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lunedì 25 dicembre 2023

Tutti nella mia famiglia hanno ucciso qualcuno - Benjamin Stevenson


Titolo originale: Everyone in My Family Has Killed Someone (2022)

A Ernie Cunningham le riunioni di famiglia non sono mai piaciute. Di sicuro c'entra il fatto che tre anni prima ha visto suo fratello Michael sparare a un uomo e lo ha denunciato, un oltraggio che non gli è ancora stato perdonato. Perché i Cunningham non sono una famiglia come le altre. C'è solo una cosa che li unisce: hanno tutti ucciso qualcuno. Ora hanno deciso di ritrovarsi per un'occasione speciale: trascorreranno un fine settimana in un resort di montagna per festeggiare l'uscita di prigione di Michael. Ma i Cunningham non sono tipi da stare in pantofole davanti al caminetto. Il giorno dell'arrivo di Michael, viene trovato il cadavere di un uomo. Ha le vie respiratorie ostruite dalla cenere, come se fosse morto in un incendio, ma non ha ustioni sul corpo. Mentre una bufera si abbatte sul resort isolandolo e la polizia brancola nel buio, spetterà a Ern capire se il colpevole è uno dei suoi familiari, prima che vengano uccisi tutti. (ibs)
Volevo leggere questo libro l'anno scorso, quando è uscito. Ci sono riuscita solo adesso. Mi è piaciuto molto. Innanzitutto, il tono narrativo è pieno di ironia fin dalle prime pagine, che sono poi l'antefatto dell'intera storia, quando Michael bussa alla porta di suo fratello con il cadavere di un poliziotto in macchina, per chiedere aiuto nel seppellirlo; ma in realtà questo cadavere non è proprio già cadavere, lo diventerà poco dopo proprio grazie al colpo di grazia di Michael. Ernie decide di fare la cosa giusta, denunciandolo e quindi spedendo suo fratello in prigione per tre anni. Tutta la famiglia gli sarà contro, perchè i Cunningham non parlano con gli sbirri (uno di loro ha ucciso il padre di Ernie) e quindi nel resort si respira tutta questa tensione. Diverso invece il pensiero di Michael, che invece è grato a suo fratello per aver fatto la cosa giusta, evitandogli di compiere altri crimini. E fin qui non vi ho spoilerato nulla. Il problema è che il giorno prima dell'uscita di prigione di Michael, c'è stato un altro morto nel prato vicino allo chalet, ucciso con uno stile già usato in passato da un probabile serial killer soprannominato Lingua Nera, e questo pare proprio una specie di biglietto da visita che annuncia il suo arrivo. 
Il poliziotto incaricato delle indagini è un notevole imbranato, tocca quindi ad Ernie, che di mestiere scrive manuali su come scrivere libri polizieschi, capire come sono andate le cose. E le cose porteranno a svelare tanti segreti di famiglia che ci faranno capire un bel po' di cose. E soprattutto, porteranno ad un notevole colpo di scena finale che io non avrei mai e poi mai immaginato. Proprio questo colpo di scena, però, mi ha un po' ingarbugliato la soluzione (motivo per cui, gli tolgo un mezzo voto). 
Lettura molto molto gradevole, scorrevole, ironica (nonostante quello che racconta non sia proprio divertente, ma l'autore è un comico di professione). Spero che l'autore scriva altri libri, li leggerò sicuramente.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Il gatto che muoveva la montagna - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Moved a Mountain (1992)

Sono passati i cinque anni da quando Qwilleran si è dovuto trasferire a Pickax, e adesso ha pienamente a disposizione i soldi dell'eredità. Decide quindi di prendersi l'estate per riflettere sul suo futuro, e decide di andare in un paese chiamato Spudsboro, incastonato tra due montagne chiamate Grande Patata e Piccola Patata. La Grande Patata è già stata raggiunta dal disboscamento selvaggio e successiva costruzione di case su case, mentre la Piccola Patata è abitata ancora da persone che cercano di scoraggiare lo stesso tipo di "sviluppo". In città quindi c'è grande astio tra gli Spud e i Taters (montanari della Piccola Patata).
Qwill affitta una enorme casa, chiamata Tiptop, che potrebbe ben essere convertita in albergo, ma è l'unico posto in cui sono accettati i gatti. Era la casa della famiglia di J.J. Hawkinfield, proprietario del giornale locale e personaggio piuttosto influente in città, morto un anno prima proprio nel cortile della casa. A Qwill cominciano a fremere i baffi, anche perchè i siamesi cominciano a comportarsi in modo strano. Koko, soprattutto, comincia a spostare di continuo un quadro dove è dipinta una montagna; dietro ad esso è nascosta la chiave per l'ufficio (nascosto da un mobile) di J.J. Hawkinfield. Ovviamente Qwill comincia a fare domande in giro, scoprendo che in carcere è finito Forest Beechum, un Tater, dopo un processo piuttosto superficiale. Tutto ciò convince Qwill ad approfondire la questione e comincia ad accumulare notizie dicendo che sta pensando di scrivere una biografia proprio di J.J. Hawkinfield. Ovviamente, per arrivare a risolvere il caso avrà bisogno di Koko...
In questo libro della serie, troviamo Qwill che fa una pausa da Pickax city per finire in mezzo alle montagne. Ora che può andarsene liberamente dove vuole, la verità è che non sa cosa fare. Così pensa che stare isolato sul cucuzzolo di una montagna possa aiutarlo a riflettere. In realtà tutta questa solitudine gli porta una gran nostalgia del suo paesino, ma ha anche modo di conoscere persone nuove, alcune decisamente gradevoli. E poi ovviamente ha trovato pane per i suoi denti, e il mistero dell'omicidio di J.J. Hawkinfield lo tiene impegnato.
Ammetto che, questa nuova ambientazione non mi è dispiaciuta.
Il libro si legge bene, la vicenda si segue bene, i nuovi personaggi mi sono piaciuti. Anzi, forse è il libro più chiaro tra quelli che ho letto finora. Alla soluzione del caso ci sono arrivata anche io.
Mi è piaciuto anche il riferimento al disboscamento selvaggio delle montagne. Poi ci sono anche tanti pregiudizi tra Spuds e Taters. Interessante.
Unica nota un po' stonata. Ad un certo punto, Qwill scopre che ogni settimana ci sono dei manifestanti che protestano con dei cartelli. In uno di questi c'è scritto "Foresta libera" che suppongo in inglese fosse "Forest free", così il fraintendimento di Qwill ci sta, ma in italiano è impossibile da rendere (perchè è impossibile confondere Foresta con Forest, essendo due parole diverse...) ma va beh...
Molto gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

lunedì 18 dicembre 2023

Cercasi commessa al reparto omicidi - Katherine Woodfine


Titolo originale: The Sinclair's mysteries. The clockwork sparrow (2015)

Londra, 1909. Dietro le scintillanti vetrine dei magazzini Sinclair si nasconde un mistero: qualcuno ha rubato un prezioso uccellino meccanico. La prima a essere sospettata dal direttore è Sophie Taylor, una ragazza appena assunta nel reparto moda. Determinati a risolvere il mistero, Sophie e i suoi amici Billy, Lil e Joe verranno coinvolti in una serie di intrighi che li porterà nei bassifondi di Londra dove, tra messaggi cifrati, spie e colpi di scena, scopriranno che il furto non è che la punta dell'iceberg. (ibs)

Dopo alcune letture un po' intense, mi sono concessa un giallino da ragazzi (nel senso che è consigliato dagli 11 anni in su).
Sophie è costretta a vivere per conto suo e a mantenersi, perchè suo padre è morto e ormai non ha più l'età per stare nell'istituto. Vive in una pensione per ragazze lavoratrici, e ha trovato posto nel reparto Modellistica di Sinclair, un enorme magazzino che sta per aprire i battenti. Un luogo di lusso sfrenato, per persone ricche, dove il titolare ci tiene particolarmente al benessere dei dipendenti. A Sophie piace il suo lavoro, se non fosse per le colleghe poco amichevoli, maligne e che pensano che sia lei quella altezzosa. Poi però fa conoscenza con Lil, una modella dei magazzini, che vuole diventare attrice, e che diventa subito un motivo per sorridere andando al lavoro.
La notte prima dell'apertura, però, c'è un furto, durante il quale viene anche ferito Bert, un dipendente. Viene accusata Sophie, perchè è dovuta tornare ai magazzini dopo l'orario di uscita per recuperare la giacca della divisa di Billy per potergliela lavare. In quel frangente Bert è ancora vivo, quindi è lei l'ultima persona ad averlo visto.
Purtroppo, al furto seguirà il licenziamento di Sophie, e anche la padrona di casa minaccia di sfrattarla se non si trova un lavoro rispettabile entro una settimana.
Con una serie di peripezie, che non posso certo raccontarvi, Billy e Lil, nell'intento di aiutare Sophie e scoprire chi ha davvero rubato i gioielli (e in particolare un passerotto che canta ogni volta una melodia diversa). Aiutati ovviamente da Sophie stessa e da Joe, un ragazzino che sta scappando dal Barone, capo di tutte le attività criminali dell'East End, che si è nascosto nei sotterranei dei magazzini Sinclair per non essere trovato dagli scagnozzi.
La storia è molto carina. Si intreccia un po' quando viene spiegato il perchè al Barone serve il passerotto. L'ultimo capitolo è, come lo definisco io, un po' "cinematografico" (e potrei dire, movimentato). Perchè oltre al furto c'è anche altro, e lo leggerete.
Il linguaggio è molto semplice, forse un po' troppe descrizioni dettagliate di tutti gli oggetti presenti dentro al mega negozio, ma sicuramente rende l'idea dello sfarzo. La lettura è molto scorrevole. I personaggi sono tutti a cavallo dei sedici anni, anche se le due ragazze potrebbero sembrare decisamente più grandi.
Da quello che ho capito, questo libro è il primo di una serie ambientata nei magazzini Sinclair. Credo che ogni tanto leggerò i successivi.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 10 dicembre 2023

Delitto al Festival di Sanremo - Achille Maccapani


Titolo originale: Delitto al Festival di Sanremo (2021) 

Sono le cinque di una domenica mattina. Il vicequestore di Sanremo Francesco Orengo è nel suo alloggio di servizio, in pieno riposo dopo un’intensa giornata lavorativa. Di colpo viene svegliato dal suo primo collaboratore, l’ispettore capo Dario hanno trovato un cadavere nella toilette del teatro Ariston. L’omicidio è avvenuto poche ore prima, al termine della serata finale del Festival della Canzone Italiana presentata da Amadeus, con la partecipazione di Fiorello. Uno choc terribile per la capitale italiana della musica e del turismo, la città della Liguria più famosa in tutto il mondo. Per il commissario Orengo, tornato nel suo ponente ligure da poche settimane, dopo parecchi anni di esilio volontario tra la Lombardia e il Piemonte, è l’inizio di un turbine infernale. Al suo fianco, la squadra investigativa lavora a ritmo convulso, tra documenti raccolti, ricostruzioni del passato della vittima, un noto imprenditore nel settore delle calzature in provincia di Caserta, nonostante intoppi e boicottaggi, e numerosi risvolti nascosti che si agitano attorno a Sanremo e alla kermesse festivaliera. Ben presto, Orengo dovrà pure fare i conti con il suo difficile passato e un nemico che agisce per metterlo costantemente in difficoltà. Nel frattempo il giovane commissario ritroverà le sue radici nel paese nativo, il suggestivo borgo medievale di Castel Vittorio, nell’estremo entroterra della Val Nervia, suggellate dal ritrovato incontro con la bella ristoratrice Martina Rebaudo. Un romanzo nel quale emerge l’atmosfera di Sanremo, del suo centro cittadino, dell’atmosfera magica e frenetica del Festival, e di una Liguria di ponente sempre più inquieta e contrassegnata da numerosi colpi di scena. (goodreads)

Primo libro della serie del commissario Francesco Orengo.
Ho trovato questo libro per caso, cercando qualcosa che nel titolo avesse un sinonimo di "celebration". 
Diciamo che non mi aspettavo che fosse un capolavoro del giallo...
Il libro parte in prima persona, con l'assassino che ci spiega cosa sta avvenendo sul palco e poi spiega di dover uccidere questo imprenditore di origini campane, che ogni anno segue da abbonato le cinque serate del festival di Sanremo.
La narrazione procede alternando pagine in prima persona (dell'assassino, appunto) a pagine in terza persona dove viene presentato il commissario e tutta la trafila per capire chi ha commesso il crimine. Oltre a ciò, viene presentato un po' il commissario, che soffre nel stare in luoghi troppo affollati da quando anni prima dovette gestire l'ordine pubblico di una finale di Champions a Torino dove successe un disastro (ma da cui fu scagionato in quanto obbedì a disposizioni dei superiori senza decidere niente). Sempre lui, è nato in un paesino vicino a Sanremo, dove si trasferisce ogni volta che può, anche per rivedere Martina, che è decisamente più giovane di lui e se la ricorda da bambina, e di cui è innamorato.
La storia non è male, ma la scrittura proprio non prende. Lo stile è fin troppo descrittivo, potrei quasi dire scolastico. Espressioni che mi lasciano perplesse per quanto sono un po' forzate ("Orengo si lascia avvolgere dalla donna che gli trasmette il suo affetto sincero", "ritrovatisi nell'appartamento"). Anche nell'esprimere i sentimenti di Orengo per Martina vengono usati dei termini che di affettuoso o passionale hanno poco.
Sembra che tutti non facciano altro che bere caffè..
A tre quarti di libro, si rendono conto di aver spulciato le schede di ogni persona che era presente in teatro quella sera, quando è chiaramente impossibile che il qualcuno del pubblico possa aver commesso il crimine, principalmente perchè tutti sono stati perquisiti all'entrata (quindi non potevano avere introdotto una pistola). Quindi Orengo, nel giro di poche pagine, capisce che sono altre le persone che deve controllare. Poi, grazie a non si sa quale colpo di intuizione, scopre il mandante e di conseguenza il killer. Tutte cose che noi non potevamo scoprire e che ci vengono semplicemente sbattute lì.
Insomma. Bella idea ma decisamente migliorabile come svolgimento e soprattutto come linguaggio.
Mio voto: 6 / 10

Hotel Bosforo - Esmahan Aykol


Titolo originale: Kitapçı Dükkânı (2001)

Cosa ama tanto di Istanbul Kati Hirschel, tedesca-turca trapiantata in città, se per la maggior parte del tempo si trova immersa nel caos mobile della metropoli, porta tra oriente e occidente? Forse, proprio il caos l'appassiona, frutto di una stratificazione di esseri umani profondamente diversi, il cui inatteso effetto è la convivenza e la capacità di comunicare. Kati ha vissuto a Istanbul per metà circa della sua vita di quasi quarantenne e ne conosce ogni angolo, gli svariati ambienti, i ritrovi esclusivi o popolari, i tanti quartieri che fanno città nella città. È indipendente, sola, vanitosa, erotica, e dirige la sua libreria specializzata in gialli. Per lavoro e per passione, incontra ogni tipo di gente, clienti, amici, vicini simpatici curiosi. Inattesa, perché mai erano state intime, Petra, vecchia amica tedesca diventata attrice di una certa fama, la chiama. È scesa all'Hotel Bosforo, giunta nella vecchia capitale per un film di produzione turco tedesca. Subito Petra riversa sull'amica tutto il dolore di un'esistenza senza amore. Al successivo appuntamento, Kati viene a sapere che in albergo è stato consumato un crimine, ed è proprio Petra la principale sospettata. Arma del delitto, decisamente femminile, un asciugacapelli; vittima il regista tedesco, morto fulminato nella vasca da bagno della sua suite. Con lui, Petra, a detta di tutti, aveva una relazione che però lei nega. Kati, per amicizia, si sente coinvolta e decide di assistere da vicino alle indagini. (ibs)

Mi è capitato sott'occhio per caso questo giallino, e devo dire che è stata una lettura interessante e appena possibile penso di proseguire nella serie.
La scrittura è molto scorrevole e colloquiale, l'io narrante è proprio Kati la libraia e spesso si rivolge anche ai lettori come se stesse parlando con loro. 
Kati ha 43 anni, ha vissuto ad Istanbul alcuni anni da bambina, poi i genitori sono emigrati in Germania, e lei è tornata al Istanbul da una dozzina di anni. E' una città di cui riesce a farci sentire tutto il caos, il traffico, il rumore. Gestisce una libreria di libri gialli e ovviamente non vede l'ora di diventare la novella Miss Marple. Cosa che succede appunto con l'arrivo dell'amica Petra in città e il ritrovamento del cadavere del regista del suo film. Kati si mette subito in moto per investigare, riuscendo anche ad entrare nelle grazie sia del commissario turco (diciamocelo, non proprio molto professionale...) che ci prova spudoratamente con lei, sia di un grosso mafioso locale con cui si trova ad interagire.
La storia regge bene, il colpevole ad un certo punto lo avevo capito. Meno chiaro è il mandante dell'omicidio, che viene svelato nell'ultimo capitolo che ho dovuto rileggere due volte perchè è un po' contorto capire esattamente come sono andate le cose.
Lettura molto gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

Chia ama, odia - Adolfo Bioy Casares + Silvina Ocampo


Titolo originale: Los que aman, odian (1946)
Titolo in inglese: Where there's love, there's hate

Chi ama, odia è l’unico romanzo scritto a quattro mani da due figure imprescindibili nel panorama letterario argentino: Adolfo Bioy Casares e Silvina Ocampo, protagonisti della scena letteraria di Buenos Aires dagli anni Trenta in poi. 
Una giovane traduttrice di romanzi gialli viene trovata morta nell’Hotel Central di una località di villeggiatura, Bosque del Mar, mentre l’albergo è completamente isolato a causa di una tempesta di sabbia. Giocando col genere poliziesco e con innumerevoli riferimenti letterari, gli autori costruiscono la classica trama in cui «l’assassino è tra di noi». Mentre un improvvisato investigatore – il medico omeopatico Humberto Huberman – si incarica delle indagini, i sospetti vengono fatti abilmente ricadere ora sull’uno ora sull’altro dei villeggianti. 
Divertente e imprevedibile, Chi ama, odia è un gioiello ritrovato, in cui, come racconta Francesca Lazzarato nella postfazione: «Bioy e Ocampo non solo scrivono in continuo dialogo tra loro, con le proprie letture, con l’invisibile e onnipresente Borges, ma non smettono di interpellare i lettori». (goodreads)

Un giallo di tipologia decisamente datato. Più che un giallo, un poliziesco, dove il poliziotto in realtà fa una figura "da cioccolataio" e a risolvere il caso è un medico. Anzi, in realtà il caso viene risolto perchè il colpevole scrive una lettera dove spiega perchè e come ha ucciso la ragazza. Diciamo che senza la lettera del colpevole, difficilmente ci sarei arrivata, perchè ovviamente gli scrittori fanno di tutto per confondere le idee, infatti ad un certo punto mi sono un po' persa... E comunque, il colpevole non poteva che essere uno dei presenti perchè erano rinchiusi in casa a causa di una tempesta di sabbia.
Sinceramente non mi ha fatto impazzire, e nemmeno l'ho trovato divertente come dice la descrizione.
Non sapevo che i due scrittori in realtà fossero marito e moglie, e che lui aveva scritto spesso romanzi a quattro mani con Borges, mentre per lei era la prima volta. 
Carino, ma niente di che.
Mio voto: 6 / 10

sabato 11 novembre 2023

Le sette lune di Maali Almeida - Shehan Karunatilaka


Titolo originale: The Seven Moons of Maali Almeida (2023)

Vincitore del Booker Prize 2022
L’incredibile storia di Maali Almeida si apre in circostanze a dir poco il giovane Maali, fotografo di guerra, giocatore d’azzardo e gay clandestino, si è appena svegliato in quello che sembra un ufficio visti celestiale. È morto, il suo corpo sta affondando nelle acque quiete del lago Beira e lui non ha idea di come ci sia finito. Siamo nel 1990, Colombo è «una città puzzolente dove le azioni rimangono impunite e i fantasmi camminano non visti» e lo Sri Lanka un paese in cui l’elenco dei sospetti è tristemente lungo e a regolare i conti sono squadroni della morte, attentatori suicidi e sicari. Nemmeno nell’aldilà, però, si può stare troppo tranquilli. Il tempo, per Maali, scorre ha a disposizione soltanto sette lune – sette notti – per contattare l’uomo e la donna che più ama e condurli alla sua scatola segreta di fotografie, una collezione di immagini altamente compromettenti che potrebbero sconvolgere lo Sri Lanka. Deve assicurarsi che non vadano perdute. Disturbato da ostacoli di ogni sorta, cerca di portare a termine la complicata missione e, nel frattempo, si sforza di rimettere ordine nei ricordi per risolvere l’enigma che lo chi l’ha ucciso?
Il commovente racconto di un amore proibito, l’avvincente indagine su un omicidio misterioso, l’appassionante epopea di un paese in Le sette lune di Maali Almeida , che ha vinto il prestigioso Booker Prize proiettando l’autore nell’olimpo della letteratura mondiale, contiene tutto questo e molto di più. Shehan Karunatilaka ha dato vita a un romanzo esuberante, narrato da una voce unica, intriso di un umorismo irresistibile e impreziosito da uno stile travolgente. (goodreads)

Libro letto per il gruppo di lettura. Sono stata molto contenta della scelta perchè era un libro che volevo già leggere per conto mio perchè mi ispirava. 
Scrittura piena di ironia, quasi satira, a partire dalle citazioni: 

"la prima luna: padre, perdona loro, perchè io non lo farò mai." 

"è cominciata tantissimo tempo fa, mille secoli fa, ma saltiamoli tutti e iniziamo da giovedì scorso" 

"Quello in cui ti trovi sembra un punto di raccolta per quelli che hanno dubbi sulla propria morte. Ci sono tanti banconi e tanti clienti infuriati strepitano oltre le grate urlando insulti contro i pochi dietro le sbarre. L'oltretomba è un'agenzia delle entrate e tutti vogliono un rimborso" 

Non ho neanche minimamente provato a conoscere la storia dello Sri Lanka (ho guardato su wikipedia poi gliel'ho data su). Mi è bastato capire il grado di corruzione che governa l'isola. 

"Dopo il trattato di pace del 1987 tra lo Sri Lanka e l'India, gli spazzini sono sempre stati molto richiesti. I governativi, i separatisti dell'Est, gli anarchici del Sud e le forze di pace del Nord sono tutti prolifici di cadaveri". 

"Non è il male che dovremmo temere. Creature dotate di potere che agiscono per il proprio interesse: è questo che dovrebbe farci rabbrividire" 

I poliziotti che (più o meno) investigano perchè uno dei due ha preso i soldi della madre, allora sono costretti. 

"dobbiamo fare il nostro lavoro" 
"e qual è il nostro lavoro?" 
"proteggere gli innocenti risponde il detective Cassim" 
"credevo che proteggessimo i potenti" 
"dobbiamo parlerne adesso?" 
.... 
"c'è un'altra cosa che mi lascia perplesso. Stiamo indagando su questa storia? oppure la stiamo coprendo?" 

Maali ha sette lune di tempo per ricordare come è morto, ed è sballottato tra il fantasma della dottoressa Ranee Sridharan (che vuole seguire i protocolli) e il fantasma di Sena Pathirana, anarchico ex dirigente dello JVP (che invece lo vuole trascinare sulla via della vendetta). E ha una serie di conversazioni con altri fantasmi che lo fanno riflettere su tanti aspetti della vita. Lui e Jaki vengono considerati una coppia, questo regala ad entrambi un accompagnatore e uno scudo. Maali è un fotografo, si definisce "una puttana". Non solo perchè ha relazioni occasionali ovunque càpiti, ma anche perchè lavora per chi lo paga. Tiene per sè delle foto compromettenti che, tutto sommato, quando vengono esposte non creano lo scompiglio che credeva lui. Foto che documentano "gli atti di barbarie commessi dall'India del nord nell'89, le atrocità dei Tamil all'Est nell'87 e le efferatezze singalesi al Sud nell'83". 
In realtà è un libro complesso perchè Maali incontra tanti personaggi; i morti che ha fotografato, le scene atroci a cui ha assistito. 
Tanta magia, oltre ai fantasmi, tanta superstizione. 
La bandana della croce rossa che lo salva nell'attentato. 
La leggenda che la regina dei Naga, tradita dal principe scacciato dall'India del nord, maledice la terra e poi si uccide ("ogni civiltà inizia con un genocidio"). Terra maledetta perchè nata nel 1948 (data infausta secondo il nakath, la natura ben augurale del tempo, come Birmania, Israele, Corea del nord, Sudafrica dell'apartheid). 
Gli spiriti malvagi che possono seminare zizzania, compiere il male o spargere perfidia. 
La critica sulla bandiera col leone possente ("ma quando cazzo li abbiamo mai avuti dei leoni qui? o delle tigri?" piuttosto il pangolino...) 
Critica a Dio che non ascolta mai le preghiere. 
Rapporto terribile con la madre, che lo considera un figlio sfiancante ("hai preso i miei sonniferi ma non in quantità sufficiente per finire il lavoro. solo quel che bastava per farmi fare brutta figura"); solo quando lei piange per la sua morte, lui decide di lasciarla in pace. 

 "non abbiate paura dei demoni; sono i vivi che dovremmo temere. Gli orrori umani battono qualunque cosa Hollywood o l'aldilà siano capaci di evocare. Ricordatevelo sempre quando incontrate un animale selvatico o uno spirito vagante, non sono pericolosi quanto voi" 

"ti domandi se un giorno inventeranno una bomba che sappia chi deve risparmiare. L'unica cosa che puoi dire di una bomba è che non è nè razzista, nè sessista, nè classista" 

"non ti importa più se qualcuno vede o no le tue foto. Perchè Jaki e DD respirano ancora, e anche se ciò non basterà a compensare tutto questo casino di merda, è già qualcosa" 

Alla fine, tra le cinque bevande, Maali decide di bere la Koka Kenda e raggiungere il luogo a cui appartiene davvero. Si trova così a fare l'aiutante delle anime appena morte che non sanno dove andare. Anche la dottoressa Ranee si congratula dei suoi risultati. 
Al funerale del padre, DD va accompagnato da un ragazzo bianco. 

"se ti hanno messo su questa terra er aiutare quel bel ragazzo a uscire allo scoperto, allora la tua vita non può essere uno spreco completo". 

"Perchè un Creatore dovrebbe vegliare su di te? non bastava crearti?" non ti succede spesso di essere messo in imbarazzo da un felino. "ho osservato la tua specie. sia in forma di bestia che di fantasma. non riesco a capire perchè gli umani distruggano, quando possono creare. che spreco". (leopardo)

Ammetto di aver fatto una recensione un po' frammentaria, però è un libro che ha davvero tanto dentro. Storia, politica, critica alle istituzioni, realismo magico,...
A me è piaciuto molto. Però mi rendo conto che è un libro che piace a chi ama i libri "strani".
Mio voto: 8 / 10

martedì 24 ottobre 2023

La grazia dell'inverno - Louise Penny


Titolo originale: A fatal grace (2006) 

Chi può essere tanto folle da commettere un omicidio alla luce del sole? È quello che si domanda Armand Gamache di fronte al corpo di CC de Poitiers uccisa durante uno degli eventi sportivi più amati in Québec. È arrivato Natale e Three Pines si è trasformato in un luogo incantato ricoperto di neve. Ma quel momento di festa viene infranto da una tragedia. Una spettatrice della tradizionale partita di curling del 26 dicembre è stata uccisa: incredibilmente, inverosimilmente folgorata in mezzo a un lago ghiacciato. E nonostante la grande folla, non ci sono testimoni né indizi. Nelle sue indagini l'ispettore capo Armand Gamache scoprirà presto che la vittima era una persona fuori dal comune: malvista dall'intera cittadina, detestata dall'amante, tirannica con marito e figlia. Con la compassione e il coraggio che lo contraddistinguono, Gamache scaverà sotto la superficie idilliaca della vita del villaggio per dissotterrare pericolosi segreti a lungo sepolti e rendersi conto di come un inverno in Québec non sia solo bellissimo, ma anche letale. (goodreads)

Come da tradizione, Armand Gamache nel giorno di Santo Stefano ha l'abitudine di scambiare i propri casi irrisolti con un collega, in modo da vedere se qualche dettaglio gli è scappato. Così, mentre fruga tra le carte del collega, scopre che il caso di una barbona, strangolata per strada il 23 dicembre appena passato, è stato archiviato senza nemmeno un tentativo, e ciò fa arrabbiare la moglie di Gamache che gli chiede di provarci. Nel frattempo Gamache viene chiamato nuovamente a Three Pines, il delizioso villaggio canadese in cui aveva risolto un caso l'anno precedente. A morire è la nuova proprietaria della casa sulla collina, dove appunto si era verificato il precedente omicidio. 
CC de Poitiers è una donna detestabile, con un marito succube e una bambina grassa ma con una voce angelica che CC non perde occasione per insultare e mortificare. CC è odiata perfino dall'amante, un fotografo che sa benissimo che la loro storia avrà fine non appena lui avrà terminato il servizio fotografico che lei gli ha commissionato. CC è una maniaca perfezionista, sostenitrice del Li Bien, una teoria di vita secondo la quale bisogna reprimere le emozioni (associabili a dei colori) in modo da ottenere solo del bianco cioè la luce.
Quando CC muore, nessuno ne è molto rattristato. Tuttavia Gamache sarà costretto a scavare nel passato degli abitanti, scoprendo dei segreti personali di ognuno di loro, e rischiando quasi la pelle in un incendio. 

Il libro è un po' lungo, l'autrice direi che "allunga un po' il brodo", come si suol dire. Però è molto gradevole l'atmosfera che si respira in questo paesino sperduto nella neve. La storia regge bene, i personaggi sono ben caratterizzati. Gamache è costretto a sopportare nuovamente la agente Nichol, che come al solito combina pasticci. La soluzione del caso è un po' contorta, nel senso che avevo sospettato anche io chi poteva essere, ma come l'abbia fatto sotto al naso di altre persone, insomma, improbabile crederlo.
Gran bel personaggio Gamache, mi piace molto.
Piacevole lettura, scorrevole. Credo continuerò a proseguire nella serie, sperando che i libri siano tradotti (perchè in Italia li stanno pubblicando in modo caotico e non consecutivo. Mah!).
Mio voto: 7 / 10


Serie Ispettore Armand Gamache:
#2 La grazia dell'inverno

domenica 3 settembre 2023

I chiostri di New York - Katy Hays


Titolo originale: The Cloisters (2022)

Per Ann Stilwell passare l'estate a lavorare per il Metropolitan Museum of Art di New York è un sogno che si avvera. Ma il destino scompagina i suoi piani quando per un disguido si vede assegnata a una sede distaccata, il Cloisters, una serie labirintica di chiostri spagnoli ricostruiti lungo le rive dell'Hudson, rinomato per la sua collezione di arte medievale e per un giardino ricco di piante medicinali. La giovane studentessa trova ad accoglierla Patrick Roland, l'eccentrico direttore del museo, e Rachel Mondray, la sua magnetica e ricchissima assistente. Da subito i due la coinvolgono nelle loro ricerche sulla storia della divinazione, e Ann sembra disposta a tutto pur di entrare nelle loro grazie. Ma tra gli incunaboli della biblioteca, mentre la curiosità accademica muta pian piano in ossessione, Ann scoprirà qualcosa capace di incrinare un mazzo di tarocchi italiani risalente al Quattrocento, da secoli ritenuto perduto, in grado, secondo Patrick, di aprire una visione sul futuro a chi sa leggerlo. Mentre segreti e mire personali trascinano i tre studiosi in un gioco mortale di seduzioni e prevaricazione, Ann dovrà fare una credere in un destino già scritto o diventarne l'unica artefice. Tra relazioni tossiche, arcani maggiori e codici miniati, Katy Hays mette in moto un meccanismo letterario spietato; un esordio brillante che racconta il lato oscuro della nostra fame di conoscenza, in una New York sospesa tra modernità e occulto. (goodreads)

La trama di questo romanzo mi aveva catturato. Bella location, idea interessante. La realizzazione però mi ha lasciato perplessa. Al di là di alcuni punti proprio un po' spiegati male, la trama parte concentrata su un discorso di ricerca accademica e poi svolta sulle vite nascoste dei protagonisti e su come si intersecano tra loro. Tutti i personaggi sono principalmente concentrati su se stessi, anche laddove sembra che stiano facendo un lavoro di gruppo, in realtà mantengono dei segreti che non vogliono condividere. Tra le due ragazze poi si crea un rapporto strano, subdolo, sembra quasi attrattivo ma è più incentrato sul potere reciproco. Bella l'idea del mazzo di tarocchi di cui manca una sola carta che potrebbe rivelare i misteri del mondo a chi ha il mazzo intero. Intriganti anche le letture di carte che ogni tanto fanno i protagonisti per scoprire qualcosa delle loro vite. In sottofondo, c'è anche la storia di cosa è realmente successo al padre di Ann, morto investito (e questo è un colpo di scena).
In varie parti mi ha dato l'idea che sia stato scritto più con un intento cinematografico, con dialoghi non particolarmente efficaci. Un po' lento, perchè fino al ritrovamento del cadavere (non vi dico di chi) praticamente non succede niente di esaltante.
Carino, ma aveva il potenziale per fare molto di più.
Mio voto: 7 / 10

domenica 20 agosto 2023

La locanda del Gatto nero - Seishi Yokomizo


Titolo originale: 黒猫亭事件 Kuronekotei jiken (1947)

È la mezzanotte del 20 marzo 1952. Un ufficiale di polizia attraversa in bicicletta i sobborghi della periferia di Tokyo. Nei pressi della locanda del Gatto nero, da poco chiusa, nota un monaco che scava nel cortile di un tempio adiacente. Incuriosito, lo spia dal recinto esterno e dal terreno vede emergere il cadavere di una donna dal volto completamente sfigurato. Di lei non si sa niente. È nuda e con una parrucca, e le analisi rivelano che la causa della morte è una ferita alla testa provocata da un corpo contundente. Nella fossa è stata rinvenuta anche la carcassa di un gatto nero. La polizia indaga tra i vecchi gestori della locanda, facendo affiorare uno scenario ricco di sorprese. L'ex proprietario, la moglie, una ballerina e un imprenditore, amanti dei due coniugi: tra di loro forse c'è il colpevole, ma anche la vittima, la cui identità è del tutto ignota. L'intervento di Kindaichi Kōsuke, che si interessa al caso, potrebbe essere fondamentale.
Questo nuovo episodio è un caso di omicidio «senza volto» che presenta altresì il tema della doppia personalità, un interesse di Yokomizo che nasce dai suoi influssi letterari occidentali, da Edgar Allan Poe a Oscar Wilde a Robert Louis Stevenson.
Il romanzo, pubblicato nel dicembre del 1947 su rivista, attrasse da subito l'attenzione del pubblico, confermando il successo del giovane Yokomizo nel nuovo panorama letterario noir giapponese. (goodreads)

Yokomizo Seishi è stato l'autore che ha portato in Giappone il giallo di stampo occidentale. Ho letto che l'investigatore Kindaichi in patria è famoso quanto lo è Maigret in Europa.
Secondo quanto scrive all'inizio dl libro, l'autore ha ricevuto direttamente da Kindaichi gli appunti di un caso che ha seguito, e li dà a lui affinchè ne scriva un romanzo.
Lo stile narrativo è molto gradevole; il libro si legge bene. La storia è un po' come nei libri di Agatha Christie, chi legge non ha proprio tutti gli indizi, quindi fa fatica a capire esattamente cosa è successo, anche se per qualche dettaglio ci va vicino.
Kindaichi compare verso la fine, quando i poliziotti non sanno come venirne a capo e lui risolve il caso. Qui si tratta di un caso di scambio di identità, ma quale sia l'identità scambiata viene reso decisamente contorto, confondendo un po' chi legge. In effetti, la soluzione del caso poteva essere reso in modo meno caotico, perchè tutta la storia stava reggendo bene ed era gradevole. Una bella scoperta comunque.
Mio voto: 7 / 10

lunedì 31 luglio 2023

Città di polvere - Hayley Scrivenor


Titolo originale: Dirt town (2022)

In un caldo pomeriggio di fine novembre, a Durton, Australia, la dodicenne Esther scompare mentre torna a casa da scuola, e la comunità della piccola cittadina sprofonda in un vortice di dubbi e dolore. La detective Sarah Michaels, donna queer in un mondo maschile e maschilista, viene inviata sul posto per indagare, e ben presto i sospetti cadono sul padre della ragazzina, Steven, un uomo affascinante dal passato controverso. La detective non è la sola a voler far luce sul caso: anche Ronnie, migliore amica di Esther, è determinata a scoprire la verità, ma si scontra con i segreti e le bugie delle persone intorno a lei, incapaci di sacrificare la propria reputazione in un ambiente dove tutti si conoscono e le voci si diffondono rapidamente. Con un sapiente gioco narrativo che alterna i punti di vista dei protagonisti a quello corale dei ragazzini, Hayley Scrivenor mette in scena un crime in cui lo sfondo sociale e ambientale determina le azioni dei personaggi, minando certezze e fiducia reciproca. Ma è proprio nel dolore che la comunità si ricompatta e fortifica, trovando nel perdono il sentimento più potente per aprirsi a un futuro diverso.(goodreads)

Ammetto che il libro è molto scorrevole e l'ho letto in un paio di serate. Tuttavia non mi ha fatto impazzire. Lo stile narrativo è un po' strano. I capitoli sono tutti abbastanza brevi e sono dedicati a Ronnie, Lewis, noi, Sarah, Constance. Personaggi che si alternano e in questa alternanza si sviluppa a poco a poco la storia. Ronnie (Veronica) è la migliore amica di Esther, Lewis è un bambino gay che gioca spesso con loro, Sarah è la detective lesbica, Constance è la madre di Esther. I capitoli dove parla "noi" (cioè i bambini) danno vita ad una specie di coro, una cosa un po' originale. 
A volte viene utilizzata la prima persona, a volte la terza. A volte lo stesso evento viene descritto in due capitoli per vederlo da due punti di vista. Spesso c'è un'alternanza presente - passato - futuro e, per quanto riguarda il futuro, non lo amo particolarmente (cose del tipo "Esther non sa cosa sta per succederle" e simili). Nell'ultimo capitolo poi viene spiegato cosa succede ai protagonisti una volta che diventano grandi, con un approfondimento di quanto la morte di Esther ha continuato a pesare nella vita di chi le ha voluto bene. La madre soffrirà sempre per il fatto di non aver visto la figlia crescere e la sua vita sarà piena di rabbia. Non sono molto convinta, come dice la trama, che la comunità si conceda il perdono... Anzi, mi pare che per tirare avanti la gente, piuttosto, si nasconda dietro una sorta di oblio, di provare a dimenticare chiudendo gli occhi. 
L'autrice prova a depistarci cercando di collegare la scomparsa di Esther ad altri problemi cittadini, ma non è così efficace secondo me. Alla fine, per esclusione, avevo capito chi era il colpevole.
Romanzo gradevole ma con qualche pecca.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

domenica 30 aprile 2023

Il gatto che conosceva il cardinale - Lilian Jackson Braun


Titolo originale: The Cat Who Knew a Cardinal (1991)

Qwill, Koko e Yum Yum vanno finalmente a stabilirsi a Pickax, amena località dove il giornalista ha ereditato un antico granaio ristrutturato. Jim Qwilleran ha intenzione di rilassarsi nella quiete della campagna. Ma la gente e gli animali di Pickax hanno altre idee. Vicini invadenti vanno a trovarlo non invitati. Un delizioso uccellino, il cardinale rosso, ogni mattina lo sveglia con il suo canto. I gatti si comportano in maniera strana, per non dire indegna. E come se questo non bastasse, pare che l'amica del cuore di Qwill, la bibliotecaria Polly, si sia innamorata di un altro uomo. Ma la cosa più drammatica è che Qwill trova un cadavere nel suo orto, tra gli alberi di mele. Nessuno, a Pickax sembra piangere la morte di Hilary VanBrok, l'odiato direttore della scuola superiore locale, un uomo solitario con la passione per tutto ciò che concerne l'estremo oriente, dalle piante agli oggetti di arredamento. Tutti, nella piccola località, avrebbero avuto un movente e Qwill teme che il caso possa venire archiviato. Ma quando un amico viene fortemente sospettato il giornalista parte lancia in resta, deciso a scagionare il presunto colpevole e a riconquistare il cuore di Polly. (goodreads)

Polly è stata invitata ad un matrimonio e Qwill si accinge a godersi la serata coi suoi coinquilini felini, quando il viale di casa sua è riempito di macchine e tutti i membri del cast del teatro irrompono a festeggiare la buona riuscita dell'Enrico VIII a casa sua. Tutto bene, se non fosse che a fine serata Qwill si accorge che una macchina non è andata via e quando va a controllare scopre che è quella del preside della scuola e lui è accasciato sul volante con una pallottola nella nuca. Nessuno in realtà piange molto questo uomo che è piuttosto tirannico e arrogante, e oltretutto nasconde anche grosse bugie dietro di sè. Qwill vuole restarne fuori, tuttavia quando viene sospettato un suo amico, comincia a frugare il naso in qua e in là. Tra una corsa di cavalli e un disastroso concorso felino, Qwill riuscirà a capire chi è il reale colpevole e anche a chiarire le cose con Polly.
Mi piace sempre leggere le avventure di Qwill e i siamesi. Forse non è la storia più lineare che ho letto finora, però alla fine tira bene le fila del discorso ed è chiaro sia chi è l'assassino sia le sue motivazioni.
I gialli della Braun sono sempre incastonati nelle vicende della cittadina di Pickax e anche in questo abbiamo tanti elementi di disturbo (come il concorso felino) ed è anche molto lungo il discorso sulle prove teatrali, anche se aiutano ad inquadrare il preside defunto. Però è anche gradevole seguire le vicende del paese.
Mio voto: 7 / 10

domenica 12 marzo 2023

Acqua rossa - Jurica Pavičić


Titolo originale: Crvena voda (2017)

Quando la diciassettenne Silva scompare dal suo villaggio sulla costa dalmata si sta celebrando la festa dei pescatori. È un sabato di settembre del 1989 in una Jugoslavia morente e l’indagine viene affidata all’ispettore Gorky Šain. Ben presto le ricerche rivelano un ritratto più complesso e sconosciuto della ragazza: studentessa delle superiori a Spalato implicata negli ambienti della droga econ molti soldi a disposizione. E poi c’è un testimone uscito dal nulla, che afferma di averla vista comprare il biglietto di un pullman diretto all’estero. La Storia nel frattempo segue il suo corso; ciò che resta del regime di Tito sta crollando e il nuovo potere dà il via a una caccia alle streghe che non risparmia nemmeno le forze dell’ordine: Gorki Šain è obbligato a dimettersi e il caso viene chiuso. La famiglia di Silva è l’unica a non arrendersi, a continuare ostinatamente le ricerche e a voler trovare delle risposte. Solo molti anni più tardi, in una Croazia alquanto cambiata, un evento inatteso farà luce su quell’indagine… Acqua rossa è un giallo sociale potente e dai tratti epici. Accanto alla tensione del poliziesco mostra, in un grande narrazione, gli sconvolgimenti di quasi tre decenni della società jugoslava: caduta del comunismo, guerra civile, crollo dell’economia e dell’industria, investimenti stranieri, corruzione, turismo. I destini individuali che incrociano i traumi della Storia. (goodreads)

La mia paura principale nel leggere questo libro era che la componente storica fosse troppo presente, invece devo dire che rimane abbastanza sullo sfondo. Ci vengono spiegati i cambiamenti che avvengono ma il focus rimane sempre sui personaggi che hanno ruotato intorno alla vicenda di Silva (che per tutto il libro io ho letto "Silvia"). Il libro è diviso in quattro parti e ogni parte è divisa in capitoli in cui l'attenzione è su un personaggio e viene citato l'anno in cui siamo. Quindi parla Mate il gemello di Silva, Vesna la madre, Jakov il padre, Adrijan che viene accusato dell'omicidio, Gorky l'ispettore che inizia l'indagine ma viene costretto a dimettersi e diventa agente immobiliare, Brane il fidanzato di Silva, e altri...
Con il passare degli anni vediamo anche quali sono i cambiamenti nel Paese.
Silva non è la ragazza che credeva la sua famiglia. Non è una persona tranquilla, è una giovane spacciatrice di eroina che per questo si è fatta anche molti nemici. Questo getta nello sconforto soprattutto il padre ed il fratello che non se l'aspettavano. La scomparsa di Silva creerà una crepa insanabile nella famiglia, soprattutto tra il padre e la madre (che accusa il padre di essere uno smidollato e di aver smesso di cercarla). Il fratello continuerà a cercarla per anni in giro per l'Europa, nonostante la moglie sia contraria e cerchi di trattenerlo a casa. Il dramma familiare si intreccia con la storia che cambia e col paesino in cui invece tutto cambia poco.
Questo libro, che viene presentato come un poliziesco o un "giallo sociale", in effetti ha tante storie che girano intorno alla ragazza morta, di cui scopriremo come è morta alla fine, ma che è la vicenda che innesca tutta una serie di altre riflessioni, sulla perdita, sul lutto, sul modo che va avanti comunque, sulla fragilità dei rapporti.
E' stato carino che quando parla di Spalato ho potuto visivamente ricordare alcuni dei posti che citava perchè li conoscevo.
La lettura è stata interessante. Ho molto apprezzato che la storia politica della Croazia rimanga in sottofondo ma ho comunque apprezzato che si capiscano i cambiamenti. L'ho letto bene, è scorrevole, la vicenda è interessante, anche se tirata un po' per le lunghe; ci vorranno quasi trent'anni per capire cosa è successo e quello che è successo non ha proprio un effetto sorpresa.
Un bel libro, gradevole.
Mio voto: 7 e mezzo / 10

giovedì 29 dicembre 2022

Cloak and dagger reading challenge 2023



Sfida ospitata da Carol's notebook , per gli amanti di mystery e crime novels.

Challenge Rules:
You can read any book that is from the mystery/suspense/thriller/crime genres. Any sub-genres are welcome as long as they incorporate one of these genres.

Books need to at least 100 pages long. Please no short stories.

The Challenge will run from Jan. 1st to Dec. 31st.

Levels:
5-15 books – Amateur sleuth
16-25 books – Detective
26-35 books – Inspector
36 – 55 – Special agent
56+ books – Sherlock Holmes

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Libri letti: