano sulle montagne. Erano solo percore, certo, ma pur sempre creature vive di carne e sangue; carne sangue e anima. Oppure no? Bisognava pensare che Roccia, Leò e Faxe non avessero un'anima? La loro fiducia innocente valeva meno della fede incostante degli uomini?"

L'uomo e gli animali sono esseri viventi, che possono vivere insieme in armonia e rispettandosi. Se non ci avessero detto che Roccia e Leò sono due animali, avremmo dato per scontato che si tratta di un gruppo di tre uomini: Roccia quello rude e affidabile, Leò quello burlone ma indispensabile nel momento del bisogno.
Ho trovato molto tenero questo racconto. Credo sia davvero un inno alla comunione tra tutti gli esseri viventi. Un inno all'aiuto reciproco. Un inno al valore della vita degli animali, che si affidano ciecamente all'uomo il quale invece fa presto ad abbandonarli.
Mio voto: 8 / 10

lunedì 27 febbraio 2023

Cronache di un gatto viaggiatore - Hiro Arikawa


Titolo originale: 旅猫リポート (2012)
Titolo inglese: The travelling cat chronicles

Un gatto che non si fida di nessuno
Un’amicizia più forte di tutto
Un viaggio speciale attraverso il Giappone
«Ho guardato in alto verso le spighe di susuki: ancora più su, col sole alle spalle, c’era Satoru che mi ha individuato. Nell’istante stesso in cui i nostri sguardi si sono incrociati, il suo viso teso si è rilassato tutto d’un colpo. E poi anche nello sguardo si è allentata la tensione… Senza dire una parola, Satoru si è inginocchiato a terra e mi ha abbracciato stretto.»
Nana è un gatto randagio che vive di espedienti. Con la sua bizzarra coda a forma di sette, è fiero della sua indipendenza. Ma un giorno ha un incidente. A salvarlo e a prendersi cura di lui è Satoru. Nana all’inizio non si fida di lui, graffia e si ritrae. Non è abituato all’affetto degli uomini. Anche Satoru da tanto tempo non permette a qualcuno di avvicinarsi. Eppure capisce subito come far cambiare idea a Nana: un po’ di cibo, una cuccia calda, qualche coccola furtiva. E tra i due nasce un’amicizia speciale che riempie la loro vita.
Fino al giorno in cui Satoru, dopo aver perso il lavoro, deve trasferirsi e non può più occuparsi di Nana. È allora che i due decidono di fare un viaggio, su una vecchia station wagon color argento, per trovare un nuovo padrone tra le amicizie di Satoru. Tra filari di betulle bianche, peschi e canne di bambù, attraverso un Giappone pieno di colori, profumi e panorami dal fascino infinito, incontrano il migliore amico di Satoru da bambino, la prima donna che ha amato e poi perso e il suo compagno di scorribande delle medie. Ma nessuno di loro può prendersi cura di Nana. Sarà invece quest’ultimo ad arricchire le loro vite ricordando quali sono le cose importanti, quelle che regalano gioia e serenità. E quando il viaggio è quasi alla fine, il gatto e il suo padrone capiscono che non possono fare a meno l’uno dell’altro. E che, qualunque cosa accada, vogliono stare insieme. Nonostante tutto. Nonostante ci sia una verità che Satoru non ha il coraggio di dire a Nana. Eppure non ha più importanza. Perché il loro legame durerà per sempre.
Cronache di un gatto viaggiatore è un caso editoriale che dal Giappone ha raggiunto tutto il mondo. Dopo l’enorme successo in patria, l’eco di questa storia unica è arrivata alle case editrici europee e americane che hanno fatto di tutto per averlo. Un gatto che credeva di non aver bisogno di nessuno. Un ragazzo che ha scelto di stare solo per paura di soffrire. Un viaggio nella magia del Giappone per scoprire che la loro amicizia non potrà mai finire. (goodreads)

Nana è un gatto randagio che ama particolarmente stare su una macchina color argento da cui nessuno lo scaccia. Col passare dei mesi, vicino alla macchina gli vengono anche dati dei croccantini e il proprietario della macchina prova un po' ad avvicinarlo. Ma Nana non ama farsi avvicinare. Finchè una sera viene investito e una sua gamba subisce un grosso colpo. Nana riesce ad avvicinarsi alla macchina e miagolare disperatamente fino a richiamare il proprietario della macchina color argento, Satoru, che subito lo porta dal veterinario e se lo tiene in casa per la convalescenza. Ma una volta che il gatto si è ristabilito, Satoru deve decidere cosa fare perchè nel suo palazzo non sono ammessi gli animali. E allora si trasferisce in un'altra casa, e Nana si rende conto che tutto sommato gli piace avere accanto questo ragazzo. Sarà Satoru a chiamarlo Nana, perchè il gatto ha una coda ad uncino che sembra un numero sette. Oltretutto, Nana assomiglia tantissimo al precedente gatto che Satoru aveva da bambino e da cui si è dovuto allontanare quando i suoi genitori sono morti e lui è stato affidato alla zia. Nasce questa amicizia tra Satoru e nana, finchè un giorno Satoru è costretto a separarsi da lui per motivi che non ci vengono detti, e quindi ricontatta alcuni dei suoi migliori amici del passato per chiedere se possono prendere Nana con loro. Tutte le volte qualcosa andrà storto, in realtà con un minimo di gioia anche di Satoru. Ma ad un certo capiamo perchè Satoru sta facendo questo lungo viaggio. Purtroppo è gravemente ammalato e vuole assolutamente trovare una sistemazione per Nana perchè non lo vuole abbandonare. Nel viaggio lungo il Giappone, da Tokyo a Sapporo, siamo anche noi contagiati dalla bellezza dei paesaggi che attraversano. 
L'affetto che lega Nana a Satoru è troppo grande e nonostante tutto gli resterà vicino fino alla fine.
Non riesco a scrivere il commento di questo libro senza mettermi a piangere, così come ho versato tantissime lacrime durante la lettura degli ultimi due capitoli. Il libro è molto molto commovente. Un amore grandissimo tra un uomo e un gatto. reciproco. Non so se siano verosimili i pensieri che l'autrice attribuisce al gatto, alcuni affettuosi, alcuni ironici. 
Durante tutti gli incontri con le persone, scopriamo la vita di Satoru, da bambino a ragazzo, con un finale molto tenero in cui si capisce anche il legame tra lui e la zia.
Punti deboli: in alcune parti non è proprio chiaro chi parla, soprattutto quando al gatto si sovrappongono altri animali.
Un libro davvero toccante.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 1 febbraio 2023

Herscht 07769 - László Krasznahorkai


Titolo originale: Herscht 07769 (2021)

Kana sembra una delle tante cittadine dimenticate della Turingia, e proprio la sua remota desolazione ha attratto un manipolo di neonazisti. Gli abitanti li guardano con timore e sospetto. Solo Florian Herscht è convinto di avere amici da entrambe le parti. È un uomo robusto, gentile, chiaroveggente in virtù della sua innocenza, che crede devotamente in Bach, ha paura dei tatuaggi, è convinto che l’universo sia condannato a perdersi nel nulla e per informare tutti della catastrofe scrive lettere in modo ossessivo, persino ad Angela Merkel, che non gli risponde mai. All’improvviso al limitare della foresta arrivano i lupi: la fine del mondo si avvicina. Modulando l’umorismo malinconico che è un tratto inconfondibile della sua straordinaria scrittura, László Krasznahorkai spiazza ancora una volta i lettori con un romanzo di terribile attualità, che parla di una piccola città ma ha il respiro universale della grande letteratura.

Faccio molta molta fatica a capire un libro simile.
Lo stile narrativo mi ha irritato. Quando mi sono resa conto che dopo diverse pagine non c'era ancora mai stato un punto di fine frase, mi è venuto male. Pensavo che almeno si fermasse a fine capitolo ma non è così. Il libro è un unico tutt'uno, senza alcun punto. Se è vero che questo stile dà l'idea della concitazione, è abbastanza fluido, scorrevole, c'è da dire che non c'è mai un punto in cui fermarsi. Banalmente, avevo difficoltà a capire dove interrompere quando volevo interrompere. Ci sono delle pseudo suddivisioni in capitoli ma del tutto fittizie, in quanto sì c'è una frase scritta in un formato più grosso e va a capo, ma in realtà il discorso prosegue autonomamente. Stile sicuramente singolare ma boh. Non so se è il suo stile usuale o se l'ha usato solo per questo libro.
Ci sono espressioni in tedesco non tradotte e che, ovviamente, non le ho capite.
La storia più o meno direi che l'ho capita. Il protagonista è questo gigante bambinone, buono e servizievole con tutti, che è stato portato via "dall'istituto" (ipotizzo un orfanotrofio) da questo personaggio che viene chiamato Boss, che gli dà una casa, un lavoro e che se lo porta dietro alle riunioni del comitato di neofascisti che guida. Questo Boss è un personaggio un po' manesco ed irascibile, ma nei fatti non è che fa molto oltre a tirare qualche scapellotto a Florian e fare delle paternali all'orchestra paesana perchè non sono in grado di suonare degnamente Bach, di cui lui è un estimatore fanatico. E' colui che va a salvare due paesani che sono stati attaccati dai lupi. E' anche il personaggio che si accolla il costo del funerale dei due "brasiliani" che gestiscono la stazione di servizio quando questa salta per aria e loro muoiono. Questo è l'episodio centrale della svolta, secondo me. Perchè tutto il paese comincia ad accusare il Boss e i suoi scagnozzi, mentre Florian, che per la prima volta in vita sua alza la voce, lo difende a spada tratta e si chiede come mai nessuno guardi alle cose buone che ha fatto. Sennonchè, poco prima di morire, il Boss gli aveva regalato un cellulare Nokia, e Florian era impazzito di gioia perchè non glielo aveva mai lasciato comprare prima, ma quando il Boss muore, Florian non sa più che farsene del telefono e, anzi, gli rimbalzano in testa le parole di quando il Boss glielo ha regalato, perchè gli dice che se qualcuno lo chiede deve dire che la sera dell'esplosione lui (Florian) aveva chiamato il Boss per ben 5 volte e quindi non era sulla scena del crimine. Florian scorre le chiamate sul cellulare, ed effettivamente quelle cinque telefonate al Boss ci sono, ma sa di sicuro di non averle fatte lui perchè ancora non aveva il telefono. Questa cosa gli ronza in testa al punto che per provare a distrarsi comincia ad usare il cellulare per fare delle foto e quando le riguarda scopre che ce ne sono altre fatte in precedenza, non da lui. C'è anche un video in cui si vede chiaramente che gli scagnozzi del Boss stanno appiccando fuoco alla stazione di servizio. Questo crea in Florian un corto circuito, non riesce a unire tutti questi elementi e la sua parte dei muscoli prende il sopravvento su quella del cervello, e comincia una caccia a tutti i fascisti, che intanto si sono separati in varie località, per ucciderli uno ad uno con la sola forza bruta. L'ultima rimasta è Karin, piccola di statura ma di cattiveria infinita, e nelle ultime pagine ha luogo lo scontro finale tra loro due.
In tutto questo, ci sono alcuni personaggi di contorno, coi loro pensieri, problemi, ecc.: il padrone di casa, la bibliotecaria, i gestori del bistrot, l'ex professore di scienze che capisce troppo tardi che Florian ha fatto sue delle teorie sulle particelle elementari ma le ha rielaborate a proprio modo ed è convinto che stia arrivando la fine del mondo e che deve avvisare la Cancelliera Angela Merkel.
E' un libro che parte allegro, molto ironico, soprattutto c'è questa convinzione di Florian di dover avvisare la Cancelliera della imminente fine del mondo, per cui le scrive lettere (assurde e incomprensibili), la va addirittura a cercare a Berlino (ma ovviamente non gliela faranno avvicinare). Poi c'è la svolta dell'esplosione e Florian ha altro a cui pensare e si trasforma in un animale selvatico. Il finale diventa teso, tragico, anche lì un po' amaramente tragico.
Nessuno in paese riesce a capire perchè tutti questi omicidi, e quando il sospettato diventa proprio Florian, c'è chi comincia a chiedersi come aveva fatto a non accorgersene e cosa sarebbe successo se avesse ucciso lui, e chi, come la signora Ringer, non riesce proprio a capacitarsene e cerca un avvocato che lo possa aiutare. Nel finale muoiono anche altre quattro persone, di morte naturale in realtà, ma uno dietro l'altro, e chi rimane ha un suo differente modo di affrontare il lutto; il marito di Jessica si dispera e smette di parlare, la signora Ringer si accorgerà di non voler assolutamente morire e rimetterà in sesto la biblioteca.
Ho anche trovato qualche punzecchiatura alle autorità come l'ente che si occupa dei lupi (incompetenti e, si scoprirà poi, con secondi fini), o i poliziotti che non sanno da che parte partire, ma anche il sindaco che concede i fondi per la biblioteca perchè è sotto periodo elettorale...
La storia nel complesso è anche interessante. Ammetto di non aver capito proprio del tutto il discorso dei lupi, se c'è dietro una qualche metafora io non l'ho capita; a meno di paragonare i lupi che sono stati accecati dall'uomo e vivono d'istinto, a Florian che ad un certo punto viene guidato e dominato dal suo istinto. E' vero che il libro non è incentrato solo su Florian ma sulla comunità del paese, ma secondo me su alcune parti poteva anche un po' tagliare (molto triste il discorso del miele ma a che pro?).
Lo stile narrativo invece è molto pesante. 
Mio voto: 7 / 10

Black beauty - Anna Sewell


Titolo originale: Black beauty (1877)

"Black Beauty, Nera Bellezza, si chiama lo splendido puledro narratore e quindi protagonista di questa storia. Non è nato nella prateria, ma in una stalla, vive tra uomini e cavalli: li perde, li incontra e li ritrova. La sua è una storia fatta di quiete e pericoli, salute e malattia, fortune e sventure: ma sì, non del tutto diversa da quella di ogni essere vivente, uomini compresi." (goodreads)

Black Beauty è un cavallo, e questo libro è la sua biografia da quando è un puledrino e vive con la sua mamma a quando diventa anziano. Nel mezzo, tanti cambi di proprietario, tanti lavori diversi a cui viene destinato, tante conoscenze con altri cavalli e col diverso modo in cui vengono trattati.
Anna Sewell ha scritto un solo libro, questo, con lo scopo di mostrare come vengono trattati i cavalli e, in generale, gli animali. Niente giustifica la cattiveria che alcuni uomini usano sugli animali perchè anche gli animali hanno sentimenti e, lei si sofferma in particolare sui cavalli, se vengono trattati bene i cavalli danno il massimo per il loro padrone.
Un libro tenerissimo, a mio parere non è davvero da bambini come viene indicato perchè ha tanti riferimenti storici e collegamenti che un bambino non sa ancora fare. In questa edizione ci sono a fine capitolo delle note in cui spiegano dettagliatamente alcuni argomenti trattati (tipo cos'era il morso e come funzionava, oppure che nell'800 in Inghilterra era diffusa la piaga dell'alcolismo).
Delizioso.
Mio voto: 9 / 10

giovedì 29 dicembre 2022

What An Animal Reading Challenge 2023




Sfida ospitata da Socrate's Book reviews.

The challenge will begin on January 1, 2023 and end on December 31, 2023.

Any book read for this challenge has to have an animal that plays a major role in the book (which could be fiction or non-fiction.) It also counts if a main character is (or turns into) an animal (define that however you'd like). In the past, books would qualify if an animal is in the title or on the cover, but that alone no longer qualifies. This challenge is for books related to animals and just because they are in the title or on the cover, doesn't mean it's about an animal.

These are the levels.
Level 1 - Read 6 books --> june 2023
Level 2 - Read 7-12
Level 3 - Read 13-20
Level 4 - Read 21 or more

The animal can be any type of animal (real or fictitious)--dog, cat, monkey, wolf, snake, insect, hedgehog, aardvark...dragon, mermaid, centaur, vampire, werewolf...you get the idea...

Books can be fiction or nonfiction.

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Libri letti: