Visualizzazione post con etichetta 2023 around the world. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 2023 around the world. Mostra tutti i post

lunedì 25 dicembre 2023

The love hypothesis. Il teorema dell'amore - Ali Hazelwood


Titolo originale: The love hypothesis (2012)

Dottoranda in Biologia, Olive Smith crede nella scienza, non nell'amore. Non le è mai importato granché di avere una relazione e di sicuro non le importa di Jeremy, un ragazzo con cui è uscita un paio di volte in tutto. Si dà il caso, però, che lui piaccia da morire alla sua amica Anh, ed è proprio per convincere quest'ultima che Jeremy appartiene al passato che Olive una sera bacia il primo ragazzo incontrato in laboratorio, fingendo che sia il suo fidanzato. Costui, però, si rivela essere Adam Carlsen, giovanissimo professore sexy, noto per comportarsi sempre da tiranno con tutti. Per questo Olive rimane a bocca aperta quando lui accetta di reggerle il gioco con l'amica, rivelandosi una persona affascinante e gentile. All'improvviso, un appuntamento finto dopo l'altro, il mondo di Olive viene stravolto, tanto che è costretta a mettere il suo cuore sotto un microscopio e ad analizzare i suoi sentimenti per Adam. Riuscirà a comprendere che il teorema dell'amore non segue alcuna dimostrazione? (ibs)

La storia comincia in modo un po' sciocco. Più che altro, è la protagonista che è un po' sciocca. Poi però la vicenda è carina, ha un buon ritmo, si fa leggere bene, tant'è che l'ho letto in pochissimi giorni. Forse un po' scontati quasi tutti i passaggi (oltre, ovviamente, al finale perchè di fatto è una commedia rosa). La protagonista infila una serie di bugie su bugie, che la portano a situazioni assurde, spesso divertenti.
La cosa che non ho amato particolarmente è la scena di sesso, perchè ribalta completamente l'idea che ci è stata data di Adam lungo tutto il resto del romanzo, così gentile, tenero, e invece qui parla troppo e l'insieme mi è parso più volgare che romantico.
Carina l'introduzione di ogni capitolo con un cuore e una "teoria" che sostiene Olive.
Carino. Brillante, comunque un libro da estremo relax.
Mio voto: 7 / 10

domenica 10 dicembre 2023

Hotel Bosforo - Esmahan Aykol


Titolo originale: Kitapçı Dükkânı (2001)

Cosa ama tanto di Istanbul Kati Hirschel, tedesca-turca trapiantata in città, se per la maggior parte del tempo si trova immersa nel caos mobile della metropoli, porta tra oriente e occidente? Forse, proprio il caos l'appassiona, frutto di una stratificazione di esseri umani profondamente diversi, il cui inatteso effetto è la convivenza e la capacità di comunicare. Kati ha vissuto a Istanbul per metà circa della sua vita di quasi quarantenne e ne conosce ogni angolo, gli svariati ambienti, i ritrovi esclusivi o popolari, i tanti quartieri che fanno città nella città. È indipendente, sola, vanitosa, erotica, e dirige la sua libreria specializzata in gialli. Per lavoro e per passione, incontra ogni tipo di gente, clienti, amici, vicini simpatici curiosi. Inattesa, perché mai erano state intime, Petra, vecchia amica tedesca diventata attrice di una certa fama, la chiama. È scesa all'Hotel Bosforo, giunta nella vecchia capitale per un film di produzione turco tedesca. Subito Petra riversa sull'amica tutto il dolore di un'esistenza senza amore. Al successivo appuntamento, Kati viene a sapere che in albergo è stato consumato un crimine, ed è proprio Petra la principale sospettata. Arma del delitto, decisamente femminile, un asciugacapelli; vittima il regista tedesco, morto fulminato nella vasca da bagno della sua suite. Con lui, Petra, a detta di tutti, aveva una relazione che però lei nega. Kati, per amicizia, si sente coinvolta e decide di assistere da vicino alle indagini. (ibs)

Mi è capitato sott'occhio per caso questo giallino, e devo dire che è stata una lettura interessante e appena possibile penso di proseguire nella serie.
La scrittura è molto scorrevole e colloquiale, l'io narrante è proprio Kati la libraia e spesso si rivolge anche ai lettori come se stesse parlando con loro. 
Kati ha 43 anni, ha vissuto ad Istanbul alcuni anni da bambina, poi i genitori sono emigrati in Germania, e lei è tornata al Istanbul da una dozzina di anni. E' una città di cui riesce a farci sentire tutto il caos, il traffico, il rumore. Gestisce una libreria di libri gialli e ovviamente non vede l'ora di diventare la novella Miss Marple. Cosa che succede appunto con l'arrivo dell'amica Petra in città e il ritrovamento del cadavere del regista del suo film. Kati si mette subito in moto per investigare, riuscendo anche ad entrare nelle grazie sia del commissario turco (diciamocelo, non proprio molto professionale...) che ci prova spudoratamente con lei, sia di un grosso mafioso locale con cui si trova ad interagire.
La storia regge bene, il colpevole ad un certo punto lo avevo capito. Meno chiaro è il mandante dell'omicidio, che viene svelato nell'ultimo capitolo che ho dovuto rileggere due volte perchè è un po' contorto capire esattamente come sono andate le cose.
Lettura molto gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Chia ama, odia - Adolfo Bioy Casares + Silvina Ocampo


Titolo originale: Los que aman, odian (1946)
Titolo in inglese: Where there's love, there's hate

Chi ama, odia è l’unico romanzo scritto a quattro mani da due figure imprescindibili nel panorama letterario argentino: Adolfo Bioy Casares e Silvina Ocampo, protagonisti della scena letteraria di Buenos Aires dagli anni Trenta in poi. 
Una giovane traduttrice di romanzi gialli viene trovata morta nell’Hotel Central di una località di villeggiatura, Bosque del Mar, mentre l’albergo è completamente isolato a causa di una tempesta di sabbia. Giocando col genere poliziesco e con innumerevoli riferimenti letterari, gli autori costruiscono la classica trama in cui «l’assassino è tra di noi». Mentre un improvvisato investigatore – il medico omeopatico Humberto Huberman – si incarica delle indagini, i sospetti vengono fatti abilmente ricadere ora sull’uno ora sull’altro dei villeggianti. 
Divertente e imprevedibile, Chi ama, odia è un gioiello ritrovato, in cui, come racconta Francesca Lazzarato nella postfazione: «Bioy e Ocampo non solo scrivono in continuo dialogo tra loro, con le proprie letture, con l’invisibile e onnipresente Borges, ma non smettono di interpellare i lettori». (goodreads)

Un giallo di tipologia decisamente datato. Più che un giallo, un poliziesco, dove il poliziotto in realtà fa una figura "da cioccolataio" e a risolvere il caso è un medico. Anzi, in realtà il caso viene risolto perchè il colpevole scrive una lettera dove spiega perchè e come ha ucciso la ragazza. Diciamo che senza la lettera del colpevole, difficilmente ci sarei arrivata, perchè ovviamente gli scrittori fanno di tutto per confondere le idee, infatti ad un certo punto mi sono un po' persa... E comunque, il colpevole non poteva che essere uno dei presenti perchè erano rinchiusi in casa a causa di una tempesta di sabbia.
Sinceramente non mi ha fatto impazzire, e nemmeno l'ho trovato divertente come dice la descrizione.
Non sapevo che i due scrittori in realtà fossero marito e moglie, e che lui aveva scritto spesso romanzi a quattro mani con Borges, mentre per lei era la prima volta. 
Carino, ma niente di che.
Mio voto: 6 / 10

martedì 26 settembre 2023

Acqua agli elefanti - Sara Gruen


Titolo originale: Water for Elephants (2006) 

Sono gli anni Trenta negli Stati Uniti, l'epoca passata alla storia come quella della Grande Depressione, la piú grave crisi mai vissuta dalla sterminata nazione americana. Sono anche gli anni, però, in cui ha inizio una singolare, patetica grandeur: quella dei circhi itineranti che attraversano in lungo e in largo il paese allo stremo col loro strabiliante carico di donne-cannone, nani, mostri e animali esotici. Una fuga in un mondo fantastico necessaria quando la realtà è così poco attraente.A Norwich, una piccola città del Connecticut dove vive Jacob Jankowski, studente di veterinaria, passa il treno che trasporta il "Benzini Brothers Most Spectacular Show on Earth", un circo scalcagnato, con leoni rinsecchiti, freaks affamati e un sadico, volubile direttore e domatore: August Rosenbluth, che sfama le bestie feroci eliminando di volta in volta di nascosto uno dei cavalli della sua affascinante moglie: la splendida Marlena, la star del Benzini Brothers, la ragazza che lascia ogni sera stupefatti gli spettatori coi suoi numeri acrobatici ed equestri.Jacob capita sul treno del Benzini Brothers per puro caso. È in fuga da tutto e da tutti dopo l'improvvisa morte dei genitori in un incidente. Il bizzarro mondo del circo gli sembra, però, subito il posto adatto per sfogare la sua disperazione. Accetta perciò di buon grado la proposta di curare gli animali del Benzini Brothers, proposta avanzatagli direttamente da Zio Al, il megalomane proprietario del circo che ha sempre sognato di avere un veterinario al suo seguito. (goodreads)

Jakob Jankowski ha novantanni. O novantatre. Una delle due. Vedovo, cinque figli, vive in una casa di riposo.
Un giorno, a pranzo, uno degli ospiti, McGuinty, dice che di lavoro portava l'acqua agli elefanti. Lui non ci crede. Ne nasce un parapiglia e Jacob viene isolato. L'unica persona che non lo tratta da rimbambito è l'infermiera Rosemary.
Jacob studiava veterinaria, quando i suoi sono stati coinvolti in un incidente e sono morti, lasciandolo senza casa perchè ipotecata. Non riesce a sostenere gli esami finali perchè è frastornato e una sera decide di prendere al volo un treno che passa: è il treno del “più strabiliante spettacolo del mondo dei Fratelli Benzini”. Comincia così la sua vita nel circo, prima a fare lo sguattero e poi viene preso come veterinario degli animali. Comincia così a rendersi conto che gli animali vengono sfruttati e maltrattati dal direttore August, che nel corso del libro manifesterà anche un vero e proprio problema di schizofrenia di cui solo “Zio Al” era a conoscenza, mentre la bellissima moglie, Marlena, aveva solo cominciato ad intuire. Tra August e Jacob si instaura un rapporto strano, poiché August lo invita spesso a bere con lui e la moglie, e al tempo stesso Jacob comincia a provare per Marlena qualcosa che non dovrebbe provare (peraltro ricambiato). Siamo negli anni della Grande Depressione, lo Zio Al ha la capacità di scovare i circhi in difficoltà per comprarli a basso prezzo, comprando anche gli artisti che possono interessarlo e gli animali (tra i quali, una elefantessa che non è così stupida come vorrebbero credere).
Il libro procede in parallelo, raccontando la storia del Jacob anziano e quella del Jacob giovane. Il Jacob anziano odia il fatto di essere sopravvissuto a sua moglie e di essere costretto a stare nella casa di riposo; oltretutto, l'unica volta che gli interessa uscire perchè in città arriva il circo, i suoi figli si dimenticano di lui. Nella storia del Jacob giovane invece c'è tutto il suo percorso di crescita umana e professionale, e anche una gran bella descrizione della vita circense. Lavoratori che non servono più ai quali viene fatto "vedere rosso" (cioè buttati giù dal treno in corsa), animali affamati e stremati, artisti bizzarri che “valgono” qualcosa solo per il fatto di essere particolari. Un mondo con delle dinamiche abbastanza disumane. Bella la storia tra Jacob e Marlena, e tutto il dramma che vive lei per aver sposato un uomo che si sta trasformando in un mostro. Bello il rapporto di affetto tra Marlena e i suoi cavalli, ma anche quello tra Jacob e l'elefantessa Rosie. Bella l'amicizia che si crea tra Jacob e il nano Walter. Da brivido il finale della storia di Jacob giovane; più strano quello del Jacob anziano.
Devo dire un libro che mi è piaciuto molto.
Mio voto: 8 / 10

domenica 20 agosto 2023

La locanda del Gatto nero - Seishi Yokomizo


Titolo originale: 黒猫亭事件 Kuronekotei jiken (1947)

È la mezzanotte del 20 marzo 1952. Un ufficiale di polizia attraversa in bicicletta i sobborghi della periferia di Tokyo. Nei pressi della locanda del Gatto nero, da poco chiusa, nota un monaco che scava nel cortile di un tempio adiacente. Incuriosito, lo spia dal recinto esterno e dal terreno vede emergere il cadavere di una donna dal volto completamente sfigurato. Di lei non si sa niente. È nuda e con una parrucca, e le analisi rivelano che la causa della morte è una ferita alla testa provocata da un corpo contundente. Nella fossa è stata rinvenuta anche la carcassa di un gatto nero. La polizia indaga tra i vecchi gestori della locanda, facendo affiorare uno scenario ricco di sorprese. L'ex proprietario, la moglie, una ballerina e un imprenditore, amanti dei due coniugi: tra di loro forse c'è il colpevole, ma anche la vittima, la cui identità è del tutto ignota. L'intervento di Kindaichi Kōsuke, che si interessa al caso, potrebbe essere fondamentale.
Questo nuovo episodio è un caso di omicidio «senza volto» che presenta altresì il tema della doppia personalità, un interesse di Yokomizo che nasce dai suoi influssi letterari occidentali, da Edgar Allan Poe a Oscar Wilde a Robert Louis Stevenson.
Il romanzo, pubblicato nel dicembre del 1947 su rivista, attrasse da subito l'attenzione del pubblico, confermando il successo del giovane Yokomizo nel nuovo panorama letterario noir giapponese. (goodreads)

Yokomizo Seishi è stato l'autore che ha portato in Giappone il giallo di stampo occidentale. Ho letto che l'investigatore Kindaichi in patria è famoso quanto lo è Maigret in Europa.
Secondo quanto scrive all'inizio dl libro, l'autore ha ricevuto direttamente da Kindaichi gli appunti di un caso che ha seguito, e li dà a lui affinchè ne scriva un romanzo.
Lo stile narrativo è molto gradevole; il libro si legge bene. La storia è un po' come nei libri di Agatha Christie, chi legge non ha proprio tutti gli indizi, quindi fa fatica a capire esattamente cosa è successo, anche se per qualche dettaglio ci va vicino.
Kindaichi compare verso la fine, quando i poliziotti non sanno come venirne a capo e lui risolve il caso. Qui si tratta di un caso di scambio di identità, ma quale sia l'identità scambiata viene reso decisamente contorto, confondendo un po' chi legge. In effetti, la soluzione del caso poteva essere reso in modo meno caotico, perchè tutta la storia stava reggendo bene ed era gradevole. Una bella scoperta comunque.
Mio voto: 7 / 10

Il patto dell'acqua - Abraham Verghese


Titolo originale: The covenant of water (2023) 

Ha dodici anni e al mattino andrà sposa.
Lei e la madre sono sdraiate sullo stuoino, «Il giorno piú triste nella vita di una ragazza è il giorno del matrimonio» dice la madre. «Poi, se Dio vuole, le cose migliorano». Dopo la morte del padre, lo zio le ha trovato un buon partito. Un vedovo con un figlio di due anni. Come lei, appartiene a una famiglia di cristiani.
Perché sia disposto a prendere in moglie una ragazzina senza dote non è dato sapere, ma si mormora che la famiglia sia afflitta da una strana in ogni generazione almeno una persona muore affogata. E, nel Kerala, l’acqua è ovunque. Lí, il monsone nutre non soltanto la terra, ma anche il corpo e l’anima, creando una particolare alleanza con la terra, con Dio, con la vita. E chi non rispetta questo patto con l’acqua, che collega tutti nel tempo e nello spazio, è perduto.
La giovane sposa viene accolta con affetto nella nuova famiglia e, nell’arco della sua lunga e straordinaria vita, non soltanto conoscerà la gioia di un grande amore e il dolore di infinite perdite, ma sarà testimone di cambiamenti epocali, attraverso i suoi occhi e quelli dei suoi discendenti.
Il patto dell’acqua è l’evocazione luminosa di un’India d’altri tempi e della sua trasformazione politica e culturale. Una lettera d’amore al potere dell’arte e della letteratura. Un inno al progresso della civiltà e nella comprensione dell’animo umano. Un romanzo di potenza straordinaria. (goodreads)

Molto lungo. Non è un libro che ho letto tutto d'un fiato. Ho dovuto creare delle pause tra qualche capitolo e i successivi. Solo nelle ultime pagine non riuscivo a staccarmi dal libro. Le ultime cento pagine (circa) sono veramente intense, alcune molto toccanti e commoventi. Si chiude il cerchio di tutta la storia della famiglia, che parte nel 1900 col matrimonio combinato tra Mariamma (che verrà poi conosciuta come Grande Ammachi e diventerà la stimata capostipite della famiglia) e un vedovo con un bambino piccolo.
Le vicende familiari si svolgono seguendo una serie di tragedie che li colpisce, e che vengono definite come "il morbo". Cosa sia esattamente questo "Morbo" lo si scoprirà nell'ultima parte della narrazione, quando Mariamma, nipote omonima di Grande Ammachi, diventerà medico e consacrerà il suo studio a scoprire cosa sia questo morbo (riuscendoci).
Ma il libro ha tanto altro dentro. C'è tutta la storia dell'India del novecento, dalla sottomissione agli inglesi all'indipendenza. C'è un paese dilaniato dalle guerre e dalla lebbra.
I membri della famiglia di Grande Ammachi sono di fede cristiana, della comunità di San Tommaso. Dio è ovunque in queste pagine. E' nel cieco affidarsi alla sua volontà, è nelle richieste di aiuto, è nei segni che le persone credono di vedere.
La storia alterna due personaggi principali: Grande Ammachi e Digby, e per una buona metà del libro mi sono chiesta come e quando le loro vicende si collegheranno. Ci vorrà un po' in effetti.
Molto dettagliate sono le descrizioni, soprattutto quelle mediche. Si capisce che l'autore è medico perchè in queste parti è veramente meticoloso e prolisso (anche troppo).
Il libro è molto bello, ma ammetto che ho faticato un po'. La storia si amplia a davvero tanti personaggi e di molti credo di ricordare davvero poco. Nella parte centrale ho dovuto interrompere spesso la lettura perchè non scorreva. Diciamo che riprende brio dalla nascita di Mariamma, per poi arrivare ad un grande finale. Però se avesse tagliato un centinaio buono di pagine (non fondamentali al racconto) non sarebbe stato male.
Molto bella la descrizione di cosa sia "il patto dell'acqua".

"L'acqua del canale scorre, le impregna l'orlo del sari, indifferente alla sua angoscia, alla sua nuova consapevolezza. E' imperturbabile quest'acqua che collega i canali, acqua che sta nel fiume più in là, e nelle paludi, nei mari e negli oceani - un unico corpo di acqua.
E' la stessa acqua che scorreva oltre casa Thetanatt, dove sua madre ha imparato a nuotare; la stessa che ha portato qui Rune per fargli recuperare un lazzaretto abbandonato, e che ha portato Philipose perchè salvasse un bambino morente, con le mani accoppiate a quelle di Digby; la stessa che ha trascinato via Elsie a morire per poi restituirla, rinata, nelle braccia dell'uomo che l'ha amata più della sua vita (...)
E adesso la figlia è qui, in piedi nell'acqua che li connette tutti nel tempo e nello spazio, come ha sempre fatto. L'acqua in cui è entrata pochi minuti fa è fluita lontano, eppure è ancora lì, passato, presente e futuro inesorabilmente allacciati, come tempo fatto persona. E' il patto dell'acqua: sono tutti collegati dai loro atti, quelli commessi e quelli omessi, senza che possano sfuggirvi, e nessuno è solo."

Se dovessi giudicare solo le prime duecento (circa eh) pagine del libro e le ultime cento, potrei dargli un 8,5 o anche 9. Ma non posso dimenticare che la parte centrale è stata molto pesante e a tratti noiosa.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

lunedì 31 luglio 2023

Città di polvere - Hayley Scrivenor


Titolo originale: Dirt town (2022)

In un caldo pomeriggio di fine novembre, a Durton, Australia, la dodicenne Esther scompare mentre torna a casa da scuola, e la comunità della piccola cittadina sprofonda in un vortice di dubbi e dolore. La detective Sarah Michaels, donna queer in un mondo maschile e maschilista, viene inviata sul posto per indagare, e ben presto i sospetti cadono sul padre della ragazzina, Steven, un uomo affascinante dal passato controverso. La detective non è la sola a voler far luce sul caso: anche Ronnie, migliore amica di Esther, è determinata a scoprire la verità, ma si scontra con i segreti e le bugie delle persone intorno a lei, incapaci di sacrificare la propria reputazione in un ambiente dove tutti si conoscono e le voci si diffondono rapidamente. Con un sapiente gioco narrativo che alterna i punti di vista dei protagonisti a quello corale dei ragazzini, Hayley Scrivenor mette in scena un crime in cui lo sfondo sociale e ambientale determina le azioni dei personaggi, minando certezze e fiducia reciproca. Ma è proprio nel dolore che la comunità si ricompatta e fortifica, trovando nel perdono il sentimento più potente per aprirsi a un futuro diverso.(goodreads)

Ammetto che il libro è molto scorrevole e l'ho letto in un paio di serate. Tuttavia non mi ha fatto impazzire. Lo stile narrativo è un po' strano. I capitoli sono tutti abbastanza brevi e sono dedicati a Ronnie, Lewis, noi, Sarah, Constance. Personaggi che si alternano e in questa alternanza si sviluppa a poco a poco la storia. Ronnie (Veronica) è la migliore amica di Esther, Lewis è un bambino gay che gioca spesso con loro, Sarah è la detective lesbica, Constance è la madre di Esther. I capitoli dove parla "noi" (cioè i bambini) danno vita ad una specie di coro, una cosa un po' originale. 
A volte viene utilizzata la prima persona, a volte la terza. A volte lo stesso evento viene descritto in due capitoli per vederlo da due punti di vista. Spesso c'è un'alternanza presente - passato - futuro e, per quanto riguarda il futuro, non lo amo particolarmente (cose del tipo "Esther non sa cosa sta per succederle" e simili). Nell'ultimo capitolo poi viene spiegato cosa succede ai protagonisti una volta che diventano grandi, con un approfondimento di quanto la morte di Esther ha continuato a pesare nella vita di chi le ha voluto bene. La madre soffrirà sempre per il fatto di non aver visto la figlia crescere e la sua vita sarà piena di rabbia. Non sono molto convinta, come dice la trama, che la comunità si conceda il perdono... Anzi, mi pare che per tirare avanti la gente, piuttosto, si nasconda dietro una sorta di oblio, di provare a dimenticare chiudendo gli occhi. 
L'autrice prova a depistarci cercando di collegare la scomparsa di Esther ad altri problemi cittadini, ma non è così efficace secondo me. Alla fine, per esclusione, avevo capito chi era il colpevole.
Romanzo gradevole ma con qualche pecca.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 25 giugno 2023

Educazione siberiana - Nicolai Lilin


Titolo originale: Educazione siberiana (2009)

Nicolai Lilin ha solo ventinove anni, ma ha da raccontare una vita straordinaria e un universo che non assomiglia a nessun altro: anche per questo Educazione siberiana è un libro unico, senza paragoni possibili. Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare - e non è - fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Trans-nistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Nel quartiere Fiume Basso si viveva seguendo la tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi con gli sbirri o i minorenni delle altre bande. Lanciando mini molotov contro il distretto di polizia, magari: «Quando le vedevo attraversare il muro e sentivo le piccole esplosioni seguite dalle grida degli sbirri e dai primi segni di fumo nero che come fantastici draghi si alzavano in aria, mi veniva da piangere tanto ero felice». La scuola della strada voleva che presto dal coltello si passasse alla pistola. «Eravamo abituati a parlare di galera come altri ragazzini parlano del servizio militare o di cosa faranno da grandi». Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, e cioè un «criminale onesto». E quest'altra scuola, ben più importante di quella della strada, passa soprattutto attraverso i vecchi, i criminali anziani a cui la comunità riconosce lo specialissimo ruolo di «nonni» adottivi. Sono loro, giorno dopo giorno, a trasmettere valori che paiono in conflitto con quelli criminali: l'amicizia, la lealtà, la condivisione dei beni. L'amore per i disabili, che i siberiani chiamano «Voluti da Dio». E anche la cultura del tatuaggio, della pelle che dice il destino di ognuno. «Nonno Kuzja - scrive Lilin - non mi educava facendo lezioni, ma raccontando le sue storie e ascoltando le mie ragioni. Non parlava della vita dalla posizione di uno che la osserva dall'alto, ma da quella di un uomo che sta in piedi sulla terra e cerca di restarci il più a lungo possibile». Grazie alla forza della narrazione, quel mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza, diventa a poco a poco familiare e vero. Come lo stile, che è intenso ed espressivo, anche in virtù di una buona ma non perfetta padronanza dell'italiano, che risulta ora sgrammaticato, ora fin troppo esatto, ora contaminato. Uno stile a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente comico, nei momenti di distensione che attraversano le pagine come la vita. (goodreads)

Ho trovato interessante questo libro e devo ammettere che, nel complesso, mi è piaciuto abbastanza.
Cose che non ho apprezzato: innanzitutto, non amo particolarmente le storie "matrioska" (cioè parte con una storia poi ne apre un'altra poi un'altra, ecc.). L'ho trovato anche un po' prolisso. In alcuni punti, poi, è esagerato. In particolare, non ne potevo più delle battaglie.
Cose che mi sono piaciute del libro. Il codice di grande disciplina e rispetto di questi criminali (a parte per i poliziotti, i ricchi e gli esponenti del "potere"). Rispetto delle donne, dei vecchi. L'ascolto nei confronti dei più vecchi e della loro saggezza. Accettazione dei disabili o malati di mente, che vengono aiutati dalla comunità (sono "voluti da Dio"). Nessuna ostentazione del lusso, vita umile. Niente gioielli, solo tatuaggi (tra l'altro è molto interessante dove parla della simbologia dei tatuaggi). Il controllo delle parole (offendere è un reato). Imparzialità nei processi. Se non ci fosse la parte della violenza (che secondo il loro codice va comunque usata con un motivo, a volte discutibile in effetti...) sarebbe una società ideale.
Ho letto che questo libro ha scatenato molte polemiche in merito alla veridicità di ciò che l'autore scrive. A me, in realtà, fa poca differenza che si tratti di una biografia o di una fiction, in quanto ciò che racconta, purtroppo è molto verosimile.
Mio voto: 7 / 10

domenica 30 aprile 2023

L'isola degli alberi scomparsi - Elif Shafak


Titolo originale: The Island of Missing Trees (2021) 

Nata e cresciuta a Londra, Ada Kazantzakis, sedici anni, non sa niente del passato dei suoi genitori. Non sa che suo padre Kostas, greco e cristiano, e sua madre Defne, turca e musulmana, negli anni Settanta erano due adolescenti in quell'isola favolosa di acque turchine e profumo di gardenie chiamata Cipro. Non sa che i due si vedevano di nascosto in una taverna di Nicosia, dalle cui travi annerite pendevano ghirlande d'aglio e peperoncini. Non sa che al centro di quella taverna, testimone dei loro incontri amorosi, svettava un albero di fico. E non sa che l'albero, con le fronde che uscivano da un buco sul tetto, era lì anche quando l'eterno conflitto dell'isola, spaccata in due lungo la «linea verde», si era fatto più sanguinoso e i due ragazzini non erano più venuti. Ora quello stesso albero, nato da una talea trafugata anni prima a Londra, cresce nel giardino dietro la casa di Ada: unico, misterioso legame con una terra dilaniata e sconosciuta, con quelle radici inesplorate che, cercando di districare un tempo lunghissimo fatto di segreti, violente separazioni e ombrosità, lei ha bisogno di trovare e toccare, per poter crescere. (goodreads) 

Una storia d'amore nata in un luogo dove non poteva nascere: a Cipro, tra un ragazzo greco-cristiano troppo sensibile e una ragazza ribelle turco-musulmana. Un amore nato di nascosto, sullo sfondo di un Paese in cui comincia la guerra civile. Vicini di casa che tutto d'un tratto diventano nemici e nazionalismi esasperati. Laddove Cipro credeva di essere europea, l'Europa la pensava diversamente, e dopo la partenza degli inglesi che avevano mantenuto la calma per anni, tutta la violenza si scatena. Siamo nel 1974. Kostas, con uno stratagemma, è costretto da sua madre, ad andare a vivere da uno zio a Londra, e non riuscirà a tornare per decenni. Defne rimane sola a Cipro, a sopravvivere a quello che succede. 
La storia si sviluppa tra il 1974, gli inizi degli anni 2000 quando Kostas ritorna a Cipro e ritrova Defne, e la fine degli anni 2010 in cui Defne muore e la loro figlia Ada comincia a chiedersi qualcosa sul passato. 
Il filo tra i tre periodi storici è molto ben congegnato. Spesso prende voce anche la pianta di fico, quella che stava all'interno della taverna a Cipro e di cui Kostas ha portato a Londra una talea. Attraverso la pianta ci vengono raccontati dettagli della storia che ha vissuto lei e che lei ha ascoltato tramite gli uccellini o gli insetti che la visitano. Nel finale capiremo anche come mai questa pianta sembra proprio essere innamorata di Kostas.  
L'autrice è stata molto brava a mescolare romanzo con avvenimenti storici senza che diventassero pesanti nella storia. Quello che è successo a Cipro rimane sempre molto sconosciuto, anche a scuola si parlava brevemente del fatto che l'isola fosse divisa in due, ma niente di che. Questo libro mi ha insegnato delle cose che non sapevo e che ho appreso con dolore ma con molto interesse.  
Molto bello anche il richiamo alle tradizioni e alle credenze popolari che ci viene fatto soprattutto con la zia Meryem. 
E' un libro che forse indugia un po' troppo su troppe cose, soprattutto quando parla la pianta e ci racconta di insetti che, alla fine, non aggiungono molto alla storia già complessa di suo. 
Quando il dolore è così radicato nel passato di una persona, si fa fatica a venirne fuori.  
Lettura molto gradevole. 
Mio voto: 8 / 10

domenica 2 aprile 2023

Trasparenti - Ondjaki


Titolo originale: Os Transparentes (2012)
Titolo inglese: Transparent city

"Trasparenti" è il ritratto di Luanda oggi, città che ha visto almeno decuplicare, nelle ultime quattro decadi, la sua popolazione a causa della guerra civile che per circa trent'anni ha attraversato la storia recente dell'Angola. La guerra è sempre presente nell'intreccio del romanzo ed è costruita come tratto unificatore e sfondo costante dell'esperienza di vita che accomuna tutti i cittadini angolani. Luanda viene descritta come una città frenetica che subisce una transizione violenta, segnata da una corruzione capillarmente generalizzata, in cui la gente comune prova a restare a galla come può, ma è anche uno spazio urbano in cui le vite di tutti ancora si mischiano e si contaminano, sfuggendo al modello di segregazione tipico di tante altre città post-coloniali. L'azione del romanzo gira intorno ad un palazzo, mentre intorno sfila una variegata galleria di personaggi che compongono il complesso mosaico della città che espone tutte le sue contraddizioni. Gli abitanti del palazzo si interfacciano con un'altra varia umanità esterna, fatta di burocrati, giornalisti, affaristi, piccoli e grandi delinquenti, qualche ministro, interessati al petrolio e alle tante risorse del paese e che cercano di sopravvivere a loro modo, in una dimensione costantemente sospesa tra realtà e finzione. (goodreads)

Libro letto per il gruppo di lettura online (anche se in realtà l'ho finito il giorno dopo l'incontro... ultimamente va così..).
Interessante spaccato di vita angolana, ambientato a Luanda, dove i protagonisti principali sono gli abitanti di un palazzo fatiscente al cui piano terra c'è una enorme perdita di acqua. E così, mentre il Paese soffre la sete, loro hanno una specie di piscina da cui attingono l'acqua per fare qualunque cosa.
Gli abitanti hanno quasi tutti dei nomi strambi e composti, tipo JoaoPianoPiano, MariaConForza, StaVolta, QuestaPure, e molte sono le espressioni strane che saltano fuori (tipo l'anello matrimonioso), credo che il traduttore si sia divertito. Nonostante poi il clima cupo in cui vivono i protagonisti, molta è l'ironia con cui sono descritti i fatti. E i fatti sono quelli di una grande città in cui i poveri vivono di stenti mentre i ricchi fanno il brutto e cattivo tempo: guardie corrotte, politici che prendono decisioni vantaggiose solo per sè spacciandole come buone per il Paese, imprenditori furboni che corrompono i politici. Una strada verso la modernità dove gli scrupoli della sicurezza sono minimizzati, nonostante uno studioso americano (ma di origine angolana) li metta in allerta. Laddove il governo vuole estrarre petrolio dal sottosuolo cittadino, un imprenditore è più interessato a costruire la nuova rete idrica per privatizzare l'acqua.
Abbiamo anche un grande senso di comunità. Gli abitanti del palazzo formano un micromondo dove tutti si conoscono e si aiutano. Papino, che prima viveva per strada, è stato praticamente adottato dal palazzo e gli è stata data la possibilità di vivere al terzo piano, scusandosi se era molto malridotto e mancavano gli infissi!
Tante interessanti metafore in questo libro. Uno dei personaggi, Odonato, a poco a poco diventa trasparente. Aveva cominciato non mangiando per lasciare il cibo ai figli, e non sente neanche più i morsi della fame, semplicemente si sta facendo trasparente e leggero, leggero al punto che a fine libro lo devono legare altrimenti vola via. "La trasparenza è un simbolo", dice proprio lui.
Il libro è sicuramente importante, uno di quei libri che andrebbe letto molto lentamente (coi ritmi portoghesi... tra l'altro, non sapevo che la lingua ufficiale dell'Angola fosse il portoghese...). Non credo di aver mail letto libri ambientati in Angola finora. 
Devo ammettere però che ho un po' sofferto il linguaggio. A parte la scarsa presenza di punti (punti di fine frase intendo), compensata dal fatto che quando cambia argomento almeno va a capo, è uno di quei linguaggi che sarebbe facile definire "poetico" ma in realtà io utilizzo questo aggettivo per altri stili, mentre questo l'ho trovato un po' pesante, un po' anche tirato per le lunghe; e poi ci sono davvero tanti personaggi da seguire e, sebbene siano ben caratterizzati, ho fatto un po' fatica. Ci sono anche tanti dialoghi assurdi ma ironici. 
Lo penalizzo un po' non tanto per quello che mi vuole raccontare, bensì per il modo in cui lo fa, perchè ammetto che ad un certo punto saltavo da un paragrafo all'altro...
Mio voto: 7 e mezzo / 10

mercoledì 1 marzo 2023

La città degli orsi - Fredrik Backman


Titolo originale: Björnstad (2016) 
Titolo in inglese: Bear town 

"È l'inizio di marzo a Björnstad e non è ancora successo niente. È venerdì e tutti sono in attesa. Domani la squadra juniores del Björnstad Hockey giocherà la semifinale del massimo campionato nazionale giovanile. Quanto può essere importante?" Molto importante, decisivo. Perché Björnstad, la Città degli Orsi, è così piccola e sperduta in mezzo ai boschi che, se non fosse per il suo enorme lago ghiacciato capace di attirare la gioventù dei dintorni, sarebbe un luogo dimenticato da tutti. Ora gli abitanti stanno con il fiato sospeso in vista della semifinale, le speranze e i sogni sono sulle spalle di un gruppo di adolescenti. Una responsabilità enorme, anche troppo. Nel momento di massima tensione le cose precipitano nel peggiore dei modi. La piccola comunità deve affrontare qualcosa di inaudito: una ragazzina è messa con le spalle al muro, l'eroe dell'hockey è accusato di una colpa orribile, il paese intero si scaglia compatto contro una famiglia. All'improvviso, la grande speranza che ha unito gli abitanti della Città degli Orsi si incrina lasciando emergere segreti e rivalità, in una corsa contro il tempo verso un fucile a due canne puntato contro una persona. (goodreads)

Emozionante. Björnstad è una cittadina sperduta nei boschi. L'hockey è tutto ciò che hanno. Una semifinale degli juniores che fa vibrare tutta la città. Ma poi si rompe qualcosa, l'eroe della squadra violenta una ragazza e nessuno in città può credere che lui abbia potuto farlo. Non vogliono vedere i lividi che lei ha addosso, è solo colpa sua, lui non può averlo fatto. Silenzi che sono anche peggio delle accuse, finchè il senso di colpa esplode dentro e l'ultimo della squadra, da sempre innamorato di lei, che ha visto cosa è successo, non ce la fa più e racconta tutto. Ma la gente si divide, tra chi si rende conto che la voce della ragazza avrebbe dovuto fin da subito essere ascoltata, e chi nonostante tutto non vuole vedere. Esplode la violenza che porterà metà squadra ad andare a giocare nella cittadina rivale di Hed. Ma a Björnstad sanno riconoscere quando vedono un orso e la squadra cambierà allenatore ma riprenderà a giocare... 

Vorrei poter raccontare la vicenda nei dettagli, ma non voglio togliervi la sorpresa. Il libro è uno di quelli che non sono riuscita a mettere giù. Intrigante la storia. Tanti personaggi che si intrecciano, ogni tanto ce ne presenta uno nuovo e si aggiunge alla narrazione. E' un po' faticoso all'inizio perchè devi conoscerli tutti, ma poi ti abitui e ognuno ha le sue caratteristiche che poi diventa facile distinguerli. Paragrafi brevi, narrazione incalzante. Bella la descrizione dell'attesa spasmodica della partita e belle anche le descrizioni dei sentimenti delle persone. Quando racconta la partita sembra di essere lì, sembra di essere in campo a prendere gli spintoni degli avversari. Raccapricciante l'atteggiamento di alcune persone che, nonostante tutto, incolpano la ragazza di aver denunciato lo stupro il giorno della finale e non quello dopo, solo perchè potevano vincere. Purtroppo molto attuali gli atteggiamenti che vengono descritti, il crescendo di violenza, il dover per forza trovare un colpevole, quando il vero colpevole viene considerato comunque un eroe. Ma i veri eroi sono quelli che si ribellano alla menzogna. 
Bello, piaciuto tantissimo, davvero pieno di emozione, in particolare nel finale. 
Decisamente diverso dai libri che ho letto finora di Backman, più tetro, più inquietante, assolutamente non ironico. 
Ho scoperto che è il primo libro di una trilogia e, sinceramente, non capisco come può proseguire visto che nel capitolo finale parla di come andranno le cose dieci anni dopo. Credo che sia perfetto così, chiude bene la storia. 
Mio voto: 9 / 10

La ragazza con la bicicletta rossa - Monica Hesse


Titolo originale: Girl in the Blue Coat (2016)

È l’inverno del 1943 ad Amsterdam. Mentre i cieli europei sono sempre più offuscati dal fumo delle bombe, Hanneke percorre ogni giorno, con la sua vecchia bicicletta rossa, le strade della città occupata. Ma non lo fa per gioco, come ci si aspetterebbe da una ragazzina della sua età. Hanneke è una “trovatrice”, incaricata di scovare al mercato nero beni ormai introvabili: caffè, tavolette di cioccolato, calze di nylon, piccoli pezzetti di felicità perduta. Li consegna porta a porta, e lo fa per soldi, solo per quello: non c’è tempo per essere buoni in un mondo ormai svuotato di ogni cosa. Perché Hanneke, in questa guerra, ha perso tutto. Ha perso Bas, il ragazzo che le ha dato il primo bacio, e ha perso i propri sogni. O almeno così crede. Finché un giorno una delle sue clienti, la signora Janssen, la supplica di aiutarla, e questa volta non si tratta di candele o zucchero. Si tratta di ritrovare qualcuno: la piccola Mirjam, una ragazzina ebrea che l’anziana signora nascondeva in casa sua… Hanneke, contro ogni buon senso, decide di cercarla. E di ritrovare, con Mirjam, quella parte di sé che stava quasi per lasciar andare, la parte di sé in grado di sperare, di sognare, e di vivere. Un romanzo di lancinante bellezza, che ricorda classici del genere come Storia di una ladra di libri e Il bambino con il pigiama a righe, e racconta la città di Anna Frank e la forza di chi, come Hanneke, ha cercato di sconfiggere l’orrore con il più piccolo, e grande, dei gesti. (goodreads)

"Ho deciso di raccontare in questo libro la storia di un piccolo tradimento nel bel mezzo di una grande guerra. Ho voluto raccontare quelle decisioni che talvolta prendiamo in una frazione di secondo, per coraggio o codardia, e di come tutti noi possiamo essere al tempo stesso gli eroi e i cattivi"

L'autrice ha scritto che la storia di questo libro è inventata, ma le vicende (e i personaggi) da cui trae ispirazione sono vere. 
Hanneke sa che la cosa più importante è sopravvivere. Ha imparato a fare la smorfiosa coi soldati tedeschi in modo che non controllino i pacchetti che trasporta con la sua bicicletta, pacchetti di merce che ormai è possibile trovare solo nel mercato nero, come la cioccolata. Ufficialmente lavora in un negozio di pompe funebri.
Però un giorno, una delle sue clienti, la signora Janssen, le chiede disperatamente di trovare dove sia Mirjam, la ragazza ebrea che stava ospitando nello scantinato e che è misteriosamente sparita nei pochi minuti che lei era andata a casa di una vicina.
Hanneke sa che è una follia, e sa di non essere in grado di fare una promessa simile, anche perchè non conosce la ragazza in questione, sa solo che indossa un cappotto azzurro con due file di bottoni argento. Eppure non riesce a dire di no e comincia un'attività di investigazione durante la quale ritroverà Olli, il fratello del suo fidanzato morto Bas, e tramite Olli verrà a conoscenza di cosa succede nell'ex teatro cittadino, trasformato in zona di passaggio per gli ebrei che vengono deportati altrove.
Hanneke si rende conto che sta facendo tutto questo per Bas, perchè è convinta che se lei non avesse insistito nel sostenere che arruolarsi fosse patriottico, lui non l'avrebbe fatto, e il senso di colpa la sta logorando. Salvare una vita per un'altra che non ha potuto salvare. In realtà, un po' tutte le decisioni prese da Hanneke sono un po' impulsive senza rifletterci molto. Per fortuna che ad un certo punto compare Olli che le fa conoscere un gruppo di suoi amici che fanno parte della resistenza, e che stanno cercando di salvare ebrei con documenti falsi e bambini ebrei facendoli sparire dal teatro e dandoli in adozione a non ebrei. E' molto ben spiegata questa opera di salvataggio, così come è spiegato che c'è stato chi ha provato a scattare delle fotografie di nascosto per documentare cosa stava succedendo.
Ad un certo punto, la vicenda prende una piega strana e le cose non vanno come Hanneke aveva previsto e rischia di far scoprire tutti i ragazzi della resistenza. Ancora una volta Hanneke non se ne dà pace, finchè nelle ultime pagine viene spiegato cosa è davvero successo a Mirjam. 
Libro molto gradevole, storia molto interessante. Bella scrittura coinvolgente, l'ho letto praticamente tutto d'un fiato. La protagonista ad un certo punto l'avrei presa a schiaffi perchè col suo comportamento avventato stava rischiando di far uccidere tutti. Forse però un comportamento simile è in linea con la sua età. 
Un po' contorto il finale. Finchè non ci viene spiegato qual era il segreto di Mirjam e come è uscita dal nascondiglio, non ci si riesce ad arrivare in fondo. 
Incredibile il cambio di titolo in italiano, "La ragazza con la bicicletta rossa" mentre quello originale è "la ragazza col cappotto blu". Mah.
Mio voto: 8 / 10

mercoledì 1 febbraio 2023

Avevano spento anche la luna - Ruta Sepetys


Titolo originale: Between Shades of Gray (2011)

Lina ha appena compiuto quindici anni quando scopre che basta una notte, una sola, per cambiare il corso di tutta una vita. Quando arrivano quegli uomini e la costringono ad abbandonare tutto. E a ricordarle chi è, chi era, le rimangono soltanto una camicia da notte, qualche disegno e la sua innocenza. È il 14 giugno del 1941 quando la polizia sovietica irrompe con violenza in casa sua, in Lituania. Lina, figlia del rettore dell’università, è sulla lista nera, insieme a molti altri scrittori, professori, dottori e alle loro famiglie. Sono colpevoli di un solo reato, quello di esistere. Insieme alla madre e al fratellino viene ammassata con centinaia di persone su un treno e inizia un viaggio senza ritorno tra le steppe russe. Settimane di fame e di sete. Fino all’arrivo in Siberia, in un campo di lavoro dove tutto è grigio, dove regna il buio, dove il freddo uccide sussurrando. E dove non resta niente, se non la polvere della terra che i deportati sono costretti a scavare, giorno dopo giorno. (goodreads)

Drammatico libro sulla deportazione dei cittadini Lituani ad opera dei sovietici nel 1941. Qui non si tratta di ebrei, ma di persone di qualsiasi religione che per un qualche motivo vengono iscritti nella lista (spesso persone colte sospettate di essere contro il regime). Lina, sua madre e il fratellino undicenne vengono stipati su un treno merci per giorni e portati in una cooperativa di coltivazione della barbabietola. In seguito verranno caricati su un camion e portati oltre il circolo polare artico, dove la notte polare dura sei mesi, in un campo di lavoro dove tutto è grigio e il freddo attanaglia ogni momento della vita.
Non sapevo nulla di quel periodo storico della Lituania. E' stato terribile apprendere queste nozioni e tuttavia molto utile per conoscere un lato della storia che mai avevo sentito. Oltretutto, è un tema che viene poco trattato perchè anche ai sopravvissuti è stato vietato di parlarne.
I protagonisti del libro, che sono Lina e la sua famiglia, ma anche alcune delle persone che hanno conosciuto in questo terribile viaggio, si fanno forza con la speranza e con l'aiuto reciproco. La madre è una vera eroina, che si prodiga come può per aiutare chi è in difficoltà e per trovare una parola di conforto per tutti. 
Il libro si legge velocemente, nonostante quello che racconta. La scrittura è semplice e forse sono stata mossa della voglia di vedere se Lina si salvava o meno e se avrebbe rincontrato Andrius.
Terribile per quello che scrive, ma scritto molto bene.
Contesto assolutamente il titolo. La luna non viene nemmeno mai nominata, mentre le sfumature di grigio ci sono eccome, sia nel paesaggio sia metaforicamente in alcune figure (soprattutto uno dei soldati che non è così come sembra).
Ruta Sepetys è di origini lituane e ha fatto una grande lavoro di ricerca e documentazione per raccontare questa storia che non è una storia vera, ma l'insieme di una serie di testimonianze e di fatti realmente accaduti. I personaggi sono inventati (ispirati a storie vere), tranne il medico che arriva nel campo di lavoro sul finale, che è davvero esistito. 
Intenso.
Mio voto: 8 / 10

giovedì 29 dicembre 2022

Read Around the World Reading Challenge


Sfida nuova scoperta quest'anno, lanciata da The book girl's guide. Non sono convinta di riuscire a farla così schematizzata per ogni mese, ma ci provo.

Each month, you’ll read one book set in a different region of the world as a way of armchair traveling and learning more about the vast and beautiful differences in both landscape and culture.

Later in this post, you’ll find a list of the regions we’ll be visiting each month, along with a link to our book recommendations.

For each monthly prompt, we’ll be your travel guides. We curate a diverse list of book recommendations for you to choose from so everyone can find something that suits their reading style and mood.

Review the list and select one of our suggestions OR choose your own book that meets that month’s prompt.

The Book Voyage Challenge is perfect for anyone who loves to armchair travel or is interested in learning about different regions and cultures.

Each list includes a wide variety of genres, from contemporary and literary fiction to mystery, romance, and non-fiction. In addition to a range of genres, we always try to include diverse characters and authors. For this challenge, we also include many books by authors with strong ties to the region to add authenticity to your world reading.


JANUARY: BOOKS SET IN THE ARCTIC OR ANTARCTICA
Armchair travel with us to the vast, frigid land and water of the Arctic Circle or Antarctica.

FEBRUARY
Books Set in Western Europe

MARCH
Books Set in Africa

APRIL
Books set on Islands

MAY
Eastern Europe

JUNE
Books Set in Australia

JULY
Books Set in Southern Asia

AUGUST
Books Set in Northern Asia

SEPTEMBER
Books Set on a Mode of Transporation (Boat, Train, etc)

OCTOBER
Books set in the Middle East

NOVEMBER
Books Set in North America

DECEMBER
Books Set in South America

*********************

Libri letti:

JANUARY: Arctic Circle or Antarctica 

FEBRUARY Western Europe (England, Wales, Scotland, Ireland, Norway, Denmark, Sweden, Finland, Portugal, Spain, France, Belgium, the Netherlands, Luxembourg, Germany, Austria, Switzerland, Italy)

MARCH Africa

APRIL Islands

MAY Eastern Europe

JUNE Australia

JULY Southern Asia

AUGUST Northern Asia

SEPTEMBER Mode of Transporation  

OCTOBER Middle East

NOVEMBER North America

DECEMBER South America


Sfida completata il 04 dicembre 2023